Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”




Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..






“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in superficie “






Pino Ciampolillo


Wednesday, April 30, 2014

Isola Pulita: INTERROGAZIONE Chiarimenti sulla procedura per il rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale alla Italcementi di Isola delle femmine (PA)

ITALCEMENTI ISOLA DELLE FEMMINE  STABILIMENTO INSALUBRE INSERITO IN UN CONTESTO URBANO 


N. 1811 - Chiarimenti sulla procedura per il rilascio
dell'autorizzazione integrata ambientale alla Italcementi
di Isola delle femmine (PA).

Attuale
18 apr 2014 Trasmissione governo



Storico
19 feb 2014 Presentazione

16 apr 2014 Annuncio Aula Seduta
n. 147 AULA

XVI Legislatura ARS
INTERROGAZIONE
(risposta scritta)

N.  1811  - 
Chiarimenti  sulla  procedura 
per  il  rilascio dell’autorizzazione   integrata  
ambientale    alla Italcementi di
Isola delle femmine (PA).
Al Presidente della Regione,
all’Assessore per il territorio 
e  
l’ambiente   e   all’Assessore   per l’energia  e 
dei  servizi  di  
pubblica   utilità,
premesso che:con 
Decreto  n.  693 
del  18  luglio 
2008  del Responsabile del Servizio
è  stata 
rilasciata  alla Società    Italcementi    S.p.A.   
l’autorizzazione integrata 
ambientale   per   l’impianto  
esistente  Cementeria di Isola
delle Femmine’ sito nel  Comune di Isola
delle Femmine;
l’articolo 6 del Decreto 693/2008 stabilisce  che ‘il provvedimento definitivo sarà  subordinato 
alle risultanze della visita di collaudo’  in 
seno  alla quale gli enti preposti
al  controllo  potranno, 
se ritenuto necessario, modificare le condizioni  e  le
prescrizioni autorizzative, stabilite 
dall’articolo 7 dello stesso Decreto 693/2008;
l’articolo 
7  del   Decreto  
693/2008   elenca, dettagliatamente,
le condizioni  e  le 
prescrizioni che  devono  essere 
rispettate   relativamente   al recupero dei rifiuti come materie
prime,  ai  limiti di  
emissione,   alla    conversione    tecnologica dell’impianto, all’uso dei
combustibili e ai consumi energetici, al trattamento dei  rifiuti 
prodotti  e infine alle attività
di monitoraggio;
considerato
che:
l’autorizzazione 
integrata   ambientale   è   un
provvedimento  che  autorizza 
l’esercizio  di   una determinata   attività  
produttiva    e,    dunque, presuppone   che  
l’attività   autorizzata    venga sottoposta ad un’azione di verifica
e  di 
controllo delle   prestazioni   ambientali,   con   
specifico riferimento  alle  condizioni 
e  alle  prescrizioni contenute nella stessa
autorizzazione;

a conferma di ciò, il già richiamato  articolo 
7 del  Decreto  693/2008 
stabilisce  che  l’efficacia dell’autorizzazione  integrata  
ambientale   ‘viene subordinata al
rispetto delle condizioni di tutte le prescrizioni  impartite 
dalle  competenti  autorità intervenute in sede di conferenza di
servizi’ e  che a  far 
data  dalla   notifica  
del   provvedimento ‘dovranno
essere osservate le prescrizioni 
relative all’applicazione    
delle     migliori     tecniche disponibili, dettate dai rappresentanti  degli 
Enti preposti  a  rilasciare 
parere  in  conferenza  
di servizi decisoria’ riportate dettagliatamente  nello stesso Decreto;

per sapere:
se  in   seguito  
alla   visita   di  
collaudo, conformemente  a  quanto 
stabilito  nel  richiamato articolo  6, 
le  condizioni   e  
le   prescrizioni autorizzative
contenute  nel  D.R.S. 
693  del  2008 siano state modificate;
in riferimento ai limiti di emissione, in  quante e quali occasioni il gestore della
Cementeria  abbia informato l’apposito
Servizio  Regionale  3/DTA, 
la Provincia   regionale   e   il   Dipartimento   Arpa Provinciale del superamento  dei 
valori  limite  di emissione,  conseguentemente  a 
malfunzionamenti  o avarie
dell’impianto;

relativamente   alla  
conversione    tecnologica
dell’impianto:

 a. se la
Italcementi abbia presentato il progetto per la conversione tecnologica (il
c.d. ‘revamping’) dell’impianto ovvero abbia 
comunicato  l’intenzione di
procedere, in alternativa  a  questo 
intervento, all’adozione delle soluzioni 
tecnologiche  indicate nel D.R.S.
693/2008 necessarie al fine di ridurre le emissioni di ossidi di azoto e quelle
di  ossidi  di zolfo, e di ridurre i consumi energetici;

 b. se la  Italcementi 
abbia  provveduto   alla realizzazione, in corrispondenza  dell’ingresso 
del capannone dedicato allo scarico del combustibile, di un tunnel in
carpenteria metallica  con  portone 
ad impaccamento rapido ovvero un 
impianto  provvisorio mobile da
utilizzare ai  fini  del 
trasferimento  e dell’utilizzo del
coke di petrolio;
 c. se siano stati installati   sistemi di abbattimento delle  polveri in corrispondenza dei camini E44, E46, E47, E52, E53 ed  E54  inattivi  al momento del rilascio  dell’autorizzazione  integrata ambientale;
  d.se il gestore della
Cementeria abbia comunicato, all’apposito Servizio         Regionale 3/DTA, alla Provincia regionale e
al Dipartimento  Arpa                 Provinciale, la
riattivazione dei camini  E44,  E46, E47, E52, E53 ed E54;
  


relativamente  all’uso  dei 
combustibili  e   ai consumi energetici:


a. se, in seguito alla ripresa dell’utilizzo  del pet-coke 
dopo   il   rilascio  
dell’autorizzazione integrata ambientale, il  gestore 
della  Cementeria abbia  presentato 
all’apposito  Servizio  Regionale 3/DTA, alla Provincia
regionale  e  al 
Dipartimento Arpa Provinciale un 
bilancio  dello  zolfo 
per  la verifica della fissazione
e/o della combinazione dei suoi composti;
b. se, e con quale frequenza,  il 
gestore  della Cementeria  abbia 
trasmesso  all’apposito  Servizio Regionale  3/DTA, 
alla  Provincia  Regionale 
e  al Dipartimento Arpa Provinciale
i  rapporti  di 
prova relativi alle analisi 
sui  combustibili  utilizzati nell’impianto;
     c. se il gestore  della Cementeria abbia provveduto a liberare dal pet-coke       stoccato
la cava di Raffo Rosso, ad effettuare la bonifica e il ripristino             ambientale del sito e 
a  caratterizzare lo stesso pet-coke prima di                 procedere  al   suo trasferimento nel capannone materie
prime;
d. se il gestore della Cementeria abbia trasmesso
all’Assessorato  Territorio e Ambiente Servizio 2/VAS-VIA uno
studio concernente la  possibilità  di utilizzare 
alcune  tipologie di rifiuti per la produzione di energia  necessaria 
al  funzionamento dell’impianto;
e.
se, in corrispondenza del camino 21, sia stato installato un misuratore in
continuo di  polverosità di tipo ottico
che preveda l’interruzione automatica del 
flusso  gassoso  in 
caso  di  malfunzionamento dell’impianto  e 
di  superamento  della 
soglia  di sicurezza;
f. se, in
corrispondenza  dei  camini 
E13,  E15, E16, E17, E22, E23,
E24, E28, E29,  E40,  E45, 
E48, E58, E61, E62, E63, E64, E77, E82 ed E85 siano stati installati
sensori triboelettrici di polverosità che prevedano    la   
fermata    manuale    programmata dell’impianto in caso di
superamento della soglia di sicurezza;
g. se la
registrazione  su  supporto 
informatico dei dati  dei  sensori 
e  dei  sistemi 
di  allarme installati sia tenuta
a disposizione degli Organi di controllo;
    h. se 
sugli sfiati dei serbatoi dell’olio combustibile
siano stati installati        degli  appositi filtri passivi a carbone attivo;
     i. se,  e  con 
quale   frequenza,   sia  
stata effettuata  l’ispezione  della      vasca
di  sedimentazione-disoleazione; 

relativamente   al   trattamento  
dei    rifiuti prodotti:


a. se, e con quale frequenza, sia stata effettuata la caratterizzazione   analitica   dei rifiuti 
conferiti  ad  impianti  
di   recupero   o smaltimento;

    b. se, e in che modo, venga esclusa la possibilità che eventuali perdite  defluiscano  dai contenitori   dei  
rifiuti   in   corpi  
recettori superficiali e/o profondi;



    c. se i piazzali interessati dalla movimentazione
dei rifiuti siano stati             opportunamente
impermeabilizzati;

relativamente alle 
attività  di  monitoraggio 
e controllo:

a. se e con quale frequenza, in aggiunta ai punti
di emissione oggetto di  controllo  continuo, 
siano stati  effettuati  dei  
controlli   rispetto   alle sostanze inquinanti per i quali sono
stati  comunque fissati dei limiti senza
prescrivere il monitoraggio continuo;
b. se 
siano  stati  installati 
dei  misuratori automatici in continuo
con registrazione dei livelli di polverosità nelle zone di maggiore criticità;
c. se, e con quale frequenza, il gestore della Cementeria abbia 
provveduto a far pervenire al Dipartimento
Provinciale dell’Arpa  Sicilia  e  alla
Provincia Regionale la 
comunicazione  con  le 
date nelle    quali    procede   
all’esecuzione    degli autocontrolli  sull’impianto 
nelle  condizioni   di esercizio     più    
gravose     come      previsto nell’autorizzazione integrata
ambientale;

    d. se il gestore della Cementeria
abbia provveduto all’acquisto, e                  all’affidamento in gestione all’Arpa, di due stazioni di rilevamento della          qualità dell’aria;
   e. se sia stato sottoscritto dal gestore della Cementeria, dal Servizio              Regionale 3/DTA, dall’Arpa e dagli Enti locali interessati un apposito              protocollo operativo
avente ad oggetto la dotazione delle   stazioni di            
rilevamento, il loro posizionamento e le modalità tecniche di                          funzionamento delle centraline;
   f. se il Piano 
di  Monitoraggio  e 
Controllo  - conformemente  a 
quanto        stabilito   nel  
Decreto 693/2008 - sia stato integrato dal soggetto  gestore    e approvato  dal 
Servizio  regionale  3/DTA, 
dalla Provincia  regionale   e      dal   Dipartimento   Arpa provinciale competenti per il
territorio;
   g. se, e 
con  quale  frequenza, 
le  analisi  di conformità delle acque reflue    scaricate
siano  state effettuate e se i
rapporti  di  prova 
delle  stesse          analisi siano  state 
tenute  a  disposizione 
degli organi di controllo;
   h. se, con quali 
tempi  e  modalità, 
l’autorità competente al rilascio              dell’autorizzazione integrata ambientale,
in tutti i casi nei  quali,  dal 
luglio    2008 ad oggi, non sia 
stata  rispettata  una 
delle condizioni  e   delle          prescrizioni   autorizzative
stabilite nel Decreto 693/2008, abbia notificato      al gestore della  Cementeria 
degli  appositi  atti 
di accertamento                  dell’inottemperanza riscontrata;
   i. se, con quali tempi e modalità, l’autorità competente al rilascio                  dell’autorizzazione integrata
ambientale -in  caso di accertata                        inottemperanza alle
condizioni e  alle  prescrizioni autorizzative stabilite nel    Decreto 693/2008 -  intenda 
procedere alla  revoca,  in 
autotutela,                dell’autorizzazione  integrata 
ambientale  rilasciata  con 
il   Decreto              693/2008.


