Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”




Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..






“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in superficie “






Pino Ciampolillo


Tuesday, May 19, 2020

2020 12 MAGGIO PROTOCOLLO 25453 ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE SERVIZIO 1 AUTORIZZAZIONE E VALUTAZIONI AMBIENTALI IL PARERE INTERMEDIO DELLA COMMISSIONE TECNICA SPECIALISTICA

2020 12 MAGGIO  PRFOTOCOLLO 25453 ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE  SERVIZIO 1  AUTORIZZAZIONE  E VALUTAZIONI AMBIENTALI 

2020 12 MAGGIO INVITO ISOLA PULITA CALUDIA MANNINO PD CONFERENZA SERVIZI 20 MAGGIO 2020 PA44 IPPC3 - ITALCEMENTI SPA NOTA PROT N 25453 DEL 12.05.2020 





Commissione Tecnica Specialistica – Ditta ITALCEMENTI S.p.A. – Cementeria di Isola delle femmine (PA) – Riesame
con valenza di rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale D.R.S. 693 del 18 luglio 2008”.

OGGETTO: Ditta ITALCEMENTI s.p.a. – Cementeria di Isola delle femmine (PA) – Riesame con valenza  di rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale D.R.S. 693 del 18 luglio 2008”.
Sigla Progetto: PA 44/IPPC3

Proponente: ITALCEMENTI s.p.a.

Procedimento: Procedura di riesame con valenza di rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale ai sensi dell’art. 29-octies del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii.
Parere predisposto sulla base della documentazione e delle informazioni che sono state fornite dal servizio 1 del Dipartimento Regionale Ambiente regione Siciliana e contenute nell’apposito web-disk ovvero nel nuovo portale regionale.
PARERE Intermedio C.T.S. n. 13/2020 del 18/03/2020


VISTO l’art. 91 della Legge Regionale n. 9 del 07 maggio 2015 recante “Norme in materia di autorizzazione ambientali di competenza regionale”, come integrato con l’art. 44 della Legge Regionale n. 3 del 17.03.2016;
VISTO il Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152 e ss.mm.ii.;

VISTO il D.P.R. n. 357 dell’08/03/1997 e s.m.i;

VISTO il D.A. n. 175/GAB del 09/08/2007, che detta disposizioni in merito alle procedure relative al rilascio delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera nel territorio della Regione Siciliana;
VISTA la nota DEC MIN/274/2015 del 16/12/2015 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, recante “Direttiva per disciplinare la conduzione dei procedimenti di AIA”;
VISTA la nota DVA.U.0027569 del 14/11/2016 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, recante “Criteri sulle modalità applicative della disciplina in materia di prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento alla luce delle modifiche introdotte dal D. Lgs. 4 marzo 2014, n. 46”;
VISTO l’Allegato B al D.D.G. n. 412 del 18 maggio 2016 con il quale vengono adottati nella Regione Siciliana gli “Indirizzi per la presentazione delle domande da parte dei gestori, delle nuove attività soggette ad autorizzazione integrata ambientale e per l’attuazione dei procedimenti in corso e resi noti i chiarimenti sulle modalità applicative della disciplina in materia di prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento, alla luce delle modifiche introdotte dal decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 46”;
VISTA la Circolare Assessoriale prot. n. 33428 del 19 maggio 2016, recante “Indirizzi sulle modalità applicative dell’istituto del rinnovo periodico delle autorizzazioni integrate ambientali, ex art. 29-octies del Titolo III bis alla Parte Seconda del D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, come da ultimo modificato dal D. Lgs. 4 marzo 2014, n. 46”;
VISTO il Decreto del 15 aprile 2019 n. 104 con il quale il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e de Mare, ha dettato le “Modalità per la redazione della relazione di riferimento di cui all’art. 5, comma 1, lett. v) bis del D. Lgs 152/06”;
CONSIDERATE le pertinenti disposizioni in materia di autorizzazione integrata ambientale contenute nel D. Lgs. 152/2006 e s.m.i.;
VISTA la Direttiva sulla Qualità dell’Aria (Direttiva 2008/50/CE) e il relativo Decreto Legislativo di recepimento (D. Lgs. 155/2010);
VISTA la decisione di esecuzione della commissione del 26 marzo 2013 che stabilisce le conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (BAT) per il cemento, la calce e l’ossido di magnesio, ai sensi della direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle emissioni industriali;
VISTO il D.G.R. n. 268 del 18 luglio 2018con cui è stato approvato il Piano Regionale di Tutela della Qualità dell’Aria in Sicilia (PRTQA);
VISTO il D.A. n. 207/GAB del 17 maggio 2016 – Costituzione della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza regionale e successive modifiche ed integrazioni;
VISTO il D.A. n. 142/GAB del 18/04/2018 che regolamenta il funzionamento della C.T.S. per le autorizzazioni ambientali di competenza regionale;
VISTA la Nota prot. 605/GAB del 13 febbraio 2019, recante indicazioni circa le modalità di applicazione dell’art. 27-bis del D.lgs. 152/2006 e ss.mm.ii.;
VISTO il D.A. n. 295/GAB del 28/06/2019 che approva la “Direttiva per la corretta applicazione delle procedure di valutazione ambientale dei progetti”;
VISTO il D.A. n. 311/GAB del 23 luglio 2019, con il quale si è preso atto delle dimissioni dei precedenti componenti della Commissione Tecnica Specialistica (C.T.S.) e contestualmente sono stati nominati il nuovo Presidente e gli altri componenti della C.T.S.;
VISTO il D.A. n. 318/GAB del 31 luglio 2019 di ricomposizione del Nucleo di coordinamento e di nomina del vicepresidente;
VISTO il D.A. n. 414/GAB del 19 dicembre 2019 di nomina di nn. 4 componenti della CTS, in sostituzione di membri scaduti;
VISTA l’istanza, acquisita al prot. A.R.T.A. n. 2176 del 17.01.2014 con la quale il Proponente ha presentato domanda di rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) ai sensi dell’articolo 29-octies del D.lgs 152/2006 e s.m.i.;
VISTA la nota del Servizio I dell’Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana prot. n. 33403 del 16 luglio 2014 con cui è stato fissato un incontro informativo con il Proponente;
VISTA l’istanza di riesame con valenza di rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale D.R.S. 693 del 18 luglio 2008 presentata dal Proponente e acquisita al prot. ARTA n. 53217 del 17.11.2015;
CONSIDERATO che la sopra citata istanza di riesame con valenza di rinnovo è stata presentata a seguito dell’entrata in vigore del D.lgs 46/2014 e della nota del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio  e del Mare prot. 0022295 del 27 ottobre 2014 con cui sono state prorogate le scadenze di legge delle autorizzazioni integrate ambientali (AIA) in vigore alla data dell’11 aprile 2014 (di fatto la loro durata è raddoppiata). Inoltre ai sensi dell’articolo 29 del D.Lgs 46/2014 i procedimenti di rinnovo periodico avviati dopo il 7 gennaio 2013 ed in corso sono convertiti in procedimenti di riesame senza connesso aggravio tariffario.
CONSIDERATO inoltre che con la sopra citata istanza di riesame con valenza di rinnovo il Proponente ha inteso anche dare riscontro alla nota prot. n. 47711 del 19 ottobre 2015 del Servizio I VAS/VIA con cui è stato richiesto ad Italcementi di presentare entro i successivi 30 giorni “il progetto definitivo di revamping dell’impianto e contestuale istanza di valutazione di impatto ambientale ai sensi dell’articolo 23 del D.lgs 152/2006 e s.m.i. e di valutazione di incidenza, ai sensi dell’articolo 5 del D.P.R. n. 357/97, nonché l’aggiornamento di tutte le informazioni di cui all’articolo 29-ter, comma 1, del più volte citato D.lgs 152/2006 e s.m.i. per il riesame dell’autorizzazione di che trattasi”
La società ha così risposto che “ad oggi, non si trova nelle condizioni di poter implementare detto progetto …La società intende comunque conseguire il tempestivo e completo adeguamento della Cementeria alle pertinenti nuovi conclusioni BAT di cui al precedente punto v., ai sensi ed in conformità a quanto prescritto dalla vigente normativa AIA. Tale adeguamento verrà, in particolare, conseguito mediante l’adozione di interventi tecnico-gestionali per la riduzione delle emissioni del forno di cottura che consentono all’allineamento ai range BAT-AEL previsti dalle conclusioni sulle BAT…”.
VISTO l’Avviso di Riesame con valenza di rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale DRS 693/2008 pubblicato il 23 ottobre 2015;
VISTA la “Dichiarazione di procedibilità” dell’istruttoria da parte del RUP e ribadito che, ai sensi del D.A. n. 142/GAB del 18/04/2018, ogni connesso accertamento e valutazione è di competenza del Servizio I del Dipartimento Regionale Ambiente della Regione Sicilia;
CONSIDERATO che le dichiarazioni rese dal Proponente costituiscono, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 3 della L. 7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche e integrazioni, presupposto di fatto essenziale per il rilascio del presente parere e le condizioni e le prescrizioni ivi contenute. La non veridicità, falsa rappresentazione o l’incompletezza delle informazioni fornite nelle dichiarazioni rese dal Proponente possono comportare, a giudizio dell’autorità competente, un riesame del presente parere, fatta salva l’adozione delle misure cautelari ricorrendone i presupposti.
VISTO il DRS 693/2008 con cui è stato decretato di rilasciare ai sensi e per gli effetti dell’art. 5 del D.Lgs 59/2005 , alla Società ltalcementi S.p.A. con sede legale in via G. Camozzi n.124 Bergamo l 'Autorizzazione Integrata Ambientale per l'impianto esistente "Cementeria di Isola delle Femmine" ubicata in via delle Cementerie n. 10 nel Comune di Isola delle Femmine (PA). L’Autorizzazione è stata subordinata al rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle competenti autorità intervenute in sede di conferenza dei servizi ed indicate nei pareri sopra riportati, anche in merito all’applicazione delle migliori tecniche disponibili, che fanno parte integrante e sostanziale del decreto.
In particolare, sono state formulate prescrizioni (che solo in parte si riportano) in merito a:

-      Limiti di emissioni: “… nelle more dell'attuazione dell'intervento di conversione tecnologica ("revamping") dell'impianto la ditta dovrà rispettare i limiti di cui alla tabella allegata al presente provvedimento (Allegato l)…”;
-    all’impianto: “… È fatto obbligo all’azienda di procedere, entro 24 mesi dal rilascio della presente autorizzazione, alla conversione tecnologica (“revamping") dell'impianto con il completo allineamento alle Migliori Tecniche Disponibili (M.T.D.) previste per il settore cemento, al fine dj ottenere un sostanziale miglioramento delle prestazioni ambientali per quanto riguarda l 'abbattimento dei principali inquinanti (polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo). Nell'ambito dell'intervento di conversione tecnologica l'azienda è in ogni caso tenuta a realizzare un sistema di abbattimento delle polveri che garantisca, per il forno di cottura (attualmente camino E35), un livello emissivo inferiore a 15 mgfNm3 (media oraria)… -Qualora il Gestore non riesca a realizzare la conversione tecnologica dell'impianto ("revamping") prevista dalla superiore prescrizione dovrà comunque adeguare l'impianto esistente alle Migliori Tecniche Disponibili (M.T.D.)…” attraverso degli interventi descritti.
-   ai combustibili utilizzati ed ai consumi energetici: “…- Entro 60 giorni dal rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale l'azienda dovrà provvedere a liberare la cava di Raffo Rosso dal pet-coke stoccato, effettuando la bonifica ed il ripristino ambientale dell'area qualora si rendesse necessario a seguito delle attività di caratterizzazione, secondo le modalità previste dalla normativa vigente. Il coke da petrolio potrà essere trasferito nel capannone materie prime solo dopo la sua caratterizzazione (per la verifica della conformità delle sue caratteristiche composizionali alle prescrizioni di legge), e previa predisposizione di un apposito programma di trasferimento da trasmettere preventivamente al Servizio 3/DTA ed agli Organi di Controllo … Al fine di ridurre il consumo di combustibili convenzionali non rinnovabili, il gestore dovrà valutare la possibilità di utilizzo di alcune tipologie di rifiuti in co-combustione con i combustibili tradizionali. L'operazione si configura come recupero energetico da rifiuti (R l) e dovrà essere condotta conformemente a quanto previsto dalle vigenti normative in materia di gestione dei rifiuti. Il gestore dovrà predisporre apposito studio da trasmettere a questo Assessorato - Servizio 2/VAS-VIA in cui siano individuati le fonti di approvvigionamento e le modalità di gestione dei suddetti rifiuti, e gli eventuali interventi atti ad adeguare le emissioni ai limiti prescritti dalla presente Autorizzazione;
- alle attività di monitoraggio (Piano di monitoraggio e controllo): “…Dovranno essere effettuati controlli periodici, con cadenza almeno semestrale degli inquinanti per i quali sono stati fissati i limiti e che non sono soggetti a controlli in continuo. I controlli periodici di IPA e PCDD/F dovranno essere fatti con cadenza almeno annuale. Si suggerisce l'installazione di misuratori automatici in continuo con registrazione dei livelli di polverosità nelle zone di maggiore criticità indicati nel citato allegato V alla parte quinta del D. Lgs.152/06 … La ditta entro due mesi dal rilascio della presente autorizzazione deve inoltrare agli organi di controllo idonea documentazione tecnica contenente le procedure relative alle modalità ed alle tempistiche di esecuzione degli interventi manutentivi ed alle operazioni di calibrazione e taratura della strumentazione di misura … L'azienda dovrà provvedere all’acquisto di due stazioni di rilevamento della qualità dell'aria, da affidare in gestione/manutenzione all'Arpa, con oneri a carico della ltalcementi S.p.A. La dotazione delle stazioni (sensori), la loro ubicazione e le modalità tecniche di funzionamento delle centraline saranno oggetto di un apposito protocollo operativo che sarà definito, entro 30 giorni dal rilascio della presente Autorizzazione Ambientale Integrata (A.LA.), fra gestore, Servizio 3/DTA, Arpa ed Enti Locali interessati. Il posizionamento delle centraline deve essere subordinato ad una verifica preventiva delle aree di massima ricaduta ed all'effettuazione di un congruo numero di campagne di misura della quantità dell’aria mediante l’ausilio di laboratorio mobile …”.
CONSIDERATO che con riferimento alla prescrizione relativa:

