Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”




Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..






“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in superficie “






Pino Ciampolillo


Wednesday, September 23, 2015

Isola Pulita: Presentazione della proposta di legge Rifiuti 2.0 del M5S

A2A presenta il progetto dell’inceneritore. Stavolta non passeranno! 



BY NO INCENERITORE DEL MELA ·



21 SETTEMBRE 2015



primi passiDopo mesi di annunci il progetto definitivo del mega-inceneritore è stato depositato venerdi da Edipower al comune di S.Filippo del Mela ed a breve verosimilmente al Ministero dell’Ambiente per l’avvio della procedura autorizzativa chiamata V.I.A. (Valutazione Impatto ambientale) [1]. Viene così confermata definitivamente l’intenzione dei gestori della centrale elettrica di S.Filippo verso la conversione ad uno degli inceneritori più grandi d’Europa.
Dopo averci inquinato per decenni bruciando l’OCD, un combustibile derivato dal petrolio, adesso che quest’ultimo non conviene più neanche a loro vorrebbero continuare per altri decenni a inquinare bruciandoci sotto il naso milioni di tonnellate di spazzatura. Se prima la sigla era OCD, adesso è CSS (Combustibile Solido Secondario), un combustibile costituito dai materiali combustibili dei rifiuti (in maggioranza plastica, carta, pannolini, fibre tessili, ecc…) [2]. La sostanza è che hanno in serbo per noi un cocktail micidiale di diossine, metalli pesanti e nanopolveri.
La presentazione del progetto è stata preceduta da una campagna stampa tesa a prendere in giro cittadini ed amministratori (ad esempio parlando di termovalorizzazione anziché di incenerimento, come se fossero due cose diverse, sebbene basti consultare il dizionario per verificare che sono sinonimi), che è stata già smentita nei dettagli dal nostro comunicato “Le bugie hanno le gambe corte”[3].
Forse pensavano di scendere in Sicilia e trovare donne e uomini pronti ad abboccare o a rassegnarsi a qualsiasi tipo di veleno, ma si dovranno ricredere.
Il momento è storico, si decide del futuro del nostro territorio per i prossimi decenniE’ più che mai importante scendere in piazza per la manifestazione di domenica 27 alle 15.30 ad Archi contro questa grave minaccia ormai concreta [4].
Ovviamente cercheranno di utilizzare contro i cittadini il solito ricatto occupazionale, come se il lavoro e la salute debbano essere dei diritti contrapposti, trattando i 150 dipendenti della centrale come “scudi umani” in difesa dei loro profitti. Ma il ricatto occupazionale non è che l’ennesimo inganno, visto che gli inceneritori non producono ma distruggono posti di lavoro, oltre che soldi, salute e viteIl ciclo virtuoso dei rifiuti alternativo all’incenerimento, che passa da differenziata e recupero dei materiali, crea infatti più di 10 volte tanto i posti di lavoro degli inceneritori [5].
Note:
[2] Documento esplicativo su produzione CSS e trattamento rifiuti indifferenziati a cura dell’Arpa Marchehttp://www.arpa.marche.it/images/eventi/2014_san_costanzo/Stella%20-%20trattamento%20indifferenziati.pdf : si vedano in particolare le ultime 3 slide.
[4] pagina facebook dell’evento della manifestazione:https://www.facebook.com/events/1173360556014273/

Rifiuti, il piano Crocetta "Sei piccoli inceneritori"

L'EMERGENZA

Palazzo d'Orleans apre concretamente alla realizzazione di sei impianti di termovalorizzazione in Sicilia: «Piccoli inceneritori, a differenza dei due mega- impianti che il governo Renzi ci stava obbligando a costruire » dicono dalla Presidenza. 

Già scelta la localizzazione degli impianti: tre intorno ai capoluoghi di Messina, Palermo e Catania, gli altri a cavallo delle province di Trapani e Agrigento, Caltanissetta ed Enna, Ragusa e Siracusa.

Questa è la proposta formale che il governatore Rosario Crocetta e il dirigente generale del dipartimento Acque e rifiuti, Domenico Armenio, hanno presentato la scorsa settimana in conferenza Stato-Regioni, dove si sta discutendo il contenuto del decreto nazionale sui termovalorizzatori. 

