Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”




Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..






“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in superficie “






Pino Ciampolillo


Saturday, March 11, 2017

La scomparsa dei Maiorana, nuovi accertamenti sulle impronte

La scomparsa dei Maiorana, nuovi accertamenti sulle impronte





2007 8 AGOSTO LA CALLIOPE 2007  UNA LICENZA EDILIZIA DUBBIA ISPEZIONE ASSESSORIALE TURANO MEGNA BOLOGNA BANDIERA ALAMIA LOPEZ GIAMBRUNO
Due indagati sono stati convocati dai carabinieri per un confronto su un reperto sequestrato





Nuove indagini per la scomparsa dei due imprenditori palermitani Antonio e Stefano Maiorana, padre e figlio, spariti il 3 agosto del 2007. I carabinieri del Roni hanno convocato una serie di persone che hanno rilasciato le impronte digitali da confrontare con quelle scoperte su un reperto sequestrato nell'ambito dell'inchiesta. Le impronte sono state chieste ai due indagati, accusati di omicidio, il costruttore palermitano Francesco Paolo Alamia e l'imprenditore Giuseppe Di Maggio, e a una serie di soggetti che hanno lavorato nel cantiere edile di Isola delle Femmine in cui Maiorana stavano realizzando delle villette.



L'inchiesta, condotta dai carabinieri, è coordinata dai pubblici ministeri Roberto Tartaglia e Francesco Del Bene. I corpi dei due imprenditori, visti per l'ultima volta nel cantiere di Isola delle Femmine, non sono mai stati trovati. La loro auto, una Smart, venne ritrovata nel parcheggio dell'aeroporto di Punta Raisi, ma dalle indagini emerse che i due non avevano preso alcun volo. Una messinscena per gli inquirenti che, per anni, hanno cercato di trovare il bandolo di un giallo intricato.




L'anno scorso in un pozzo nella zona di Villagrazia, sepolti da metri di materiale edile, vennero ritrovati una scarpa e un sacco sporco di tracce rosse: il Ris ha escluso però che possano essere appartenuti ai Maiorana.







Dietro alla scomparsa e all'omicidio, ormai certo, dei due imprenditori ci sarebbe una storia complessa di ricatti e affari milionari. Poco prima della scomparsa Francesco Paolo Alamia, costruttore vicino all'ex sindaco mafioso Vito Ciancimino a cui recentemente sono stati sequestrati beni per 22 milioni, sfiorato da indagini di mafia ma mai arrestato, cedette le quote della ditta di costruzioni Calliope srl, di cui era socio con Maiorana, all'imprenditore Dario Lopez. Da questi le quote passarono alla compagna di Antonio Maiorana, Karina Andrè. Perchè Alamia rinunciò alla partecipazione società? E' una delle domande che si fanno gli investigatori che ipotizzano che sarebbe stato costretto perchè vittima di un ricatto.







Di Maggio, invece, già arrestato per mafia, è figlio di Lorenzo Di Maggio, condannato per associazione mafiosa e cognato del boss Salvatore Lo Piccolo. 







 E' titolare di una ditta di movimento terra. L'indagato, emerge dalle indagini, era nella zona del cantiere di Isola delle Femmine nel giorno della scomparsa dei due.



Proprio il capomafia Lo Piccolo, dopo la scomparsa dei due imprenditori, avvenuta nel suo territorio, diede incarico ad alcuni suoi uomini di capire che fine avessero fatto i Maiorana. Ma l'istruttoria di Cosa nostra non portò a nulla, perchè, si ipotizza, sarebbe stata bloccata.