-   all’impianto, il Proponente nella citata istanza di riesame con valenza di rinnovo ha affermato che “…con comunicazione del 26 maggio 2010, la Società rappresentava che, nelle more della conclusione del procedimento di VIA relativo al progetto di revamping, pendente sin dal 2007, erano state già implementati presso la Cementeria interventi necessari a garantire, oltre ad un miglioramento complessivo delle prestazioni ambientali, il rispetto dei limiti di emissioni previsti dall’AIA …così ottemperando a quanto ivi prescritto in ordine all’adeguamento della Cementeria alle MTD”;
-    all’attività di monitoraggio della qualità dell’aria, è stato avviato l’EU PILOT 7194/14/ENVI – Presunta violazione dell'art. 8 della Direttiva 2010/75/UE per mancato rispetto delle condizioni dell’AIA rilasciata all’impianto ITALCEMENTI c/o Isola delle Femmine (Regione Siciliana) ed in particolare della parte relativa all’acquisto di due stazioni di rilevamento della qualità dell'aria, da affidare in gestione/manutenzione all'Arpa, con oneri a carico della Italcementi S.p.A..
LETTE, relativamente all’EUPILOT 7194/14/ENVI le seguenti note:

-  nota del Servizio 1 – DRA prot. n. 6039 del 9.02.2015;

-  nota del Servizio 1 – DRA prot. n. 7788 del 19.02.2015;

-  nota del Servizio 1 – DRA prot. n. 24740 del 26.05.2015;

-  nota del Servizio 1 – DRA prot. n. 48729 del 22.10.2015;

-  nota del Servizio 1 – DRA prot. n. 60912 del 21.12.2015;

-  nota del Servizio 1 – DRA prot. n. 2564 del 15.01.2016;

-  nota del Servizio 1 – DRA prot. n. 33061 del 18.05.2016;

-  nota del Servizio   DRA  prot. n. 39850 del 13.06.2016. Dalla lettura delle seguenti note si è  appreso che:
-    l’ARPA Sicilia ST Palermo – in data 22/07/2014 in occasione dell’Avvio formale del procedimento convocato con nota protocollo ARTA n. 33403 del 16/07/2014, - ha evidenziato “di avere inviato all'Autorità competente i verbali relativi ai sopralluoghi effettuati per la verifica del rispetto delle prescrizioni del DRS 693/08 e del PMC... ed inoltre...per le centraline, che effettivamente non sono state istallate, si evidenzia che i Comuni interessati devono concedere i titoli abilitativi per le installazioni delle stesse nei luoghi già individuati di cui alla nota ARPA n. 7566 del 06/02/2014”.
-   in data 20/11/2014, facendo seguito alla nota di sollecito di cui al punto precedente, si è tenuto apposito Tavolo tecnico presso questo Dipartimento, giusta nota di convocazione del 12/11/2014, protocollo ARTA n. 52367, finalizzato alla verifica/attuazione delle prescrizioni contenute nel DRS 693/08, con particolare riguardo alle problematiche connesse al posizionamento delle centraline di monitoraggio. Nella medesima convocazione, questo Dipartimento chiedeva ai Comuni invitati espliciti chiarimenti sullo stato delle procedure autorizzative di loro competenza e precisava, altresi, che i chiarimenti in questione si rendevano necessari per il prosieguo della procedura di rinnovo dell'AIA,

-   con nota prot. n. 41473 del 8/07/2015, acquisita al protocollo ARTA al n. 33841 in data 20 luglio 2015, l'ARPA Sicilia ST2 - Monitoraggi Ambientali, in riscontro alla nota prot. n. 24834 del 26/05/2015 di questo Assessorato, nel rappresentare di non avere disponibili laboratori mobili in quanto tutti impegnati in campagne di monitoraggio presso le aree ad elevato rischio di crisi ambientale (Milazzo, Gela e Priolo), ha confermato l'avvenuta installazione delle due stazioni fisse, precisando che "la stazione di Isola delle Femmine, come tra l'altro precisato dalla nota della ditta Italcementi S.p.a. del 27/05/2015, è stata messa in servizio ed è funzionante dal 27 marzo 2015, mentre quella del comune di Capaci, installata in data 4 giugno 2015, non è ancora in funzione in quanto il gestore è in attesa che Enel Distribuzione provveda alla  fornitura dell'energia elettrica". L'Arpa, nella medesima nota, evidenzia che la gestione delle due stazioni è in atto affidata alla Italcementi in quanto sono in corso di valutazione i termini per la stipula di una convenzione onerosa che preveda la gestione delle centraline da parte di Arpa e che, nelle more della stipula della convenzione ARPA/Italcementi, ha onerato il gestore della cementeria, ai fini dell'informazione al pubblico di cui all'art. 18 del D. Lgs. 155/2010, alla pubblicazione di un bollettino giornaliero nel sito web dell'azienda, dei dati rilevati nelle due centraline, in modo da rendere gli stessi pubblici e consultabili da tutti (cittadini, associazioni ambientaliste ed Enti pubblici).

VISTA la Convezione sottoscritta dall’ARPA Sicilia e dalla Ditta Italcementi s.p.a. in data 3.05.2016 per la gestione e manutenzione delle stazioni fisse di monitoraggio qualità dell’aria nei Comuni di Isola delle Femmine e di Capaci.

VISTE le comunicazioni di modifica non sostanziale:
-  comunicazione acquisita al protocollo ARTA n. 10484 del 18.02.2016 con cui Italcementi ha comunicato di voler ampliare le tipologie di materie prime per la formulazione della miscela cruda (farina) con il silicato di ferro;
-comunicazione acquisita al protocollo ARTA n. 42083 del 20.06.2016 con cui si è depositata documentazione integrativa al fine di aggiornare sugli interventi proposti per l’adeguamento della Cementeria alle BAT;
-   comunicazione acquisita al protocollo ARTA n. 53109 del 3.08.2016 e l’allegata relazione tecnica con cui Italcementi ha comunicato di voler apportare delle modifiche allo stabilimento di Isola delle Femmine inerenti risoluzioni tecniche di natura non sostanziale, che prevedono l’installazione di presidi ambientali volti all’ulteriore contenimento delle emissioni e che quindi non comportano effetti negativi e significativi sull’ambiente bensì prevedono soluzioni migliorative.
Gli interventi in progetto prevedono per il forno di cottura del clinker:

§  adozione di tecniche di controllo primario delle emissioni di NOx attraverso l’installazione di nuovi bruciatori Low-NOx al forno rotante ed alla griglia di preriscaldo;
§  adozione di tecniche di controllo secondario degli NOx attraverso l’applicazione e la realizzazione di un impianto SNCR Selective Non Catalytic Reduction;
§  installazione di un sistema DeSOx di iniezione di bicarbonato di sodio per abbattimento degli ossidi di zolfo.
-   comunicazione acquisita al protocollo ARTA n. 87710 del 21.12.2017 con cui Italcementi ha comunicato l’intenzione di apportare una modifica inerente “Utilizzo di impianto di distribuzione carburante con annesso serbatoio fuori terra da 9 mc per gasolio da autotrazione in sostituzione dell’attuale impianto di distribuzione carburante costituito da serbatoio interrato da 12 mc e colonnina erogatrice”;
-   comunicazione acquisita al protocollo ARTA n. 19628 del 29.03.2018 con cui Italcementi ha comunicato l’introduzione di argilla calcinata come nuova materia prima per la produzione di alcune tipologie di cemento;
-   comunicazione acquisita al protocollo ARTA n. 36395 del 8.06.2018 con cui Italcementi ha comunicato l’intenzione di apportare una modifica riguardante la capacità di stoccaggio del combustibile solido all’interno del capannone delle materie prime. Secondo il Proponente “la modifica che si intende realizzare ha carattere gestionale/logistico e lascerà inalterato il quantitativo annuo che rimarrà legato alla produzione di clincker”;
-   comunicazione acquisita al protocollo ARTA n. 54861 del 5.08.2019 con cui Italcementi ha comunicato l’introduzione di loppa granulata d’altoforno come componente per la formulazione di alcune tipologie di cemento;
VISTA la nota prot. n. 74784 del 6.12.2018 con cui l’AREA 2 del Dipartimento Regionale dell’Ambiente ha trasmesso al Presidente della Commissione Tecnica Specialistica la documentazione tecnico-amministrativa relativa all’istallazione IPPC denominata ITALCEMENTI s.p.a. per il parere istruttorio conclusivo ai fini del rilascio dell’AIA di competenza regionale, allegando la relativa scheda.
VISTA la nota prot. n 4161 del 23.01.2020 con cui il Servizio I – Autorizzazioni e Valutazioni Ambientali con cui ha comunicato alla Ditta Italcementi s.p.a. che “Alla luce delle intervenute modifiche al quadro legislativo di riferimento a seguito dell’adozione del Piano Regionale di Tutela della Qualità dell’Aria con Deliberazione della Giunta Regionale n. 268 del 18 luglio 2018, l’istallazione IPPC “Cementeria Isole delle Femmine” rientra tra gli impianti industriali per i quali il Piano prevede misure di riduzione delle emissioni, con adeguamento, entro 01.01.2027, ai limiti inferiori delle BAT-AEL per NOx e PM10, individuati dalla Decisione di esecuzione della Commissione 2013/63/UE del 26 marzo 2013, ed è soggetta al riesame parziale dell’autorizzazione integrata ambientale, ai sensi dell’art. 29-octies, comma 4 lettera d), del D.lgs 152/2006 e ss.mm.ii. Con la presente si comunica che tale riesame parziale sarà incardinato nel procedimento di riesame con valenza di rinnovo ai sensi dell’art. 29-octies, comma 2 del D.lgs 152/2006 e ss.mm.ii. già avviato con nota prot. ARTA n. 47711 del 19.10.2015”.
VISTA la nota prot. 7262 del 6.02.2020 con cui il Servizio I – Autorizzazioni e Valutazioni Ambientali ha chiesto alla Ditta Italcementi “… di trasmettere gli elaborati progettuali, compresi gli allegati planimetrici e le schede, allegati alla nota VDG-AMB/P.mES/15ES041 (prot. ARTA n. 53217 del 17.11.2015) aggiornati riportando le modifiche non sostanziali comunicate …”.
VISTO l’Avviso di Riesame con valenza di rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale DRS 693/2008 pubblicato il 23 ottobre 2015.
VISTA la nota Italcementi i.AMA/n.167 del 20 ottobre 2015 (protocollo ARTA n. 48038 del 20 ottobre 2015) di comunicazione subentro nuovo gestore dello stabilimento Italcementi S.p.A..
VISTA la nota Italcementi i.AMA/n.73 del 6 aprile 2016 (protocollo ARTA n. 22283 del 6 aprile 2016) di deposito di ulteriori documenti ai fini del riesame (Allegati 11, 12,13 e 14).
VISTA la nota Italcementi VDG-AMB/p.MES/16es0 del 20 giugno 2016 (protocollo ARTA 1. 42083 del 20 giugno 2016) di deposito di ulteriori documenti ai fini del riesame (Allegati nuovi disegni 870 108 234, 870 108 235,870 108 236).
LETTI i seguenti atti:

Allegato 1 - Relazione tecnica;

Allegato 2A - Estratto topografico in scala 1:25.000;

Allegato 2 B - Stralcio P.R.G. in scala 1:2000 e 1:500 e mappali; Allegato 3 A - Planimetria dello stabilimento (emissioni in atmosfera); Allegato 3 B - Planimetria dello stabilimento (rete idrica);
Allegato 3 C - Planimetria dello stabilimento (rumore); Allegato 3 D - Layout dell'impianto;
Allegato 6 - Planimetria dell'impianto con indicazione aree stoccaggio rifiuti; Allegato 9 - Copia autorizzazioni precedenti (D.R.S. n. 693/2008);
Allegato 10 - Altri documenti: Attuale PMC del 1° luglio 2009; Proposta PMC del 16.01.2014; Manuale del Sistema di Monitoraggio in continuo delle emissioni (SME); Schema a blocchi dell'attività; Attestazione di Conformità antincendio.
Schede: Scheda A Identificazione dell'impianto; Scheda B Autorizzazioni precedenti; Scheda C Capacità produttiva; Scheda D Materie prime; Scheda E Emissioni; Scheda F Sistemi di contenimento; Scheda G Rifiuti; X Scheda H Energia; Scheda I Scheda riassuntiva.
VISTI i seguenti atti inerenti le Conferenze di Servizio:

-   verbale della riunione tenutasi il 22.07.2014 i cui è stata posta la questione relativa all’ottemperanza delle prescrizioni soprattutto con riferimento alla mancata istallazione delle centraline (poi oggetto del procedimento EUPILOT sopra descritto);
-    nota prot. n. 14344 del 3.3.2016 di convocazione dell’ulteriore conferenza di servizi per il giorno 22.03.2016 nella quale non risulta allegato il verbale della cds 29.02.2016;
-        nota prot. n. 19906 del 25.3.2016 di trasmissione del verbale della conferenza di servizi per il giorno 22.03.2016 priva dell'allegato “verbale”
-        - nota prot. 27888 del 12.04.2017 di indizione e convocazione della conferenza di servizi istruttoria alla data del 28.04.2017;
-        - nota prot. n. 44970 del 19.6.2017 di trasmissione del verbale della conferenza di servizi per il giorno 25.05.2016, priva dell'allegato “verbale”
RILEVATO che sono pervenuti i seguenti pareri:

-   parere del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Palermo, prot. n. 29238 del 7.11.2016 in cui si è affermato che “… Con riferimento alla richiesta di parere di conformità del progetto sopra indicato riguardante l’istallazione di un impianto Denox/Desox e l’adeguamento dei trasformatori elettrici, esaminati gli elaborati tecnici ad essa allegati, questo Comando esprime, per quanto di competenza parere favorevole alle seguenti condizioni: 1. Le coperture dei vani esterni ospitanti i trasformatori n. 11 e 13 siano di caratteristiche almeno REI60 (rif. Punto 1. capo III DM 15.07.2014); 2. Per i rischi conseguenti all’istallazione dell’impianto Denox/Desox venga elaborato il documento sulla protezione contro le esplosioni di cui all’articolo 294 del D.lvo 81/08 da integrare al documento di valutazione dei rischi di cui all’art. 17, comma 1, del D.lvo 81/08…”;
-   parere Soprintendenza BB.CC.AA. di Palermo: Nulla Osta prot. n. 2079/S15.4 del 26 ottobre 2016 per la demolizione della ciminiera dismessa lato Capaci a servizio del forno e rinforzo strutturale della ciminiera lato Palermo presso lo stabilimento Italcementi S.p.A.. L’amministrazione ha autorizzato nel progetto le opere previste nel progetto a condizione che si utilizzi una finitura cromatica con base RAL 1028 previa visione in cantiere della campionatura da parte da parte dei tecnici di questa U.O..
-    parere Soprintendenza BB.CC.AA. di Palermo: Nulla Osta prot. n. 892/S15.4 del 14 settembre 2016 (protocollo ARTA n. 13549 del 12 ottobre 2016) per la realizzazione di un nuovo impianto di riduzione ossidi di azoto e zolfo nello stabilimento Italcementi S.p.A.;
-   parere Soprintendenza BB.CC.AA. di Palermo: Nulla Osta prot. n. 6842/S6.7 del 4 novembre 2014 per installazione di una stazione di monitoraggio ambientale in via delle Mimose;
-   parere favorevole dell’ASP n. 6 Palermo, prot. n. 5926 del 17 ottobre 2016 (protocollo Comune di Isola delle Femmine, 15423 del 14 novembre 2016) con riferimento alla Richiesta parere igienico sanitario per rilascio autorizzazione inerente la realizzazione di un impianto di riduzione ossidi di azoto e zolfo presso lo stabilimento Italcementi s.p.a.”;

-   autorizzazione, ex art. 16 legge 64/74, dell’Ufficio del Genio Civile di Palermo, prot. n. 207817 del 17 novembre 2016 (protocollo Comune di Isola delle femmine, 4841 del 27 marzo 2017) inerente al “Progetto di realizzazione di un impianto DeNOx e DeSOX per la linea di cottura all’interno dello stabilimento cementeria Isola delle Femmine consistenti sommariamente in: realizzazione di una platea di fondazione in
c.a. dalle dimensioni circa di mt 21.40 x 9.70 avente uno spessore di m. 1.00 per l’alloggiamento di un silo metallico per lo stoccaggio del bicarbonato, un serbatoio in acciaio inox per il contenimento della soluzione ammoniacale, realizzazione di una cabina elettrica in c.a. con sovrastante istallazione di una struttura metallica per la realizzazione di una scala di accesso alla copertura del silo bicarbonato e del serbatoio soluzione ammoniacale; realizzazione di un plinto di fondazione in c.a. della stilata metallica della passerella tubazioni”;
- parere del Sindaco del Comune di Isola delle Femmine: parere favorevole ai sensi degli articoli 216 e 217 del R.D. 27 luglio 1934 n. 1265 espresso nel corso della conferenza di servizi del 25 maggio 2017 e consegna delle seguenti note che non risultano agli atti della presente istruttoria;
-  certificato di collaudo finale a firma del direttore dei lavori Arch. Antonio Sferlazzo che non risulta agli atti della presente istruttoria;
-   parere del Comune di Isola delle Femmine - Ufficio Tecnico III Settore – Urbanistica ed edilizia Privata - nota prot. n. 7818 del 25 maggio 2017 contenente la seguente documentazione: nulla osta per costruire cementeria prot. n. 434 del 4 marzo 1954 rilasciato dal Comune di Isola delle Femmine; autorizzazione di agibilità n. 24/82 del 24 gennaio 1991 rilasciata dal Comune di Isola delle Femmine; segnalazione certificata di inizio attività dei lavori di realizzazione di un impianto per la riduzione degli ossidi di azoto e zolfo emessi in atmosfera, prot. 11. 15266 del 10 novembre 2016; segnalazione certificata di inizio attività dei lavori consistenti in demolizioni della ciminiera dismessa lato Capaci, rimozione dei gruppi elettrofiltri dismessi ai piedi delle ciminiere, rinforzo strutturale della ciminiera lato Palermo, prot. n. 16144 del 25 novembre 2016; comunicazione di fine lavori della Scia di cui sopra, prot. n. 6374 del 23 aprile 2017;
-  ASP di Palermo U.O.C. Igiene degli Ambienti di Vita: Parere favorevole prot. n. 1779 del 6 luglio 2017;
-   parere favorevole dell’Arpa Sicilia Direzione Generale sul PMC -espresso con nota prot. n. 18969 del 13 aprile 2018 (protocollo ARTA n. 23344 del 13 aprile 2018) – sottoposto alle seguenti condizioni:
1.  Per un più efficace controllo del periodo di esercizio non sorvegliato degli analizzatori SME, si chiede di aumentarne la frequenza di calibrazione di zero e di span portandola ad una settimana, in particolare nei casi in cui la frequenza prevista e pari a quattro settimane o a tre mesi (vedi tab. a pag. 22 del manuale di gestione SME).
2.   Fermo restando quanto chiesto al superiore punto 1, il gestore deve riportare nel manuale di gestione SME gli scostamenti percentuali dai valori di zero e di span che determinano la necessità di procedere ad una nuova taratura/calibrazione dello strumento di misura, per ciascuno degli inquinanti monitorati in continuo.
3.II gestore deve aggiornare tutti i riferimenti alle norme tecniche presenti nel manuale di gestione SME, se superati (ad es. UNICHIM 402 da sostituire con UNI EN13284-1:2003, vedi pag. 25).
4.     Si concorda con quanto proposto del gestore relativamente alla frequenza di sostituzione (ogni 8.000 ore di utilizzo effettivo rispetto alla precedente frequenza indipendente dalla reale operatività) delle maniche del filtro a tessuto a servizio dell'impianto molino n.1 che convoglia al camino E21.
5.   Si chiede di integrare le registrazioni indicate al par. "Ispezione e manutenzione dei sistemi di abbattimento" del PMC con quelle relative all'ispezione ed alla sostituzione del filtro a carbone attivo installato sullo sfiato del serbatoio interrato per olio combustibile BIZ.
6.  Con riferimento alle emissioni diffuse, le procedure operative e le istruzioni tecniche citate nel PMC devono essere allegate alto stesso. Inoltre, qualora esse non specifichino in dettaglio le modalità adottate per il contenimento delle emissioni diffuse nei quattro casi riportati a pag. 24 e seguenti, tali modalità andranno inserite nel PMC in corrispondenza della specifica attività (a titolo di esempio, relativamente all'umidificazione del materiale estratto nella cava di Pian dell'Aia, chiarire se ciò avviene attraverso un sistema automatico o manualmente, con periodicità prefissata o occasionalmente).
7.   Entro tre mesi dall'emissione del provvedimento di autorizzazione, il gestore dovrà implementare un sistema per il contenimento delle emissioni diffuse durante le fasi di caricamento del cemento sfuso sui mezzi di trasporto dedicati.
8.  II gestore deve integrare la tabella4.1-1"Elenco delle comunicazioni da effettuare agli enti" aggiungendovi: - la comunicazione dei dati giornalieri degli SME; che effettuerà secondo le modalità concordate durante l'incontro tecnico; - l’indicazione dei tempi per l'invio degli esiti dell'IAR e delle tarature, anche per gli strumenti per i quali la taratura coincide con la calibrazione.
9.    Si prende atto della proposta in All. 1 al PMC, relativa alla possibilità che la vidimazione dei registri lì elencati venga effettuata della ST1 Controlli Ambientali di ARPA Sicilia, che si rende disponibile in tal senso, in alternative agli uffici dell'Area 2.
10.  Tutti i punti di misura/campionamento/controllo indicati nel PMC devono essere geo referenziati, chiaramente identificati con apposizione di adeguata cartellonistica, e le loro coordinate riportate nel piano. Inoltre al piano dovranno essere allegate planimetrie riportanti i suddetti punti di misura/campionamento per una loro facile identificazione.
11.  II PMC manta del quadro sinottico delle attività di controllo. Si chiede pertanto al gestore di inserire tale quadro sinottico ed al contempo di adeguare il piano alto schema del "Documento di indirizzo per la redazione del piano di monitoraggio e controllo per gli impianti soggetti ad AlA" di ARPA Sicilia, che si allega in copia; inoltre il proponente potrà prendere a riferimento anche il documento APAT "II contenuto minimo del piano di monitoraggio e controllo" del febbraio 2007.
12.  Con riferimento alle attività di controllo a carico di ARPA e alle relative frequenze, in assenza del quadro sinottico di cui al punto precedente e nelle more della predisposizione da parte dell'Amministrazione Regionale del piano regionale d'ispezione ambientale ex art. 29-decies comma 11-bis, si propone l'effettuazione di un'ispezione annuale, con controlli da svolgersi suite matrici aria, acqua, rifiuti e rumore da parte della Struttura Territoriale ARPA di Palermo.
13.  Qualora, all'esito della conferenza dei servizi decisoria, non fossero stati acquisiti i pareri di tutti i soggetti convocati, il presente parere potrà essere soggetto a modifica, integrazione o revoca.
14.  II gestore dovrà redigere, entro 30 giorni dall’emissione del decreto di autorizzazione, una revisione del PMC che: recepisca le prescrizioni del presente parere; recepisca le prescrizioni contenute nel provvedimento di autorizzazione, anche rilasciate da altri enti, che possano avere refluenze sul PMC; contenga i limiti di emissione stabiliti dall'autorità competente, come riportati nel provvedimento di autorizzazione; contenga le frequenze dei controlli da effettuarsi da parte di questa Agenzia ai sensi dell'art.                                                                                        29- sexies comma 6, conformi alle disposizioni del piano d'ispezione ambientale definito dall’autorità competente ex art. 29-decies comma 11-bis, ovvero, nelle more della sua predisposizione da parte di codesta spettabile A.C., quelle indicate al precedente punto 12.
15.  II gestore dovrà trasmettere copia del PMC cosi revisionato, in formato digitale, alla Struttura Territoriale di Palermo (arpapalermo@pec.arpa.sicilia.it) ed alla 5T1 Controlli Ambientali(arpa@pec.arpa.sicilia.it) per l'approvazione finale, e per conoscenza all’autorità competente.
CONSIDERATO dalla Relazione Tecnica si apprende che gli interventi in progetto per la Cementeria di Isola delle Femmine mirano a dotare l’impianto di nuove tecnologie in grado di assicurare il contenimento delle emissioni nel puntuale rispetto delle indicazioni di cui alle BAT Conclusions, “Conclusioni relative alle migliori tecniche disponibili per la produzione del cemento, della calce e dell’ossido di magnesio”, approvate con Decisione della Commissione Europea n. 2013/163/UE del 26 marzo 2013 e pubblicate sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea il 9 aprile 2013.
Gli interventi in progetto prevedono per il forno di cottura del clinker:
-    adozione di tecniche di controllo primario delle emissioni di NOx attraverso l’installazione di nuovi bruciatori Low-NOx al forno rotante ed alla griglia di preriscaldo;
-   adozione di tecniche di controllo secondario degli NOx attraverso l’applicazione e la realizzazione di un impianto SNCR Selective Non Catalytic Reduction;
-   installazione di un sistema DeSOx di iniezione di bicarbonato di sodio per abbattimento degli ossidi di zolfo.
1.  QUADRO DI RIFERIMENTO PROGETTUALE

La Relazione tecnica afferma quanto segue.

Il complesso produttivo Italcementi è situato nel territorio comunale di Isola delle Femmine, in provincia di Palermo ed è articolato nelle seguenti attività:

-   cava di Pian dell’AIA: estrazione del calcare, frantumazione calcare, trasporto calcare attraverso fornelli e nastri trasportatori in galleria sotterranea dalla cava di Pian dell’AIA alla ex cava di Raffo Rosso. Cava Pian dell’Aia si estende sul territorio dei comuni di Palermo e Torretta;
-   ex cava di Raffo Rosso: arrivo nastro trasportatore in galleria sotterranea dalla cava di Pian dell’AIA, frantumazione secondaria invio calcare in cementeria tramite nastro;
-  cementeria: produzione di leganti idraulici.

La cava di Pian dell’Aia e l’ex cava Raffo Rosso di proprietà sono attività tecnicamente connesse all’impianto IPPC 3.1 (Impianti destinati alla produzione di clinker (cemento) in forni rotativi >500 tonnellate/giorno) rappresentato dalla cementeria.
La cementeria è dotata di un impianto di produzione del clinker, forno Lepol a via semisecca, con capacità produttiva massima pari a 2.000 tonnellate/giorno di clinker, cui corrisponde una potenzialità annua pari a
650.000 t di clinker.

La cementeria, la cava Pian dell’AIA e l’ex. Cava Raffo Rosso come attività tecnicamente connesse per gli aspetti ambientali pertinenti, sono esercite nel rispetto dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) rilasciata dalla Regione Sicilia con D.R.S. 693 del 18 luglio 2008. Il provvedimento AIA è stato oggetto di istanza di rinnovo in data 16 gennaio 2014.

L’intervento consiste nella realizzazione di un impianto per la riduzione di ossidi di azoto e zolfo emessi in atmosfera.

Questo impianto è costituito nello specifico da:
-   Un silos in inox per il bicarbonato con capacità di circa 140 mc, diametro interno di circa 5,00 m ed altezza di circa 18,00 m, interamente rivestito da lamiera metallica e con copertura metallica aperta ai lati, che poggia su una fondazione in CA;

-  Un’area a raso per lo scarico del bicarbonato di dimensioni pari a 4,50 x 15,50 m circa;

-   Un serbatoio per la soluzione ammoniacale con capacità di circa 100 mc, diametro interno di 3,80 m ed altezza di 9,00 m, realizzato all’interno di un bacino di contenimento in muratura con dimensioni interne approssimative di 6,90 x 9,90 m ed alto circa 2,50 m. A copertura di tale bacino è posizionata una copertura metallica sostenuta da pilastri metallici che poggiano sui muri del bacino di contenimento;
-  Un’area a raso per lo scarico della soluzione ammoniacale di dimensioni pari a circa 16,80 x 5,00 m;
-   Una cabina elettrica collocata tra il silo per il bicarbonato e il serbatoio per la soluzione ammoniacale, di circa 5,50 x 3,00 m ed altezza circa 3,30 m;
-   Una scala metallica per la manutenzione che dal livello terreno accanto al silo bicarbonato conduce alla copertura della cabina elettrica e che dalla copertura di quest’ultima conduce fino alla sommità, prima del silo bicarbonato e poi di quella del serbatoio soluzione ammoniacale;
-   Passerella metallica realizzata mediante travi reticolari in carpenteria metallica per il sovrappasso delle tubazioni dal nuovo impianto al forno esistente;
-   Locale tecnico containerizzato monoblocco di circa 1,70 x 4,20 m collocato nella zona adiacente al forno esistente. Sarà realizzato in struttura in lamiera pressopiegata verniciata e tamponamento in pannello sandwich. ).
2.  AUTORIZZAZIONI E CERTIFICAZIONI IN ESSERE

Con la Relazione Tecnica il Proponente ha dichiarato che “Attualmente, l’impianto risulta in possesso di Autorizzazione Integrata Ambientale con D.R.S. 693 del 12 luglio 2008; il sito estrattivo di Pian dell’Aia, invece, in possesso di Autorizzazione n. 03/15 - 134 R, PA del 18/03/2015.
Il sistema di gestione ambientale della Cementeria è certificato secondo la norma ISO 14001 (Certificato Certiquality n. 5846 del 31 gennaio 2003, con scadenza 23/02/2018).
La cava calcare Pian dell’Aia è autorizzata all’escavazione con provvedimento Distretto Minerario di Palermo n. 09-12.134 R2 PA del 18.03.2015 (scad. 23.03.2018). La cava insiste su terreni di proprietà demaniale dichiarati di interesse industriale con decreto del Presidente della Regione Sicilia n. 1340, gr. IV/118 del 24.03.1998 per la durata di venti anni.
La cava di argilla Manostalla è autorizzata all’escavazione con provvedimento Distretto Minerario di Palermo n. 02/12-127 R1 PA del 18.01.2012 (scad. 23.07.2026). La cava insiste completamente su terreni di proprietà della Italcementi S.p.A. è gestita da impresa esterna e non è tecnicamente connessa al complesso produttivo IPPC di Isola delle Femmine”.