L'indicazione del governo Renzi era di realizzare in Sicilia due mega-impianti da 350 mila tonnellate l'uno. Palazzo d'Orleans nella nota ha detto sì ai termovalorizzatori ma di dimensioni più contenute: 

«Si propone di preventivare nella regione Sicilia la realizzazione — si legge nella nota firmata Crocetta e Armenio — due impianti d'incenerimento, così come previsto nello schema di decreto ma di potenzialità non superiore alle 200 mila tonnellate l'uno all'anno a Catania e Palermo. Circa le restanti 300 mila tonnellate che si stima essere prodotte in Sicilia, in ragione di una mutualità reciproca, si propone di prevedere quattro impianti di potenzialità compresa tra le 60 mila e le 80 mila tonnellate da ubicarsi nell'ambito territoriale di Messina e nel comparto delle province di Ragusa- Siracusa, Enna-Caltanissetta e Agrigento-Trapani».

La Regione boccia quindi in parte la proposta iniziale del governo Renzi perché non tiene conto «di una più che probabile soprassaturazione veicolare in tali territori, in ordine all'ingolfamento dei trasporti dei rifiuti urbani verso tali impianti», e delle «palesi conseguenze in relazione alla dotazione infrastrutturale regionale e alla conformazione geografica e orografica del territorio siciliano».

Questi impianti andrebbero però a regime con una raccolta differenziata che raggiunga almeno il 65 per cento. Quota che difficilmente la Sicilia riuscirà a raggiungere da qui al 2017. Oggi la differenziata è appena al di sopra del 10 per cento. Ma, in allegato alla nota inviata a Roma, la Regione stima che anche con una differenziata al 35 per cento i sei impianti potrebbero andare a regime.


Questo dovrà essere il cuore del nuovo piano rifiuti che il governo regionale entro trenta giorni dovrà consegnare a Palazzo Chigi, pena il rischio commissariamento. Un piano che evidentemente andrà contro gli interessi dei grandi gestori delle discariche private siciliane, che hanno fatto affari d'oro grazie alla paralisi che va avanti da sette anni nella gestione dei rifiuti siciliani.

Ma la proposta di aprire ai sei termovalorizzatori e il varo del nuovo piano rifiuti potrebbero non essere sufficienti per evitare il commissariamento di Renzi. La diffida inviata il 7 agosto da Palazzo Chigi prevedeva come primo step il varo della riorganizzazione degli Ambiti ottimali entro il 7 settembre. Ma fino a oggi Crocetta non ha firmato delibere né proposte di legge per ridisegnare il numero degli Ato, che Roma vuole in un massimo di cinque, mentre oggi sono diciassette. E qui rischia di aprirsi l'ennesimo braccio di ferro: Crocetta ha sempre detto di essere contrario a soli cinque Ato, a Roma invece sono irremovibili su questo punto.

Di certo c'è che, in base alla diffida, già adesso Palazzo Chigi potrebbe commissariare formalmente la Sicilia su tutta la gestione dei rifiuti. Una partita che vale molto, considerando un giro d'affari annuo nel settore che supera il miliardo di euro. Una partita ancora tutta aperta sull'asse Roma-Palermo, con i renziani guidati da Davide Faraone che da tempo spingono per commissariare Crocetta.
a. fras.

Gli impianti verrebbero distribuiti fra le province L'incognita della raccolta differenziata
LA BOMBA A OROLOGERIA
Una panoramica della discarica di Bellolampo che riceve i rifiuti della città di Palermo e dei comuni dell'hinterland: anch'essa, come molti altri siti in Sicilia, è ormai vicina alla saturazione

emergenza rifiuti, raccolta differenziata, Vania Contrafatto, Sicilia, Sicilia e Regione




Contrafatto: «Tredici nuovi impianti e altre due discariche ecco il piano contro l'emergenza rifiuti» 





di Giacinto Pipitone— 16 Maggio 2015



L'assessore: "La Sicilia avrebbe impianti a sufficienza per far fronte al sistema rifiuti. Si consideri che a brevissimo consegneremo l'impianto per il trattamento meccanico biologico di Bellolampo"