(Gli interroganti chiedono risposta  scritta 
con urgenza)
(19 febbraio 2014)
TRIZZINO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO -
FERRERI - FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO -
PALMERI  -
SIRAGUSA - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO









ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03034

Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 143 del 21/12/2013
Firmatari
Primo firmatario: MANNINO CLAUDIA
Gruppo: MOVIMENTO
5 STELLE
Data firma: 21/12/2013
Destinatari
Ministero destinatario:
                           
MINISTERO
DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA SALUTE delegato
in data 
21/12/2013
Stato iter: 
IN CORSO
Fasi iter:
SOLLECITO IL 27/01/2014
SOLLECITO IL 28/02/2014
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-03034
presentato
da
MANNINO Claudia
testo di
Venerdì 17 gennaio 2014, seduta n. 154
MANNINO. — Al Ministro della salute

— Per sapere – premesso che:
il decreto legislativo 30 luglio 1999,
n. 300 attribuisce al Ministero della Salute le funzioni spettanti allo Stato,
in materia di tutela della salute umana, di tutela della salute nei luoghi di
lavoro e di igiene e di sicurezza degli alimenti;


lo stesso decreto legislativo
stabilisce che il Ministero della Salute svolge le funzioni di competenza
statale concernenti la tutela della salute umana anche sotto il profilo
ambientale, nonché il monitoraggio della qualità delle attività sanitarie
regionali;


a seguito di sopralluoghi effettuati
dalle competenti autorità il 6 dicembre 2005 risultava che la «cementeria di
Isola delle Femmine», sita nel comune di Isola delle Femmine, utilizzasse come
combustibile, per i propri impianti di produzione, il petcoke senza avere ottenuto
alcuna autorizzazione;


a seguito di un atto di diffida della
regione siciliana, il gestore dell'impianto ha presentato, in data 3 novembre
2006, un'istanza per ottenere l'Autorizzazione Integrata Ambientale necessaria
a realizzare un progetto di conversione tecnologica degli impianti produttivi (revamping);


nel corso del procedimento
autorizzatorio, il soggetto gestore ha chiesto il rilascio dell'autorizzazione
integrata ambientale, esclusivamente per l'impianto esistente includendo il
coke di petrolio tra i combustibili utilizzati, impegnandosi a ripresentare una
richiesta di autorizzazione per la realizzazione del progetto di conversione
tecnologica dell'impianto, dopo aver acquisito il necessario giudizio di
compatibilità ambientale per la realizzazione delle opere previste nello stesso
progetto;


con decreto del responsabile del
servizio n. 693 del 18 luglio 2008, è stata rilasciata alla società italcementi
SpA l'autorizzazione integrata ambientale per l'impianto esistente «cementerà
di Isola delle Femmine», sito nel comune di Isola delle Femmine, che consente
l'impiego del coke di petrolio tra i combustibili autorizzati;


l'articolo 6 del decreto n. 693 del
2008 stabilisce che «il provvedimento definitivo sarà subordinato alle
risultanze della visita di collaudo», in seno alla quale gli enti preposti al
controllo potranno, se ritenuto necessario, modificare le condizioni e le
prescrizioni autorizzative, stabilite dall'articolo 7 dello stesso decreto n.
693 del 2008;


l'articolo 7 del decreto n. 693 del
2008 elenca, dettagliatamente, le condizioni e le prescrizioni che devono
essere rispettate relativamente al recupero dei rifiuti come materie prime, ai
limiti di emissione, alla conversione tecnologica dell'impianto, all'uso dei
combustibili e ai consumi energetici, al trattamento dei rifiuti prodotti e
infine alle attività di monitoraggio, stabilendo che l'efficacia dell'Autorizzazione
Integrata Ambientale «viene subordinata al rispetto delle condizioni e di tutte
le prescrizioni impartite dalle competenti autorità intervenute in sede di
conferenza di servizi», e che a far data dalla notifica del provvedimento
«dovranno essere osservate le prescrizioni relative all'applicazione delle
migliori tecniche disponibili, dettate dai rappresentanti degli Enti preposti a
rilasciare parere in conferenza di servizi decisoria» riportate
dettagliatamente nello stesso decreto;


tra le prescrizioni relative
all'impianto, fissate dal Decreto 693/2008, all'articolo 7, è stato inserito
l'obbligo, per il gestore, di procedere – entro 24 mesi dal rilascio
dell'autorizzazione – alla conversione tecnologica (il cosiddetto revamping) dell'impianto con il
completo allineamento delle migliori tecniche disponibili (M.T.D.) per la
produzione del cemento, al fine di ottenere un sostanziale abbattimento dei
principali inquinanti: polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo;


a distanza di più di 5 anni dal
rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale, la conversione tecnologica
dell'impianto, prescritta dall'articolo 7 del decreto n. 693 del 2008, non è
stata realizzata;


non risulta che l'amministrazione
competente al rilascio dell'AIA abbia effettuato alcun controllo in ordine
all'effettivo adempimento, da parte del soggetto gestore, alle prescrizioni
dettagliatamente elencate nel decreto n. 693 del 2008, nonostante – in data 18
gennaio 2011 – sia stata comunicata all'amministrazione regionale e all'autorità
giudiziaria una situazione di emergenza ambientale relativa a notevoli e
pericolose esalazioni di fumo provenienti dalla cementeria;


nel comune di Isola delle Femmine, in
provincia di Palermo, continua, dunque, ad operare un impianto per la produzione
del cemento, che non utilizza le tecnologie disponibili per conseguire un
effettivo abbattimento delle emissioni inquinanti: polveri, ossidi di azoto e
ossidi di zolfo;


la mancata ottemperanza alle
prescrizioni fissate nel provvedimento di rilascio dell'Autorizzazione
Integrata Ambientale – e in particolare a quella concernente l'obbligo di
adeguamento tecnologico dell'impianto esistente – costituisce una grave
minaccia per la salute pubblica stante la stessa collocazione dell'impianto
rispetto ai centri abitati circostanti 

–:quali elementi disponga in merito
alla situazione e ai fatti esposti;
se intenda assumere iniziative al fine
di tutelare la salute delle comunità che abitano nel territorio interessato
dalle emissioni inquinanti connesse al funzionamento della cementeria di Isola
delle Femmine. (4-03034)




Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
DIRIGENTE GENERALE
Dott. Gaetano Gullo
 Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25
ottobre 2013


Regione Sicilia
1° Servizio VIA-VAS
dr. Giorgio D’Angelo
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25
ottobre 2013

Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
Dott.sa  Mariella Lo Bello
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25
ottobre 2013
FAX 091 7077963

IV Commissione Ambiente e Territorio
Assemblea Regionale Siciliana 
 
Onle Giampiero Trizzino
Piazza Indipendenza 21
90129 PALERMO
 FAX 091 7054564

Raccomandata R.R.
Anticipata via fax


Oggetto: Decadenza, per inosservanza
prescrizioni,  decreto 693 18 luglio 2008

Il Sottoscritto Coordinatore del  Comitato Cittadino Isola
Pulita con la presente intende ribadire  quanto dichiarato nel corso della
riunione del Tavolo tecnico tenutosi presso il 1° Servizio VIA-VAS  di
questo Assessorato, avente ad oggetto “Procedura A.I.A. Impianto IPPC
ditta Italcementi S.p.a.”:
.
Considerato che la procedura di
autorizzazione integrata ambientale, in particolare per I cementifici, ha
diverse funzioni, quelle di maggior interesse sono le seguenti:

a) verifica puntuale delle
autorizzazioni ambientali esistenti per ricondurle ad una
unica autorizzazione
 tenendo conto del principio della
applicazione della prevenzione e riduzione  dell’inquinamento,
al fine di raggiungere l’obiettivo di un elevato  livello di
protezione ambientale e della popolazione.

b) Verifica della applicazione delle
migliori tecnologie disponibili (sulla base di linee guida redatte per
conto della Commissione della Unione Europea ed a  livello nazionale)
atte a ridurre gli impatti ambientali e, tenendo conto
delle caratteristiche tecnologiche e la durata di vita tecnica
dell’impianto, la previsione di prescrizioni atte a
ricondurre l’impianto, ove necessario, a raggiungere prestazioni idonee
entro tempi certi.

c) La fissazione di limiti emissivi per
le diverse matrici ambientali di interesse (emissioni, scarichi, rumore,
ecc) che tengano conto delle tecnologie disponibili e
applicabili al caso in  esame ma anche delle caratteristiche
ambientali della area limitrofa all’impianto. In tal caso possono essere prescritti
limiti inferiori
 a quelli stabiliti dalle norme nazionali
applicabili  all’impianto e anche limiti inferiori alle prestazioni
ottenibili dall’applicazione delle  migliori tecnologie ove le
criticità locali siano tali da renderle necessarie.

d) La individuazione di dettaglio di un
programma di monitoraggio a cura del gestore e di
un  programma di controllo da parte degli enti preposti che riguardi oltre
al rispetto dei limiti  emissivi disposti anche le specifiche modalità
gestionali prescritte e il rispetto concreto  delle migliori
tecnologie disponibili individuate per l’impianto
.

Preso atto dell’istanza presentata, dalla
 Italcementi datati 3.11.2006,, contenente un progetto di modifica
dell’impianto esistente ed ammodernamento tecnologico dell’impianto.