MAIORANA CALLIOPE VARIANTE SEQUESTRO ABITABILITA' di isolapulita





21 ottobre 2013
Padre e figlio, Antonio e Stefano Maiorana, spariscono insieme la mattina del 3 agosto 2007, vicino Palermo (leggi QUI la ricostruzione della scomparsa). Le indagini portano al cantiere edile – delle società “Calliope” ed “Edilia” -  di cui Antonio era consulente. Risaliamo ad una ventina di giorni prima, quando Maiorana si avvia verso la sua fine. Da tempo, infatti, l’uomo si dichiara insoddisfatto del suo compenso: 50.000 euro non bastano.  D’altronde, ha il coltello dalla parte del manico: i rapporti con le banche, per i mutui, li gestisce lui. Gliene danno altri 25.000. Non basta. Vuole altri soldi, oppure la cessione alla sua convivente, Gabriela Andrè, del 50% della “Calliope”. E’ una richiesta assurda, eppure va in porto. Com’è possibile che Paolo Alamia, uno dei due soci della “Calliope”, ceda così facilmente a Maiorana? Perché non ne sa nulla. Maiorana fa il furbo. Con l’aiuto di un notaio amico fa l’atto di trasferimento quote senza Alamia. Sa talmente tanto di stare giocando sporco che, quel giorno, dice alla Andrè di prendere i suoi figli – Stefano e Marco, nati dal matrimonio con Rossella Accardo – e nascondersi in un posto che neppure lui vuole sapere dov’è…
Ma per quello che ha fatto, non lo ammazzano. E se non lo ammazzano, deve aver avuto in mano qualche asso, no? Ma quale? E perché ci interessa?
Ora siamo al 1 agosto 2007. Mancano 48 ore alla tragedia. Dallo stesso notaio ci sono Maiorana e Dario Lopez, detentore dell’altro 50% della “Calliope”: c’è una rissa tra loro. Perché? Lo chiediamo a Rossella Accardo, mamma di Stefano ed ex moglie di Antonio, che da 6 anni cerca la verità su questa vicenda: “gli acquirenti di quei residence stipulavano due atti, uno per comprare l’immobile ed uno per personalizzarne le finiture interne. Quindi pagavano due somme diverse. Lopez chiedeva che le finiture non fossero liquidate contestualmente all’acquisto. E qui sono venuti alle mani, ci fu una camicia strappata. Maiorana, infatti, temeva che Lopez volesse gestire in proprio i pagamenti delle finiture, sottraendoglieli”. Il clima si fa pesante, molto pesante.
Ma che carattere aveva Antonio? “Era stato curato per una distimia bipolare” risponde Accardo  “alternava un umore tranquillo a improvvise crisi di rabbia. Non aveva un carattere facile, insomma. Nei giorni precedenti la scomparsa, poi, sembrava davvero esasperato dal rapporto coi soci. E ultimamente, ho scoperto poi in cantiere, aveva licenziato Pietro Cinà, prestanome dei Lo Piccolo, i boss mafiosi della zona”.
Ora siamo al 3 Agosto 2007: Lopez e Stefano Maiorana prendono un caffè insieme. Manca pochissimo alla tragedia. I due tornano al cantiere. Trovano Antonio. Padre e figlio si allontanano, dicendo che torneranno tra dieci minuti: e spariscono nel nulla. Strano: Antonio lascia in ufficio il borsello, da cui non si separa mai. Come se lo spiega? “Questa è una cosa troppo anomala: dentro c’erano le chiavi di casa, i documenti. Forse non ebbe il tempo di prenderlo? A me fa pensare che siano stati costretti ad allontanarsi. E se è vero, qualcuno in cantiere ha visto?”.
C’è una terza vittima, in questa storia: è Marco, il fratello di Stefano, suicidatosi il 6 gennaio 2009. Rileggendo tutto alla luce della “pista del cantiere”, anche la sua morte si rivela molto di più del drammatico risultato di una depressione. Seguiteci.
maioranaMarco Maiorana, la mattina della scomparsa, infatti, è particolarmente preoccupato: prova a chiamare il fratello, il padre, quindi corre al cantiere e poi chiama la Andrè. Ha capito qualcosa? “Marco mi disse che il padre aveva fatto una furbata in barba a tutti” dice Accardo. Ma, se sapeva qualcosa, perché non ne ha mai parlato con nessuno? “Lo dicono i giudici: perché era plagiato dalla Andrè, fu lei a dirgli che i carabinieri avevano rubato gli orologi di suo padre nelle perquisizioni, quando invece li aveva presi lei per rivenderli, come fu poi accertato. In questo modo Marco non poteva certo fidarsi dei carabinieri». Così come Marco era presente quando la donna, pochi giorni dopo la scomparsa, fece smontare la memoria del portatile del padre. Prima di uccidersi, Marco s’era convinto di essere stato responsabile della morte del fratello: per non averlo fermato quella mattina, quando aveva capito che stava andando ad un appuntamento pericoloso.
E qui siamo tornati al punto. Pericoloso perché? Chi ha fatto sparire i Maiorana? “Antonio voleva consegnare gli appartamenti il prima possibile, fare liquidità e reinvestire. Così, ha cercato di fare il furbo, di alzare il costo della sua consulenza ed ha costretto i suoi soci a far entrare la Andrè nella “Calliope”. E s’è guadagnato molti nemici. Era nemico Francesco Paolo Alamia (oggi 78enne, per una vita in affari col sindaco mafioso Ciancimino), che dovette cedere la sua quota alla Andrè. Era nemico Lopez, che, dopo la lite dal notaio, vedeva in Maiorana un ostacolo. Erano nemici i Lo Piccolo, dopo lo sgarbo fatto con Cinà. Questa concentrazione di astio verso Antonio Maiorana è stata fatale?
Rossella Accardo ha un’idea su come il suo ex marito possa aver evitato l’ira di Alamia. “Forse Antonio lo ricattava. La Andrè ha confermato di aver partecipato, bendata e portata da Maiorana, a delle gang bang. Non sappiamo chi potesse esserci, ma sospetto che Antonio possa aver usato quelle situazioni per acquisire foto compromettenti (la Andrè ha confermato ai carabinieri l’esistenza delle foto, Nda). Purtroppo, per molte cose le indagini sono state fatte in modo blando. Nell’immediato mi hanno negato le unità cinofile e nessuno ha sequestrato il portatile di Antonio” dice Accardo.
E conclude: “la logica del non vedo, non sento, non parlo ha portato la Sicilia dove siamo,  ma sugli scomparsi si deve fare prevenzione… ecco perché sto lavorando perché la Regione Sicilia faccia la sua parte, in questa direzione. Io, su questa storia, sono pronta a metterci la vita”.

Maiorana dal notaio 2 giorni prima della... di isolapulita






Il 1 agosto 2007 due giorni prima della scomparsa di Antonio e Stefano Maiorana dal Cantiere di Isola delle Femmine dove stavano costruendo un complesso di 50 appartamenti. I Maiorana con Karina (convivente di Antonio e titolare di un pacchetto del 50% delle azioni della Calliope) e DARIO LOPEZ ( Titolare dal luglio 2007 del 50% delle azioni della Calliope ed è genero di Salvatore Bandiera proprietario dell'area edificata della Caliope). 


Sono dal notaio per stipulare alcuni rogiti, Antonio Maiorana, appartatosi con DARIO LOPEZ ha un furioso e violento litigio verbale e fisico. MOTIVO? 






Maiorana 1 agosto a Palermo dal
notaio... 2 giorni precedono la sparizione


Il 1 agosto 2007 due giorni prima della
scomparsa di Antonio e Stefano Maiorana dal Cantiere di Isola delle Femmine
dove stavano costruendo un complesso di 50 appartamenti. I Maiorana con Karina
(convivente di Antonio e titolare di un pacchetto del 50% delle azioni della
Calliope) e DARIO LOPEZ ( Titolare dal luglio 2007 del 50% delle azioni della
Calliope ed è genero di Salvatore Bandiera proprietario dell'area edificata
della Caliope).
Sono dal notaio per stipulare alcuni
rogiti, Antonio Maiorana, appartatosi con DARIO LOPEZ ha un furioso e violento
litigio verbale e fisico. MOTIVO?



La sera del 2 agosto 2007 1 giorno prima della sparizione, dal cantiere della
Calliope di Isola delle Femmine, di Stefano e Antonio Maiorana.

In un ristorante di sferracavallo si danno appuntamento con il carabiniere
Ignazio Pepati uno degli acquirenti di un appartamento della Calliope. Motivo
dell'incontro trovare la maniera di far fuori tutte le ditte che avevano
appalti di lavoro all'interno del cantiere della Calliope in quanto, secondo il
Maiorana dette ditte erano referenti di Dario Lopez, genero di Salvatore
bandiera proprietario dell'area su cui si era edificato ed inoltre dal
luglio/07 era detentore del 50% delle azioni della Calliope.
Il filmato mette in risalto il carattere
violento e sbruffone delll'Antonio Maiorana.
Non si comprende il ruolo che nelle
intenzioni di Antonio dovrebbe svolgere il Signor Ignazio Pepati. perchè
Antonio Maiorana si rivolge proprio al Signor Pepati?
Non si comprende il ruolo che nelle intenzioni
di Antonio dovrebbe svolgere il Signor Ignazio Pepati. perchè Antonio Maiorana
si rivolge proprio al Signor Pepati?
Nei giorni precedenti la scomparsa,
Antonio Maiorana aveva avuto problemi con l'ex socio in affari Dario Lopez.


Torniamo al massimo tra mezz'ora". Così ha detto Antonio Maiorana al suo
capocantiere di Isola delle Femmine (Palermo) mentre si allontanava con il
figlio Stefano quel 3 agosto 2007 . Da quel giorno dei due si è persa ogni
traccia.


L'auto con cui l'uomo, 47 anni, e suo figlio maggiore, 22, hanno lasciato il
cantiere è statra trovata parcheggiata all'aeroporto di Punta Raisi
"Falcone e Borsellino". Il Ris dei carabinieri di Messina che l'ha
analizzata ha rilevato soltanto le impronte dei due scomparsi.


I loro nomi non figurano negli elenchi dei passeggeri in partenza. Antonio
Maiorana, consulente per una società immobiliare di Isola delle Femmine, la
"Calliope", la mattina della scomparsa ha lasciato il suo
appartamento alle 6,30 di via delle Croci a Palermo, dove vive insieme alla
compagna argentina Karina Gabriela André. per recarsi in cantiere con il suo
scooter.


Intorno alle 7 è arrivato con la sua Smart bianca nuova il figlio Stefano, che
vive in un appartamento di via Arimondi con il fratello Marco, l'altro figlio
nato dal matrimonio con Rossella Accardo. Alle 7 e un quarto i due hanno preso
un un caffè con il capocantiere. Poi sono andati via con l'auto, che aveva
ancora la targa provvisoria, lasciando lo scooter. I telefoni cellulari di
Stefano e Antonio Maiorana sono risultati risultano irraggiungibili
rispettivamente dalle 8 e dalle 10.


La chiave della duplice scomparsa per gli inquirenti sarebbe da individuare
nella vicenda della "Calliope Immobiliare". La ditta stava costruendo
a Isola delle Femmine una cinquantina di appartamenti finanziati come edilizia
popolare ma venduti in realtà come residenziali. Antonio Maiorana, che ha
lavorato fin da giovane nell'edilizia a fianco dello zio, un uomo vicino a Vito
Ciancimino, era consulente della Calliope.



Un mese circa prima della scomparsa ha rilevato metà delle quote della società
intestandole a Karina André, non potendo farlo lui direttemente perchè
protestato. A pochi giorni del 3 agosto l'uomo avrebbe dettto alla compagna non
farsi vedere in giro. Il 6 agosto Karina André, insieme con Marco Maiorana, si
è recata dai genitori di Antonio Maiorana per lasciare una busta sigillata,
dicendo che sarebbe tornata da loro venti giorni dopo per riprenderla.




Ci sono i movimenti, innanzitutto. I tabulati, ricostruiti dal legale con la
consulenza tecnica dell'esperto Pietro Indorato, indicano la presenza di
Stefano e Antonio Maiorana, fra le 5,21 e le 5,51 della mattina del 3 agosto
2007, in via Primo Carnera a Capaci, da dove hanno chiamato e ricevuto un sms
da Francesco Paolo Alamia. Alle 7,52, poi, un personaggio vicino ai Maiorana
attiva la cella della bretella autostradale in uscita da Punta Raisi e una
ventina dopo viene filmato fra Isola delle Femmine e Sferracavallo. Elementi,
questi, che hanno spinto Frazzitta a chiedere un controllo sulla zona dismessa
di una vecchia fabbrica. Dove ritengono che possano essere seppelliti i corpi.



Maiorana 2 agosto 2007 sera ristorante... di isolapulita




Ci sono i
movimenti, innanzitutto.
 I tabulati,
ricostruiti dal legale con la consulenza tecnica dell’esperto Pietro Indorato,
indicano la presenza di Stefano e Antonio Maiorana, fra le 5,21 e le 5,51 della
mattina del 3 agosto2007, in via Primo Carnera a Capaci, da dove
hanno chiamato e ricevuto un sms da Francesco Paolo Alamia. Alle 7,52, poi, un
personaggio vicino ai Maiorana attiva la cella della bretella autostradale in
uscita da Punta Raisi e una ventina dopo viene filmato fra Isola delle Femmine
e Sferracavallo. Elementi, questi, che hanno spinto Frazzitta a chiedere un
controllo sulla zona dismessa di una vecchia fabbrica. Dove ritengono che
possano essere seppelliti i corpi.

La novità verrebbe dall’incrocio tra i tabulati che indicano la
presenza di Stefano e Antonio Maiorana, fra le 5.21 e le 5.51 della mattina del
3 agosto2007, in via Primo Carnera a Capaci, da dove
hanno chiamato e ricevuto un sms da Francesco Paolo Alamia, con quelli che
individuano un personaggio vicino ai Maiorana nella zona della bretella
autostradale in uscita da Punta Raisi alle 7.52.
Lo stesso personaggio viene filmato una ventina di minuti dopo
fra Isola delle Femmine 
e Sferracavallo. Elementi, questi, che hanno spinto Frazzitta a
chiedere un controllo sulla zona dismessa di una vecchia fabbrica dove
potrebbero essere seppelliti i corpi.
La sera del
2 agosto 2007 1 giorno prima della sparizione, dal cantiere della Calliope di
Isola delle Femmine, di Stefano e Antonio Maiorana.
In un
ristorante di sferracavallo si danno appuntamento con il carabiniere Ignazio
Pepati uno degli acquirenti di un appartamento della Calliope. Motivo
dell'incontro trovare la maniera di far fuori tutte le ditte che avevano
appalti di lavoro all'interno del cantiere della Calliope in quanto, secondo il
Maiorana dette ditte erano referenti di Dario Lopez,  genero  di Salvatore bandiera proprietario
dell'area su cui si era edificato ed inoltre dal luglio/07 era detentore del
50% delle azioni della Calliope.
Il filmato
mette in risalto il carattere violento  e
sbruffone delll'Antonio Maiorana.
Non si
comprende il ruolo che nelle intenzioni di Antonio dovrebbe svolgere il Signor
Ignazio Pepati. perchè Antonio Maiorana si rivolge proprio al Signor Pepati?


La sera del
2 agosto 2007 1 giorno prima della sparizione, dal cantiere della Calliope di
Isola delle Femmine, di Stefano e Antonio Maiorana.
In un
ristorante di sferracavallo si danno appuntamento con il carabiniere Ignazio
Pepati uno degli acquirenti di un appartamento della Calliope. Motivo
dell'incontro trovare la maniera di far fuori tutte le ditte che avevano
appalti di lavoro all'interno del cantiere della Calliope in quanto, secondo il
Maiorana dette ditte erano referenti di Dario Lopez,  genero  di Salvatore bandiera proprietario
dell'area su cui si era edificato ed inoltre dal luglio/07 era detentore del
50% delle azioni della Calliope.

Il filmato
mette in risalto il carattere violento  e
sbruffone delll'Antonio Maiorana.

Non si
comprende il ruolo che nelle intenzioni di Antonio dovrebbe svolgere il Signor
Ignazio Pepati. perchè Antonio Maiorana si rivolge proprio al Signor Pepati?

Nei giorni
precedenti la scomparsa, Antonio Maiorana aveva avuto problemi con l’ex socio
in affari Dario Lopez.

Torniamo al
massimo tra mezz’ora”. Così ha detto Antonio Maiorana al suo capocantiere di
Isola delle Femmine (Palermo) mentre si allontanava con il figlio Stefano quel
3 agosto 2007 . Da quel giorno dei due si è persa ogni traccia.

L’auto con
cui l’uomo, 47 anni, e suo figlio maggiore, 22, hanno lasciato il cantiere è
statra trovata parcheggiata all’aeroporto di Punta Raisi “Falcone e
Borsellino”. Il Ris dei carabinieri di Messina che l’ha analizzata ha rilevato
soltanto le impronte dei due scomparsi.

I loro nomi
non figurano negli elenchi dei passeggeri in partenza. Antonio Maiorana,
consulente per una società immobiliare di Isola delle Femmine, la “Calliope”,
la mattina della scomparsa ha lasciato il suo appartamento alle 6,30 di via
delle Croci a Palermo, dove vive insieme alla compagna argentina Karina
Gabriela André. per recarsi in cantiere con il suo scooter.

Intorno alle
7 è arrivato con la sua Smart bianca nuova il figlio Stefano, che vive in un
appartamento di via Arimondi con il fratello Marco, l’altro figlio nato dal
matrimonio con Rossella Accardo.  Alle
7 e un quarto i due hanno preso un un caffè con il capocantiere. Poi sono
andati via con l’auto, che aveva ancora la targa provvisoria, lasciando lo
scooter. I telefoni cellulari di Stefano e Antonio Maiorana sono risultati
risultano irraggiungibili rispettivamente dalle 8 e dalle 10.

La chiave
della duplice scomparsa per gli inquirenti sarebbe da individuare nella vicenda
della “Calliope Immobiliare”. La ditta stava costruendo a Isola delle Femmine
una cinquantina di appartamenti finanziati come edilizia popolare ma venduti in
realtà come residenziali. Antonio Maiorana, che ha lavorato fin da giovane
nell’edilizia a fianco dello zio, un uomo vicino a Vito Ciancimino, era
consulente della Calliope.

Un mese
circa prima della scomparsa ha rilevato metà delle quote della società
intestandole a Karina André, non potendo farlo lui direttemente perchè
protestato. A pochi giorni del 3 agosto l’uomo avrebbe dettto alla compagna non
farsi vedere in giro. Il 6 agosto Karina André, insieme con Marco Maiorana, si
è recata dai genitori di Antonio Maiorana per lasciare una busta sigillata,
dicendo che sarebbe tornata da loro venti giorni dopo per riprenderla.

In seguito
la donna ha negato di averla ritirata, smentita dal padre di Antonio Maiorana,
precisando che il compagno le aveva detto di consegnarla ai genitori e che
sarebbe servita a settembre. Sul contenuto della busta non è mai stata fatta
chiarezza.
Il territorio da cui i Maiorana sono scomparsi è notoriamente
sotto stretto controllo mafioso, in particolare, all’epoca,  dei Lo Piccolo. La pista mafiosa
sarebbe confermata da un sms ricevuto da Marco Maiorana (“Sono stati vittime
della lupara bianca”),  ma
sembrerebbe smentita dalle risultanze di indagini e arresti di personaggi di
spicco della cosca dominante a Isola delle Femmine.