3.  QUADRO DI RIFERIMENTO PROGRAMMATICO

Dai documenti depositati dal Proponente emerge quanto segue.


La cementeria di Isola delle Femmine si trova nel Comune di Isola delle Femmine (PA) a circa 12 km da Palermo lungo l’autostrada Palermo – Mazara del Vallo ed è delimitata a Sud dai rilievi dei Monti di Palermo e a Nord dal Mar Tirreno.

L’area complessiva ha una estensione di circa 115.448 m2, gran parte del sito è completamente impermeabilizzata con asfaltatura o soletta in cemento, in ottime condizioni, mentre esistono alcune aree limitate (es. aiuole) prive di pavimentazione.

- Piano Regolatore Generale

Il Piano Regolatore Generale è stato approvato con Decreto Assessorile 14 maggio 1977 n. 83 e la successiva variante approvata con Decreto Assessorile 24 marzo 1983 n. 121/83.

L’area di intervento è interamente identificata come Zona D – industriale ed artigianale. Non sono indicati parametri edificatori.

L’articolo di riferimento è l’art. 14 “zone D” ovvero le zone che comprendono le aree entro cui gli impianti industriali o artigianali in esse esistenti possono continuare la propria attività sempre che le condizioni di accettabilità dei residui di lavorazione, scarichi fluidi, vapori, rumori ecc. sottostiano ai valori limite fissati dalle leggi vigenti sotto il controllo delle autorità preposte. Entro i limiti delle aree definite dal PRG le nuove costruzioni per l’ampliamento degli impianti esistenti non sono soggette a piani di lottizzazione.

Entro 1 km dal perimetro dell’impianto si è in presenza di:

-  Case di civile abitazione (Comune di Isola delle Femmine, 7.191 abitanti)

-  Autostrada Palermo – Mazara del Vallo

-  S.S. n° 113 Settentrionale Sicula

-  Linea ferroviaria Palermo - Trapani

-  Mar Tirreno

-  Piccoli insediamenti industriali ed artigianali


La cava Pian dell’Aia (escavazione calcare) si trova a circa 10 km dallo stabilimento nei Comuni di Torretta e Palermo ad un’altitudine di circa 700 m sul livello del mare.

La cava è tecnicamente connessa alla cementeria attraverso trasporti interni costituiti da fornelli e nastri in galleria.

- Piano Paesaggistico

La zona in cui si colloca l’intervento si trova all’interno di una più vasta area soggetta a vincolo paesaggistico definito ai sensi dell’art. 136, lett. c-d del D.Lgs. 42/2004 smi.

In particolare, si tratta del decreto assessoriale 30 gennaio 1989 “Dichiarazione di notevole interesse pubblico del territorio comunale di Isola delle Femmine.

Le motivazioni di apposizione del vincolo ben inquadrano i valori paesaggistici tutelati: il paesaggio naturale costiero, caratterizzato dall'ampio arco di spiaggia, estremità orientale del golfo di Carini, a cui fa contrasto il susseguirsi di insenature, e l'antropizzazione storicizzata delle due torri, "di terra" e di "fuori", appartenenti al sistema di avvistamento a difesa della cortina delle tipiche costruzioni di pescatori del lungomare. A chiusura sullo sfondo di questo "quadro paesaggistico" la Montagna Raffo Rosso, massiccio costiero calcareo con imponenti pareti e falesia subverticali.

Il principio animatorio di tale decreto non è quello di vincolare per settori ma di preservare i caratteri di notevole interesse pubblico e conciliarli con la necessità di regolare la costruzione di nuovi insediamenti, evitando il caotico distribuirsi sul territorio.

L’intervento verrà realizzato all’interno dell’area industriale della Cementeria, impianto esistente da diversi decenni, in un’area non visibile dall’esterno.

Gli effetti delle modifiche apportate all’impianto industriale, sono tali da non poter essere percepite dall’esterno.

- PTPR – PIANO TERRITORIALE PAESISTICO REGIONALE

Le linee guida per l’ambito 4 e per il territorio di Isola delle Femmine individuano alcuni elementi rilevanti che coesistono in un territorio dalla doppia vocazione turistica ed industriale, con elementi naturalistici da menzionare, ma dotato di diverse e importanti infrastrutture industriali, viarie e portuali.

-  PPA – PIANO PAESAGGISTICO D’AMBITO


Il Proponente ha affermato che alla data odierna il piano d’ambito risulta ancora in fase istruttoria

-  PIANO TERRITORIALE PROVINCIALE ex. art. 12 L.R. n. 9/1986


Il Proponente ha affermato alla data odierna del PTP della provincia di Palermo risulta approvato il solo Schema di Massima.

Nella Relazione paesaggistica, il Proponente ha concluso che “Non sono previste alterazioni del paesaggio così come descritto nel testo del decreto che tutela il territorio in questione in quanto l’intervento in oggetto si colloca all’interno del sito di Italcementi, ovvero all’interno di una zona industriale consolidata da decenni; inoltre il progetto non è visibile dall’esterno della cementeria pertanto non si colgono modifiche sul paesaggio perché di fatto non ce ne sono.

I manufatti previsti hanno delle altezze inferiori a quelle dei manufatti già esistenti e da questi sono nascosti”.

RILEVATO che (come da figura che segue)

-    la Cementeria di Isole delle Femmine dista circa 500 m dalle zone ITA020049 e ITA 020023 e circa 400 m dalla zona ITA020047;

-  l’ex Cava Raffo Rosso è in parte adiacente e in parte all’interno delle zone ITA020049 e ITA 020023;

-  Cava Pian dell’AIA è all’interno delle zone ZPS ITA020049 e ZSC ITA 020023.



RILEVATO anche che (come da figura che segue)

-    la Cementeria di Isole delle Femmine dista circa 500 m da un Important Bird Areas;

-   l’ex Cava Raffo Rosso è in parte adiacente e in parte all’interno di un Important Bird Area e comunque ricompresa nella ZPS ITA 020049 e nella ZCS 020023;

-  Cava Pian dell’AIA è all’interno da un Important Bird Areas.

CONSIDERATO che il Proponente ha ritenuto di non effettuare alcuna Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA) in quanto ha deciso, anche a causa della situazione economica, di non eseguire più il progetto definitivo di revamping dell’impianto.


RILEVATO CHE nella proposta di riesame e rinnovo l’intervento consiste nella realizzazione di un impianto per la riduzione di ossidi di azoto e zolfo emessi in atmosfera … costituito nello specifico da:

-         Un silos in inox per il bicarbonato con capacità di circa 140 mc, diametro interno di circa 5,00 m ed altezza di circa 18,00 m, … -

-         Un’area a raso per lo scarico del bicarbonato di dimensioni pari a 4,50 x 15,50 m circa; -

-         Un serbatoio per la soluzione ammoniacale con capacità di circa 100 mc, diametro interno di 3,80 m ed altezza di 9,00 m, … -

            Un’area a raso per lo scarico della soluzione ammoniacale di dimensioni pari a circa 16,80 x 5,00 m; … 

-         Una cabina elettrica collocata tra il silo per il bicarbonato e il serbatoio per la soluzione ammoniacale, di circa 5,50 x 3,00 m ed altezza circa 3,30 m; -

-         Una scala metallica per la manutenzione che dal livello terreno accanto al silo bicarbonato conduce alla copertura della cabina elettrica e che dalla copertura di quest’ultima conduce fino alla sommità, prima del silo bicarbonato e poi di quella del serbatoio soluzione ammoniacale;- Passerella metallica realizzata mediante travi reticolari in carpenteria metallica per il sovrappasso delle tubazioni dal nuovo impianto al forno esistente;

CONSIDERATO CHE la localizzazione dell'impianto oggetto dell'intervento, la natura delle azioni progettuali, le emissioni in atmosfera e il traffico indotto dalle operazioni di cantiere e costruzione potrebbero incidere con i Siti della Rete Natura 2000 confinanti con il sistema delle comunicazioni interessato (ZPS ITA 020049 e ZSC ITA 020023)

1.  VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI DEL PROGETTO SULLE COMPONENTI AMBIENTALI E LE RELATIVE OPERE DI MITIGAZIONE.

A- SUOLO
CONSIDERATO che il Proponente ha trattato la suddetta componente ambientale al fine di verificare la sussistenza dell’obbligo di presentazione della relazione di riferimento, secondo le indicazioni riportate in Allegato 1 al Decreto Ministeriale n. 272 del 13/11/2014, in vigore dal 7 gennaio 2015, recante le modalità di redazione della relazione di riferimento, di cui all’art. 5 comma 1 lettera V-bis del D.Lgs 152/2006.

CONSIDERATO che il proponente afferma che “La cementeria di Isola delle Femmine si inserisce in un’area che si estende dal pianoro immediatamente a Nord di M. Castellaccio, dove è aperta la cava di calcare denominata Pian dell'Aia, sino al pianoro posto alla base della dorsale Raffo Rosso e Pizzo Mollica.

Le caratteristiche geologiche dell’area, che fa parte di quel vasto territorio comprendente le propaggini nord occidentali dei Monti di Palermo, hanno un’influenza dominante sugli aspetti morfologici dei luoghi in quanto l'ambiente litologico è caratterizzato quasi esclusivamente dalla presenza di facies rocciose di aspetto lapideo variamente dislocate e fratturate e in subordine da depositi di copertura grossolani di natura detritica.
Il versante occidentale risulta costituito, nella sua porzione di testa, da pareti ripide rocciose subverticali che si raccordano alla fascia litoranea pianeggiante a mezzo di un profilo omogeneo, a tratti scosceso e modellato dalla presenza di un ambiente tipico della falda di detrito.
La cementeria Italcementi si imposta sulle formazioni calcarenitiche quaternarie, costituite da brecce conchigliari con straterelli di sabbie rossastre e lenti di argilla”.

Con riferimento all’idrologia e idrogeologia, il Proponente ha specificato che “l’area rientra nella “Unità idrogeologica dei Monti di Palermo” della quale fanno parte i complessi carbonatico, calcareo-silico- marnoso, carbonatico-siliceo e calcareo marnoso, ubicati lungo la fascia costiera compresa tra le piane di Partitico e Altavilla Milicia. Lungo i margini meridionale ed orientale, essa è limitata da ampi affioramenti del complesso argilloso-marnoso-arenaceo; gli altri limiti sono invece marcati dal mare e dai depositi prevalentemente calcarenitici delle piane costiere, il deflusso della falda di base è preferenzialmente orientato verso i quadranti settentrionali, dove le “soglie di permeabilità” si trovano a quota più bassa.

La permeabilità è particolarmente elevata nella formazione cretacica a causa dell’intensa fatturazione indotta dai complessi eventi tettonici che hanno interessato queste rocce. Sensibile è anche la permeabilità del ghiaione continentale quaternario a causa dell’eterogeneità dimensionale degli elementi che lo compongono.

Tuttavia, in profondità, dove il ghiaione si trasforma in conglomerato compatto, la permeabilità per porosità tende a diminuire sensibilmente anche se c’è un leggero incremento di permeabilità per fatturazione. Nell’area della cementeria si individua una falda libera sovrapposta ad una estesa zona di saturazione di acqua salata/salmastra, con deflusso idrico sotterraneo orientato prevalentemente in direzione E-W (ovvero da monte verso mare)…Le valutazioni sulle particolari caratteristiche chimiche delle acque di falda riscontrate nell’ambito delle recenti indagini di caratterizzazione dell’ex cava Raffo Rosso, ubicata alle spalle della cementeria e le indicazioni fornite dal modello idrogeologico, segnalano che la qualità delle acque sotterranee è influenzata dalla zona di saturazione di acqua salata/salmastra, con la conseguenza che i superi delle concentrazioni limite CSC relative a parametri che caratterizzano la composizione dell’acqua di mare (gli ioni detti costituenti maggiori), quali ad esempio boro e solfati, sono attribuibili a concentrazioni di fondo naturale più elevato delle CSC stesse e non a fenomeni di contaminazione…”.

CONSIDERATO che il Proponente, nel condurre la verifica circa la sussistenza dell’obbligo di presentazione della relazione di riferimento, in base ai contenuti dell’Allegato 1 del D.M. 272/2014, ha affermato che tra le sostanze e miscele utilizzate presso il sito della cementeria di Isola delle Femmine sono presenti sostanze pericolose, classificate come tali in base al regolamento (CE) n. 1272/2008 e che sulla base dei quantitativi mediamente gestiti nell’arco di un anno, per alcune delle sostanze e miscele, selezionate in base alle indicazioni di pericolo previste dall’Allegato 1del D.M. 272/2014, si verifica il superamento di uno o più valori soglia relativi alla specifica indicazione di pericolo, indicati nella tabella dell’allegato 1 al D.M. 272/2014.

CONSIDERATO che il Proponente ha indicato quali sostanze pericolose rilevanti:

  Olio combustibile denso BTZ

  Gasolio

  Solfato di ferro (II)

  Solfato di stagno (II)

  Grasso lubrificante

  Olio motore

  Olio idraulico

  Olio dielettrico.



CONSIDERATO che il Proponente ha ritenuto che ….La valutazione dell’effettiva possibilità di contaminazione dei terreni e/o delle acque sotterranee, in relazione alle proprietà chimico-fisiche delle sostanze pericolose rilevanti, alle caratteristiche del sito e alla gestione e sicurezza dell’impianto, ha evidenziato una sostanziale assenza di rischio di contaminazione delle matrici ambientali, e ha indicato una serie di motivazione a sostegno tra cui i numerosi interventi di miglioramento delle procedure e ammodernamento degli impianti, la scrupolosa adozione di specifiche procedure di sicurezza e strategie di monitoraggio e controllo periodico degli aspetti di rischio e il rispetto di specifiche istruzioni tecniche che regolano da decenni le modalità per la gestione dei serbatoi interrati e fuori terra, la movimentazione e lo stoccaggio dei combustibili, le misure di contenimento e di prevenzione degli incidenti e la risposta ad emergenze.

CONSIDERATO che il Proponente ha poi così concluso affermando che “In base ai contenuti dell’Allegato 1 del D.M. 272/2014, per il gestore dell’impianto IPPC NON sussiste l’obbligo di presentazione della relazione di riferimento in relazione a tali sostanze”.

RILEVATO che il Proponente ha redatto, nel luglio 2015, la suddetta verifica della sussistenza dell’obbligo di presentazione della relazione facendo riferimento al Decreto Ministeriale 13 novembre 2014, n.272. L’appena citato Decreto è stato oggi superato dal DM MATTM del 15 aprile 2019 n. 104.