Preso atto  che in data 31.01.08 nella
seduta della Conferenza dei  Servizi la Italcementi faceva richiesta di
concessione dell’A.I.A. esclusivamente per l’utilizzo del pet-coke come
combustibile nel vecchio impianto, escludendo così  il progetto di
modifica dell’impianto che la Italcementi aveva presentato  il 3.11.2006

Preso atto che il 29 agosto 2008 la G.U.R.S.
il decreto 693 del 18 luglio 2008 con cui il “Dirigente”  del 2° Servizio
VIA-VAS Ing Vincenzo Sansone rilasciava l’autorizzazione Integrata
Ambientale  alla Italcementi S.p.a.

Preso atto che il decreto 693 autorizzativo:

articolo 13 recita: “ Questo Assessorato, nella qualità
di Autorità competente per l’AIA, provvederà ad effettuare una visita ispettiva
presso l’impianto  congiuntamente con gli enti che hanno rilasciato parere
in merito ai lavori oggetto, successivamente alla comunicazione di inizio
dell’attività di produzione dell’impianto, al fine di verifica  la
attuazione delle prescrizioni in fase di realizzazione dei lavori. La società
Italcementi S.p.a. è onerata, i quella sede, a voler consegnare ad ogni ente
intervenuto copia di progetto aggiornato con le previsioni delle suddette
prescrizioni….”


articolo 7 recita: “subordinato al rispetto
delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle competenti autorità
intervenute  in sede di conferenze dei servizi ed indicate nei pareri
sopra riportati, che fanno parte integrante e sostanziale del presente decreto.
In particolare, dalla data di notifica del presente provvedimento dovranno
essere osservate le prescrizioni relative all’applicazione delle migliori
tecniche disponibili, dettate dai rappresentanti degli Enti preposti a
rilasciare parere in conferenza di servizi decisoria qui di seguito
riportate:……….”

articolo pag 6 5° capoverso recita “ E’ fatto obbligo all’azienda di
procedere, entro 24 mesi dal rilascio della presente autorizzazione, alla
conversione tecnologica (revamping) dell’impianto con il completo allineamento
alle Migliori Tecniche Disponibili (M.T.D.) previste per il settore 
cemento, al fine di ottenere un sostanziale miglioramento delle prestazioni
ambientali per quanto riguarda l’abbattimento dei principali inquinanti
(polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo). Nell’ambito dell’intervento di
conversione tecnologica l’azienda è in ogni caso tenuta a realizzare un sistema
di abbattimento delle  polveri che garantisca, per il forno di cottura (attualmente
camino E35), un livello emissivo inferiore a 15 mg/Nm3 (media oraria).……….”

Visto  l’atto
d’invito e diffida  a provvedere con istanza in autotutela, inviato con
Raccomandata  R.R. 14344889362-1  del 21-03-2011 al 2° Servizio
VIA-VAS  Assessorato TT.AA. Atto a tutt’oggi rimasto inevaso.
Considerato che alla data della
presente sono ampiamente decorsi i termini (24 mesi) di adeguamento alle
prescrizioni imposte alla Italcementi S.p.a., con il decreto n.693 del 18
luglio 2008 emesso dall’Assessorato Regionale Territorio Ambiente senza che
risulti  realizzato alcun intervento volto ad uniformarsi alle previsioni
della predetta Autorizzazione Integrata Ambientale.
Considerato che tale condotta
comporta una grave responsabilità per Italcementi S.p.a. che continua ad
utilizzare un impianto altamente inquinante e nocivo per la salute dei
Cittadini, ma è foriero di responsabilità anche per l’Amministrazione regionale
per i suoi agenti che rimanendo inerti sono solidamente responsabili con
l’Italcementi S.p.a., per i danni alla salute dei cittadini;
Considerato che non risulta che
l’amministrazione abbia effettuato alcun controllo in ordine all’adempimento
delle prescrizioni imposte nei termini previsti dall’A.I.A., nonostante che in
data 18.1.2011 è stata comunicata all’amministrazione regionale una situazione
di emergenza ambientale relativa a notevoli e pericolose esalazioni di fumo
provenienti dalla cementerai e che di tale emergenza è stata informata
l’autorità giudiziaria;
Considerato che ogni ulteriore
inerzia da parte dell’amministrazione regionale appare foriera di gravi
responsabilità per la stessa e , specialmente dei suoi agenti per i gravi
pericoli che corre la comunità locale in particolare i cittadini che risiedono
a ridosso del cementificio;
Considerato che la tutela della
salute e dell’ambiente costituiscono interessi pubblici sensibili,con valore
primario e prevalente che obbliga l’amministrazione ad una maggiore sensibilità
in ordine alle attività di controllo nel caso di pericolo;
Tutto quanto sopra premesso e
considerato

 Questo Comitato Cittadino Isola Pulita sollecita
gli  Enti in indirizzo, per le competenze che la legge affida loro, a
voler provvedere con urgenza a sospendere e/o revocare l’Autorizzazione
Integrata Ambientale di cui al decreto n 693 del 18 luglio 2008, per il mancato
adeguamento alle prescrizioni imposte nel termine previsto dalla stessa 
e/o per gli altri motivi che l’autorità che legge la presente vorrà verificare
a seguito di adeguato ed idoneo controllo sulla documentazione e sull’impianto
oggetto dell’A.I.A.



Recapito:
 isolapulita@gmail.com  
Comitato
Cittadino Isola Pulita
Giuseppe
Ciampolillo
Via Sciascia 13
90040 Isola
delle Femmine


Isola delle Femmine 18 settembre 2010

AIA
dell’Italcementi di Isola delle Femmine scaduta da oltre 2 anni


AIA
dell’Italcementi di Isola delle Femmine scaduta da oltre 2 anni, con la
cementeria che continua “tranquillamente” ad operare tra l’indifferenza degli
uffici dell’ARTA (mettila in relazione ai ritardi denunciati da Crocetta
sull’ARTA) Di fronte alle reazioni degli indignados dell’ARTA – ce ne vuole
faccia tosta – non sarebbe il caso di puntualizzare i metodi con cui sono stati
attribuiti gli incarichi (senza trasparenza e senza valutazione comparativa
scritta dei curricula, per tutti valga la posizione di Sergio Lucia, ingegnere
chimico che fa l’avvocato, e per giunta è il responsabile regionale CISL per la
dirigenza), e le relative indennità (oltre 23400 euro/anno), sottolineando chi
ha certificato il raggiungimento degli obiettivi (oggi smentiti dal Presidente
data la mole di pratiche inevase ed altro ancora) ed ha consentito la
corresponsione delle indennità di risultato (oltre 9200 euro/anno)?

Ed
i DG che si sono avvicendati, quelli che hanno conferito gli incarichi ed
erogate le indennità, non hanno visto niente?

E
come hanno fatto anche loro a raggiungere gli obiettivi, intascando le
indennità di oltre 45000 euro/anno?

Si
scoperchi una buona volta questa immonda pentola.

E
INTANTO ANCORA UNA VOLTA CONTINUIAMO A DIRE CHE LA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE
FEMMINE A CUI E’ STATA CONCESSA L’ Autorizzazione Integrata Ambientale nel
luglio 2008 non avendo ottemperato alle prescrizioni previste, il decreto di
approvazione imponeva alla Italcementi

“…..ENTRO
24 mesi dal rilascio della presente autorizzazione, alla conversione
tecnologica (revamping”) dell’impianto con il completo allineamento alle
Migliori Tecniche Disponibili (M.T.D.) previste nel settore del cemento, al
fine di ottenere un sostanziale miglioramento delle prestazioni ambientali per
quanto riguarda l’abbattimento dei principali inquianti (POLVERI, OSSIDI DI
AZOTO, OSSIDI DI ZOLFO).. Nell’ambito dell’intervento di conversione tecnologica
l’azienda è in ogni caso tenuta a realizzare un sistema di abbattimento delle
polveri che garantisca, per il forno di cottura (attualmente camino E35), un
livello emissivo inferiore a 15 mg/Nm3 (media oraria)…..

15
aprile
denuncia del comitato cittadino isola pulita alla stazione dei
carabinieri di Isola delle Femmine PROCEDIMENTO 126/1 2011 16 marzo 2011 SI
DIFFIDA L’ASSESSORATO TERRITORIO E AMBIENTE, (DIPARTIMENTO TERRITORIO E
AMBIENTE SERVIZIO 3 PREVENZIONE DALL’INQUINAMENTO ATMOSFERICO) E PER ESSO I SUOI
DIRIGENTI, A VOLER PROVVEDERE ENTRO E NON OLTRE 30 GIORNI DAL RICEVIMENTO DELLA
PRESENTE, A SOSPENDERE E/O REVOCARE L’AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE DI
CUI AL DECRETO 693 DEL 18 LUGLIO 2008, PER IL MANCATO ADEGUAMENTO ALLE
PRESTAZIONI IMPOSTE NEL TERMINE PREVISTO DALLA STESSA E/O PER GLI ALTRI MOTIVI
CHE L’AUTORITA’ CHE LEGGE LA PRESENTE VORRA’ VERIFICARE A SEGUITO DI ADEGUATO
ED IDONEO CONTROLLO SULLA DOCUMENTAZIONE E SULL’IMPIANTO OGGETTO DELL’A.I.A.
raccomandata r.r. (14344889362 ricevuta assessorato in data 22 marzo 2011) al
servizio 2 Assessorato TTAA di Palermo “Invito e diffida a provvedere con
istanza in autotutela del decreto 693 luglio 2008”

18
GENNAIO
DENUNCIA DEL MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO SU AZIONE INQUINANTE DELLA
ITALCEMENTI DI ISOLA DSELLE FEMMINE LEGAMBIENTE ISOLA PULITA PROCEDIMENTO
CONTRO LA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE 4391/07 MOD 45 CONSEGNA DOCUMENTI
POLIZIA PROVINCIALE 26 SETTEMBRE 2007

25
SETTEMBRE 2007 IL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA DIFFIDA ALLA ITALCEMENTI DI
ISOLA DELLE FEMMINE INVIATA AL P.M. GUARDI’ 18 LUGLIO 2010 DECADUTA
DELL’AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE DECRETO 693 18 LUGLIO 2010 ISOLA DELLE
FEMMINE 4 FEBBRAIO AD OGNI ORA DEL GIORNO DELLA NOTTE OGNI GIORNO DELLA
SETTIMANA OGNI GIORNO DEL MESE OGNI GIORNO DELL’ANNO… VELENI INQUINNANTI FUMI
INQUINAMENTO VELENI VELENI VELENI VELENI

Il
giorno 18 luglio 2008
il servizio 2 V.I.A/V.A.S. della Regione Sicilia a firma
del suo dirigente Ing Vincenzo Sansone è stato emesso decreto 693 concernente
l’Autorizzazione Integrata Ambientale alla ditta Italcementi di Isola delle
Femmine. Mentre tutti guardano la montagna (di Bellolampo), non ci si accorge
di quello che già esiste a Isola delle Femmine e Capaci.

