Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”




Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..






“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in superficie “






Pino Ciampolillo


Saturday, October 03, 2015

Rifiuti, Sicilia sempre a rischio Nino Amadore 03 ottobre 2015

Rifiuti, Sicilia sempre a rischio  

Nino Amadore  03 ottobre 2015
Palermo

La discarica pubblica di Bellolampo a Palermo ha chiuso i cancelli per 57 Comuni della provincia. Sia i grandi centri come Bagheria e Termini Imerese sia quelli più piccoli hanno dovuto trovare una soluzione alternativa: fino a metà ottobre. Per il momento l’emergenza non c’è anche perché Bellolampo resta aperta per i mezzi di Palermo e si evita così il disastro che ha caratterizzato la gestione dei rifiuti nel capoluogo siciliano negli ultimi anni. Ma il piano messo in atto dal Dipartimento regionale per i rifiuti appare più un palliativo di fronte alla malattia che rischia di esplodere da un giorno all’altro. L’Isola si regge, per il momento, su un equilibrio molto precario.


Secondo alcune stime, se non vi sarà una rapida svolta nella gestione del sistema, nel giro di sei-otto mesi la raccolta dei rifiuti nell’isola potrebbe collassare. Lo dice senza giri di parole Aurelio Angelini, docente di sociologia all’Università di Palermo: «Secondo i miei conteggi - spiega - non saremo più in grado di smaltire i rifiuti tra la primavera e l’estate dell’anno prossimo: il count down è cominciato. In questi anni invece di pensare un piano si è ballato sull’orlo del baratro». Perché il tutto si fonda ancora oggi sulle discariche (in totale 11 di cui otto pubbliche) su cui la Regione ha scommesso negli ultimi anni destinando a questi impianti (a Gela, a Enna, a Bellolampo e San Filippo del Mela nel messinese) i fondi (98 milioni) che dovevano servire per costruire 10 impianti di compostaggio fondamentali per smaltire la frazione umida che è pari a quasi al 40% dei rifiuti prodotti. Così invece di incentivare la raccolta differenziata, in Sicilia ferma a poco più del 10 per cento, il governo regionale (a suo tempo era assessore il magistrato Nicolò Marino) ha contribuito a rafforzare il sistema delle discariche pubbliche con gare gestite con il sistema dell’emergenza e dunque con affidamenti in deroga. «Il sistema dei rifiuti - arriva a dire Nello Musumeci, presidente della commissione regionale Antimafia - è al limite delle leggi e in alcuni casi fuori legge. Mancano gli strumenti di pianificazione ed è chiaro che l’eterna condizione di emergenza diventa il brodo di cottura di ogni iniziativa illecita».
La logica sembra essere stata quella di prendere tempo. In attesa di cosa? Non è chiaro. Intanto con la legge sono stati localizzati in Sicilia due termovalorizzatori e nel pieno della polemica sul tema il presidente della Regione Rosario Crocetta ha rilanciato sostenendo che il governo regionale pensa a sei impianti, ma piccoli. Intanto la Sicilia continua a essere l’unica regione a non essersi dotata di un piano ordinario di gestione (obbligatorio per poter ottenere i finanziamenti a valere sui Fondi Ue) ma non solo: le riforme legislative hanno introdotto nuovi soggetti che, spiega ancora Angelini, «porteranno all’implosione il sistema». Un “disordine” normativo che non è piaciuto nemmeno al governo nazionale: all’inizio di agosto è partita la diffida nei confronti della regione da parte del governo nazionale che ha così attivato la procedura di esercizio del potere sostitutivo. Il documento che porta la firma del sottosegretario Claudio De Vincenti diffida Crocetta intimandogli di intervenire per mettere ordine e di adeguare la legislazione regionale. «Noi - dice l’assessore regionale all’Energia, Vania Contraffatto - non siamo stati fermi. Da quando mi sono insediata ho riavviato l’intera macchina provando a mettere ordine in un contesto difficile. Ora abbiamo un piano esecutivo (che è quello commissariale, ndr) e abbiamo avviato le procedure per fare nuovi impianti moderni e rimettere in moto alcuni impianti di compostaggio. Per quanto riguarda le osservazioni del governo, siamo al lavoro per aggiornare il piano e siamo in attesa di capire cosa fare sugli Ambiti ottimali: quella è materia dell’Assemblea regionale. Intanto dico: in molti casi sono gli stessi sindaci a creare ostacoli»

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