RILEVATO che dalla cartografia del PAI (Piano Assetto Idrogeologico) è emerso che:

-    la Cementeria di Isole delle Femmine dista circa 500 m da una zona con pericolo di frana molto elevato;

-  l’ex Cava Raffo Rosso è all’interno di una zona con pericolo di frana molto elevato;

-  Cava Pian dell’AIA è adiacente, a sud, ad una zona con pericolo di frana molto elevato.


- ALTRI ASPETTI AMBIENTALI


Gli aspetti ambientali della cementeria sono tenuti sotto controllo e monitorati con continuità mediante l’applicazione di quanto riportato nel Piano di Monitoraggio e Controllo (Allegato 10 sub. C) adottato dalla cementeria ed approvato in ambito di Autorizzazione Integrata Ambientale DRS 693 del 18 luglio 2008, un aggiornamento di tale piano è stato inoltrato in allegato all’istanza di Rinnovo del 16 gennaio 2014 ed allegato alla presente (Allegato 10 sub. D).
Il proponente al fine di valutare gli altri aspetti ambientali è partito dall’indicare:
A- le risorse naturali ed in particolare le materie prime e ausiliarie (parzialmente sostituite con il recupero di rifiuti come materia operazione R5) quali Calcare, Argilla, Sabbia silicea, Gesso, Silicato di ferro, Pozzolana; le materie prime necessarie al processo produttivo sono garantite dalle seguenti dalla cava Pian dell’Aia sita nei Comuni di Torretta e Palermo che fornisce il calcare trasportato in Cementeria tramite un sistema di nastri e fornelli e dalla cava Manostalla, sita nel Comune dì Carini, che fornisce l’argilla che viene trasportata in stabilimento per via camionale.
Il Proponente ha poi rilevato che lo sfruttamento di cave limitrofe alla Cementeria e la cui disponibilità sia in capo alla Società è condizione indispensabile per l’esercizio della relativa attività produttiva.
B- i rifiuti recuperati tra cui mattoni refrattari e gessi chimici da desolforazione;

C- i combustibili in ingresso quali coke di petrolio (umido) e Olio combustibile denso BTZ;

D- il ciclo tecnologico della cementeria di Isola delle Femmine che può essere schematizzato in alcune fasi principali di seguito riassunte e illustrate:
  Fase 1: Escavazione calcare in cava Pian dell’Aia trasporto e frantumazione primaria;

  Fase 2: Frantumazione secondaria nella ex cava Raffo Rosso;

  Fase 3: Ricevimento e deposito materie prime e rifiuti recuperabili;

  Fase 4: Macinazione e controllo miscela cruda;

  Fase 5: Macinazione del combustibile solido;

  Fase 6: Cottura e raffreddamento del clinker;

  Fase 7: Spedizione clinker;

  Fase 8: Essiccazione e macinazione pozzolana;

  Fase 9: Macinazione cemento;

  Fase 10: Deposito prodotti finiti;

  Fase 11: Spedizione cemento in sacchi o sfuso;

  Fase 12: Preriscaldamento e distribuzione olio combustibile.


Il Proponente ha così indicato per ogni fase la tipologia di inquinante emesso e le misure assunte a presidio sia dell’ambiente esterno che di lavoro.
Nella maggior parte di ipotesi l’unica tipologia di inquinante emesso è la polvere e a presidio, sia nell’ambiente esterno che nell’ambiente di lavoro, sono installati filtri a tessuto e un filtro elettrostatico per le emissioni del forno di cottura.
Nella fase 4 il molino del crudo (E14) emette anche gas di combustione e nella fase 5 vi è anche l’emissione dei molini del combustibile solido (E21).
Di particolare interesse appare soffermarsi sulla fase 6 ed in particolar modo sulla linea di cottura (forno n. 3) preposta alla produzione di clinker, l’intermedio di lavorazione che costituisce il componente principale dei cementi prodotti presso la Cementeria medesima.
La tipologia di forno adottata è, come si è detto, un forno rotante a via “semi-secca” con griglia  di preriscaldo Lepol; il forno ha un raffreddatore del clinker a griglia alternata che permette l’ottimizzazione dello scambio termico con il clinker in uscita dal forno.
A parere del Proponente contribuisce a permettere il rispetto dei limiti dell’AIA vigente dell’impianto il fatto che “Alle caratteristiche del bruciatore principale, riconducibili a quelle di bruciatori di tipo Low NOx, si accompagnano tecniche primarie di riduzione delle emissioni di NOx. A tale scopo, l’ottimazione del processo, ottenuta attraverso il controllo delle condizioni di funzionamento e accensione del forno e l’alimentazione omogenea dei materiali in esso immessi”.
E- con riferimento alla componente ACQUA che “l’ex cava Raffo Rosso viene rifornita dalla rete della cementeria, mentre la cava Pian dell’Aia viene rifornita da autobotti. In totale nel 2014 la cementeria ha acquistato 159.854 m3 di acqua. Presso la cementeria è attivo un sistema di recupero delle acque di raffreddamento…”.
F- con riferimento alla componente ENERGIA che “Gli impianti sono stati progettati e aggiornati nel tempo in modo da assicurare il massimo recupero termico realizzabile (griglia di raffreddamento clinker ad alta efficienza, recupero di calore per l’essiccazione agli impianti del combustibile solido, aria secondaria  di combustione) e minimizzare il consumo elettrico (motori ad azionamento variabile, macchine ad alta efficienza energetica, sistemi automatici di gestione dell’energia, ecc.)”.
G- con riferimento alla componente EMISSIONI in atmosfera che sono distinguibili tra emissioni di processo e di lavaggio. Le emissioni di processo sono quelle tecnologicamente indispensabili e necessarie al


funzionamento degli impianti produttivi principali. Ricadono in tale tipologia le emissioni originate dagli impianti di seguito elencati:
  E82 frantoio primario (polveri);

  E84 frantoio secondario (polveri);

  E14 molino crudo n.3 (gas di combustione e polveri);

  E21 molino carbone 1 e 2 crudo (polveri);

  E35 forno di cottura (gas di combustione e polveri);

  E38 raffreddatore del clinker (polveri);

  E46, E47, E48 ed E50 molini cemento (polveri);

  E 53 molino pozzolana (polveri).

Le emissioni di lavaggio sono quelle originate dalla esclusiva necessità di impedire la diffusione delle polveri nell’ambiente circostante ai singoli macchinari (polveri).
Le polveri sono l’inevitabile effetto del trasporto e del trattamento dei materiali: possono quindi essere costituite da particelle di rocce calcaree o argillose, da particelle di gesso, clinker e altro.
La migliore tecnica disponibile per il controllo delle emissioni di polvere sono gli elettrofiltri e i filtri a tessuto, che già oggi sono posti a presidio di tutti i punti di emissione della cementeria.

H- Le BAT Conclusions – Decisione di esecuzione della Commissione del 26 marzo 2013 che stabilisce le conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (BAT) per il cemento, la calce e l’ossido di magnesio, ai sensi della direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle emissioni industriali.

Le presenti conclusioni relative alle migliori BAT, infatti, si applicano alla “3.1 Produzione di cemento, calce e ossido di magnesio” ivi comprese le seguenti attività:
a) produzione di clinker da cemento in forni rotanti la cui capacità di produzione supera 500 tonnellate al giorno o altri tipi di forni aventi una capacità di produzione di oltre 50 tonnellate al giorno”.


CONSIDERATO che il Progetto presentato è diretto ad ottenere un riesame con valenza di rinnovo dell’AIA alla luce anche delle modifiche introdotte al fine di dimostrare l’attuazione delle BAT Conclusions citate.
CONSIDERATO che Italcementi ha inteso conseguire i range delle BAT-AEL mediante interventi tecnico- gestionali diversi dal revamping della Cementeria.
CONSIDERATO che il Proponente ritiene applicate le:

BAT 1 - Sistemi di gestione ambientale - La cementeria ha adottato nel 2003 un sistema di gestione ambientale certificato secondo lo standard ISO 14001 conforme ai requisiti individuati come BAT. Il sistema è mantenuto costantemente aggiornato con sopralluoghi periodici e audit di revisione;
BAT 2 – RUMORE - Gli impianti della cementeria sono stati realizzati o modificati negli anni con i seguenti criteri o caratteristiche:
-    approvvigionamento delle macchine prescrivendo delle specifiche tecniche prestazionali in termini di rumorosità;
-  installazione delle macchine più rumorose all’interno di fabbricati chiusi ed insonorizzati;

-  studio del lay-out impiantistico con particolare attenzione all’impatto acustico;

-  accesso ai reparti attraverso portoni fonoisolanti;

-  chiusura dei portoni con serrature e regolamentazione dell’accesso tramite idonea procedura

-  ventilazione dei reparti chiusi grazie a sistemi di ventilazione forzata insonorizzati;

-  insonorizzazione delle casse dei ventilatori di maggiore portata e rumorosità ed installazione sulle mandate degli effluenti in atmosfera di silenziatori dissipativi a setti paralleli;
-  Insonorizzazione e chiusura di compressori e soffianti con pannelli fonoassorbenti;

BAT 3 - 4 – Tecniche primarie generali - Il ciclo tecnologico di produzione è costantemente monitorato da personale esperto e qualificato che, anche grazie all’ausilio di controlli chimico-fisici delle materie prime, semilavorati e prodotti finiti, assicura la corretta gestione del processo ai fini di garantire la qualità dei prodotti finiti e semilavorati e delle emissioni in atmosfera.

Tutti i segnali diagnostici e di stato delle macchine e degli impianti dell’intero ciclo produttivo sono remotati e centralizzati in una sala controllo continuamente presidiata da personale di turno qualificato, adeguatamente formato e informato, operante su tre turni.
Dalla stessa sala gli operatori comandano l’operatività di macchine e impianti. Le manovre di sala sono inoltre gestite elettronicamente secondo logiche di controllo la cui funzione è preservare l’integrità degli impianti, l’ambiente, la sicurezza dei lavoratori e la qualità del prodotto.
Il dosaggio dei combustibili solidi è effettuato tramite moderni sistemi gravimetrici.

L’impianto è dotato di un sistema di gestione automatico del processo detto “Sistema Esperto” che conduce l’impianto nelle fasi di normale esercizio.
4. Tutte le tipologie di combustibili, materie prime di origine naturale, materie prime seconde di origine industriale e rifiuti recuperati sono sottoposte a monitoraggio. In particolare, con frequenze variabili, sono determinati a seconda della tipologia sia i parametri merceologici sia i contenuti di sostanze quali zolfo, IPA e metalli.
BAT 5 – Monitoraggio - Il forno di cottura è oggetto di monitoraggio continuo di temperature di esercizio, pressioni e tenori di O2. Sono adottati inoltre moderni sistemi gravimetrici per il dosaggio di materie prime e combustibili. Le portate di combustibili e materie prime sono registrate in continuo.
La miscela di materie prime per cottura è controllata tramite moderni sistemi di controllo a feed back con raggi X e la miscela cruda prodotta è sottoposta a processi di omogeneizzazione per continuità e costanza del titolo.
Le emissioni di polvere SO2, NOx, CO, COT, NH3 e HCl sono monitorate in continuo.

Le emissioni di metalli, HF IPA e PCDD/F sono oggetto di misurazioni discontinue annuali.

BAT 7 – Consumo di energia - Il processo di cottura è gestito con un controllo automatico computerizzato. I dosatori gravimetrici del materiale e dei combustibili sono di tipo moderno.
Il forno è dotato di un bruciatore ausiliario di precalcinazione della farina posto nella camera di calcinazione della griglia Lepol.
È attivo il recupero del calore in eccesso, in particolare, il calore ottenuto dall'area di raffreddamento (aria calda) è utilizzato per l’essiccamento del combustibile solido. I combustibili convenzionali utilizzati sono tutti ad elevato contenuto energetico.

BAT 8-9-10 – Consumo di energia - 8. Italcementi, sempre nel rispetto delle caratteristiche qualitative del cemento prodotto conforme alle norme di qualità dedicate, ha ridotto sensibilmente l’apporto di clinker nei cementi. La cementeria di Isola delle Femmine produce cemento al calcare e alla pozzolana.
9.  Il calore proveniente dalla griglia di raffreddo del clinker è utilizzato per l’essiccamento del combustibile solido. Non vi è una quantità di calore residuo tale da permetterne lo sfruttamento per la cogenerazione/produzione combinata di calore e di elettricità.
10.   Tutti gli impianti sono stati nel tempo aggiornati e funzionano in modo da minimizzare il consumo elettrico tramite l’utilizzo di motori ad azionamento variabile, macchine ad alta efficienza energetica. Inoltre sono utilizzati sistemi automatici di gestione dell’energia.
BAT 11 – Controllo della qualità dei rifiuti - La cementeria utilizza rifiuti in sostituzione delle materie prime. Tutti i fornitori di rifiuti sono sottoposti ad una procedura di qualificazione prima di essere autorizzati al conferimento presso l’impianto. Tutte le partite omogenee di rifiuti recuperati sono sottoposte ad analisi dai produttori dei rifiuti stessi. La cementeria effettua analisi periodiche dei parametri chimico/fisici dei materiali in ingresso compresi i rifiuti recuperati.
BAT 14 – Emissioni di polveri diffuse - Per il contenimento delle polveri diffuse sono applicate le seguenti tecniche: Protezione/chiusura delle aree delle operazioni che generano polvere; Copertura di nastri trasportatori ed elevatori; Riduzione dei punti di perdite d'aria e materiali; Garanzia di una manutenzione adeguata e completa dell'impianto attraverso impianti di aspirazione per pulizia mobili e fissi; Ventilazione e raccolta delle polveri mediante filtri a tessuto (in cementeria sono installati 69 filtri a tessuto per il contenimento delle polveri diffuse); Utilizzo di sistemi chiusi di stoccaggio attraverso impianti di movimentazione automatico, quali: capannoni materie prime e clinker e sili di deposito del cemento; Utilizzo di tubature di riempimento flessibili per i processi di spedizione e carico, corredate di un sistema di aspirazione delle polveri per il caricamento del cemento, posizionate nella direzione del pianale di carico dell'automezzo.
BAT 15 – Emissioni di polveri diffuse - Per il contenimento delle polveri diffuse sono applicate le seguenti tecniche: tutti i nastri trasportatori sono provvisti di carter protettivo per evitare la dispersione eolica del materiale da essi trasportato; le aree di stoccaggio dei materiali polverulenti sono tutte al coperto; portoni ad impaccamento rapido sono posti a presidio dei punti di scarico dei materiali all’interno del capannone di deposito il quale è completamente chiuso; l’ingresso nel capannone degli automezzi che trasportano combustibile solido è presidiato da un tunnel a doppia porta; strade e piazzali di cementeria sono oggetto di continua pulizia con motospazzatrice ed i reparti produttivi sono costantemente tenuti puliti con l’ausilio di aspiratori industriali e di un impresa all’uopo destinata;
BAT 16 – Emissioni polveri convogliate - La manutenzione dei presidi è effettuata e registrata secondo uno specifico programma di gestione del SGA certificato ISO 14001. Tutte le emissioni convogliate, monitorate annualmente hanno livelli di emissione medi < 10 mg/Nm3;
BAT 17 – Emissioni polveri forno di cottura - Le emissioni del forno di cottura hanno livelli di emissione medi giornalieri in linea con la BAT. I gas in uscita dal forno di cottura sono depolverati con un filtro elettrostatico dotato delle più moderne apparecchiature di alimentazione e regolazione. La polverosità è misurata in continuo.
BAT 18 – Emissioni polveri raffreddamento e macinazione - Gli impianti di macinazione cemento sono depolverati da moderni filtri a tessuto che permettono livelli emissivi in linea con la BAT.
L’impianto di raffreddamento del clinker è depolverato da un filtro tessuto in grado di garantire livelli emissivi perfettamente in linea con la BAT;
BAT 23 – Riduzione disinnesti del sistema filtrante per CO - L’elettrofiltro asservito al forno di cottura è dotato di sistemi di misura del CO che agisce sul disinnesto in caso di superamento di una soglia prefissata di concentrazione. Tale applicazione funge da sistema di sicurezza per proteggere l’elettrofiltro. Tale eventualità viene scongiurata attraverso un controllo del processo di combustione, in nessun caso si prevede di condurre il forno con elettrofiltro disinserito, anche i transitori di avviamento e fermata sono gestiti  sempre con l’elettrofiltro inserito;
BAT 24 – Emissioni di carbonio organico totale (COT) - La scelta di tutte le materie prime di origine naturale e rifiuti recuperati è effettuata privilegiando il basso contenuto di TOC. Le materie prime delle cave di proprietà, che sono per ovvie ragioni insostituibili, sono condizionate dalla geologia del giacimento.
La farina cruda alimentata al forno di cottura è periodicamente sottoposta ad un piano di monitoraggio analitico in cui sono determinati anche i contenuti dei composti organici;
BAT 25-26 – Emissioni di HCl e HF - La scelta di tutti i combustibili, materie prime di origine naturale, di origine industriale, sottoprodotti e rifiuti recuperati è effettuata anche privilegiando il basso contenuto di Cl.
Tutte le tipologie di combustibili, materie prime di origine naturale, e rifiuti recuperati sono sottoposte a monitoraggio. In particolare con frequenze variabili, sono determinati a seconda della tipologia sia i parametri merceologici sia i contenuti di sostanze quali zolfo, composti organici (TOC), Cl e metalli. I livelli emissivi di HCl sono monitorati in continuo … I livelli emissivi di HF sono monitorati in discontinuo e sono sempre inferiori a 1 mg/Nm3 s @ 10% O2.
BAT 27 – Emissioni di PCDD/F - La scelta di tutti i combustibili, materie prime di origine naturale e rifiuti recuperati è effettuata anche privilegiando il basso contenuto di composti organici volatili, metalli, Cl.
Tutte le tipologie di combustibili, materie prime di origine naturale, materie e rifiuti recuperati sono sottoposte a monitoraggio. In particolare con frequenze variabili, sono determinati a secondo della tipologia sia i parametri merceologici sia i contenuti di sostanze quali zolfo, composti organici (TOC), Cl e metalli.
I livelli emissivi di PCDD/F come TEQ sono ampiamente inferiori ai 0.1 ng/Nm3 secco riferito al 10 % di O2;
BAT 28 – Emissioni di metalli - La scelta di tutti i combustibili, materie prime di origine naturale e rifiuti recuperati è effettuata anche privilegiando il basso contenuto di metalli. Tutte le tipologie di combustibili, materie prime di origine naturale e rifiuti recuperati sono sottoposte a monitoraggio. In particolare con frequenze variabili, sono determinati a seconda della tipologia sia i parametri merceologici sia i contenuti di sostanze quali zolfo, composti organici (TOC), Cl e metalli. I livelli emissivi di metalli sono inferiori ai livelli indicati dalla BAT;
BAT 29 – Rifiuti di processo - Tutte le polveri captate dagli impianti di depolverazione di cui è dotata la cementeria sono reintrodotte nel ciclo produttivo.
CONSIDERATO che la società Proponente ha considerato non applicabili le:

BAT 6 – Selezione del processo - Il forno Lepol installato presso la cementeria è un forno esistente e non può avere le prestazioni energetiche di un nuovo forno PRS. I livelli di consumo di energia dell’impianto nel 2014 si attesta a 3525 MJ/t.
Il BRef del maggio 2010 prevede per i forni con griglia Lepol un range di consumo specifico di 3.300 –
5.400 (cfr. tab. 1.18) a cui il forno di Isola delle Femmine è allineato posizionandosi vero il valore inferiore dell’intervallo.
BAT 12 – Rifiuti alimentati al forno - La cementeria non è autorizzata all’utilizzo di rifiuti in sostituzione parziale del combustibile convenzionale (R1);
BAT 13 – Gestione rifiuti pericolosi in sostituzione delle MP - La cementeria non è autorizzata all’utilizzo di rifiuti pericolosi in sostituzione parziale delle materie;
BAT 20 – Emissioni di NH3 in caso di utilizzo di SNCR - Le emissioni di NH3 sono riconducibili alla presenza di composti ammoniacali all’interno delle materie prime naturali. Il forno di cottura del clinker non è attualmente equipaggiato con SNCR, quindi non si hanno fenomeni di ammonia slip.
BAT 22 – Emissioni di SO2 - La BAT non è applicabile in quanto il molino del crudo non è in linea con il forno di cottura e quindi non sfrutta i cascami di calore dello stesso ovvero i gas del forno di cottura non passano attraverso l’impianto di macinazione. Tale BAT è relativa a forni a via secca con preriscaldatore verticale e molino in linea.
CONSIDERATO che la società Proponente ha ritenuto non applicate le:

BAT 21 – Emissioni di SO2 - Il forno è un processo a via semisecca con preriscaldatore a griglia Lepol. L’accentuato contatto che si realizza tra i fumi di combustione ed il materiale basico sotto forma di farina, assicura un’efficace captazione dei prodotti di ossidazione dello zolfo proveniente dal combustibile.  Tuttavia, le materie prime di Isola delle Femmine contengono zolfo piritico, la cui presenza causa una ulteriore emissione di SO2 che sfugge alla captazione del CaCO3 contenuto nelle materie prime.
I livelli emissivi di SO2 sono superiori ai 400 mg/Nm3 secco riferito al 10% di O2;

CONSIDERATO che la società Proponente ha ritenuto applicate parzialmente le:

BAT 19 – Emissioni di NOx - I livelli emissivi medi giornalieri sono superiori a 800 mg/Nm3 secchi rif. 10% di O2. Sono applicate le seguenti tecniche: Ottimizzazione del controllo di processo attraverso sistemi di controllo automatici computerizzati; Uso di moderni sistemi gravimetrici per l’alimentazione dei combustibili; Combustione multistadio. Il parametro è misurato in continuo.
CONSIDERATO che per l’adeguamento alle BAT Conclusions con riferimento alla tipologia di impianto esistente - forno a via semisecca con preriscaldatore a griglia Lepol - Italcementi ha progettato i seguenti interventi:

-    BAT 19 – Emissioni di NOx


-         adozione di tecniche di controllo primario delle emissioni di NOx attraverso l’aggiornamento del bruciatore Low-NOx al forno di cottura ed alla griglia Lepol di preriscaldo;
-         adozione di tecniche di controllo secondario degli NOx attraverso l’applicazione e la realizzazione di un impianto SNCR Selective Non Catalytic Reduction;

-  BAT 21 – Emissioni di SO2



      installazione di un sistema DeSOx di iniezione di bicarbonato di sodio per abbattimento degli ossidi di zolfo.
CONSIDERATO che, sulla base degli interventi di adeguamento alle BAT Conclusions progettati e sulla base della valutazione degli attuali livelli emissivi, il Proponente ha prodotto la seguente tabella in cui sono indicati i limiti proposti (segue nella pagina successiva).
RILEVATO che con D.G.R. n. 268 del 18 luglio 2018 è stato approvato il Piano Regionale di Tutela della Qualità dell’Aria in Sicilia (PRTQA).

CONSIDERATO che nel PRTQA con riferimento al Biossido di azoto è detto che “Nell’ambito delle emissioni da sorgenti industriali puntuali, la situazione è caratterizzata dalla presenza di un numero limitato di impianti con emissioni molto rilevanti. Si segnalano in particolare i seguenti impianti con emissioni superiori alle 500 Mg: … • Italcementi di Isola delle Femmine”;
CONSIDERATO che nel PRTQA con riferimento al Biossido di zolfo è detto che “Il contributo delle sorgenti puntuali, con 25.673 Mg, è pari a circa il 3% delle emissioni totali, ma tale contributo è ben più elevato (90%) se non consideriamo le emissioni di origine vulcanica. Tra le sorgenti puntuali, con emissioni di ossidi di zolfo nel 2012 superiori a 500 Mg, sono da segnalare i seguenti impianti: … Italcementi di Isola delle Femmine”;
CONSIDERATO che nel PRTQA con riferimento al Monossido di carbonio è detto che “Si segnala inoltre che, sebbene per tale inquinante non sono stati registrati concentrazioni superiori ai limiti previsti dal D.Lgs. 155/2010, i contributi con emissioni superiori a 400 Mg nel 2012 sono causati dai seguenti impianti:
…• Italcementi di Isola delle Femmine”.

CONSIDERATO che “Al fine di poter individuare gli impianti responsabili del maggior carico emissivo ai quali applicare misure di riduzione delle emissioni, si è scelto di definire, per ciascun inquinante per il quale sono stati registrati superamenti, una soglia tale da intercettare gli impianti responsabili di un carico emissivo pari a circa l’80% del totale delle emissioni provenienti da sorgenti puntuali nelle Aree Industriali.
Le soglie risultano quindi pari a:

  500 Mg per NOx,

  1.600 Mg per COVNM,

  30 Mg per PST,

  15 Mg per PM10,

  10 Mg per PM2,5

  1.700 Kg Benzene”.




CONSIDERATO che Lo Scenario di piano, partendo dalle variazioni previste nello Scenario tendenziale regionale, individua specifiche misure per la riduzione delle emissioni al fine di raggiungere gli standard di qualità dell’aria su tutto il territorio regionale.
RILEVATO che sulla base degli interventi sopra descritti sono state individuate le seguenti misure di piano valutate negli scenari di proiezione degli inquinati in atmosfera al 2017, 2022 e 2027:
       Piena applicazione dei limiti inferiori previsti dal documento “Conclusioni sulle BAT” (“BAT Conclusions”) nell’ambito del riesame delle A.I.A. ai sensi del comma 3 lett. b) dell’art. 29-octies del D.Lgs.152/2006 e ss.mm.ii. entro il 2027, con obiettivo intermedio di avvicinamento ai limiti BAT del 50% al 2022, per gli impianti presenti sul territorio regionale responsabili di emissioni significative di seguito riportati:
Ø  Cementifici (Buzzi Unicem Augusta, Italcementi Porto Empedocle, Italcementi di Isola delle Femmine, Cementeria Colacem di Ragusa, Cementeria Colacem di Modica):
-         ossidi di azoto: 400 mg/Nm3;

-           particelle sospese totali: 10 mg/Nm3;

RILEVATO che i limiti proposti dalla ditta Italcementi, anche a seguito degli interventi progettati, superano i limiti indicati dal Piano Regionale di Tutela della Qualità dell’Aria in Sicilia (PRTQA) (per come sopra riportato).
CONSIDERATO che la Proponente ha presentato il Piano di Monitoraggio e Controllo della cementeria, affermando che è stato redatto in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 7 “Prescrizioni relative alle attività di monitoraggio (Piano di monitoraggio e controllo)” alinea 12, del D.R.S. 693 del 18 aprile 2008.

CONSIDERATO che la Proponente ha specificato che “tale sistema è costituito dalla combinazione di misure dirette o indirette, effettuate in modo continuo o discontinuo (periodiche o sistematiche), nonché di calcoli sulla base di parametri operativi e/o di fattori di emissione.
Al fine di garantire una corretta gestione ambientale, vengono assicurati i seguenti controlli:

-  Composizione delle materie prime naturali e correttivi

-    Composizione dei combustibili

-  Gestione del processo di produzione cemento ed, in particolare, della linea di cottura clinker

-  Consumi energetici, idrici e di materie prime

-  Emissioni (acqua, aria, rifiuti, rumore)

-  Controllo sistemi di abbattimento

I controlli sono distinti in due tipologie:

-    analitici ufficiali con le frequenze stabilite dall’Atto autorizzativo

-  speditivi per verificare il funzionamento dell’impianto”.

CONSIDERATO che la Proponente ha affermato che “Presso il sito IPPC di Isola delle Femmine sono attivi i seguenti sistemi di gestione:
-   Sistema di Gestione Ambientale, certificato secondo la norma ISO 14001/04, comprensivo delle procedure ed istruzioni tecniche per il controllo operativo dei processi ed impatti ambientali della cementeria, anche in condizioni di emergenza.
-    Sistema Qualità, certificato secondo la norma ISO 9001, con procedure ed istruzioni tecniche per il controllo del processo produttivo e della qualità del prodotto.
-    Sistema di gestione della sicurezza comprensivo di procedure di lavoro sicuro per la gestione della manutenzione degli impianti in sicurezza.
-    Piano di Emergenza in materia di pronto soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione delle emergenze”.
CONSIDERATO che il Proponente, nel descrivere l’iter tecnico-amministrativo che intende seguire, ha affermato che “alla luce della vincolistica interessante l’area relativa alla Cementeria, appare necessario ottenere apposita autorizzazione paesaggistica da parte della competente Soprintendenza in merito alla compatibilità paesaggistica dei proposti interventi tecnico-gestionali. A tal fine, la Società intende presentare la relativa istanza, corredata dalla prescritta documentazione, entro il mese di maggio 2016, come da cronoprogramma …”.
RILEVATO che, ad oggi, non si è a conoscenza della presentazione di alcuna istanza in merito e/o della conclusione del relativo procedimento.
CONSIDERATO che la cava calcare Pian dell’Aia è autorizzata all’escavazione con provvedimento Distretto Minerario di Palermo n. 09-12.134 R2 PA del 18.03.2015 e che, a quanto si legge dalla documentazione presentata, sarebbe scaduto in data 23.03.2018. Il Proponente ha a poi rilevato che lo sfruttamento di cave limitrofe alla Cementeria e la cui disponibilità sia in capo alla Società è condizione indispensabile per l’esercizio della relativa attività produttiva.
RILEVATO altresì che non vengono esposte valutazioni circa l’effetto cumulo con le altre attività presenti nell’intorno.

VALUTATO che la documentazione presenta diverse criticità


La Commissione Tecnica Specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza regionale rappresenta le seguenti osservazioni:

-   non risulta trasmessa la documentazione richiesta con la nota prot. 7262 del 6.02.2020 del Servizio I
– Autorizzazioni e Valutazioni Ambientali inerente “…gli elaborati progettuali, compresi gli allegati planimetrici e le schede, allegati alla nota VDG-AMB/P.mES/15ES041 (prot. ARTA n. 53217 del 17.11.2015) aggiornati riportando le modifiche non sostanziali comunicate …”;
-         dalla documentazione in possesso non è possibile accertare il rispetto e i tempi di adempimento delle prescrizioni di cui al DRS 693/2008 con cui è stato decretato di rilasciare, ai sensi e per gli effetti dell’art. 5 del D.Lgs 59/2005, alla Società ltalcementi S.p.A., con sede legale in via G. Camozzi n.124 Bergamo, l’Autorizzazione Integrata Ambientale per l’impianto esistente "Cementeria di Isola delle Femmine" ubicata in via delle Cementerie n. 10 nel Comune di Isola delle Femmine (PA). A  tal fine, si chiede al Proponente di integrare la documentazione depositata con una relazione in cui vengano accuratamente descritti i tempi e le modalità di adempimento di ogni singola prescrizione;
-         dalla documentazione in possesso non è possibile conoscere se è stata rinnovata l’autorizzazione all’escavazione rilasciata per la cava calcare Pian dell’Aia (Distretto Minerario di Palermo n. 09- 12.134 R2 PA). A tal fine, il Proponente dovrebbe integrare la documentazione depositata con il relativo provvedimento o con una dichiarazione inerente il mancato rinnovo;
-         il Proponente ha ritenuto di non depositare alcuna relazione inerente la VINCA poiché ha deciso di non realizzare il revamping. Altresì non risulta alcun riferimento, né considerazioni o elaborazioni relative alla potenziale incidenza generabile sui Siti della Rete Natura 2000 (ZPS ITA 020049 e ZSC ITA 020023) prossimi al cantiere e alle vie di comunicazione e trasporto tenuto conto della natura delle azioni progettuali descritte. Sul punto, si chiedono chiarimenti;
-         tra la documentazione analizzata non è stata rivenuta alcuna autorizzazione paesaggistica rilasciata dalla competente Soprintendenza, nonostante secondo il cronoprogramma allegato il Proponente avrebbe dovuto presentare la relativa istanza entro il mese di maggio 2016. Sul punto, si chiede di integrare la documentazione e/o a fornire chiarimenti;
-         Non è stato prodotto il Piano di Monitoraggio Ambientale, (redatto secondo "Linee Guida per la predisposizione del Progetto di Monitoraggio Ambientale (PMA) delle opere soggette a procedure di VIA (D.Lgs.152/2006 e s.m.i., D.Lgs.163/2006 e s.m.i.)" MATTM- ISPRA che è differente dal Piano di Monitoraggio e Controllo;
-  non è stata sufficientemente affrontata la componente RUMORE;

-         i limiti proposti dalla ditta Proponente per i fattori inquinanti, anche a seguito degli interventi proposti, superano i limiti indicati dal Piano Regionale di Tutela della Qualità dell’Aria in Sicilia (PRTQA). A tal fine la ditta Italcementi deve fornire chiarimenti nonché depositare tutta la documentazione, anche progettuale, utile a dimostrare di essere in grado di rispettare le non derogabili, ed attualmente in vigore, misure previste dal PRTQA, anche in vista dell’avvicinamento dell’obiettivo intermedio al 2022.

Resta impregiudicata la valutazione di merito da parte della C.T.S. all’esito dell’eventuale deposito della documentazione integrativa e dei chiarimenti richiesti.


IL 25 MAGGIO 2017 NELLA CDS IL RAPPRESENTANTE DEL COMUNE IL SINDACO BOLOGNA STEFANO CHE  ESPRIME PARERE FAVOREVOLE SUGLI   ARTICOLI 216 E 217 non risultano agli ATTI   (PAG.  12I) AI SENSI DEGLI ARTICOLI……

R.D. 27 LUGLIO 1934  N. 1265 ARTICOLI 216  217 


Art. 216
Le manifatture o fabbriche che producono vapori, gas o altre esalazioni insalubri o che possono riuscire in altro modo pericolose alla salute de gli abitanti sono indicate in un elenco diviso in due classi.
La prima classe comprende quelle che debbono essere isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni; la seconda, quelle che esigono speciali cautele per la incolumità del vicinato.
INDUSTRIE DI 1° CLASSE INSALUBRI B PRODOTTI EMATERIALI CEMENTI (33)
Le stesse norme stabilite per la formazione dell'elenco sono seguite per iscrivervi ogni altra fabbrica o manifattura che posteriormente sia riconosciuta insalubre.
Una industria o manifattura la quale sia inserita nella prima classe, può essere permessa nell'abitato, quante volte l'industriale che l'esercita provi che, per l'introduzione di nuovi metodi o speciali cautele, il suo esercizio non reca nocumento alla salute del vicinato.
Chiunque intende attivare una fabbrica o manifattura, compresa nel sopra indicato elenco, deve quindici giorni prima darne avviso per iscritto al podestà, il quale, quando lo ritenga necessario nell'interesse della salute pubblica, può vietarne la attivazione o subordinarla a determinate cautele.
Il contravventore è punito con la sanzione amministrativa da L. 40.000 a L 400.000.
Art. 217
Quando vapori, gas o altre esalazioni, scoli di acque, rifiuti solidi o liquidi provenienti da manifatture o fabbriche, possono riuscire di pericolo o di danno per la salute pubblica, il podestà prescrive le norme da applicare per prevenire o impedire il danno o il pericolo e si assicura della loro esecuzione ed efficienza.
Nel caso di inadempimento il podestà può provvedere di ufficio nei modi e termini stabiliti nel testo unico della legge comunale e provinciale.
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE HA COMUNICATO L’ELENCO DELLA AZIENDE INSALUBRI OPERANTI SUL TERRITORIO COMUNALE?
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE HA VERIFICATO CHE L’AZIENDA ITALCEMENTI ABBIA ATTUATO TUTTE LE MISURE NECESSARIE AL FINE DI SUPERARE LO STATO DI AZIENDA INSALUBRE?

 PAGINE 17 PARERE C. T S.

L’AUTORIZZAZIONE PER LA  COLTIVAZIONE DELLA ITALCEMENTI NELLA CAVA  PIAN DELL’AIA TRE FINAITE SCADENTE IL 23 MARZO 2018 CON DELIBERAZION GIUNTA N 107 DEL 06.03.2018 è STATA PROROGATA PER ANNI 3  SINO AL 23 MARZO 2021

L’attività di COLTIVAZIONE esercitata dalla Italcementi in Pian dell’aia è inserita in un’area al alta protezione ambientale ZPS SIC   ZTS  NATURA 2000 RISERVA ORIENTATA ISOLA DELLE   FEMMINE RISERVA ISOLA DELLE FEMMINE CAPO GALLO…  L’INTERO Comune di Isola delle Femmine è soggetta a vincolo paesaggistico da preservare e tutelare   vedasi il D.A. 1989


RICHIEDEREBBE LA VALUTAZIONE DI INCIDENZA AMBIENTALE

PAG 18 PARERE C.T.S.

Piano Regolatore generale l’area Italcementi  identificata in Zona D (industriale)    ENTRO il perimetro di 1 km  insistono case di civili abitazioni, 1 Presidio medico pediatrico 1 un supermercato 2 scuole della prima infanzia 1 impianto  dedicato alle attività ludico sportive con annesso un campo di calcio,  il litorale marino  meta di
Vacanzieri e turisti, 1 scuola media, 1 bar   2 negozi di attività per la cura delle persone  oltre a diversi attività artigianale …

Pag 26 parere c.t.s.

a 500 metri di distanza dalla cementeria vi è un pericolo di frana molto elevato
L’area di RAFFO rosso è ALL’INTERNO DI un’area di frana molto elevato, La Cava di Pian Dell’Aia è adiacente ad un’area co pericolo dI  frana MOLTO elevato

LA COMMISSIONE TECNICA SPECIALISTICA
 COMPETENZE ARCHITETTI 6   AVVOCATI 3  INGEGNERI 7 GEOLOGI 3 DOTTORI FORESTALI 2  AGRONOMI 2 MEDICI 1 



2020 12 MAGGIO  PRFOTOCOLLO 25453 ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE  SERVIZIO 1  AUTORIZZAZIONE  E VALUTAZIONI AMBIENTALI 

2020 12 MAGGIO INVITO ISOLA PULITA CALUDIA MANNINO PD CONFERENZA SERVIZI 20 MAGGIO 2020 PA44 IPPC3 - ITALCEMENTI SPA NOTA PROT N 25453 DEL 12.05.2020 





D.A. n. 360/Gab
REPUBBLICA ITALIANA
R E G I O N E S I C I L I A N A
L’ASSESSORE AL TERRITORIO ED AMBIENTE
VISTO lo Statuto della Regione siciliana;
VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 recante “Norme per la riorganizzazione dei dipartimenti regionali. Ordinamento del Governo e dell’amministrazione della Regione”;
VISTA la legge regionale 10 aprile 1978, n. 2 e s.m.i.;
VISTO il D.P.Reg. 27 giugno 2019, n. 12 concernente “Regolamento di attuazione del Titolo II della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19. Rimodulazione degli assetti organizzativi dei Dipartimenti regionali di cui all’art. 13, comma 3 della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3;
VISTO il D.P.Reg. n. 645/Area1^/S.G. del 30 novembre 2017 con il quale l’On. Avv. Salvatore Cordaro è stato nominato Assessore regionale con preposizione all’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente;
VISTO il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 recante “Norme in materia ambientale” e successive modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 recante “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2015. Legge di stabilità regionale” ed in particolare l’articolo 91 “Norme in materia di autorizzazioni ambientali di competenza regionale” che al comma 1 prevede l’istituzione, con decreto dell’Assessore regionale al Territorio ed Ambiente, di una Commissione Tecnica Specialistica per il supporto allo svolgimento delle istruttorie per il rilascio di tutte le autorizzazioni ambientali di competenza regionale, previa delibera della Giunta regionale di Governo, e ne
fissa i criteri per la costituzione;
VISTA la Delibera di Giunta n. 189 del 21 luglio 2015 con la quale, in esecuzione dell’articolo 91 della citata legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, sono stati approvati i criteri per la costituzione della Commissione Tecnica Specialistica per il supporto allo svolgimento delle istruttorie per il rilascio di tutte le autorizzazioni ambientali di
competenza regionale (di seguito Commissione Tecnica Specialistica);
VISTO l’articolo 91 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, ed in particolare il comma 3 ter come introdotto dall’articolo 44 della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3, con il quale si dispone che la Commissione Tecnica Specialistica è costituita da trenta soggetti esterni;
CONSIDERATO che l’Assessore per il Territorio e l’Ambiente procede, con proprio decreto, ai sensi dell’articolo 44 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, come modifica dall’articolo 44 della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3, a nominare i componenti della Commissione, secondo i criteri stabiliti dalla Delibera di Giunta n. 189 del 21 luglio 2015;
VISTO il D.A. n. 207/GAB del 17 maggio 2016 con il quale l’Assessore pro tempore al Territorio ed Ambiente ha proceduto all’istituzione della Commissione Tecnica Specialistica, ed ha previsto l’aggiornamento annuale dell’elenco dei soggetti risultati in possesso dei requisiti così come determinati nella Delibera della Giunta regionale n. 189 del 21 luglio 2015, a seguito dell’esperimento delle procedure individuate nella medesima delibera di Giunta;
VISTI il D.A. n. 229/Gab del 27/5/2016 con il quale, a seguito della dell’Avviso pubblico prot. n. 5158/Gab del 4 agosto 2015 e protocollo n. 2348/Gab del 19 aprile 2016, sono stati approvati l’elenco A dei soggetti in possesso dei requisiti per ricoprire l’incarico di componente della Commissione Tecnica Specialistica, e l’elenco B dei soggetti non in possesso dei necessari requisiti, così come declinati dalla delibera della Giunta regionale n. 189 del
21 luglio 2015;
VISTO il D.P.Reg. n. 645/Area1^/S.G. del 30 Novembre 2017 con il quale l’On. Avv. Salvatore Cordaro è stato nominato Assessore regionale con preposizione all’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente;
VISTO l’Avviso Pubblico prot. n. 3247/Gab del 4/09/2018 con il quale sono stati riaperti i termini per l’acquisizione delle manifestazioni di disponibilità per la nomina dei componenti la Commissione Tecnica Specialistica;
VISTO il D.A. n. 159/Gab del 11/04/2019 con il quale è stata istituita la Commissione per la valutazione della documentazione relativa alle nuove istanze pervenute a seguito del citato Avviso pubblico prot. n. 3247/Gab del 4/09/2018, per l’aggiornamento annuale dell’elenco dei soggetti esterni idonei a ricoprire la carica di componente di componente della Commissione Tecnica Specialistica;
VISTO il D.A. n. 298/Gab del 5/07/2019 con il quale, all’esito dei lavori della predetta Commissione di valutazione, sono stati approvati l’elenco (A) dei soggetti idonei in possesso dei requisiti e, contestualmente, l’elenco (B) dei soggetti non idonei in quanto non in possesso dei richiesti requisiti;
VISTA l’istanza di riesame presentata dal Dott. Gandolfo Ilarda, inserito nell’elenco (B), acquisita al prot. n. 3161/Gab del 6/08/2019, con la quale lo stesso, a chiarimento delle attività professionali evidenziate nel curriculum vitae presentato all’atto della partecipazione all’Avviso pubblico prot. n. 3247/Gab del 4/09/2018, ha fornito un elenco degli studi di carattere ambientale svolti;
VISTA l’integrazione fornita dal Dott. Ilarda a seguito della richiesta della Commissione di valutazione ed acquisita al protocollo n. 3875/Gab del 1/10/2019;
VISTO il verbale n. 4 del 16/10/2019 della Commissione di valutazione con il quale, all’esito delle verifiche effettuate, ha valutato accoglibile l’istanza di riesame;
RITENUTO pertanto di dovere integrare l’elenco (A) dei soggetti in possesso dei requisiti, di cui al D.A. n. 298/Gab del 5/07/2019, inserendo il nominativo del Dott. Gandolfo Ilarda, con conseguente aggiornamento anche dell’elenco (B);
D E C R E T A
Articolo 1
Per quanto riportato in premessa, che si intende integralmente richiamato, sono approvati l’elenco (A) dei soggetti in possesso dei requisiti e l’elenco (B) dei soggetti non in possesso dei requisiti, previsti dalla Delibera di Giunta n. 189 del 21/07/2015 e di cui all’Avviso pubblico prot. 3247/Gab del 4/09/2018, aggiornati all’esito delle valutazioni della Commissione istituita con D.A. 159/Gab del 11/04/2019 e riportate nel verbale n. 4 del 16/10/2019.
Articolo 2
Gli elenchi di cui all’articolo 1, che sono parte sostanziale del presente provvedimento, riformulati all’esito delle risultanze contenute nel verbale n. 4 del 16/10/2019 della Commissione di valutazione, sostituiscono gli elenchi (A) e (B) già approvati con D.A. n. 298/Gab del 5/07/2019.
Articolo 3
Il presente decreto sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, ai sensi dell’articolo 68 comma 4 della legge regionale 12 agosto 2014, n. 21 nonché in formato aperto nella pagina web dell’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente nella sezione “Amministrazione Trasparente” – sottosezione “Disposizioni generali/atti generali”, ai sensi dell’articolo 12 comma 1 del D.lgs 33/2013, a cura del responsabile del procedimento di pubblicazione dei contenuti del Dipartimento Regionale dell’Ambiente.
Palermo, lì 17 ottobre 2019 L’Assessore
F.to On. Avv. Salvatore Cordaro

Elenco A - Allegato al D.A. 360 del 17/10/2019 - Soggetti in possesso dei requisiti (Delibera di Giunta n. 189/2015 e avviso pubblico prot.3742/Gab del 4/09/2018)

1 Messineo Antonio Ingegneria Meccanica
2 Di Rosa Giuseppe Giurisprudenza
3 Contrino Paolo Magistrale Scienze Forestali
4 Butera Giuseppe Ingegneria Civile e trasporti
5 Orifici Michele Scienze Geologiche
6 Lentini Francesca Maria Magistrale in Architettura
7 Scurria Antonio Scienze Geologiche
8 Santiapichi Xavier Giurisprudenza
9 Scimone Alessia Magistrale in Architettura
10 Modica Dario Scienze Naturali
11 Castiglione Simona Ingegneria per l'ambiente
12 Cobello Laurea Magistrale in Architettura
13 Picone Giovanna Ingegneria Civile ed idraulica
14 Villa Daniele Giurisprudenza
15 Mangiarotti Maria Stella Magistrale in Architettura
16 Ruggirello Angela Monia Chimica
17 Baratta Domenico Magistrale in Scienze Biologiche
18 Pettiglione Vincenzo Ingegneria Civile ed idraulica
19 Morici Claudia Ingegneria Ambientale
20 Alvano Liborio Maria Ingegneria chimica
21 Franchina Francesco Magistrale in Architettura
22 Nicastro Andrea Scienze Biologiche
23 Covais Antonio Ingegneria Meccanica
24 Sciortino Eleonora Maria Magistrale Architettura
25 Lanza Chiara Magistrale Architettura
26 Ilarda Gandolfo Scienze Geologiche

Elenco B - Allegato al D.A. 360 del 17/10/2019 - Soggetti non in
possesso dei requisiti (Delibera di Giunta n. 189/2015 e avviso
pubblico prot.3742/Gab del 4/09/2018)

1 Puleo Lucio Magistrale in Architettura
2 Crosta Giovanni Giurisprudenza
3 Rotolo Salvatore Magistrale in Architettura
4 Giaimo Antonino Giurisprudenza
5 Buscio Ignazio Architettura
6 Di Trapani Benedetto Magistrale in Architettura
7 Enea Daniele Ingegneria edile
8 Taormina Giuseppa Ingegneria edile
9 Muscolino Massimo Architettura
10 Tosto Claudia Giurisprudenza
11 Ferrara Isabella Chimica Industriale
12 Ranno Maurizio Scienze Geologiche
13 Alù Salvatore Maria Architettura
14 Proto Alberto Magistrale in Architettura
15 Nave Vita Maria Cristina Ingegneria edile
16 Spezia Antonino Scienze Agrarie
17 Pupella Francesco Scienze Geologiche
18 Gallo Roberto Scienze Geologiche
19 Cataldo Umberto Ingegneria edile
20 Carraro Fabio Scienze Ambientali
21 Massaro Giuseppe Ingegneria edile
22 Martino Luigi Ingegneria ambientale
23 Silvestro Barbara Architettura
24 Faranna Claudio Giuseppe Ingegneria civile

Riesame dell'AIA e modifiche del gestore

(di Leonardo Benedusi)
Categoria: Ippc
Nonostante l’epigrafe dell’art. 29-octies si riferisca espressamente a “rinnovo e riesame” dell’AIA, a partire dall’entrata in vigore del D.L.vo n. 46/2014, l’istituto del rinnovo periodico non è più contemplato dall’ordinamento normativo in tema di AIA, pertanto dal 11 agosto 2014 (che si ricorda essere la data di entrata in vigore del D.L.vo n. 46/2014) vengono a decadere le scadenze per il rinnovo delle AIA rilasciate antecedentemente il recepimento della Direttiva 2010/75/UE, precedentemente fissate in 5 anni, 6 anni per impianti certificati UNI EN ISO 14001, 8 anni per impianti registrati EMAS o 10 anni per gli impianti di cui al punto 6.6 dell’allegato VIII.

L’art. 29 del D.L.vo n. 46/2014, riguardante le disposizioni transitorie non è sufficientemente esaustivo circa il comportamento da tenere in presenza delle differenti casistiche che si possono presentare, per cui occorre far riferimento alla più puntuale declinazione delle varie fattispecie sviluppate dalla ormai nota circolare del MATTM del 27 ottobre 2014.
La circolare, al paragrafo 3, prevede che i procedimenti di rinnovo periodico eventualmente avviati dopo il 7 gennaio 2013 (data di entrata in vigore della Direttiva 2010/75/UE) devono essere convertiti in procedimenti di riesame e, qualora la scadenza della AIA posseduta sia successiva al 10 aprile 2014, il gestore può chiederne l’archiviazione, ridefinendo la scadenza eventualmente riportata sull’atto autorizzativo. Quindi le AIA in vigore alla data del 11 aprile 2014 risultano di fatto prorogate.
Pertanto, a far data dal 11 aprile 2014, l’autorità competente procede al riesame dell’AIA nei seguenti casi:
– entro 4 anni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’UE delle decisioni relative alle conclusioni sulle BAT riferite all’attività principale di un’installazione;
– quando sono trascorsi 10 anni dal rilascio dell’AIA o dall’ultimo riesame effettuato sull’intera installazione; il termine di 10 anni aumenta a 12 o 16 anni per le installazioni che all’atto del rilascio dell’AIA (o dei successivi riesami) siano risultate rispettivamente certificate UNI EN ISO 14001 o registrate EMAS;
– a giudizio della stessa autorità competente o, in caso di installazioni di competenza statale, a giudizio dell’amministrazione competente in materia di qualità della specifica matrice ambientale interessata, si renda necessaria la revisione o l’integrazione dei valori limite di emissione fissati nell’AIA per effetto dell’entità dell’inquinamento generato dall’installazione ed in particolare qualora sia accertato che le prescrizioni stabilite nell’autorizzazione non garantiscano il conseguimento degli obiettivi di qualità ambientale stabiliti dagli strumenti di pianificazione e programmazione di settore;
– quando le migliori tecniche disponibili hanno subito modifiche sostanziali, che consentono una notevole riduzione delle emissioni;
– quando una amministrazione competente in materia di igiene e sicurezza del lavoro, ovvero in materia di sicurezza o di tutela dal rischio di incidente rilevante ritenga che si debbano adottare altre tecniche per la sicurezza di esercizio del processo o dell’attività;
– qualora sia reso necessario da nuove disposizioni legislative comunitarie, nazionali o regionali o da norme di qualità ambientali;
– quando siano stati fissati limiti di emissione con tempi di riferimento diversi da quelli delle BAT-AEL e la prevista verifica periodica del rispetto della corrispondenza delle emissioni prodotte alle BAT-AEL riferite a condizioni di esercizio normale abbia dato esito negativo (fattispecie di cui alla lettera b) del co. 4-bis dell’art. 29-sexies) senza evidenziare violazioni delle prescrizioni rendendo necessario l’aggiornamento dell’AIA per garantire che, in condizioni di esercizio normali, le emissioni corrispondano alle BAT-AEL.
Per le casistiche riportate ai precedenti punti 4, 5, 6 e 7, il riesame può riguardare anche solo una parte delle installazioni. Le modalità del riesame sono stabilite dal co. 5 dell’art. 29-octies al quale si rimanda.
In base a quanto previsto dal co. 7 dell’art. 29-quater, il riesame può essere richiesto anche dal Sindaco qualora lo ritenga necessario nell’interesse della salute pubblica e tramite un motivato provvedimento corredato dalla relativa documentazione istruttoria e da puntuali proposte di modifica dell’autorizzazione.
Circa le modalità istruttorie da applicarsi al riesame, ci si limita a rimarcare che il il co. 10 dell’art. 29-octies ha previsto che il riesame sia condotto con le modalità di cui al co. 4 dell’art. 29-ter (riguardante la verifica di completezza) ed all’art. 29-quater prevedendo, così, la pubblicazione sul sito web della presentazione delle informazioni riguardanti il riesame, per garantire la partecipazione del pubblico, che, invece, non era previsto nel D.L.vo n. 152/2006, prima delle modifiche apportata dal D.L.vo n. 46/2014, per l’istituto del rinnovo.
Il riesame ha l’obiettivo di garantire che le installazioni si adeguino alle conclusioni sulle BAT che sono state eventualmente aggiornate rispetto a quando è stata rilasciata o riesaminata per l’ultima volta l’autorizzazione e di rivedere le prescrizioni dell’AIA visto che potrebbero mutare anche le condizioni del sito e quelle ambientali.
In particolare, con il riesame l’autorità competente deve garantire che le condizioni delle AIA siano conformi alle conclusioni sulle BAT entro quattro anni dalla loro pubblicazione sulla gazzetta ufficiale dell’UE, affinché entro il medesimo termine, improrogabile, le installazioni rispettino le condizioni delle AIA aggiornate in base alle conclusioni sulle BAT.
L’art. 29-nonies disciplina due casistiche legate ad iniziative del gestore:
– variazione del gestore;
– modifiche da apportarsi all’installazione.
Nel primo caso, qualora intervengano variazioni nella titolarità della gestione di un impianto, sia il vecchio sia il nuovo gestore devono darne comunicazione all’autorità competente, anche nelle forme dell’autocertificazione. Quindi la domanda di volturazione non deve essere necessariamente preventiva, essendo data possibilità di presentarla entro 30 giorni dall’avvenuta variazione di titolarità.
Più articolata è, invece, la procedura prevista nel caso di modifiche impiantistiche.
Innanzitutto occorre ricordare le definizioni fornite dalle lettere l) ed l-bis) del co. 1 dell’art. 5 del D.L.vo n. 152/2006, in base alle quali:
– è modifica di una installazione (la definizione si riferisce, erroneamente, ancora all’impianto) una variazione delle sue caratteristiche o del suo funzionamento, ovvero un suo potenziamento, che possa produrre effetti sull’ambiente;
– è modifica sostanziale di una installazione (anche in questo caso la definizione si riferisce impropriamente all’impianto): la variazione delle caratteristiche o del funzionamento ovvero un potenziamento della medesima che, secondo l’autorità competente, produca effetti negativi e significativi sull’ambiente. In particolare, per le categorie per le quali nell’allegato VIII è indicato un valore di soglia, è sostanziale una modifica che dia luogo ad un incremento del valore di una delle grandezze oggetto della soglia, pari o superiore al valore della soglia stessa.
Pertanto, qualora un gestore intenda procedere ad effettuare modifiche, deve comunicarle all’autorità competente preventivamente (si parla, infatti, di “modifiche progettate”), la quale può procedere in uno dei seguenti modi alternativi:
– nel caso ritenga non sostanziale la modifica, può aggiornare, ove necessario, l’AIA in essere;
– oppure, qualora la reputi sostanziale, informa il gestore entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione affinché egli provveda a presentare una nuova domanda di autorizzazione corredata da una relazione contenente un aggiornamento delle informazioni di cui ai commi 1 e 2 dell’art. 29-ter. Nel caso di modifica sostanziale si procede con la già esaminata procedura stabilita dagli art. 29-ter e 29-quater, ivi comprese, quindi, le misure di pubblicità e di partecipazione del pubblico interessato.
Tale modo di procedere rende evidente che un’omessa espressione da parte dell’autorità competente entro il termine previsto, autorizza di fatto l’intervento progettato, non lasciando ad essa la possibilità di intervenire a posteriori; si è in presenza, quindi, di una sorta di silenzio assenso, che obbliga l’autorità competente ad esprimersi tassativamente entro il termine di 60 giorni, qualora giudichi sostanziale la modifica. La procedura prevista in caso di modifica sostanziale può comunque essere attivata direttamente dal gestore.
Il D.L.vo n. 46/2014 ha introdotto nell’art. 29-nonies un nuovo adempimento per i gestori, consistente nell’obbligo di informare l’autorità competente e l’autorità di controllo di cui al co. 3 dell’art. 29-decies “in merito ad ogni nuova istanza presentata per l’installazione ai sensi della normativa in materia di prevenzione dai rischi di incidente rilevante, ai sensi della normativa in materia di valutazione di impatto ambientale o ai sensi della normativa in materia urbanistica”. Il co. 3 dell’art. 29-octies prevede che tale comunicazione sia inviata preventivamente all’effettuazione degli interventi, senza però stabilire l’entità del preavviso e deve essere accompagnata dalle valutazioni fatte dal gestore per escludere che gli interventi non comportino “né effetti sull’ambiente, né contrasto con le prescrizioni esplicitamente già fissate nell’autorizzazione integrata ambientale”. Nonostante non sia prevista esplicitamente alcuna valutazione da parte dell’autorità competete, il fatto che la comunicazione debba essere preventiva rende evidente che l’autorità competente possa comunque svolgere il proprio ruolo di controllore e giudicare la veridicità delle affermazioni del gestore.

Tratto da Gestione Ambientale”, di Stefano Maglia, Paolo Pipere, Luca Prati, Leonardo Benedusi, Edizioni TuttoAmbiente, 2015.
2019 17 OTTOBRE L'ASSESSORE TOTO CORDARO ISTITUISCE LA COMMISSIONE TECNICA SPECIALISTIC2019 17 OTTOBRE L'ASSESSORE SALVATORE CORDARO ISTITUISCE LA COMMISSIONE TECNICA SPECIALISTICA 2020 12 MAGGIO PROTOCOLLO 25453 ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE SERVIZIO 1 AUTORIZZAZIONE E VALUTAZIONI AMBIENTALI IL PARERE INTERMEDIO DELLA COMMISSIONE TECNICA SPECIALISTICA AIA, ANGELINI AURELIO, AZIENDA INSALUBRE, BOLOGNA STEFANO, CAGGESE GIUSEPPE, COMMISSIONE TECNICA SPECIALISTICA, ISOLA DELLE FEMMINE, ITALCEMENTI, PEWTCOKE, PIAN DELL'AIA, POLIZZI ANTONINO, RIFIUTI, TUMORI, VINCA,

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