ECCO
LE TIPOLOGIE E LA QUANTITA’ DI VELENI AUTORIZZATI CON L’ A.I.A. per il
cementificio Italcementi di Isola delle Femmine che consente la combustione di
pet coke rifiuti e…..ed altro:
Portata
giornaliera dei fumi = 10.423.200 m3 (un pò più dell’inceneritore di
Bellolampo) Se vengono rispettati i limiti dell’autorizzazione, secondo i
flussi di massa abbiamo:
Diossine
emesse = 1.042.320.000 pg/giorno equivalente alla dose di “tollerabilità”
giornaliera (140 pg, secondo l’OMS) di 7.445.142 persone, ovvero una “razione”
(si tratta sempre di un calcolo teorico) di 65145 pg/uomo e cioè 465 volte la
dose di 140 pg (calcolo riferito a 16000 abitanti, cioè Isola + Capaci)
Diossine
in ricaduta al suolo: per rispettare il limite di 3.4 pg/m2 (legislazione
Belga) è necessaria una superficie di 306.6 Km2 Superfice Isola delle Femmine
km2 3,54 Superfice Capaci km2 6,12
Vanadio:
1.17 Kg/giorno; Nichel: 292 gr/giorno;
Mercurio:
348 gr/giorno; Altri metalli: 3.48 Kg/giorno
Idrocarburi
Policiclici Aromatici: 128 gr/giorno
Lascio
a voi il calcolo mensile ed annuale. Altri parametri (calcolati già da prima
dall’ARPA nel 2006): Polveri (totali, non PM10): 686 Kg/giorno S02: 5343
Kg/giorno N02: 16023 Kg/giorno L’ARPA sottolinea che bisogna tenere in conto
anche le notevoli quantità di emissioni pulverulenti diffuse (cioè non da punti
fissi), generate dalla movimentazione dei materiali.

Quando
ci si basa solo sulle concentrazioni degli inquinanti e non si tiene conto nè
della dislocazione di questi grandi impianti (vedi vicinanza con i centri
abitati), nè, soprattutto, con le quantità emesse dei composti a lunga
persistenza ambientale e bioaccumulabili, questi sono i risultati.

“Ovviamente”
i controlli per i composti più pericolosi sono previsti…annuali. Si ricorda che
nessuno si è mai opposto e si oppone al funzionamento dello stabilimento di
produzione della Italcementi che deve rimanere per garantire l’occupazione
locale.

Ciò
che si è chiesto e si continua a richiedere è IL RISPETTO DELLE LEGGI, il
rispetto della normativa nazionale e comunitaria in materia di rispetto delle
emissioni inquinanti e della qualità dell’aria.

L’adozione
del Principio di PREVENZIONE e PRECAUZIONE a salvaguardia della salute dei
cittadini e delle bellezze naturali e paesaggistici del nostro territorio

IL NOSTRO AMBIENTE E’ ORMAI SATURO DELLE TANTISSIME
TIPOLOGIE DI INQUINANTI (CROMO, BENZOPIRENE,MERCURIO,ZOLFO,CROMO ESAVALENTE VI,
DIOSSINA, METALLI PESANTI, POLVERI SOTTILI PM 10, …) ED IN QUANTITA’
NOTEVOLMENTE SUPERIORI A QUELLI PREVISTI DALLA O.M.S. ORGANIZZAZIONE MONDIALE
DELLA SANITA’. LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI NOSTRI BAMBINI APPENA NATI
SUBISCONO DAL PUNTO DI VISTA SANITARIO TUTTI I MALANNI PROVOCATI DA UN AMBIENTE
STRACOLMO DI INQUINANTI DI OGNI GENERE. LA PREVENZIONE, BASE DEL PRINCIPIO DI
PRECAUZIONE IMPOSTA DALLA COMUNITA’ EUROPEA A TUTTE LE AZIENDE IN PARTICOLARE
QUELLE CONSIDERATE INSALUBRI, CHE NELL’ESERCIZIO DELLE LORO ATTIVITA’ INQUINANO
L’AMBIENTE A ISOLA DELLE FEMMINE NON TROVA RICONOSCIMENTO E QUINDI : LORO
INQUINANO LA LEGGE TACE E NOI CITTADINI SUBIAMO






ISOLA DELLE FEMMINE ITALCEMENTI IL DECRETO A.I.A. 693 LUGLIO 2008 OMETTE  DI INDICARE CHE LO STABILIMENTO (INSALUBRE) E' INSERITO NEL CONTESTO URBANO


ITALCEMENTI SOPRALLUOGHI ARPA 2009 NON E' STATA PRESENTATA ISTANZA A.I.A. VEDI 693 OBBLIGO REVAMPING PAG 4






LA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE INQUINA?


La Italcementi di Isola delle Femmine inquina? di isolapulita






PIETRO TOLOMEO DIRIGENTE GENERALE DECRETO 155 29 GENN 2009
CONTRATTO ING NATALE ZUCCARELLO NOMINA DIRIGENTE RESPONSABILE 2 VIA VAS A.IA
ITALCEMENTI DECRETO 693 18 LUGLIO 2008



TOLOMEO PIETRO NOMINA SANSONE DIRIGENTE 2
SERVIZIO VIA VAS A PARTIRE DAL 17 DICEMBRE 2008 DOPO  CINQUE MESI DALLA FIRMA COME RESPONSABILE DEL 2° SERVIZIO VIA VAS   DECRETO CONCESSORIO  A.I.A. ALLA ITALCEMENTI DEL
LUGLIO 2008 







A.I.A. ITALCEMENTI 693 2008, ANZA', GULLO,EMISSIONI, INTERLANDI, RAFFINERIE, SANSONE, TOLOMEO, ZUCCARELLO,MONSELICE,REVAMPING,GAETA,CANNOVA,LO BELLO,CROCETTA,

RAFFINERIE, I PETROLIERI VOGLIONO LA DEROGA SULLE EMISSIONI





 “L’uso del petcoke fa paura: a meno di QUALCHE CENTIMETRO dalle case. La Regione deve revocare l’Aia. Le carte subito in Procura”.





INTERROGAZIONE Chiarimenti sulla procedura per il rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale alla Italcementi di Isola delle femmine (PA)


Monday, April 21, 2014

Isola Pulita: PASQUETTA A PORTO EMPEDOCLE I CROCIERISTI IN MEZZO ALLE OPERAZIONI DI SCARICO DI PETCOKE DESTINATO AL CEMENTIFICIO DI ISOLA DELLE FEMMINE???

PORTO DI PORTO EMPEDOCLE I CROCIERISTI IN MEZZO ALLE OPERAZIONI DI SCARICO DI PETCOKE COMBUSTIBILE DESTINAZIONE  CEMENTIFICIO DI ISOLA DELLE FEMMINE ???????????


PASQUETTA 2014 I CROCIERISTI IN MEZZO AL PETCOKE PORTO EMPEDOCLE 


PASQUETTA 2014 I CROCIERISTI IN MEZZO AL PETCOKE PORTO EMPEDOCLE 


PASQUETTA 2014 I CROCIERISTI IN MEZZO AL PETCOKE PORTO EMPEDOCLE 


PASQUETTA 2014 I CROCIERISTI IN MEZZO AL PETCOKE PORTO EMPEDOCLE 


PASQUETTA 2014 I CROCIERISTI IN MEZZO AL PETCOKE PORTO EMPEDOCLE 


PASQUETTA 2014 I CROCIERISTI IN MEZZO AL PETCOKE PORTO EMPEDOCLE 


PASQUETTA 2014 I CROCIERISTI IN MEZZO AL PETCOKE PORTO EMPEDOCLE 


PASQUETTA 2014 I CROCIERISTI IN MEZZO AL PETCOKE PORTO EMPEDOCLE 


PASQUETTA 2014 I CROCIERISTI IN MEZZO AL PETCOKE PORTO EMPEDOCLE 


PASQUETTA 2014 I CROCIERISTI IN MEZZO AL PETCOKE PORTO EMPEDOCLE 


PASQUETTA 2014 I CROCIERISTI TIN MEZZO AL PETCOKE PORTO EMPEDOCLE 


PASQUETTA 2014 I CROCIERISTI IN MEZZO AL PETCOKE PORTO EMPEDOCLE 


PASQUETTA 2014 I CROCIERISTI IN MEZZO AL PETCOKE PORTO EMPEDOCLE 


PASQUETTA 2014 I CROCIERISTI IN MEZZO AL PETCOKE PORTO EMPEDOCLE 


PASQUETTA 2014 I CROCIERISTI IN MEZZO AL PETCOKE PORTO EMPEDOCLE 














http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/04/21/foto/porto_empedocle_lo_sbarco_dei_crocieristi_in_mezzo_al_pet-coke-84124487/1/#7




Gaeta, maxi trasferimento di pet-coke al porto. I camion perdono materiale fino al deposito di Sessa Aurunca


pet coke
*Operazioni di scarico del pet coke oggi al porto di Gaeta*
Sono iniziate nel primo pomeriggio di oggi, venerdì, le operazioni di trasferimento a bordo di camion, di grosse quantità di Pet-coke dal porto commerciale di Gaeta. Tre benne meccaniche hanno smistato decine di stock del rifiuto combustibile a bordo dei mezzi che si sono poi diretti poi verso il deposito di raccolta Intergroup nel territorio di Sessa Aurunca. Eppure. se nelle operazioni di trasferimento dalla nave ai camion tutto sembra essere filato liscio, senza perciò apparenti dispersioni nell’aria di materiale, qualcosa deve essere accaduto nel trasferimento.
*Un camion fotografato oggi in cui si evince come il livello del pet coke superi i limiti del cassone*
*Un camion fotografato oggi: il livello del pet coke supera i limiti del cassone*
Infatti, i camion che hanno trasferito il pet-coke al centro di raccolta nel casertano, non erano nè del tipo Dumper, che permette un isolamento praticamente ermetico, ma neanche coperti dai teli plastificati come impone il regolamento per la movimentazione delle merci polverulenti emanato con decreto dell’autorità portuale Civitavecchia – Fiumicino – Gaeta numero 8 del 14 gennaio 2013. Regolamento che, fatto proprio anche dal Comune di Gaeta, prevede non solo una chiusura in ogni caso ermetica dei mezzi, ma inoltre, il contenuto non può superare in altezza il limite dei cassoni. Nel caso di specie, come nel maxi trasferimento di oggi, entrambe le prescrizioni, stando alla documentazione fotografica, non sono state rispettate.


La Lotta dei Comitati e le testimonianze fotografiche
*Polveri al porto commerciale di Gaeta segnalate dai comitati*

*Polveri al porto commerciale di Gaeta segnalate dai comitati*
Denunce su analoghi fenomeni di trasferimento fuori regolamento sono al centro dell’annosa battaglia che comitati e movimenti stanno portando avanti da tempo contro le presunte irregolarità nel trasferimento, tra le altre cose, proprio del pet-coke. Ultima in ordine di tempo, anche questa corredata da materiale testimoniale fotografico, è stata pubblicata dal Comitato Popolare Contro le polveri del porto di Gaeta, dal Comitato per la tutela del Golfo di Gaeta – Formia e dall’Assemblea Popolare del Golfo di Gaeta – Formia.
*Pet coke nei canali di scolo dell'acqua lungo l'Appia*

*Pet coke nei canali di scolo dell’acqua lungo l’Appia*
Foto che testimoniano non solo il sollevamento di polveri nelle operazioni di trasferimento da nave a camion, ma anche i residui di materiale lungo la strada, verso Formia, e a Sessa Aurunca. Proprio a Sessa, nei pressi dell’area Intergroup ad uso deposito di pet-coke, sono state segnalate, anche qui con foto, la perdita di sostanza lungo tutta l’area, sulla vegetazione circostante e lungo tutta la strada. Evidenti le superfici completamente annerite del manto stradale che in condizioni di pioggia provocano una miscela oleosa che non resta solo lungo la scarreggiata ma finisce anche nei canali di scolo delle acque piovane adiacenti.



La feccia del petrolio
*Operazioni di scarico del pet coke al porto di Gaeta*
*Operazioni di scarico del pet coke al porto di Gaeta*
Ma perchè tanta paura per il pet-coke? Va anzitutto detto che il pet-coke si ottiene dalla condensazione di residui petroliferi pesanti e oleosi fino ad ottenere un residuo di altra consistenza, spugnosa o compatta. Perciò la risposta è immediatamente evidente nel suo macabro soprannome: la feccia del petrolio. Questo perchè tale materiale è lo scarto dell’oro nero e sulla sua composizione non lascia tranquilla nemmeno la valutazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che lo riconosce come cancerogeno in virtù di benzopirene e metalli pesanti come nichel, cromo e vanadio. Per questo motivo la sua movimentazione deve seguire le disposizioni del decreto ministeriale del 1997 in materia di trasporto delle sostanze pericolose, sulla scorta delle indicazioni fornite dalla Comunità Europea. Pericolose non solo per la pubblica incolumità ma anche per l’ambiente. Va detto che dopo la decisione dei porti di Napoli e Salerno di bandire la movimentazione di pet-coke dai propri hub, Gaeta resta uno dei punti di maggiore smercio di pet-coke del centro Italia.
Il caso Gela
*Silvio Berlusconi*
*Silvio Berlusconi*
Nel 2002 la Procura di Gela sequestrò il pet- coke della locale centrale in quanto la movimentazione e il deposito del materiale non erano conformi alle disposizioni del decreto Ronchi con il quale si indicava la corretta gestione di questo materiale allora ancora annoverato nella categoria dei rifiuti speciali. Il sequestro gettò però nello sconforto la popolazione che beneficiava grazie alla centrale di un alto tasso di occupazione. Così, sull’onda emotiva della protesta, l’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi riclassificò, dopo appena un mese dal sequestro, il pet-coke da rifiuto speciale a combustibile in modo da permetterne l’immediato dissequestro.
L’Ismec dopo il caso Gela
neonato

Tuttavia secondo i dati dell’Indagine siciliana sulle malformazioni congenite (Ismac), “informazioni relative ai nati con malformazioni congenite, vivi o morti, residenti nel Comune di Gela dal 1991 al 2002, sono stati rilevati 520 casi malformati su 13.060 nati, vivi e morti, con una prevalenza generale alla nascita pari a 398/10.000 nati, circa 2 volte significativamente superiore a quella riportata dal registro siciliano (182/10.000) e dai registri italiani (205/10.000). La distribuzione annuale è risultata significativamente eterogenea per il totale dei casi malformati, per le malformazioni cardiovascolari, degli arti e per l’ipospadia. Significativamente superiori ai riferimenti sono emersi per i difetti del sistema nervoso, cardiovascolare, urinario, digerente, dei tegumenti e per il totale dei malformati. I rapporti tra osservati e attesi hanno valori compresi tra 1,5 e 6,0 rispetto ai riferimenti ISMAC e tra 1,3 e 3,4 rispetto ai registri italiani. Tra le malformazioni specifiche sono stati osservati eccessi statisticamente significativi rispetto ai dati di confronto per i difetti del tubo neurale, la microcefalia, l’ipospadia, l’idronefrosi e l’ernia diaframmatica. La prevalenza alla nascita di ipospadie di 56,7/10.000 è risultata significativamente superiore ai riferimenti di oltre 2,5 volte. La prevalenza alla nascita di ipospadie è risultata tra le più elevate mai riportate in letteratura. Una scarsa specificità di rilevazione (falsi positivi) potrebbe spiegare il rilevante aumento di nati con diagnosi di microcefalia. I risultati ottenuti rafforzano l’ipotesi di un ruolo causale di fattori di rischio presenti nell’area di Gela nell’eziologia di malformazioni congenite e indirizzano verso azioni per comprendere le cause degli eccessi osservati, per rafforzare l’attività di registrazione e per costruire un sistema di monitoraggio territoriale su ambiente e salute in grado di sorvegliare patologie sensibili in aree a riconosciuto rischio ambientale”.




Usa e Giordania


Anche l’Osha, ente statunitense per la sicurezza sul lavoro, ha imposto un limite massimo di esposizione al pet-cock, che in ogni caso non va superato in quanto è alta la probabilità che causi danni permanenti o la morte. Motivazioni analoghe hanno portato la Giordania a bandire completamente l’utilizzo del pet-coke tra i confini nazionali.








La guerra del cemento, 4 anni di battaglie infuocate nella Bassa Padovana

di Alice Cavicchioli


MONSELICE 13 Feb - Monselice, provincia di Padova. Qui, nel 2010, comincia una storia che oggi, dopo 4 anni, non è ancora finita, e che lascia dietro di sé una ferita profonda, aperta fra gli abitanti che le cronache hanno diviso in ambientalisti da un lato e lavoratori dall’altro, ma che di fatto non sono nient’altro che cittadini, stretti nella morsa di una battaglia che li ha messi gli uni contro gli altri.







A innescare la miccia è il revamping di Italcementi, un progetto di ristrutturazione presentato da una delle tre cementerie che – con una concentrazione che non ha eguali in Europa – insistono nell’area dei Colli Euganei tutte nel raggio di 5 chilometri. Sul piatto c’è un investimento da 160 milioni di euro che prevede anche una torre di preriscaldo alta 110 metri, poi scesi a 89, e la garanzia di occupazione per i lavoratori. Senza il revamping gli operai rischiano il posto e dunque sostengono compatti la sua attuazione.









comitati “E noi?” e “Lasciateci respirare”, supportati da una buona fetta di cittadini, associazioni e un inaspettato fronte trasversale composto da molte amministrazioni del territorio, nell’opera vedono invece uno sfregio ambientale nel cuore del Parco Colli e temono da parte della cementeria l’utilizzo di rifiuti come combustibile, con conseguenti rischi sanitari per la popolazione. La produzione di cemento nel 2010 è già in forte calo e il sospetto dei comitati è che l’industria punti sull’uso di materiale di scarto per abbattere i costi nel quadro di un mercato in declino. La popolazione convive dagli anni ’50 con tre attività industriali classificate come insalubri di 1° classe.









La situazione della Bassa è percepita “a rischio” da molti, e proprio da un approfondimento sulle vicende di questo territorio nasce anche il documentario “Nel mio giardino” (dal quale sono state tratte le immagini per questo servizio), realizzato da Cristian Cesaro, Fabio Lessio, Santo Bruno e davide Donnola. I dati epidemiologici dell’Usl 17 sull’incidenza dei tumori nell’area dimostrano un tasso di mortalità che rientra nella media degli altri Comuni, ma per Francesco Miazzi, portavoce del comitato “Lasciateci respirare”, il rapporto non è rassicurante come sembra: “Se è vero che la mortalità è nella media - e questo anche grazie ai progressi medici - il numero delle persone che si ammalano invece è in aumento” sottolinea Miazzi, che a Monselice è anche consigliere comunale.







“Quello che non hanno voluto tirare fuori – sostiene – sono i numeri, tratti dallo stesso documento e relativi al tasso di patologie respiratorie registrate nell’Usl 17”: affetti da insufficienza respiratoria e malati cronici di asma qui sarebbero risultati molto più numerosi rispetto alla tendenza regionale.

Sul fronte opposto ci sono i lavoratori della cementeria che temono per il loro avvenire. La crisi preme, e lo spettro della disoccupazione avanza.

Si può scegliere tra la salute e il lavoro? Fra il bene dei singoli nell’immediato e il bene di una comunità nel suo futuro? Sono domande davanti alle quali un cittadino non dovrebbe mai trovarsi, le stesse che hanno finito per spaccare la popolazione, dividendola proprio su ciò che la dovrebbe unire, cioè il destino del proprio territorio.


Comincia una battaglia legale che vedrà due sentenza del Tar bocciare il revamping. Parallelamente la procura di Padova mette sotto inchiesta il sindaco di Monselice Francesco Lunghi e l’allora presidente del Parco Colli Chiara Matteazzi, favorevoli al revamping. Le indagini condotte dai carabinieri del Noe di Venezia arrivano ad ipotizzare i reati di corruzione e abuso di ufficio volti a garantire l’approvazione e la realizzazione del progetto. Lo stesso Tar del Veneto, nel maggio del 2012, nell’annullare l’autorizzazione paesaggistica rilasciata dall’Ente Parco Regionale dei Colli Euganei e la delibera della giunta provinciale con cui si era espresso il parere di compatibilità ambientale favorevole, dispone la trasmissione degli atti alla Procura ritenendo “necessario che essa verifichi se l’illegittimo rilascio dell’autorizzazione paesaggistica impugnata abbia comportato la commissione di reati”.

Seguono due anni di indagini con tanto di intercettazioni e pedinamenti. Il sospetto dei carabinieri è che i ripensamenti di vari amministratori pubblici prima contrari e poi favorevoli al progetto Italcementi “si affiancasse a situazioni di favore come compensi e nuovi incarichi”. Ma il 20 dicembre 2013 il sostituto procuratore, pur sottolineando la condotta “non del tutto chiara” degli indagati, chiede l’archiviazione del caso in assenza di elementi idonei a esercitare l’azione penale. I comitati si oppongono e la decisione, ad oggi, è quindi affidata al gipNel frattempo il Consiglio di Stato, a fine 2012, ha ribaltato anche la seconda sentenza del Tar. Italcementi può, dunque, fare il revamping.

Ma il progetto, con la crisi del cemento al suo apice, è ormai tramontato. La colpa, per il sindaco Lunghi e il suo vice, è dei comitati, di chi si è opposto, tanto da annunciare contro di loro una class action. Eppure, perfino il sindacato, che rappresenta i lavoratori, non attribuisce ai comitati la retromarcia sul revamping, ma alla crisi del settore e alle mutazioni del mercato.

Perché allora questa class action? Francesco Miazzi tira in ballo l’imminente campagna elettorale per il comune di Monselice e parla di “ennesimo tentativo intimidatorio”. Intanto, i forni del cementificio si spengono, lo stabilimento dopo essere stato “declassato” a centro di macinazione, a fine gennaio di quest’anno viene chiuso e al termine di una vertenza sindacale condotta in un clima esacerbato su ogni fronte, i sindacati ottengono per tutti i lavoratori la cassa integrazione straordinaria per almeno due anni, potenzialmente rinnovabile per altri due. Nel frattempo la speranza è che la politica ricomponga ciò che ha diviso, disegnando per Monselice e per la Bassa Padovana strade di sviluppo alternative.
 
13 febbraio 2014


Combustione petcoke
Borgo Venusio insorge contro la Valdadige 

 “L’uso del petcoke fa paura: a meno di un chilometro dalle case. La Regione deve revocare l’Aia. Le carte subito in Procura”. Residenti preoccupati dal progetto aziendale. Genchi: “Verificheremo il rispetto di tutte le prescrizioni”.



di PIERO QUARTO
Combustione petcoke
Borgo Venusio insorge contro la Valdadige

I fumi che preoccupano i residenti
MATERA - Il petcoke fa paura. E’ la reazione che sta montando in queste ore da parte dei residenti del Borgo Venusio. La causa è il prossimo avvio da parte dell’azienda Valdadige di un progetto di utilizzo come combustile del petcoke.
Un progetto che, dopo l’autorizzazione ambientale dell’agosto 2010, sembra essere sul pronto di partire.
Ieri doveva essere il giorno fatidico per l’utilizzo di petcoke da parte della Valdadige. Almeno questa era la voce che aveva preoccupato i residenti e a cui è seguito un rinvio, pare tecnico, di qualche giorno per applicare al meglio il progetto.
I residenti però sono fortemente allarmati anche perchè poco convinti da quanto hanno letto nell’autorizzazione ambientale emanata dalla Regione. Una delibera del 10 agosto 2010 della giunta regionale che visti i pareri favorevoli ha dato l’autorizzazione integrata ambientale a Valdadige.
«E’ una cosa scandalosa e per la quale chiediamo sin da subito la revoca dell’autorizzazione emanata dalla Regione» spiega Mimmo Genchi residente di Venusio conosciuto anche per il suo impegno politico, «andremo a verificare nel dettaglio il contenuto ed il rispetto di tutte quante le prescrizioni che sono contenute all’interno dell’autorizzazione e procederemo anche a fare un esposto alla Procura della Repubblica su questi fatti.
La cosa che mi pare di maggiore impatto anche in prima battuta è il fatto che esiste una tabella che sintetizza tutti gli elementi nel raggio di un chilometro e si dice che in realtà non ci siano case di abitazione civile. Io abito a circa 600 metri da quell’azienda e conto vicino a me nel borgo vecchio di Venusio almeno una dozzina di famiglie con figli anche piccoli che sono nella stessa situazione.
Devo poi anche aggiungere che nel raggio di un chilometro ci sono nuove abitazioni residenziali ed anche una parte del borgo nuovo.
Non riesco pertanto a capire come è possibile che si possa arrivare ad una decisione del genere senza aver completato nemmeno una semplice verifica territoriale come questa che con i mezzi di oggi mi pare anche molto semplice da poter svolgere». Genchi aggiunge ancora senza accennare assolutamente a fermarsi: «trovo poi oltremodo grave che vi possa essere una conferenza di servizi che dia un’autorizzazione con parere favorevole di Regione, Provincia e Comune su una cosa del genere che può creare problemi a persone che si trovano nel raggio di un chilometro».
Magra la consolazione a cui arriva Genchi anche da ex consigliere comunale ricordando che «oramai a tutela dei territori sono rimasti solamente i cittadini e nessun altro.
Bisognerà nelle prossime settimane chiarire immediatamente quest’incongruenza ed arrivare a verificare nel dettaglio ciascuna delle prescrizioni Aia che sono contenuto in quel documento». In questi ultimi giorni la preoccupazione dei cittadini è cresciuta tanto che ieri mattina era stata paventata, e poi rinviata, una sorta di manifestazione di protesta nell’ottica di un avvio del progetto di utilizzo del petcoke da parte dell’azienda.
In una posizione diversa ma di sostanziale attesa anche a garanzia del proprio lavoro sono anche i 64 dipendenti della Valdadige in cassa integrazione straordinaria dal dicembre scorso per i prossimi dodici mesi e per i quali è stato chiesto a livello sindacale il massimo delle sicurezze rispetto all’approvazione e la realizzazione del progetto. «Prendendo atto dell’autorizzazione ma anche della necessità che ci siano tutti i quanti i via libera e i permessi necessari per poter procedere con il progetto messo in campo dall’azienda» dicono fonti sindacali. Anche in questo caso vi sarebbe grande attenzione nei diversi passaggi che verranno posti in essere.
La questione che si sta trascinando da non poco tempo visto che l’autorizzazione risale al 2010 sembra essere oramai arrivata ad un punto di svolta. Valdadige sembra pronta a partire con l’utilizzo del petcoke ma in realtà la preoccupazione dei residenti è al massimo.
«Case, famiglie e bambini ed un intero borgo sono preoccupati per questo tipo di iniziativa» conclude Mimmo Genchi.

A fine luglio 2010 i pareri favorevoli nel corso della conferenza di servizi
Questi alcuni passaggi dell’autorizzazione di agosto 2010 che dà il via libera al progetto di Valdadige da parte del Dipartimento ambiente della Regione Basilicata che ha effettuato l’istruttoria sulla richiesta che era stata avanzata da parte dell’azienda..
«L’Azienda ha in progetto l’impiego del “pet-coke” sia nell’impasto che per uso combustibile.
Si ribadisce che durante lo scarico del pet-coke sarà attivo un impianto di aspirazione ed abbattimento delle polveri che si possono generare durante questa fase, che confluisce nel punto di emissione E5».
«Aggiungere una minima quantità di pet-coke nell’impasto permette di velocizzare il ciclo di cottura: la combustione di tale materiale all’interno del prodotto, infatti, consente a quest’ultimo di raggiungere più rapidamente ed efficacemente le temperature di cottura.
Quanto all’utilizzo come combustibile del coke da petrolio con un contenuto in zolfo non superiore al 1% in massa, la ditta ritiene economicamente vantaggiosa tale possibilità.
E’ possibile utilizzare come combustibile il coke da petrolio con un contenuto in zolfo non superiore al 6% in massa  “negli impianti in cui durante il processo produttivo i composti dello zolfo siano fissati o combinati in percentuale non inferiore al 60% con il prodotto ottenuto”.
L’aggiunta nell’impasto di una minima percentuale di pet-coke, inoltre, non solo permette di velocizzare i tempi di cottura, ma anche di limitare le emissioni degli ossidi di zolfo.
Infine la posizione all’interno del forno di cottura dei bruciatori a metano a monte di quelli che utilizzano il combustibile solido (attualmente antracite, ma pet-coke nelle intenzioni della ditta) è, secondo il proponente, strategica perché consente di abbattere gli eventuali residui incombusti del combustibile solido».
Infine il dato sulla conferenza di servizi per acquisire i pareri sul progetto in questione si è svolta presso il Dipartimento Ambiente, Territorio, Politiche della Sostenibilità della Regione Basilicata.
Il 29 luglio 2010 hanno dato parere la Provincia di Matera – Ufficio Ambiente, che ha espresso parere favorevole, l’azienda Sanitaria di Matera che ha espresso parere favorevole, il  Comune di Matera del settore Urbanistica, che ha espresso parere favorevole e l’Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente della Basilicata (A.R.P.A.B.), che ha espresso parere favorevole, per le competenze in materia di monitoraggio ambientale».
mercoledì 29 gennaio 2014 09:15

http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/cronache/722016/Combustione-petcoke--Borgo-Venusio-insorge.html





Valdadige brucia il petcoke
I sindacati chiedono lo stop

L'azienda avvia il progetto di autorizzazione regionale del 2010 per bruciare, seppur in maniera limitata il derivato del petrolio, ma i lavoratori insorgono: «Serve un monitoraggio anche all'interno, chiediamo una sospensione immediata». Preoccupazione tra i residenti del borgo Venusio
di PIERO QUARTO
Valdadige brucia il petcoke
I sindacati chiedono lo stop

Il fumo che preoccupa i residenti di Venusio
Entra nel vivo il caso Valdadige. Da almeno 24 ore infatti l'azienda ha cominciato, pare in via parziale, a bruciare il cosiddetto petcoke secondo l'autorizzazione regionale Aia del 2010. Ma la polemica e la preoccupazione tra i residenti del vicino Borgo Venusio si è immediatamente sviluppata nel corso delle ultime ore. Congiuntamente questa mattina le organizzazioni sindacali nel corso di un sopralluogo a Valdadige hanno chiesto la sospensione dell'intervento: «L'azienda ha un'autorizzazione ambientale che attesta la validità del procedimento in sicurezza per l'esterno ma serve avviare un monitoraggio  preventivo all'interno ed una fase preparatoria che garantisca la salute dei lavoratori. Per questo abbiamo chiesto la sospensione da parte di Valdadige dell'intervento con il petcoke» hanno spiegato Valeriano De Licio e Franco Pantone che hanno avuto un primo confronto con l'azienda. Nelle prossime ore si capiranno le decisioni dell'azienda.



Revamping Italcementi, indagini da due anni su Lunghi e Matteazzi

Sotto inchiesta il sindaco di Monselice e l'ex presidente del Parco Colli. Perché c'è stato un cambio di atteggiamento? I carabinieri evidenziano le anomalie ma la Procura chiede l’archiviazione. Il Comitato “E noi?” si oppone perché vuole che sia celebrato il processo


di Francesca Segato

MONSELICE. La Procura della Repubblica di Padova ha messo sotto inchiesta il sindaco Francesco Lunghi e la ex presidente del Parco Colli Euganei, Chiara Matteazzi, per la vicenda del revamping. Nei giorni scorsi il sostituto procuratore Federica Baccaglini ha tirato le somme di un’indagine durata due anni, con l’utilizzo anche di intercettazioni telefoniche, appostamenti e pedinamenti. Indagine che ha visto impegnati i carabinieri della squadra di Polizia giudiziaria della Procura e quelli del Nucleo operativo ecologico di Venezia. I reati ipotizzati erano abuso d’ufficio, falso ideologico, falso materiale, corruzione per atto d’ufficio, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio. Il tutto nell’ambito del braccio di ferro politico-amministrativo per giungere al via libera al revamping di Italcementi.
La richiesta di archiviazione e i dubbi. Il sostituto procuratore Baccaglini il 20 dicembre scorso ha però chiesto l’archiviazione, ritenendo che gli elementi emersi, pur mostrando, in particolare per la Matteazzi, «comportamenti non del tutto chiari in rapporto alla qualifica pubblica dalla stessa ricoperta», non siano comunque tali da consentire di esercitare l’azione penale. Contro la richiesta di archiviazione ha presentato atto di opposizione il comitato “E Noi?”, presieduto da Silvia Mazzetto e rappresentato dall’avvocato Maria Pia Rizzo.
L’indagine. Di «gravi violazioni di legge» poste in essere da Comune di Monselice, Parco Colli, Provincia di Padova e Soprintendenza per i Beni Architettonici, per garantire l’approvazione del revamping, parlano i carabinieri del Noe di Venezia. Anche il Tar Veneto, con il provvedimento del 9 maggio 2012, chiedeva del resto di verificare se sussistessero gli estremi dell’abuso d’ufficio. Come sottolinea lo stesso pubblico ministero nella richiesta di archiviazione, i carabinieri del Noe «avevano già evidenziato… alcuni profili di antigiuridicità della condotta degli amministratori pubblici a vario titolo interessati e coinvolti nella vicenda, sottolineando come, ad un certo punto, vi fosse stato, non solo in seno al Comune di Monselice ma anche in capo all’Ente Parco Colli e alla Soprintendenza… un cambio di atteggiamento nei confronti del progetto di revamping».
sa
L’ipotesi di corruzione. Ancora i carabinieri sottolineavano come «tale “ripensamento” si affiancasse a situazioni di favore (compensi, incarichi…) elargiti a amministratori, dipendenti, a vario titolo operanti all’interno degli enti interessati, ciò che portava fondatamente a ritenere la sussistenza del reato di corruzione». Il pm riporta anche alcuni esempi delle risultanze emerse dalle indagini. Un caso è quello di Luca Callegaro, sindaco di Arquà Petrarca: «Da sempre contrario al progetto, aveva poi mutato opinione; risulta che abbia ricevuto il 21/10/2011, con determina 803 del Comune di Monselice, l’incarico per la realizzazione di interventi per la sicurezza stradale dell’importo di euro 430.000, dei quali 12.480 assegnati alla progettazione e quindi al raggruppamento di professionisti che li avrebbero realizzati, rappresentati dallo stesso Callegaro».
Ancora, i consiglieri dichiaratisi contrari al revamping «venivano di volta in volta sostituiti», mentre alcuni,Tiziano Montecchio Andrea Basso, «ricevuti degli incarichi fiduciari da parte del sindaco, si pronunciavano, rispettivamente a favore e astenuto». Il pm cita anche Gianni Mamprin, vicesindaco: «In contatto con le dirigenze aziendali delle cementerie, si rivolgeva alle stesse per richiedere e sollecitare sponsorizzazioni per le varie attività promosse dall’amministrazione comunale con le associazioni locali (feste Pro loco, manifestazioni della Giostra della Rocca…)». Fondi, sottolinea il pm, che il vicesindaco ha raccolto anche per concerti e manifestazioni: «E buona parte dei fondi proviene da Italcementi».
Lunghi invece si era schierato apertamente dalla parte di Italcementi fin dai volantini elettorali. Mentre la Matteazzi si era discostata dal parere contrario della Commissione tecnica del Parco, dando il suo benestare al revamping. La stessa Matteazzi, ricorda il pm, oltre che dipendente del comune di Loreggia lo era anche del ministero dei Beni culturali, e quindi molto legata a Ugo Soragni, il Soprintendente che a sua volta diede il via libera al revamping (contro un primo parere istruttorio della Soprintendenza). Dalle intercettazioni telefoniche, la donna appare «molto attenta nell’uso del telefono tanto che sovente tace informazioni reputate sensibili rimandandole a incontri di persona». Incontri avvenuti con dirigenti di Italcementi come Edoardo Giudice andrea, il promotore del revamping. Un altro filone di indagine riguarda la nomina a capo ufficio tecnico di Monselice dell’ingegner Mario Raniolo: un concorso, secondo l’accusa, pilotato perché fosse proprio lui a occuparsi del revamping.
L'area del Revamping a Monselice.

ITALCEMENTI SOPRALLUOGHI ARPA 2009 NON E' STATA PRESENTATA ISTANZA A.I.A. VEDI 693 OBBLIGO REVAMPING PAG 4






LA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE INQUINA?


La Italcementi di Isola delle Femmine inquina? di isolapulita






Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
DIRIGENTE GENERALE
Dott. Gaetano Gullo
 Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25
ottobre 2013


Regione Sicilia
1° Servizio VIA-VAS
dr. Giorgio D’Angelo
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25
ottobre 2013

Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
Dott.sa  Mariella Lo Bello
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25
ottobre 2013
FAX 091 7077963

IV Commissione Ambiente e
Territorio
Assemblea Regionale Siciliana   
Onle Giampiero Trizzino
Piazza Indipendenza 21
90129 PALERMO
 FAX 091 7054564

Raccomandata R.R.
Anticipata via fax


Oggetto: Decadenza,
per inosservanza prescrizioni,  decreto
693 18 luglio 2008

Il Sottoscritto Coordinatore del  Comitato Cittadino Isola Pulita con la
presente intende ribadire  quanto
dichiarato nel corso della riunione del Tavolo tecnico tenutosi presso il 1°
Servizio VIA-VAS  di questo Assessorato,
avente ad oggetto “Procedura A.I.A. Impianto IPPC ditta Italcementi S.p.a.”:
.
Considerato che la
procedura di autorizzazione integrata ambientale, in particolare per I
cementifici, ha diverse funzioni, quelle di maggior interesse sono le seguenti:

a) verifica puntuale delle
autorizzazioni ambientali esistenti per ricondurle ad una unica 
autorizzazione tenendo
conto del principio della applicazione della
prevenzione e riduzione  dell’inquinamento, al fine di
raggiungere l’obiettivo di un elevato
 
livello di protezione ambientale e della popolazione.

b) Verifica della applicazione
delle migliori tecnologie disponibili (sulla base di linee guida 
redatte per conto della Commissione
della Unione Europea ed a
  livello
nazionale) atte a 
ridurre gli impatti
ambientali e, tenendo conto delle caratteristiche tecnologiche e la durata 
di vita tecnica dell’impianto, la
previsione di
prescrizioni atte a ricondurre l’impianto, ove necessario, a raggiungere
prestazioni idonee entro tempi certi.

c) La fissazione di limiti emissivi
per le diverse matrici ambientali di interesse (emissioni, 
scarichi, rumore, ecc) che tengano
conto delle
tecnologie disponibili e applicabili al caso in  esame ma anche delle caratteristiche
ambientali della area limitrofa all’impianto. In tal caso possono essere
prescritti
limiti inferiori
a quelli stabiliti dalle norme nazionali applicabili  all’impianto e anche limiti inferiori alle
prestazioni ottenibili dall’applicazione delle
 migliori tecnologie ove le criticità locali
siano tali da renderle necessarie.

d) La individuazione di dettaglio
di un programma di monitoraggio a cura del gestore e di un  programma di controllo da parte degli enti
preposti che riguardi oltre al rispetto dei limiti  emissivi disposti anche le specifiche
modalità gestionali prescritte e il rispetto concreto  delle migliori tecnologie disponibili
individuate per l’impianto
.

Preso atto dell’istanza
presentata, dalla  Italcementi datati
3.11.2006,, contenente un progetto di modifica dell’impianto esistente ed ammodernamento tecnologico dell’impianto.

Preso atto  che in data 31.01.08 nella seduta della
Conferenza dei  Servizi la Italcementi
faceva richiesta di concessione dell’A.I.A. esclusivamente per l’utilizzo del
pet-coke come combustibile nel vecchio impianto, escludendo così  il progetto di modifica dell’impianto che la
Italcementi aveva presentato  il
3.11.2006

Preso atto che il 29
agosto 2008 la G.U.R.S. il decreto 693 del 18 luglio 2008 con cui il
“Dirigente”  del 2° Servizio VIA-VAS Ing
Vincenzo Sansone rilasciava l’autorizzazione Integrata Ambientale  alla Italcementi S.p.a.

Preso atto che il decreto 693 autorizzativo:

articolo 13 recita: “ Questo Assessorato, nella qualità di Autorità
competente per l’AIA, provvederà ad effettuare una visita ispettiva presso
l’impianto  congiuntamente con gli enti
che hanno rilasciato parere in merito ai lavori oggetto, successivamente alla
comunicazione di inizio dell’attività di produzione dell’impianto, al fine di
verifica  la attuazione delle
prescrizioni in fase di realizzazione dei lavori. La società Italcementi S.p.a.
è onerata, i quella sede, a voler consegnare ad ogni ente intervenuto copia di
progetto aggiornato con le previsioni delle suddette prescrizioni….”


articolo 7 recita: “subordinato
al rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle
competenti autorità intervenute  in sede
di conferenze dei servizi ed indicate nei pareri sopra riportati, che fanno
parte integrante e sostanziale del presente decreto. In particolare, dalla data
di notifica del presente provvedimento dovranno essere osservate le
prescrizioni relative all’applicazione delle migliori tecniche disponibili,
dettate dai rappresentanti degli Enti preposti a rilasciare parere in
conferenza di servizi decisoria qui di seguito riportate:……….”

articolo pag 6 5° capoverso recita “ E’ fatto obbligo all’azienda
di procedere, entro 24 mesi dal rilascio della presente autorizzazione, alla
conversione tecnologica (revamping) dell’impianto con il completo allineamento
alle Migliori Tecniche Disponibili (M.T.D.) previste per il settore  cemento, al fine di ottenere un sostanziale
miglioramento delle prestazioni ambientali per quanto riguarda l’abbattimento
dei principali inquinanti (polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo).
Nell’ambito dell’intervento di conversione tecnologica l’azienda è in ogni caso tenuta a realizzare
un sistema di abbattimento delle  polveri
che garantisca, per il forno di cottura (attualmente camino E35), un livello
emissivo inferiore a 15 mg/Nm3 (media oraria).……….”

Visto  l’atto d’invito e diffida  a provvedere con istanza in autotutela, inviato
con Raccomandata  R.R. 14344889362-1  del 21-03-2011 al 2° Servizio VIA-VAS  Assessorato TT.AA. Atto a tutt’oggi rimasto
inevaso.
Considerato che alla data della presente sono ampiamente decorsi i termini (24 mesi)
di adeguamento alle prescrizioni imposte alla Italcementi S.p.a., con il
decreto n.693 del 18 luglio 2008 emesso dall’Assessorato Regionale Territorio
Ambiente senza che risulti  realizzato
alcun intervento volto ad uniformarsi alle previsioni della predetta
Autorizzazione Integrata Ambientale.
Considerato che tale condotta comporta una grave responsabilità per Italcementi
S.p.a. che continua ad utilizzare un impianto altamente inquinante e nocivo per
la salute dei Cittadini, ma è foriero di responsabilità anche per
l’Amministrazione regionale per i suoi agenti che rimanendo inerti sono
solidamente responsabili con l’Italcementi S.p.a., per i danni alla salute dei
cittadini;
Considerato che non risulta che l’amministrazione abbia effettuato alcun controllo in
ordine all’adempimento delle prescrizioni imposte nei termini previsti
dall’A.I.A., nonostante che in data 18.1.2011 è stata comunicata
all’amministrazione regionale una situazione di emergenza ambientale relativa a
notevoli e pericolose esalazioni di fumo provenienti dalla cementerai e che di
tale emergenza è stata informata l’autorità giudiziaria;
Considerato che ogni ulteriore inerzia da parte dell’amministrazione regionale appare
foriera di gravi responsabilità per la stessa e , specialmente dei suoi agenti
per i gravi pericoli che corre la comunità locale in particolare i cittadini
che risiedono a ridosso del cementificio;
Considerato che la tutela della salute e dell’ambiente costituiscono interessi
pubblici sensibili,con valore primario e prevalente che obbliga
l’amministrazione ad una maggiore sensibilità in ordine alle attività di
controllo nel caso di pericolo;
Tutto quanto sopra premesso e considerato

 Questo Comitato Cittadino Isola Pulita sollecita
gli  Enti in indirizzo, per le competenze
che la legge affida loro, a voler provvedere con urgenza a sospendere e/o
revocare l’Autorizzazione Integrata Ambientale di cui al decreto n 693 del 18
luglio 2008, per il mancato adeguamento alle prescrizioni imposte nel termine
previsto dalla stessa  e/o per gli altri
motivi che l’autorità che legge la presente vorrà verificare a seguito di
adeguato ed idoneo controllo sulla documentazione e sull’impianto oggetto
dell’A.I.A.



Comitato Cittadino Isola Pulita
Giuseppe Ciampolillo
Via Sciascia 13
90040 Isola delle Femmine


Per maggiori informazioni si
trovano sui siti del Comitato Cittadino Isola Pulita:







ITALCEMENTI
ISOLA DELLE FEMMINE Interrogazione a 


risposta scritta 4-03034 MANNINO Claudia
21 dicembre 2013, 


seduta n. 143








Camera,
interrogazione a risposta scritta 
  di Claudia MANNINO
(M5S)
il decreto legislativo
30 luglio 1999, n. 300 attribuisce al Ministero della Salute le funzioni
spettanti allo Stato, in materia di tutela della salute umana, di tutela della
salute nei luoghi...

                    
presentato il: 21/12/2013
                    
 
Atto Camera  

   

 Interrogazione
a risposta scritta 4-03034 presentato da MANNINO Claudia testo di Sabato 21
dicembre 2013, seduta n. 143  




 MANNINO.
— Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:   


il decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 300 attribuisce al Ministero della Salute le
funzioni spettanti allo Stato, in materia di tutela della salute umana, di
tutela della salute nei luoghi di lavoro e di igiene e di sicurezza degli
alimenti;   

 lo
stesso decreto legislativo stabilisce che il Ministero della Salute svolge le
funzioni di competenza statale concernenti la tutela della salute umana anche
sotto il profilo ambientale, nonché il monitoraggio della qualità delle
attività sanitarie regionali;   

 a
seguito di sopralluoghi effettuati dalle competenti autorità il 6 dicembre 2005
risultava che la «cementeria di Isola delle Femmine», sita nel comune di Isola
delle Femmine, utilizzasse come combustibile, per i propri impianti di
produzione, il petcoke senza avere ottenuto alcuna autorizzazione;   

 a
seguito di un atto di diffida della regione siciliana, il gestore dell'impianto
ha presentato, in data 3 novembre 2006, un'istanza per ottenere
l'Autorizzazione Integrata Ambientale necessaria a realizzare un progetto di
conversione tecnologica degli impianti produttivi (revamping);   

 nel
corso del procedimento autorizzatorio, il soggetto gestore ha chiesto il
rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale, esclusivamente per
l'impianto esistente includendo il coke di petrolio tra i combustibili
utilizzati, impegnandosi a ripresentare una richiesta di autorizzazione per la
realizzazione del progetto di conversione tecnologica dell'impianto, dopo aver
acquisito il necessario giudizio di compatibilità ambientale per la
realizzazione delle opere previste nello stesso progetto;   


 con
decreto del responsabile del servizio n. 693 del 18 luglio 2008, è stata
rilasciata alla società italcementi SpA l'autorizzazione integrata ambientale
per l'impianto esistente «cementerà di Isola delle Femmine», sito nel comune di
Isola delle Femmine, che consente l'impiego del coke di petrolio tra i
combustibili autorizzati;   


 l'articolo
6 del decreto n. 693 del 2008 stabilisce che «il provvedimento definitivo sarà
subordinato alle risultanze della visita di collaudo», in seno alla quale gli
enti preposti al controllo potranno, se ritenuto necessario, modificare le
condizioni e le prescrizioni autorizzative, stabilite dall'articolo 7 dello
stesso decreto n. 693 del 2008;   

 l'articolo
7 del decreto n. 683 del 2008 elenca, dettagliatamente, le condizioni e le
prescrizioni che devono essere rispettate relativamente al recupero dei rifiuti
come materie prime, ai limiti di emissione, alla conversione tecnologica
dell'impianto, all'uso dei combustibili e ai consumi energetici, al trattamento
dei rifiuti prodotti e infine alle attività di monitoraggio, stabilendo che
l'efficacia dell'Autorizzazione Integrata Ambientale «viene subordinata al
rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle competenti
autorità intervenute in sede di conferenza di servizi», e che a far data dalla
notifica del provvedimento «dovranno essere osservate le prescrizioni relative
all'applicazione delle migliori tecniche disponibili, dettate dai
rappresentanti degli Enti preposti a rilasciare parere in conferenza di servizi
decisoria» riportate dettagliatamente nello stesso decreto;   

 tra
le prescrizioni relative all'impianto, fissate dal Decreto 683/2009,
all'articolo 7, è stato inserito l'obbligo, per il gestore, di procedere –
entro 24 mesi dal rilascio dell'autorizzazione – alla conversione tecnologica
(il cosiddetto revamping) dell'impianto con il completo allineamento delle
migliori tecniche disponibili (M.T.D.) per la produzione del cemento, al fine
di ottenere un sostanziale abbattimento dei principali inquinanti: polveri,
ossidi di azoto e ossidi di zolfo;   

 a
distanza di più di 5 anni dal rilascio dell'autorizzazione integrata
ambientale, la conversione tecnologica dell'impianto, prescritta dall'articolo
7 del decreto n. 683 del 2009, non è stata realizzata;   

 non
risulta che l'amministrazione competente al rilascio dell'AIA abbia effettuato
alcun controllo in ordine all'effettivo adempimento, da parte del soggetto
gestore, alle prescrizioni dettagliatamente elencate nel decreto n. 683 del
2009, nonostante – in data 18 gennaio 2011 – sia stata comunicata
all'amministrazione regionale e all'autorità giudiziaria una situazione di
emergenza ambientale relativa a notevoli e pericolose esalazioni di fumo
provenienti dalla cementeria;   

 nel
comune di Isola delle Femmine, in provincia di Palermo, continua, dunque, ad
operare un impianto per la produzione del cemento, che non utilizza le
tecnologie disponibili per conseguire un effettivo abbattimento delle emissioni
inquinanti: polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo;   

 la
mancata ottemperanza alle prescrizioni fissate nel provvedimento di rilascio
dell'Autorizzazione Integrata Ambientale – e in particolare a quella
concernente l'obbligo di adeguamento tecnologico dell'impianto esistente – non
costituisca una grave minaccia per la salute pubblica stante la stessa
collocazione dell'impianto rispetto ai centri abitati circostanti –:
  

 quali
elementi disponga in merito alla situazione e ai fatti esposti;   
 se
intenda assumere iniziative al fine di tutelare la salute delle comunità che
abitano nel territorio interessato dalle emissioni inquinanti connesse al
funzionamento della cementeria di Isola delle Femmine. (4-03034)
 



PIETRO TOLOMEO DIRIGENTE GENERALE DECRETO 155 29 GENN 2009
CONTRATTO ING NATALE ZUCCARELLO NOMINA DIRIGENTE RESPONSABILE 2 VIA VAS A.IA
ITALCEMENTI DECRETO 693 18 LUGLIO 2008



TOLOMEO PIETRO NOMINA SANSONE DIRIGENTE 2
SERVIZIO VIA VAS A PARTIRE DAL 17 DICEMBRE 2008 DOPO  CINQUE MESI DALLA FIRMA COME RESPONSABILE DEL 2° SERVIZIO VIA VAS   DECRETO CONCESSORIO  A.I.A. ALLA ITALCEMENTI DEL
LUGLIO 2008 







A.I.A. ITALCEMENTI 693 2008, ANZA', GULLO,EMISSIONI, INTERLANDI, RAFFINERIE, SANSONE, TOLOMEO, ZUCCARELLO,MONSELICE,REVAMPING,GAETA,CANNOVA,LO BELLO,CROCETTA,

RAFFINERIE, I PETROLIERI VOGLIONO LA DEROGA SULLE EMISSIONI





 “L’uso del petcoke fa paura: a meno di un chilometro dalle case. La Regione deve revocare l’Aia. Le carte subito in Procura”.





Revamping Italcementi, indagini da due anni su Lunghi e Matteazzi «E buona parte dei fondi proviene da Italcementi»





PASQUETTA A PORTO EMPEDOCLE I CROCIERISTI IN MEZZO ALLE OPERAZIONI DI SCARICO DI PETCOKE DESTINATO AL CEMENTIFICIO DI ISOLA DELLE FEMMINE???