'Non archiviate il caso Maiorana'

27 maggio 2011 —
  pagina 8   sezione: PALERMO

DARIO Lopez, socio in affari di Antonio Maiorana, era a Cinisi la mattina del 3 agosto del 2007, il giorno della scomparsa dell' imprenditore e del figlio
Stefano. A sostenerlo davanti al gip Maria Pino è stato l' avvocato Giacomo
Frazzitta, che difende l' ex moglie di Maiorana, Rossella Accardo, durante l'
udienza per decidere sulla richiesta di archiviazione del fascicolo contro
ignoti, presentata dalla Procura. Il difensore ha presentato i tabulati dei
contatti telefonici di
 Lopez e l' altro socio, Paolo Alamia, ma il giudice ha deciso di
non mettere agli atti tutta la documentazione. Intanto, dopo oltre tre anni
dalle indagini, ieri è emerso che una telecamera dell' aeroporto di Punta Raisi
ha
ripreso i Maiorana poco prima della scomparsa. È proprio in aeroporto che la loro Smart è stata ritrovata il
3 agosto. Un giallo dato che i tecnici quel giorno avevano rilevato che le
telecamere non erano funzionanti. Dai contatti telefonici emerge che 
il cellulare di
Lopez alle 7,52 del giorno della scomparsa ha agganciato la cella di via Regia
Trazzera Marinaa Cinisi
, proprio vicino l'
aeroporto. Cosa diversa rispetto a quella raccontata da Lopez, che ha sempre
detto di avere lasciato Cinisi dopo avere incontrato Maiorana nel cantiere di
Isola delle Femmine intorno alle 6. Qualcuno, però, avrebbe chiamato Lopez, ma
lui non ha risposto. Nella memoria difensiva presentata al giudice ci sono
altre richieste di accertamenti. Antonio Maiorana il giorno della scomparsa ha
utilizzato un cellulare diverso dal suo, nel quale ha inserito la sua carta sim
per mandare un messaggio a Paolo Alamia, un altro socio. Frazzitta ha chiesto di acquisire i dati
relativi all' Imei. I telefonini di padre e figlio non sono mai stati
ritrovati. L' avvocato ha anche richiesto che 
venga risentito uno degli impiegati del cantiere di Isola delle
Femmine
. Nell' officina di un suo amico il
giorno della scomparsa dei Maiorana è stata riparata la 
Mercedes Classe A
di Dario Lopez.
 Inoltre, i Maiorana -
emerge dai tabulati dei loro cellulari - sono stati
 localizzati vicino ad uno stabilimento di Isola delle Femmine, di
proprietà del suocero di Lopez
. E su
questo stabilimento si chiedono delle nuove indagini con un georadar. Il
sospetto è che i resti dei corpi di padre e figlio possano trovarsi lì. Infine,
l' avvocato ha anche presentato un accertamento dei carabinieri sul tappetino
lato guida della Smart di Stefano Maiorana nel parcheggio dell' aeroporto di
Punta Raisi. C' è il genotipo di un uomo, al momento ignoto, e per il quale
Frazzitta chiede la comparazione con 
Pietro Cinà, Giuseppe Zerbo e Dario Lopez. Il gip si è riservato la decisione, che dovrebbe arrivare
prima dell' estate.

- ROMINA
MARCECA


La
storia della sparizione di Antonio e Stefano Maiorana e del Suicidio di Marco attraverso la ricostruzione di Rossella Accardo

ANTEFATTO:

Cronistoria caso Maiorana di isolapulita




Antonio Maiorana conosce F.sco Paolo Alamia grazie allo zio materno Giuseppe Contarini. 


Poco più che adolescente Antonio, figlio unico di Vincenzo Maiorana e Rosalia Contarini(entrambi nativi della provincia di Messina), fortemente motivato dal desiderio di affermazione personale…si in termini professionali (puntava al conseguimento di una laurea in Ingegneria edile)che economici; 


riconosce nello Zio Pippo il perfetto riferimento per costruire la sua scalata, all’interno di una realtà operativa che si afferma nell’ambito dell’edilizia cooperativistica. 



continua su 

http://siciliaannouno.blogspot.com



Antonio Maiorana conosce
F.sco Paolo Alamia grazie allo zio materno Giuseppe Contarini.

Poco più che adolescente
Antonio, figlio unico di Vincenzo Maiorana e Rosalia Contarini(entrambi nativi
della provincia di Messina), fortemente motivato dal desiderio di affermazione
personale…si in termini professionali (puntava al conseguimento di una laurea
in Ingegneria edile)che economici;

riconosce nello Zio
Pippo il perfetto riferimento per costruire la sua scalata, all’interno di una
realtà operativa che si afferma nell’ambito dell’edilizia cooperativistica.

Trascorreranno circa 10
anni prima che lo Zio Pippo venga meno in circostanze alquanto repentine:
la sua morte improvvisa
sarà comunque addebitata ad un infarto folgorante!…il giorno precedente la
notte della dipartita, lo trascorremmo insieme in giro per sopralluoghi nel
trapanese.
Ci riferì, fra l’altro,
della sua salute di ferro e del recentissimo “CEKAP” che aveva effettuato in
Svizzera…a conferma di una condizione fisica che faceva invidia ad un giovane!

Il giorno dopo era non
era più fra i vivi.


Da quel momento Antonio cercò riferimento fra le persone più vicine allo
Zio… fra questi Francesco Paolo Alamia, gli dava più affidabilità anche a
fronte della conoscenza acquisita sin dall’inizio del rapporto lavorativo con
lo Zio materno.


Presumibile che, nel tempo, l’interazione tra i due (F.sco Paolo ed
Antonio) abbia affinato e costruito complicità a tanti livelli…tant’è che
all’atto dell’avvio del cantiere in via Del Levriere nel comune di Isola delle
Femmine(PA), Antonio Maiorana già fungeva da Consulente finanziario… in termini
di interfaccia tra l’Istituto di Credito preposto per l’erogazione del
finanziamento agevolato e l’Impresa che concretamente eseguiva i lavori edili .
Circa venti giorni prima
della scomparsa di Stefano ed Antonio Maiorana, il subentro di Karina Gabriela
Andrè – proprietaria del 50% delle quote della Società Calliope – permise ad
Antonio di intestarsi il ruolo di Procuratore e di gestire anche “stipendi” per
i miei Figli… e per la sig.ra Karina… in ragione di Euro 500,00 alla settimana!
Fui tenuta all’oscuro di
tutto…mi fu negato l’accesso in via del Levriere…Mentre Marco si portava
giornalmente in cantiere, Stefano si occupava di pratiche legali e
notarili…finchè:

3 AGOSTO 2007 h 6:00
- Stefano Maiorana si
accinge ad uscire da casa (un appartamento posto al 7° piano di Via Arimondi a
Palermo)Si muove e si veste velocemente…vuole essere in cantiere prima che
arrivino gli operai.
Sveglia il Fratello
Marco e gli porge una busta formato A4 affinchè cerchi all’interno della stessa
un documento(scrittura privata traducibile in riscossione di Euro 100.000,00
per varianti in corso d’opera e “gettone” da riconoscere al primo acquirente) intestato
a tale Sig. Culella, subentrante acquirente di un appartamento in corso di
realizzazione all’interno del cantiere edile in via Levriere ad Isola delle
Femmine(PA)

h 6:50
- raggiunto il cantiere
edile, Stefano invia un sms alla Sua ragazza informandoLa d’essere arrivato a
destinazione e confermando che avrebbero pranzato insieme.
h 7:00
- sopraggiunto Dario
Lopez, si porteranno al bar Time con l’auto di Stefano per un caffè.
Anche il barista
riferirà che alla guida c’era Dario…pare che Stefano abbia voluto fargli
provare l’auto nuova per ” …prìo…”(gergo siciliano per esprimere il piacere di
condividere con gli altri ciò che è tuo).
h 7:30(quanto di
seguito sempre riferito da Dario Lopez
)
- Stefano ed Antonio
Maiorana(aveva raggiunto il cantiere con la sua moto, partendo da via delle
Croci dove abitava con Karina Gabriela Andrè) si allontanano, dal cantiere
edile – in via del Levriere - gestito dalla “Calliope”, con l’auto di
Stefano(una Smart nuova fiammante…ancora con targa prova). Antonio avrebbe
detto: “…mi allontano con mio Figlio per una decina di minuti…”
h 8:00
- Marco Maiorana, quella
mattina particolarmente preoccupato, prova a chiamare Stefano al n° 3495759060  ma il telefonino risulta
spento o irraggiungibile…Prova a chiamare il padre, ma il tel. squilla a vuoto
finchè non s’interrompe la linea. Insisterà, invano, per più di un’ora nel
cercare un contatto con il fratello e con il padre
h 9:45
- Marco decide di andare
personalmente ad Isola delle Femmine; sapeva che il padre avrebbe incontrato il
direttore del Banco di Sicilia di Isola alle h.10:00
h 10:15 circa
- Marco raggiunge la
Banca di Isola ma di suo padre e di suo fratello nessuna traccia, né telefonate
di rinvio dell’appuntamento; si dirige verso il cantiere di via del Levriere,
che raggiungerà in pochi minuti. Stranamente troverà il cantiere “deserto”…a
Suo dire non c’era nessuno dei responsabili che abitualmente vi stazionavano,
per sovrintendere i lavori, come aveva constatato nei 20 giorni precedenti…
La sua preoccupazione
aumentò a dismisura, per cui pensò di informare Karina
N.B. per volontà del padre
Antonio, Marco si era portato giornalmente in cantiere per disbrigare una serie
d’incombenze per conto dello stesso…a fronte del nuovo ruolo che questi aveva
maturato: procuratore di Karina Gabriela Andrè, nuova socia al 50% della
società edile Calliope.
La “Calliope” vedeva soci:
Maria Bandiera – in rappresentanza di Salvatore Bandiera, proprietario
dell’area su cui si realizza il complesso residenziale – e Gaetano Alamia – in
rappresentanza dell’Ing. Paolo Alamia, curatore della cooperativa dal
finanziamento al progetto. Antonio Maiorana, a fronte di un contratto
d’incarico professionale, era designato al ruolo di consulente
finanziario…quale interfaccia tra il Banco di Sicilia e la cooperativa edile,
al fine di gestire i S.a.L.
Nel tempo, Antonio
Maiorana, si era dichiarato insoddisfatto della remunerazione contrattuale ( €
50.000,00) ed aveva ambito al raddoppio vantando meriti nell’espletamento del
ruolo che altri consulenti non avrebbero saputo maturare.
Troveranno un compromesso,
lievitando di altri € 25.000,00 a favore di Maiorana, l’importo iniziale…Con
l’avanzamento dei lavori , nonché il buon esito dell’operazione
 imprenditoriale,
Antonio Maiorana torna a chiedere che gli sia riconosciuto un “gettone
premio”e/o cmq un ulteriore integrazione economica alle sue spettanze pena:
avrebbe congelato l’ultima
trance di mutuo che la banca doveva elargire, a fronte del 
“fine lavori”…, causando
il fallimento di tutta l’operazione.
Offrirà, come alternativa,
il subentro di Karina Gabriela Andrè (sua compagna di vita) 
in ragione del 50% delle
quote societarie.
I vecchi soci,
“frastornati” dall’incalzare del Maiorana, provano a ricondurre tutto a più
miti consigli…ma il Maiorana (forte, fra l’altro, di elementi di ricatto
aggiunti…pare anche rispetto alla vita privata dei vecchi soci) rilancia e
riesce – con la compiacenza apparente di Dario Lopez, genero di Salvatore
Bandiera - a far trasferire le quote dei 
Bandiera a Karina Gabriele
Andrè, mentre le quote degli Alamia passano a Dario Lopez.
Il notaio Li Puma, amico
di vecchia data di Antonio Maiorana, sarà arbitro di questo evento…avallando
il trasferimento delle quote anche in assenza dei Bandiera e degli Alamia.
Mio Figlio Marco stesso –
dissociandosi dai comportamenti di Antonio Maiorana - mi riferirà che il padre
aveva fatto una “furbata”in barba a tutti!

h 13:30 circa
- rientrato in città,
dove incontrerà Karina, decide di ritornare in cantiere insieme alla compagna
di suo padre. Raggiunto il cantiere, dopo la pausa pranzo, si confronteranno
con Dario Lopez che, preso atto di quanto riferito da Marco e interrogato
rispetto a cosa possa essere successo, condivide la scelta di fare una denuncia
di scomparsa.
Quella sera Marco
Maiorana e Karina Gabriela Andrè andarono al commissariato di polizia (pare
Commissariato Libertà) ma la lunga attesa e l’ora tarda, suggerì loro di rinviare
tutto al giorno dopo.


4
AGOSTO 2007 
h
9:30 circa
- Marco, con fare
circostanziato, chiama Franco Tusa…invitandolo a portarsi in via Delle Croci,
presso l’appartamento in cui vivevano Suo padre e Karina Gabriela Andrè.
Raggiuntili in breve, il
Sig. Tusa raccoglie le istanze di Marco che gli riferisce quanto accaduto il
giorno prima ed aggiunge : “ non so come dirlo alla mamma…so che ne
morirebbe…credi che io e Karina siamo in pericolo?…”
Intanto, mattino presto,
Karina aveva già chiamato qualcuno per sostituire la serratura di casa e
chiedeva scrupolosamente - anche al Sig. Tusa – di staccare la batteria del
telefono temendo d’ essere intercettati rispetto a quello che stavano
discutendo.
h 14:00 circa
Incontro il sig.Tusa che
mi riferisce: “ Tuo Figlio Stefano è scomparso insieme ad Antonio…da ieri
mattina non rispondono neanche al telefono…”
Marco non ebbe il coraggio
d’informarmi e dovette affidare ad altri l’onere di darmi la notizia che
non avrei mai voluto ricevere…laddove, peraltro, allertavo continuamente i miei
Figli :”…se papà Vi chiede di firmare qualcosa… se vuol coinvolgerVi in qualche
attività che attiene il suo lavoro…DISERTATE!…condividete il momento in pizzeria,
al
 cinema, al mare…ma DISERTATE qualunque
invito che possa portare le vostre giovani vite in guadi, con la promessa di
facili guadagni…”


Pensai ad un incidente con l’auto…solo questo poteva impedire a mio Figlio
Stefano un contatto con suo fratello…
Senza preoccupare
oltremodo Marco, gli dissi di portarsi dai carabinieri di zona per la
denuncia…io lo avrei raggiunto li.


Marco arrivò prima di me…io mi trovavo a Pioppo-Monreale e la strada era
intasata. Durante il tragitto sollecitavo il maresciallo Collura, che già si
trovava al cospetto di Marco, di stornare un elicottero in perlustrazione nel
territorio circostante il cantiere da cui si erano allontanati Stefano ed il
padre…convinta che avrebbero trovato l’auto di mio figlio ribaltata da qualche
parte…con i passeggeri, privi di sensi, imprigionati dalle lamiere contorte.
La richiesta restò
disattesa adducendo mille formalità da esperire. Si effettuò la denuncia.
Restammo in caserma fino a notte. Quando fui ascoltata, la prima cosa che mi fu
detta mi lasciò totalmente frastornata : “…signora…lei lo sa…Isola delle Femmine è
sotto la giurisdizione dei Lo Piccolo…”
 ; “…chi sono??” risposi io ignara di
tutto.


Furono invitati a fare delle dichiarazioni sull’accaduto, dai titolari
dell’impresa(Alamia-Bandiera) che ha realizzato le famose palazzine al
capocantiere. I genitori di Antonio arrivarono dalla provincia di Messina, dove
si erano portati qualche giorno prima per villeggiare.


5
AGOSTO 2007 
h
1:30 circa
Le attività svolte dai
carabinieri, portarono alla segnalazione di una Smart bianca…con targa prova
posteggiata in un area custodita all’interno dell’aereoporto di Puntaraisi,
regolarmente chiusa ed in ordine.
Mi chiedo:
- Perché, in prima
battuta mi fu detto che le telecamere aeroportuali – all’interno di un
parcheggio custodito - non funzionavano?!e successivamente questa verità viene
rettificata: “…non esistevano telecamere in quell’area…” Quale tecnico,
incaricato di progettare l’impianto per la sicurezza aereoportuale, avrebbe
lasciato aree lacunose in termini di “controllo” !?
- Perché anche le
telecamere poste all’uscita dello svincolo autostradale di Isola delle Femmine
non funzionavano?
- perché la richiesta di
destinare un elicottero alla perlustrazione dall’alto del territorio intorno al
cantiere Calliope è stata disattesa?
- perché le unità
cinofile non potevano essere poste in forza, annusando la camicia che Stefano
aveva indossato la notte precedente alla scomparsa, per comprendere se
effettivamente, raggiunto il parcheggio custodito presso l’aereoporto Falcone
Borsellino(ex Puntaraisi!?)se ne fosse allontanato!?
- perché il 23 settembre 2007, Alessandra Zinniti
di Repubblica scrisse:


Giallo
ad Isola delle Femmine. Un testimone ha visto il sequestro
Incontratola, riferirà
che c’era stata una fuga di notizie dalla Procura!!??
- perché nel mese di
dicembre 2007 vengo raggiunta da una telefonata che m’informa di un video
registrato da una telecamera a circuito chiuso…
Il video – a detta
dell’informatore – è chiaro ed esaustivo per “…comprendere la dinamica di
quanto accaduto in aeroporto…”
Riferito agli organi
competenti, sarò liquidata semplicemente con: ”…non dia credito all’informazione…il
soggetto è inaffidabile…”
- perché
l’”avvistamento” di Barcellona è stato distribuito dai mass-media prima che
effettivamente fossero stati rintracciati mio Figlio Stefano e/o il padre
Antonio?
tanto rumore… non
avrebbe solo accelerato l’allontanamento di chi – se fuggiva da
qualcosa o da qualcuno –
deve solo continuare a sparire per salvarsi?
- perché mio Figlio
Marco avrebbe riferito agli amici di sempre…che il giorno di Natale(2008) una
telefonata lo avrebbe sconvolto tanto da farlo precipitare in uno stato di
angoscia profonda…perché a me non ne fece cenno?
- perché ogni qualvolta
mi trovo nel territorio di Isola delle Femmine succede qualcosa?!
Per esempio:
*Partecipo ad una
manifestazione inneggiando alla Verità…Qualcuno mi avvicina e mi sussurra:
“…signora…ancora i va cercannu?…avi ‘ca su sutta terra!…”
la mia auto è
riconoscibilissima…tappezzata dalle foto di mio Figlio Marco, ucciso il 6
gennaio 2009 dal silenzio di chi sa e non parla!…Ebbene…
*Rientrata a Palermo,
l’auto mi viene rubata nell’arco di dieci minuti.
La restituiranno dopo
quattro giorni…laddove, grazie ad i giornalisti, ho informato i possibili
“ladri” della volontà di regalare loro l’auto se mai ne avessero realmente
bisogno…Faccio volontariato da tempo immemore ed, insieme ai mie Figli, abbiamo
sempre donato ed aiutato il nostro prossimo!
Al momento del recupero
dell’auto tutto è apparentemente in ordine!
N.B. L’auto è ancora
accantonata per mantenere l’impegno nei confronti di chi l’ha rubata.
*Partecipo ad un
convegno per la legalità - sempre ad Isola delle Femmine - colgo l’occasione
per presentare alle scolaresche presenti EDEN PROJECT, il progetto pilota
autosostenibile al quale lavoriamo da ben 5 anni per restituire dignità
all’Uomo ed alla Natura…Ebbene…
• Intorno alle h 16:00, era l’11
dicembre 2009
, mi arriva una telefonata dalla Colombia.
L’informatore del
momento…pronto e solerte mi riferirà che mio Figlio Stefano è “sequestrato” dal
padre Antonio, fuggito da realtà criminali siciliane grazie alla compiacenza di
fazioni opposte(con esplicito riferimento a Matteo Messina Denaro che Antonio
Maiorana “avrebbe potuto abboccare” a fronte di un momento edificatorio che
vedeva la realizzazione di un albergo alla foce del Belice, grazie ad un
contributo a fondo perduto pari a venti miliardi delle vecchie lire che la
Regione Sicilia avrebbe erogato a favore di …Procreo…una società intestata ad
Antonio e Stefano Maiorana – il notaio Li Puma ha i documenti camerali)…che
continuerebbero a proteggerli…
Se mai contemplassero un
rientro in Sicilia…la loro morte sarebbe sicura!
Va detto che, Antonio
Maiorana, si rivolse a tanti nell’ambito regionale…da riferimenti nel
messinese…al catanese…al trapanese(tra gli altri, a detta di mio Figlio Marco,
anche tale Avv. Di Ganci a tutt’oggi è creditore di piu di Euro 850.000,00)
……………………………………………………………………………………………
Queste e tante altre
contraddizioni!
Invito Tutti coloro che
leggeranno questo pro-memoria, sintesi di quanto è accaduto i questi tre anni a
suggerire una possibile Verità.
Sarà un vero e proprio
sondaggio all’interno della Coscienza Collettiva…la stessa che qualche minuto
prima dell’attentato alle Torri Gemelle in America…percepì che stava accadendo
qualcosa di grave.
Con Amore Rossela
Accardo




CALLIOPE il gran business del verde agricolo di Isola delle
Femmine che diventa come d'incanto edificabile. Il cantiere di Isola delle
Femmine controllato dalla MAFIA ( è dell’agosto del 2009 la notizia del
sequestro dei beni all’imprenditore elettricista Pietro Cinà uomo di fiducia
dei Lo Piccolo che all’interno del cantiere la Calliope aveva ottenuto
l’appalto per l’impianto elettrico). Dopo il “colpo di mano” del Commissario ad
Acta che si sostituisce al C.C. iniziano i lavori senza alcuna licenza ,
durante la gestione del “Sindaco” Portobello viene concessa il 1 giugno del
2005 la licenza edilizia, nel giugno del 2007 viene presentata alla C.E.C. la
variante su tutti i 50 appartamenti, poi spariscono i Maiorana padre e figlio.
Ne aveva parlato in un “acceso e sempre urlante” dibattito con il “Sindaco” il
geometra ex oppositore (vedasi il comizio tenuto in piazza solo qualche mese
prima delle elezioni) ed attuale V.P. del Consiglio geom Vincenzo Dionisi che
lo accusava di essere stato l’artefice di...... ? L’incontro scontro, tra il
“Sindaco” e attuale ex oppositore geom Vincenzo Dionisi, avvenne nella sala
parrocchiale per ricordare il sacrificio del maresciallo Monteleone. I
cittadini di Isola delle Femmine sono ancora in attesa di una risposta del
“Sindaco” tesa a difendere l’onorabilità della Istituzione Comune Isola delle
Femmine, circa la notizia che sull’affare Calliope “…… e ben 5 appartamenti
ceduti a figli di ex amministratori locali per mettere a tacere ogni cosa e
sistemare i documenti alla bisogna…”.(
 notizia
del 17 dicembre 2008)
 

No comments: