Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”




Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..






“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in superficie “






Pino Ciampolillo


Friday, November 15, 2019


Mafia a Palermo, dalla Veragel a ville e terreni: il "tesoro" confiscato a Vetrano

Nel video le immagini dei beni confiscati all'imprenditore palermitano Salvatore Vetrano, per un totale di 20 milioni di euro, tra immobili e conti correnti, sotto sequestro dal 2013.

Il decreto è stato eseguito dalla Dia ed emesso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale. La confisca riguarda l’intero capitale sociale e il compendio aziendale di 5 società di capitali, tra cui la «Veragel srl» di Carini, che operano nei settori della commercializzazione di prodotti ittici e immobiliare; 13 immobili, tra cui appartamenti, magazzini e terreni a Palermo, Carini, Trabia, Marsala e Sciacca; i corrispettivi delle vendite di un immobile, 2 imbarcazioni da diporto, 2 motori fuoribordo e un’auto; libretti nominativi, conti correnti bancari, depositi a risparmio, investimenti assicurativi e rapporti finanziari.

Il Tribunale di Palermo ha anche applicato a Vetrano la misura della sorveglianza speciale per due anni e sei mesi.

Vetrano è stato arrestato una prima volta nel 1999 perché col padre aveva nascosto in una cella frigorifera della sua azienda il carico di pesce proveniente da una rapina ad un autotrasportatore. Nel febbraio 2002, il secondo arresto per rapina in concorso con alcuni mafiosi. Nel giugno 2012, è tornato in cella per il tentato omicidio dell’imprenditore Giuseppe Toia.

La Dia ha dimostrato come avesse acquisito un consistente patrimonio immobiliare e costituito numerose aziende del settore del commercio di prodotti alimentari, anche grazie ai finanziamenti comunitari erogati dal Fondo Europeo per la pesca in Sicilia, evadendo le tasse. Inoltre, secondo gli inquirenti sarebbe stato legato alla mafia corleonese. La sua scalata imprenditoriale sarebbe strettamente legata ai suoi legami con Cosa nostra. Diversi 'pentiti' hanno confermato che il patrimonio di Vetrano è stato realizzato grazie all’appoggio ed al sostegno di Cosa nostra. In cambio l’imprenditore dava denaro all’associazione mafiosa e assumeva uomini vicini ai clan.

 

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I surgelati della mafia, maxi confisca per l’imprenditore Vetrano

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Sequestrate aziende tra cui la "Veragel srl", il ristorante "L'Orca" di Isola delle Femmine, auto di grossa cilindrata, due imbarcazioni di diporto oltre a numerosi appartamenti, magazzini e terreni a Palermo e provincia

Il centro operativo di Palermo, su iniziativa del direttore della Dia Arturo De Felice avviata nello scorso dicembre, ha eseguito un sequestro di un' azienda di surgelati e beni mobili e immobili per un valore di oltre 25 milioni di euro, disposto dal tribunale di Palermo. (GUARDA IL VIDEO)

Il provvedimento, che rientra nel quadro delle attività istituzionali tese all'aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati dalle organizzazioni criminali, ha colpito l'imprenditore palermitano Salvatore Vetrano, 42 anni, nei confronti del quale sono stati acquisiti elementi che lo hanno fatto ritenere un collettore degli interessi mafiosi nel commercio di prodotti surgelati, gestito anche tramite familiari.

Tra i beni oggetto del sequestro ci sono sette aziende, tra cui la "Veragel srl" di Carini, due veicoli di grossa cilindrata, due imbarcazioni da diporto di oltre 20 metri, 20 immobili, costituiti da appartamenti, magazzini e terreni ubicati in Palermo, Carini, Trabia, Marsala e Sciacca, rapporti bancari ed assicurativi, il ristorante "L'Orca", che si trova a Isola delle Femmine.

La Dia di Palermo ha accertato ed evidenziato nella proposta avanzata dal direttore della Dia come Vetrano ha acquisito un consistente patrimonio immobiliare ed ha costituito numerose aziende, operanti nel settore del commercio di prodotti alimentari, anche beneficiando di finanziamenti comunitari erogati dal Fondo Europeo per la pesca in Sicilia, nonché sottraendo a tassazione ingenti ricavi imponibili, frutto della propria attività commerciale. Vetrano, come suo padre Giacomo, sin dal 1999 sono stati oggetto di provvedimenti giudiziari cautelari per i legami fra le loro attività commerciali ed elementi di spicco di spicco di Cosa nostra, fra i quali il figlio di Totò Riina, Giuseppe e Gianfranco Puccio.

APPROFONDIMENTI
  • Sequestrati beni per 200 milioni ad un imprenditore palermitano

  • La mani della mafia sul tram: sequestro da 8 milioni a imprenditore

  • Mafia, sequestro di beni ad imprenditore assolto

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