Entro un mese o poco più verranno attivati sei impianti di compostaggio che si aggiungeranno ai sei già attivi e permetteranno di alleggerire il peso dei rifiuti smaltiti in discarica. Entro un anno nasceranno due nuove discariche e almeno altri sette impianti di compostaggio più tre strutture capaci di separare i rifiuti organici da quelli secchi. E così, senza termovalorizzatori ed evitando di spedire l' immondizia in altre regioni, il governo prevede di superare l'emergenza. Ecco il piano rifiuti dell'assessore Vania Contrafatto.
Assessore, qual è il livello dell'emergenza in Sicilia?
«Il problema vero èche si fa poca differenziata. E la colpa è dei Comuni. Se la Sicilia raggiungesse il 45% di differenziata, obiettivo ambizioso ma difficilmente centrabile nel breve periodo, non avremmo alcun problema. Aumentare la differenziata significa ridurre i rifiuti, far pagare meno tasse ai cittadini e proteggere l' ambiente».
Prevedevate di approvare una legge che avrebbe introdotto sanzioni pecuniarie per chi non fa la differenziata e incentivi per chi invece la fa. Perchè non è stata approvata?
«È vero, volevamo la tassa ad hoc in Finanziaria. Ma l' Ars l' ha bloccata. Purtroppo a volte in Assemblea scattano meccanismi che impongono di accettare altre emendamenti per far approvare quelli voluti dal governo. E ora sarà più difficile introdurre sanzioni e incentivi in una legge ordinaria. Resta il fatto che ciascun Comune dovrebbe dotarsi di isole ecologiche destinate alla raccolta di ciò che rifiuto non è. E i cittadini devono abituarsi a differenziare perchè vetro, plastica e carta non sono rifiuti ma prodotti che hanno un valore economico recuperabile».
Come pensate di superare l'attuale emergenza?
«La Sicilia avrebbe impianti a sufficienza per far fronte al sistema rifiuti. Si consideri che a brevissimo consegneremo l'impianto per il trattamento meccanico biologico di Bellolampo e che ci sono sei impianti di compostaggio già realizzati e in fase di attivazione. In pochi mesi potremmo essere fuori dall' emergenza. Abbiamo però bisogno che Roma ci conceda qualche altro mese per attivare gli impianti».
Cosa dovrebbe fare il governo nazionale?
«In questo momento abbiamo raddoppiato o comunque molto aumentato il livello di smaltimento nelle discariche in funzione. Ma queste sono cose che si possono fare per sei mesi e noi stiamo per superare questo limite. Abbiamo bisogno di prorogare questa possibilità per arrivare in tempo al completamento degli impianti che permetteranno dio ridurre la quantità di rifiuti da smaltire in discarica. Serve un'autorizzazione statale».
Dunque non chiedete più i poteri commissariali?
«Questo è un momento critico. Il sistema rifiuti attuale si avvia al collasso ma noi stiamo cercando di riportarlo alla normalità senza una dichiarazione di emergenza tout court. Non vorremmo che la dichiarazione di emergenza diventasse un'opportunità per interessi illeciti che sfruttano il superamento dei limiti di legge. Le deroghe non possono diventare spazi per interessi illeciti. L'emergenza porta con sè controlli più blandi che espongono a possibili rischi».
Che tipo di impianti realizzerete per superare l'emergenza?
«Stiamo realizzando impianti di trattamento meccanico biologico che, accoppiati a opportuni impianti dise lezione e recupero, permettono di dimezzare la quantità di rifiuti che finisce in discarica separando alla base il secco dall' umido. Esiste un impianto a Catania e ne stiamo consegnando uno a Bellolampo. Entro un anno ne saranno pronti altri tre a Enna, Gela e Messina. Contemporaneamente nasceranno due discariche a Enna e Messina a cui saranno collegati altrettanti impianti di Tmb e compostaggio. Inoltre abbiamo già sei impianti di compostaggio per smaltire i rifiuti organici provenienti dalla differenziata: si trovano a Enna, Grammichele, Ramacca, Sciacca, Castelbuono e Castelvetrano. A questi già attivi ne aggiungeremo altri sei realizzati e da attivare in tempi bravissimi. Si trovano a Bisacquino, Gela, Joppolo Giancaxio, Marsala, Ragusa e Vittoria. Gli ultimi sette impianti compostaggio saranno pronti entro un anno, le gare sono già bandite, e nasceranno a Augusta, Calatafimi, Capo d' Orlando, Casteltermini, Noto, Paternò e San Cataldo. Quando tutti saranno attivi saremo in grado di smaltire fra strutture di compostaggio, Tmb e discariche tutti i rifiuti prodotti giornalmente che ammontano a 6.582 tonnellate».
I termovalorizzatori sono un capitolo chiuso?
«Nel piano rifiuti in vigore sono previsti. Ma è una tecnologia superata e se con gli impianti che stiamo realizzando ce la facciamo, non c' è bisogno dei termovalorizzatori».
L'alternativa è portare l' immondizia in altre regioni o all'estero con le navi?
«Non è intenzione della Regione portare i rifiuti all'estero, perché eccessivamente costoso. Questa sarebbe soltanto una soluzione estrema, che abbiamo ottime probabilità di evitare».
http://gds.it/2015/05/16/contrafatto-tredici-nuovi-impianti-e-altre-due-discariche-ecco-il-piano-contro-lemergenza-rifiuti_356223/







REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO PER IL TRATTAMENTO MECCANICO BIOLOGICO DELLA FRAZIONE RESIDUA DI RSU IN LOCALITA' BELLOLAMPO - PALERMO - PROGETTO DEFINITIVO - I° LOTTO FUNZIONALE


 A V V I S O

Appalto per la progettazione esecutiva e l'esecuzione dei lavori di realizzazione di un impianto per il trattamento meccanico e biologico della frazione residuale e della frazione organica dei rifiuti urbani da realizzare in contrada Bellolampo nel Comune di Palermo - 1° lotto funzionale

CUP: J74E12000220001
CIG: 531962121F

Importo complessivo dell'appalto: €. 32.480.892,54
Importo dei lavori soggetto a ribasso: €. 31.724.884,92
Importo oneri di sicurezza non soggetto a ribasso: €. 345.492,06
Importo per servizi di ingegneria soggetto a ribasso: €. 410.515,56
Termine per il ricevimento delle domande di partecipazione: 11/11/2013 ore 13:00
Inizio apertura delle Buste: 13/11/2013 ore 09:00


AGGIUDICAZIONE GARA

 2014 02 28 - AVVISO DI AGGIUDICAZIONE DEFINITIVA (Dimensione documento: 1182549 bytes)



https://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/PIR_LaStrutturaRegionale/PIR_AssEnergia/PIR_Dipartimentodellacquaedeirifiuti/PIR_Bandi/PIR_IMPIANTOPERILTRATTAMENTORSU/Nuovo%20documento%201.pdf







La direttiva europea “Discariche” 1999/31/CE, recepita in legge con il D.lgs. 13 gennaio 2003, n. 36 vieta il conferimento di rifiuti tal quale in discarica e prescrive opportuni trattamenti (p.es. trattamento meccanico biologico o TMB) allo scopo di ostacolare la produzione di percolato e meglio tutelare l’igiene e la salute pubblica. Pertanto da ben 11 anni molte discariche italiane – ed in particolare quasi tutte le discariche, fra cui quella di Mazzarrà S.Andrea – sono illegali ed hanno operato in deroga. Nel 2007 la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia per lo stato di illegalità nel quale 208 discariche hanno operato, e dopo ben 7 anni di pazienza ha comminato all’Italia una sanzione di 40 milioni di euro per il pregresso dal 2007, e ben 42.8 milioni ogni 6 mesi (salvo scontarne quote man mano che discariche vengono messe a norma).
Da queste circostanze legislative, Messinambiente elaborò il progetto in questione che venne approvato nell’ottobre 2008, in deroga alla ZPS, probabilmente per ragioni emergenziali e sulla quale se ne obietta la legittimità. Zero Waste Sicilia auspica che la magistratura al più presto si pronunci sulla legittimità del progetto e si dichiara incompetente a valutare questa questione.
Dal punto di vista tecnico gli impianti di TMB servono a separare dalla frazione residua dei rifiuti urbani (R.U.R) la frazione umida (che resta comunque un po’ sporca di metalli, plastiche, vetro, ecc.) e la frazione secca indifferenziata (che resta comunque un po’ sporca di frazione organica).
La biostabilizzazione serve a sottrarre l’umidità e a rendere la frazione umida il più possibile inerte, e quindi ad impedire la formazione del percolato per alcuni anni. Si producono il cosiddetto compost grigio, che può essere usato per bonificare le discariche non a norma (e.g. Portella Arena). A questo punto sono possibili almeno due opzioni:
a) quella indicata dal progetto ovvero l’abbancamento nella stessa area di Pace in due invasi opportunamente predisposti e relativamente piccoli, e/o l’eventuale predisposizione per la produzione di combustibile da rifiuti con la frazione secca (C.S.S.);
b) quella auspicata dalla mia associazione ovvero quella del massimo recupero di materia trasformandolo a costo zero in TMB-RM, cioè TMB a recupero di materia.
La prima opzione potrebbe far gola ad un gestore privato – che si mormorava fosse l’idea dei vertici di Messinambiente di allora – che mediante il CSS potrebbe realizzare ulteriori interessanti profitti, vendendolo a cementifici o centrali elettriche, eventualità che Zero Waste Sicilia aborrisce per due motivi:
1) è concorrenziale con la raccolta differenziata e con il recupero di materia;
2) è un combustibile fortemente inquinante che può produrre emissioni nocive (diossine, furani, PCB, metalli pesanti polveri sottili, ultrasottili, ecc.), tant’è che insieme ad altre 6 associazioni nazionali abbiamo denunciato alla Commissione Europea l’incongruità del Decreto Clini, che ha legalizzato il CSS in Italia, perché in violazione di parecchie direttive europee.
Una gestione dell’impianto non interessata ad un profitto immediato è invece quello del massimo possibile recupero di materie prime seconde dai materiali scartati ed è coerente con la Strategia Rifiuti Zero 2020, oltre che con la direzione indicata dal Parlamento Europeo con crescente pressione sui governi. Infatti la risoluzione del Parlamento Europeo del 20/05/2012 dal titolo “Un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse ” al punto 34: …sottolinea che le discariche esistenti potrebbero essere utilizzate come DEPOSITI DI MATERIE PRIME (estrazione mineraria urbana) … . A nostro parere questo comma è di grande rilevanza per la questione in esame. Una discarica messa a norma smette di essere quella bomba ecologica cui siamo abituati, ma diventa un deposito temporaneo da quale è possibile estrarre continuamente materie prime seconde, senza alcun pericolo per igiene e salute pubblica, ed un serio aiuto alla diminuzione del saccheggio delle risorse del pianeta. In Gran Bretagna i comuni concedono già da qualche anno l’ingresso in discarica a compagnie private per questa innovativa estrazione mineraria urbana.
Alla base di questa risoluzione del Parlamento Europeo c’è l’indicazione di una circolarizzazione dell’economia, esplicitata nella decisione (Gazzetta dell’UE del 28 dicembre 2013) che adotta il VII programma d’azione in campo ambientale (7° PAA).
Tale programma prevede la realizzazione da parte dell’UE da un lato e degli Stati membri dall`altro, di misure nel quadro di 9 obiettivi prioritari. Citiamo due brevi stralci del piano:
“…Prosperità e ambiente sano saranno basati su UN’ECONOMIA CIRCOLARE senza sprechi, in cui le risorse naturali sono gestite in modo sostenibile e la biodiversità è protetta, valorizzata e ripristinata in modo tale da rafforzare la resilienza della nostra società. …”
“…Gli attuali sistemi di produzione e di consumo dell’economia globale generano molti rifiuti e assieme alla domanda crescente di beni e servizi e all’esaurimento delle risorse contribuiscono ad aumentare i costi di materie prime fondamentali, minerali ed energia, generando ancora più inquinamento e rifiuti, aumentando le emissioni globali di gas serra e inasprendo il degrado del suolo, la deforestazione e la perdita di biodiversità. Quasi due terzi degli ecosistemi mondiali sono in declino ed è comprovato che i limiti del pianeta per la biodiversità, i cambiamenti climatici e il ciclo dell’azoto sono già stati superati. “…
In buona sostanza, come abbiamo avuto modo di sostenere in altre audizioni presso questa commissione, l’Europa ritiene che il recupero di materie prime seconde dai nostri scarti sia una opzione strategica. Il sistema industriale europeo (soprattutto quello italiano) necessita di materie prime che in gran parte vanno importate. Tuttavia i paesi principali fornitori (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa), sono in grande sviluppo ed è facile prevedere che in futuro tenderanno ad usare le materie prime sempre più per i loro consumi interni. Pertanto ne esporteranno in Europa sempre meno e sempre a più caro prezzo. In questo scenario l’Europa intravede lo spettro della desertificazione industriale nel medio-lungo periodo e, pertanto, suggerisce quella che ritiene essere l’alternativa più valida e miglire dal punto di vista ambientale.
In conclusione Zero Waste Sicilia intravede i seguenti:
Vantaggi:
1) No spese di trasporto a siti lontani
2) No emissioni inquinanti nel trasporto, né sgrondi ed altro
3) Assenza o al peggio limitatezza di emissioni odorigene
4) Riduzione dell’inquinamento
5) Questione etica: chi fa rifiuti se li tenga vicino e non ne scarichi i disagi ad altri
Svantaggi:
1) Mezzi d’opera nel sito
2) L’umido non diventa compost (fino a quando non si realizza anche un impianto di compostaggio comunale, o non si procede al revamping del depuratore di Mili per biodigerire anche l’umido di qualità).
Ne concludiamo che a condizione di una gestione pubblica dell’impianto di Pace, impostata su una concezione dello stesso differente dagli intendimenti iniziali ma dirett al massimo recupero possibile di materia, in accordo a quanto indicato dalla politica ambientale europea sia una opzione accettabile e praticabile.
Beniamino Ginatempo
pres. Zero Waste Sicilia
firmatario Cambiamo Messina dal Basso




Nel pomeriggio Stato-Regioni


file/ELEMENTO_NEWSLETTER/14349/1A1a1aa1aCONFERENZAchiamparino2.gif

(Regioni.it 2794 - 23/09/2015) Il Presidente Sergio Chiamparino ha convocato una seduta della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per giovedì 24 settembre alle ore 10 (Roma, via Parigi 11). In apertura dei lavori è prevista la partecipazione del Vice Ministro dell’Interno, Filippo Bubbico.
La Conferenza delle Regioni esaminerà le questioni all’ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni (Sessione europea: per le ore 15.15 e Sessione ordinaria per ore 15.30 dello stesso 24 settembre).
La Conferenza affronterà anche altri temi, fra i quali:
infrastrutture e trasporti
- “Allegato Infrastrutture”, proposta di incontro con il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti;
- Direttiva UE in materia di concessioni e Linee guida per le aziende aderenti al Contratto di Rete;
- Approvazione della bozza di Accordo tra il DIPE-NARS (il Nucleo di consulenza per l'Attuazione e Regolazione dei Servizi di pubblica utilità del CIPE) e la Conferenza delle Regioni);
- Fondo nazionale TPL (trasporto pubblico locale), modalità di applicazione dell’art. 3, DPCM 11/03/13, delle risorse subordinate al raggiungimento degli obiettivi di efficientamento e razionalizzazione della programmazione e gestione del complesso dei servizi di TPL anche ferroviario.
- Consultazione ART (Autorità di Regolamentazione dei Trasporti) sullo schema di atto di regolazione recante “Principi e criteri per la determinazione dei canoni di accesso e utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria”, approvazione documento delle Regioni e delle Province autonome;
attività produttive
Valutazione del documento concernente la proposta di legge d’iniziativa parlamentare dal titolo “Misure per favorire la riconversione e la riqualificazione delle aree industriali dismesse” (S1836), all’esame del Senato della Repubblica.











( red / 23.09.15 )


http://www.regioni.it/newsletter/n-2794/del-23-09-2015/chiamparino-convoca-la-conferenza-delle-regioni-per-il-24-settembre-14349/?utm_source=emailcampaign2270&utm_medium=phpList&utm_content=HTMLemail&utm_campaign=Regioni.it+n.+2794+-+mercoled%C3%AC+23+settembre+2015











Presentazione della proposta di legge Rifiuti 2.0 del M5S



A2a, ARMENIO,Bellolampo, EDILPOWER, IMPREGILO, Inceneritore, ITALCEMENTI, ITALMOBILIARE, MAFIA, MERCEGAGLIA, NINO CALARCO, PESENTI, PIETRO COLUCCI, rifiuti, SES GAZZETTA DEL SUD, termovalorizzatori, TMB, WASTE ITALIA, 

No comments: