Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”




Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..






“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in superficie “






Pino Ciampolillo


Tuesday, June 12, 2007

GRILLO A TAORMINA. RIFIUTI INTESA GOVERNO SUI 4 TERMOVALORIZZATORI IN SICILIA



Questo è il video presentato, come Grilli dell'Etna,
durante lo spettacolo di Grillo al Teatro Greco di Taormina. Allo spettacolo sono intervenuti Mario Giarrusso e Giacinto Franco,
creando un bellissimo momento di condivisione
tra Grillo, noi e il pubblico. Ma un grazie va soprattutto a tutti
quelli che hanno
combattuto e continuano a battersi per la nostra terra, e a cui questo breve
"documento" è dedicato.

http://isolapulita.splinder.com/

Il decreto che vedete in basso è stato firmato da Pecoraro senza che se ne accorgesse, così per lo meno ci è stato fatto sapere, tanto che è nelle sue intenzioni di ritirarlo (la notizia del ritiro sa di bufala alla diossina).
Sembra che grazie a questo decreto (pubblicato nella G.U. n . 104 del 7-5-2007) si possa riuscire a superare il blocco dei cantieri in atto a Campofranco, e quindi il proseguo dei cantieri inceneritoristi!
Oggi a Roma l'intesa che serve a far salire il titolo actelios è stata raggiunta, infatti in questo momento, nonostante che gli indici della borsa di Milano siano negativi il titolo, in controtendenza, guadagna il 3,70% alle 16,16.

Se Cuffaro esulta, Prodi tace, Pecoraro-Scanio pure e la Turco anche... TRANQUILLI ! CI HANNO DATO UNA FREGATURA !!!

Per intanto è evidente che qualcuno pretende di prendere per il... fondelli più d'uno - l'intera Sicilia - perché non si può trattare e considerarlo una contropartita un obbligo previsto dalla Legge: quanto previsto dal comma 3, Art. 45 della Legge Regionale n. 2 del 8 febbraio 2007, che recita: "La percentuale di raccolta differenziata non potrà essere inferiore al 20 % per l'anno 2007, al 30 % per il 2008, al 50 % il 2009 e al 60 % per l'anno 2010, nel rispetto dell'intesa di cui all'articolo 205, comma 6, del D.lgs. n. 152 del 2006." Basta e avanza!



Per quanto riguarda poi, l'impegno gli interventi di risanamento ambientale e il contrasto alle attività mafiose, non dovrebbero bastare – e avanzare – gli obblighi già assunti e quelli derivanti dai rispettivi ruoli istituzionali?



Un’altra bella pensata, pare essere la riduzione del 50% della emissioni…



A questo punto, carissimi, se non si reagisce con fatti concreti e proporzionati alla minaccia, vuol dire che abbiamo scherzato e che, magari inconsapevolmente, ci siamo presi tutti per il… fondelli!



Piccola avvertenza contadina: “un amico tradito, fa più danno di un nemico dichiarato!”

Comunicato Stampa di Decontaminazione Sicilia sulla soluzione del problema rifiuti in Sicilia a seguito dell’incontro di Prodi, Turco, Pecoraro Scanio e Cuffaro.

Apprendiamo che il Governo Prodi avrebbe raggiunto una intesa con il Presidente Cuffaro al fine di " ...superare l'attuale fase di contenzioso amministrativo riavviando la costruzione dei termovalorizzatori...". E' a tutti noto però, che il governo non ha il potere di invalidare le decisioni dei Tribunali amministrativi nè quello di cancellare i ricorsi pendenti, ma è anzi tenuto a rispettare ed eseguire le decisioni dei giudici. Non si comprende quindi come mai possano "ripartire" a seguito di una chiacchierata tra Prodi e Cuffaro, le procedure di costruzione degli inceneritori che sono state sospese dai giudici amministrativi. Nè ci risulta che uno solo dei molti comitati cittadini, o delle associazioni ambientaliste ovvero degli enti locali che ha proposto il ricorso al TAR si sia tirato indietro rinunciando agli atti del giudizio. La verità è che un mero accordo politico, intercorso per di più con soggetti già rinviati a giudizio per fatti gravissimi, non farà diventare legittimi atti che non lo sono mai stati e che per tale ragione andrebbero integralmente annullati in autotutela (come era stato previsto nel programma elettorale della coalizione che sosteneva l'Onorevole Borsellino).E' per ciò evidente a tutti i siciliani, che la coalizione che si era impegnata a sostenere la candidatura di Rita Borsellino alle elezioni regionali e proprio contro Cuffaro, non è la stessa coalizione che attualmente guida questo Paese. Per quanto riguarda i protocolli di legalità che Prodi vorrebbe sottoscrivere con Cuffaro per evitare l'infiltrazione della criminalità nella gestione dei rifiuti siciliani, crediamo che il governo nazionali arrivi i ritardo e ignori quanto scritto dalla Corte dei Conti in un recentissimo rapporto. Secondo la Corte dei Conti infatti, la mafia si sarebbe già infiltrata nelle procedure di realizzazione degli inceneritori siciliani. Stando così le cose, un protocollo di legalità stipulato con Cuffaro non può che assumere il valore dell'ennesima tragica beffa ai danni di quanti si battono affinchè sia riportata la legalità nella gestione dei rifiuti in Sicilia.
Augusta 13.giugno.2007
Luigi Solarino Mario Giarrusso
Presidente Responsabile legale
Decontaminazione Sicilia Decontaminazione Sicilia


Eccovi le prime notizie raltive all'accordo odierno tra il Governo e la nostra Regione.

Ormai siamo soli. Trovato l'accordo da parte dei nostri amministratori politici, probabilmente non ci rimarranno che le barricate. Ancora una volta sulla testa dei cittadini siciliani si è trovato l'accordo, ci sono tutte le premesse per continuare in questa logica speculativa, che serve solo alle multinazionali del rifiuto, che attraverso l'incenerimento cercheranno di avere lauti guadagni, concedendo qualche prebenda al politico di turno. Si è scelto ancora una volta sulla salute dei cittadini, senza considerare le miegliori alternative oggi esistenti. Dove sono andate a finire le valutazioni anteoperam prescritte dalla commissione Via? Dove sono andate a finire le valutazioni sanitarie preventive sulla popolazione? Perchè continuiamo a propagandare un'ipotesi di raccolta differenziata, quando i nostri inceneritori sono realizzati potendo bruciare la totale produzione dei rifiuti prodotti in Sicilia? Urge incontrarci, do la mia piena disponibilità a tutti coloro che vorranno insieme riprendere la lotta contro la realizzazione di questi inceneritori in Sicilia.

Giuseppe Messina


http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2304621.html?ref=hpsbdx

Roma, 12:37
RIFIUTI: INTESA GOVERNO-SICILIA SU 4 TERMOVALORIZZATORI
Smaltimento dei rifiuti e raccolta differenziata in Sicilia. Sono stati questi i temi al centro dell'incontro che si e' svolto questa mattina a Palazzo Chigi, presieduto dal premier Romano Prodi e al quale hanno partecipato i ministri Alfonso Pecoraro Scanio e Livia Turco e il presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro. L'intesa raggiunta al termine della riunione, informa un comunicato, prevede, al fine di agevolare il percorso di riqualificazione del territorio e del risanamento ambientale, di superare l'attuale fase di contenzioso amministrativo riavviando il processo di costruzione dei termovalorizzatori di Bellolampo (Palermo), Casteltermini (Agrigento), Paterno' (Catania) e Augusta (Siracusa). Saranno parallelamente anticipate le procedure di valutazione delle emissioni in atmosfera stabilendo che gli impianti abbattano tali emissioni del 50% rispetto a quanto previsto dal capitolato di gara. Il presidente Prodi, prosegue la nota di Palazzo Chigi, ha inoltre concordato con il presidente Cuffaro che la Regione assuma l'impegno di aumentare il sistema della raccolta differenziata in modo sensibile, in un'ottica di sempre maggiore impegno nelle politiche ambientali e territoriali. E' stato infine concordato, conclude il comunicato, che al fine di impedire ogni infiltrazione della criminalita', venga sottoscritto tra il ministero dell'Ambiente, dell'Interno e la Regione Sicilia un 'Protocollo per la legalita'' che sara' alla base dell'azione operativa di monitoraggio e controllo sul territorio.

Con decreto pubblicato nella G.U. n . 104 del 7-5-2007 il Ministero dell`Ambiente On. Alfonso Pecoraro Scanio ha disposto il passaggio dal demanio al patrimonio dello Stato di tratti dell'ex alveo del fiume Platani nei comuni di Campofranco e Casteltermini .

Si tratta dei terreni interessati alla costruzione dell´inceneritore .

In virtú di questo decreto la societá Platani Energia e Ambiente ,titolare del sistema Agrigento ,ha notificato al Comune di Campofranco in data 29-05-2007 un nuovo ricorso per l´annullamento dell´ordinanza n.153/2007 del C.G.A.

Dunque , dopo la beffa del Cip 6 e del Decreto Interministeriale che porta la firma dei Ministri Bersani ,Turco e Pecoraro Scanio , il Ministro dell´Ambiente lancia l´ ennesima ancora di salvataggio ai sostenitori degli inceneritori.
Governo amico ? Basta con le favole !
A giorni il C.G.A. fisserá l´ udienza ,mentre il T.A.R Palermo Sez 1 ha fissato la discussione del ricorso di primo grado per l ´ udienza pubblica del 3 luglio p.v.


Il coordinatore del comitato di Campofranco

MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE


COMUNICATO

Passaggio dal demanio al patrimonio dello Stato di tratti dell'ex alveo del fiume Platani nel comune di Campofranco (GU n. 104 del 7-5-2007 )


Con decreto 28 giugno 2006, n. 423, deI Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con l'Agenzia del demanio,
registrato alla Corte dei conti
in data 27 marzo 2007, registro n. 2, foglio n.
373, e' stato disposto il passaggio dal demanio al patrimonio dello Stato di tratti dell'ex alveo del fiume Platani
nel comune di Campofranco (Caltanissetta),
distinti nel catasto del comune medesimo al
foglio 11 p.lle n. 266, 267 ed indicati nell'estratto
di mappa in scala 1:
4.000 rilasciato il7 aprile 2004 dall'Agenzia del demanio - Filiale di Palermo.
COMUNICATO

Passaggio dal demanio al patrimonio dello Stato di tratti dell'ex alveo del fiume Platani nel comune di Casteltermini (GU n. 104 del 7-5-2007 )



Con decreto 28 giugno 2006, n. 422, del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del Mare di concerto con l'Agenzia del demanio,
registrato alla Corte dei Conti in data 27 marzo 2007, reg. n. 2, foglio n. 374, e' stato disposto il passaggio dal demanio al patrimonio
dello Stato di tratti dell'ex alveo del fiume Platani nel comune di Casteltermini (Agrigento), distinti nel catasto del comuneme desimo al foglio 75
p.lle n. 349, 350, 351, 352, 353, 354, 492, 493 ed indicato nell'estratto di
mappa in scala 1:2.000 rilasciata dall'Agenzia del
Demanio Filiale di Palermo
- Sez. staccata di Agrigento.

Ipocrisia da parte del ministero all'ambiente, che proprio qualche
giorno fa ha pubblicato un rapporto per l'innovazione dei sistemi di
trattamento dei rifiuti in Italia. Bell'innovazione che ci stanno
regalando...


On-line il rapporto conclusivo della Commissione del Ministero
dell'Ambiente e del Ministero per le Riforme e le Innovazioni nella P.
A.
http://www.minambiente.it/index.php?id_doc=494&id_oggetto=3&sid=34e72558a614810a9203514a380b026d


Pronte le linee guida anti-emergenza per i rifiuti. Parola d'ordine
innovazione. Si va dagli impianti super intelligenti e ultra moderni
di smaltimento, non necessariamente inceneritori, alle esperienze
modello passando per delle vere e proprie politiche come l'inventario
dei potenziali rifiuti solidi urbani, di cui si vieta l'uso su tutto
il territorio nazionale o in singole regioni, alla restituzione
obbligatoria del rifiuto fino alla tassa di smaltimento anticipata per
alcune categorie, come le stoviglie monouso. A presentare il piano i
ministri dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,
Alfonso Pecoraro Scanio, e per le Riforme e le Innovazioni nella
Pubblica Amministrazione, Luigi Nicolais.
Le linee guida sono contenute nel rapporto conclusivo della
Commissione per le migliori tecnologie di gestione e smaltimento di
rifiuti. ''Per la prima volta - ha detto Pecoraro Scanio - c'e' un
elenco ufficiale di tipologie di impianti per lo smaltimento finale
dei rifiuti e ci sono i criteri per giudicare le tecnologie''.
''Bisogna spiegare - ha sottolineato Pecoraro - che non ci sono solo
gli inceneritori ma altri trattamenti. Scegliamo quelli che creano
meno problemi di nanopolveri e di Co2''. ''Il sistema di smaltimento
di rifiuti non puo' guardare solo alla fase finale - ha detto Nicolais
- ma il processo deve essere progettato fin dall'inizio, costi
inclusi.
Questo della Commissione non e' un rapporto chiuso ma la base su cui
far partire il confronto con il resto del Paese''. Le linee guida,
hanno spiegato i ministri, verranno messe on-line per arrivare,
attraverso un forum comune, a un rapporto condiviso. Nel piano si
parla anche di incentivi fiscali per l'uso di materiali facilmente
riciclabili, riusabili e compostabili. Si prende in considerazione
anche il ritorno della ''spina'' per l' erogazione di alcuni tipi di
bevande. La misura rientra nel capitolo riduzione dei rifiuti che
contiene anche la reintroduzione di vuoti a rendere in vetro, la
sostituzione degli imballaggi e l'incentivazione al compostaggio
domestico.

RIFIUTI: INTESA GOVERNO-SICILIA SU 4 TERMOVALORIZZATORI
Smaltimento dei rifiuti e raccolta differenziata in Sicilia. Sono stati questi i temi al centro dell'incontro che si e' svolto questa mattina a Palazzo Chigi, presieduto dal premier Romano Prodi e al quale hanno partecipato i ministri Alfonso Pecoraro Scanio e Livia Turco e il presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro. L'intesa raggiunta al termine della riunione, informa un comunicato, prevede, al fine di agevolare il percorso di riqualificazione del territorio e del risanamento ambientale, di superare l'attuale fase di contenzioso amministrativo riavviando il processo di costruzione dei termovalorizzatori di Bellolampo (Palermo), Casteltermini (Agrigento), Paterno' (Catania) e Augusta (Siracusa). Saranno parallelamente anticipate le procedure di valutazione delle emissioni in atmosfera stabilendo che gli impianti abbattano tali emissioni del 50% rispetto a quanto previsto dal capitolato di gara. Il presidente Prodi, prosegue la nota di Palazzo Chigi, ha inoltre concordato con il presidente Cuffaro che la Regione assuma l'impegno di aumentare il sistema della raccolta differenziata in modo sensibile, in un'ottica di sempre maggiore impegno nelle politiche ambientali e territoriali. E' stato infine concordato, conclude il comunicato, che al fine di impedire ogni infiltrazione della criminalita', venga sottoscritto tra il ministero dell'Ambiente, dell'Interno e la Regione Sicilia un 'Protocollo per la legalita'' che sara' alla base dell'azione operativa di monitoraggio e controllo sul territorio

Edited by GIULIA GRILLO on giu 12, 2007 at 1:08 PM

la dichiarazione del Sen. Santo Liotta

Rifiuti Sicilia Sen. Liotta (Prc)governo sbaglia:
inaccettabile Piano Cuffaro
Posted by Da Napoli COMUNICATI STAMPA
Comments Off

"La scelta del governo Prodi di avallare il Piano
regionale dei rifiuti voluto dal presidente della Regione
Sicilia Cuffaro (che prevede l'apertura di quattro
inceneritori) è inaccettabile". - Lo afferma in una
nota il Sen. Prc-SE Santo Liotta -. "In Sicilia si rischia
di arrivare a una situazione di emergenza come accade
attualmente in Campania, considerato che la gestione
integrata dei rifiuti non è mai decollata. La decisione
della Regione non facilita la creazione di impianti per il
trattamento e il riciclo dei rifiuti, chiesta dagli
amministratori locali, ma favorisce le discariche gestite
dai privati con alti profitti per loro e costi insostenibili
per la comunità. Così facendo - sottolinea Liotta -
si creano spazi alle ecomafie e questo non può che
suscitare grande preoccupazione".

Il comunicato stampa dell'Amministrazione comunale di Aragona contro lo scellerato, vergognoso e venduto accordo Stato - Regione per la costruzione dei quattro inceneritori in Sicilia. Prodi, Pecoraro Scanio, Livia Turco, Cuffaro e relative bande non hanno alcun ritegno, non conoscono alcuna etica e, quel che è peggio, non hanno un briciolo rispetto della nostra sensibilità e dignità umana. Riusciremo a ripagare con ugual moneta coloro i quali ci hanno così vergognosamente tradito?

COMUNICATO STAMPA DEL SINDACO DI ARAGONA
DOTTOR ALFONSO TEDESCO
SULL’ACCORDO STATO – REGIONE SUL PIANO REGIONALE DEI RIFIUTI


A seguito dell’intesa raggiunta tra Stato e Regione in merito al Piano regionale dei rifiuti e alla costruzione di quattro inceneritori, il Sindaco di Aragona Alfonso Tedesco dichiara:
“E’ vero, Cuffaro e Alfano festeggiano l’accordo siglato, mentre la Sicilia piange; piange per l’amara soluzione al contenzioso sul Piano Regionale dei Rifiuti.
Piange all’idea che 2.400.000 tonnellate di rifiuti prodotti annualmente dalla Sicilia dovranno essere inceneriti, senza alcuna possibilità di riciclo, nei quattro impianti di Bellolampo, Casteltermini, Paternò e Augusta e si chiede come mai gli stessi siano stati progettati per incenerire 2.650.000 tonnellate di rifiuti all’anno.
Questi impianti risulterebbero, chiaramente, sovradimensionati rispetto al fabbisogno dell’isola, tanto da dover bruciare anche il rifiuto tal quale e pertanto per la FALCK, la grossa lobby nazionale che li dovrebbe gestire, diventerebbero antieconomici.
Nasce spontaneo il dubbio che, nel prossimo futuro, possano essere importati per essere inceneriti i rifiuti provenienti dalle regioni limitrofe o con emergenze di smaltimento, per compensare l’ammanco prodotto da un’eventuale aumento della raccolta differenziata che attualmente risulterebbe inesistente nella nostra isola, mentre entro il 2009 dovrebbe raggiungere il 60%. Tutto questo comporterebbe un’esposizione a diossine e metalli pesanti rischiosa per la popolazione siciliana.
Inoltre il particolato pm 0,5, composto da nanoparticelle, prodotto dalla combustione dei rifiuti ad altissime temperature, secondo il prof. Stefano Montanari dell’Università di Modena, se inalato entrerebbe direttamente ed in pochissimo tempo in circolo nel sangue provocando danni irreparabili. Il Dottor Ernesto Burgio, vicepresidente dell’ISDE, dichiara che gli effetti del particolato sono ancora oggi da definire e pertanto sarebbe opportuno conoscerne le reali conseguenze prima di immetterlo nell’atmosfera.
Nessuno vorrebbe, nell’ incertezza, doversi confrontare tra venti anni con problemi di salute letali o irreversibili legati all’inalazione di questa sostanza.
Tutto questo, ovviamente, passa in secondo ordine rispetto alla necessità di far partire al più presto e a tutti i costi il piano regionale dei rifiuti; un piano che a nostro parere provocherebbe danni ambientali e sanitari irreparabili, disincentiverebbe la raccolta differenziata e certamente non creerebbe posti di lavoro.
Anche la circolazione stradale giornaliera già carente risulterebbe appesantita: oltre 400 autoarticolati trasporterebbero i rifiuti dai vari comuni ai centri di bioselezione e di biostabilizzazione e dunque, forse, prima di progettare gli inceneritori sarebbe stato il caso di potenziare la rete stradale, qualora il progetto fosse realmente positivo, invece di sovraccaricare il traffico delle strade statali e provinciali aumentando il rischio di incidenti mortali.
L’Amministrazione di ARAGONA esprime delusione per l’intervento del governo nazionale da cui ci si attendeva ben altre ipotesi; non condivide in alcun modo questa risoluzione; non trova certezze di garanzie in un “Protocollo per la legalità”, che deve anzitutto essere recepito e poi sperimentato. E siccome di sperimentazioni sulla pelle dei siciliani ne sono state fatte parecchie ribadisce un forte No al Piano Regionale dei Rifiuti, dichiarandosi pronta a cercare alternative adeguate, compatibili con l’ambiente e le normative europee.
Il tempo dell’ignoranza e della rassegnazione è finito e, siccome, in Sicilia si registra una preoccupante percentuale di tumori, nessuno ha l’interesse di sommare problemi ai guai. L’ Amministrazione aragonese non rimarrà inerme davanti a questa decisione che aumenta il senso di sfiducia nei confronti dei governi nazionale e regionale.
L’intera collettività, rappresentata dall’Amministrazione Comunale sarà, ancora una volta, coesa in difesa del territorio e della salute pubblica.

COPIA della lettera che ho appena mandato alla redazione dei giornali "di Sicilia", "la repubblica", "la Sicilia".Ne avevo parlato con Aurelio Maggio che ha condiviso i contenuti e mi ha
autorizzato a firmarla anache a nome suo.
Il senso delle due firme è anche di "genere"; a questa potrebbe seguirne una
con un numero elevato di firme che possa rappresentare anche qualche
associazione (penso ad Arcidonna, a qualche associazione di pazienti,
altro).
E' ormai evidente che la trasversalità politica nel consenso a questa
oscenità è completa: Prodi, Turco, Pecoraro Scanio e Cuffaro hanno
concordato il progetto.
Solo noi possiamo pensare a noi stessi, cercando di smuovere la palude in
cui sembriamo immersi.
A risentirci.
Gabriella Filippazzo

I MEDICI SI OPPONGONO ALLA COSTRUZIONE DEGLI INCENERITORI

Gentile Redazione,
incenerire i rifiuti e ricavarne energia è presentata come una intelligente soluzione all'enorme problema creato dalla scriteriata gestione del loro smaltimento. La costruzione dei 4 enormi inceneritori è l'ultimo atto di un governo che definitivamente vuole relegare questa regione al ruolo di “pattumiera del sud” e chiudere ai siciliani qualunque speranza per il futuro.
L'impatto sulla loro salute e su quella della loro discendenza sarà enorme e negativo: la liberazione in atmosfera di diossine (ricordate Seveso?) e di “nanopolveri” derivate direttamente dalla combustione ad altissime temperature non può essere eliminato da alcun tipo di filtro; penetrando direttamente nel sangue attraverso i polmoni, fa aumentare tutte le malattie e le malformazioni alla nascita (già documentate nelle aree dei grandi impianti industriali, anche in Sicilia) .
La combustione dei rifiuti produrrà, inoltre, il 30% di “residuo” altamente tossico (perché conterrà tutti i tossici trattenuti dai filtri) che non si sa “come” verrà smaltito. E' prevedibile che lo sarà in altre discariche, che non saranno, quindi, eliminate.
La grandezza degli impianti è tale che “tratteremo” sicuramente anche quelli della Campania e l'impatto sul traffico che ne deriverà sarà una ulteriore, enorme fonte di inquinamento ambientale, anche questo causa di danni documentati alla salute.
Come medici di sanità pubblica e donna e uomini siciliani manifestiamo il nostro profondo dissenso a questa iniziativa e speriamo che i siciliani e le siciliane si sveglino dalla loro posizione di “vinti” e trovino l'orgoglio di reagire a questo definitivo attentato alla salute loro e dei loro discendenti.

Dott.ssa M. Gabriella Filippazzo Prof. Aurelio Maggio
(Tl. 091 223616- Via Ruffo di Calabria 16 - Palermo)


Caro Alfonso, care e cari Verdi tutti,
la notizia che ieri ho letto riguardante l'incontro tra Prodi, Cuffaro ed alcuni ministri tra cui Pecoraro Scanio, con oggetto la realizzazione dei quattro inceneritori in Sicilia, mi ha lasciato di stucco!
Come si può lasciare che gli organi di stampa mandino messaggi così fuorvianti? Qui a Paternò, dove vivo e svolgo la mia attività politica, la notizia ha creato lo scompiglio tra quanti hanno fiducia nell'opera dei Verdi e stimolato le solite canzonature in quanti non aspettavano altro per prendersi gioco di noi. La gente è incazzata come lo sono anch'io.
Abbiamo le scatole piene di questi giochi che servono solo a stancare chi pensa che tanto non cambierà nulla. La lotta contro il piano dei rifiuti voluto da Totò Cuffaro adesso diventerà ancora più dura, stiamo organizzando una manifestazione e vorremmo che qualcuno si faccia vivo anche da queste parti. Non ci basta sapere che per realizzare gli inceneritori questi dovranno emettere una quantità di co2 che rientri nei limiti indicati e simili a quelli degli inceneritori dislocati in altri posti. Noi questi mostri NON LI VOGLIAMO. Come si può convincere la cittadinanza se in Sicilia da un lato si realizza il Progetto Archimede e dall'altro si fanno gli inceneritori? Oggi andrò in televisione per rilasciare un comunicato, ma spero che al più presto si faccia chiarezza per il bene di questa terra e dei suoi abitanti . Luigi Puglisi.

Cari amici,

Mi è saltato all'occhio, leggendo l'articolo del giornale di Sicilia che parla dell'accordo tra Cuffaro ed il Governo nazionale, che Pecoraio Scanio è la vittima della situazione.
Non vedo proprio come possa essere considerato una vittima dal momento che non è siciliano e che siede ancora nella sua poltrona (anche se un po' traballante) di ministro. E' evidente che ai suoi occhi (e non solo ai suoi) il modello di sviluppo di un'isola, con tutte le sue innumerevoli ed importanti implicazioni, è ben poca cosa rispetto ad una poltrona di ministro.
L'ipotesi di puntare i piedi energicamente per impedire che il governo si accordi con Cuffaro, magari prospettando l'intenzione di uscire dal governo stesso, quindi, non va neanche considerata.
Sono curioso (e addolorato) di sapere dove pensano di trovare i voti alle prossime tornate elettorali.
L'incontro di Roma tra Prodi, Cuffaro, Turco e Pecoraro Scanio mi sembra che sia stato una resa incondizionata.
Alcune riflessioni.
Se, così come stabilito dal comma 3, Art. 45 della Legge Regionale n. 2 del 8 febbraio 2007, nel 2010 i siciliani dovremo realizzare una raccolta differenziata del 60%, chi pagherà agli operatori industriali le penali per il mancato conferimento, che scattano non appena agli impianti arriva meno del 60% del rifiuti prodotti nell'isola?
Sappiamo tutti (tranne Pecoraro Scanio, Turco e Prodi) che gli impianti funzioneranno comunque grazie ai rifiuti importati dalla penisola, ma l'obbligo di pagare le penali previste non viene meno.
Vorremmo suggerire, nel caso i suddetti personaggi si dovessero sedere ad un vero tavolo di trattativa e concertazione, che almeno riescano a strappare qualche concessione sostanziale:
· L'eliminazione della penale per mancato conferimento
· Il divieto di importare rifiuti extraregionali di qualunque tipo
· L'internalizzazione dei costi relativi al sistema degli inceneritori
· Concedere ai Comuni la possibilità di organizzarsi una propria raccolta differenziata, affidando agli ATO il compito di smaltire come meglio gli pare la parte indifferenziata.
Anche se a qualcuno ciò può sembrare poca cosa ritengo che ciò consentirebbe la creazione di un piano di rifiuti parallelo e alternativo che premierebbe le buone amministrazioni comunali ed i comportamenti virtuosi dei cittadini.
Tutto ciò, fatta eccezione per i contributi del CIP6, nel pieno rispetto delle regole del libero mercato.
Ma forse ciò è pura utopia.

Con affetto

Vittorio


AMBIENTEFUTURO NEWS GIUGNO-BIS 07: IL PRIMO LUGLIO ASSEMBLEA NAZIONALE DELLA RETE RIFIUTI ZERO A PISA
RETE NAZIONALE
Prima che le ferie blocchino o rallentino tutte le attività è stato deciso di avere un ultimo momento di confronto delle Rete Nazionale Rifiuti Zero. La sede scelta per l’assemblea è PISA ( i dettagli degli indirizzi verranno comunicati al più presto). I temi all’ordine del giorno riguardano il rilancio delle iniziative contro i finanziamenti agli inceneritori anche in relazione alla questione della combustione delle biomasse; l’organizzazione di una delegazione nazionale per partecipare all’ASSEMBLEA MONDIALE DI GAIA (Global Alliance Incinerators Alternatives) che si terrà nella città HONDARRIBIA nei Paesi Baschi dal 15 al 18 settembre; il “punto” sulle iniziative campane dopo la riuscitissima manifestazione nazionale del 19 Maggio; i rapporti con l’esperienza del PATTO DI MUTUO SOCCORSO (di cui la Rete Nazionale fa parte) dopo l’assemblea di Serre del 20 maggio.

L’assemblea per quella data metterà a disposizione MODALITA’ CONCRETE per organizzare forme di DISOBBEDIENZA FISCALE CONTRO I SUSSIDI ALL’INCENERIMENTO contrastando (anche nella forma di richiesta di rimborsi) il pagamento della bolletta elettrica nella quota ancora rivolta a finanziare gli inceneritori e, a seconda dei contesti locali, organizzando forme di AUTORIDUZIONE DELLA TARIFFA RIFIUTI quando è rivolta a finanziare gli inceneritori. In proposito a breve su http://ambientefuturo.interfree.it sarà disponibile la “bozza” di un VADEMECUM proprio sulla questione della tariffa. Data l’importanza dell’appuntamento del primo luglio chiediamo a tutte le realtà di fare uno sforzo straordinario per essere a Pisa.

Info 3382866215 o 3201103979.

BREVE CRONACA DI UNO “STRAORDINARIO”3 GIUGNO AD ACERRA E A NAPOLI

Si è appena concluso il tour italiano (era il ventinovesimo organizzato da Ambiente e Futuro) di Paul Connett dopo aver fatto tappa ad IVREA, BIELLA, CREMONA; PADOVA, VERONA, AREZZO, MONTEMAGGIORE SUL METAURO, RIMINI, GIOIATAURO, CATANIA facendo registrare un notevole successo di partecipazione (molto importante la presenza di più di 150 persone a Gioiatauro) MOLTO SIGNIFICATIVA E’ STATA L’INTENSA GIORNATA DI ACERRA E DI NAPOLI DEL 3. Connett su invito della Rete Nazionale Rifiuti Zero ha voluto portare la solidarietà alla comunità di Acerra in lotta contro l’inceneritore e contro un’area di stoccaggio (di fatto una discarica per rifiuti tal quali) che sta facendo affluire in quel Comune più di 30.000 tonnellate di rifiuti. Cosi’ ha incontrato i cittadini e gli esponenti dei Comitati e campani in piazza e il Vescovo di Acerra. Nel pomeriggio insieme a vari rappresentanti dei Comitati e delle Associazioni di GIUGLIANO ha svolto un sopralluogo in una vastissima area interessata da almeno 5 discariche abusive e da svariati siti di stoccaggio delle famigerate “ECOBALLE”. Il “paesaggio” che si è aperto ai nostri occhi è ALLUCINANTE con discariche e siti di stoccaggio in mezzo a pescheti e coltivazioni agricole che ogni giorno vengono “divorate” da nuove aree per lo stoccaggio di montagne di ecoballe vedi foto su http://ambientefuturo.interfree.it al ritmo di un’area equivalente ad un campo sportivo al giorno ( a Giugliano, dove lavora un impianto di triturazione dei rifiuti e di produzione di…ecoballe si trova stoccata circa la metà delle DIECI MILIONI DI TONNELLATE DI ECOBALLE prodotte in questi anni da impianti che avrebbero dovuto produrre CDR e che invece sfornano rifiuti nemmeno combustibili). Quello che abbiamo potuto vedere di persona E’ DI UNA VIOLENZA E DI UNA STUPIDITA’ CHE ANCHE SECONDO CONNETT NON HANNO EGUALI NEL MONDO. COLORO CHE HANNO PORTATO LA CAMPANIA A QUESTO DISASTRO E CIOE’ BASSOLINO, I VARI GOVERNI CHE HANNO IMPOSTO LA FOLLE SCELTA DEL COMMISSARIAMENTO E BERTOLASO DEVONO RENDER CONTO DEL LORO REITERATO ED EVIDENTE FALLIMENTO. QUELLO CHE ABBIAMO VISTO E’ UN “DISASTRO ECOLOGICO” ED UN CRIMINE AMBIENTALE”CHE
PERDURA NELLA CAPARBIA VOLONTA’ DI RIMUOVERE LA NECESSITA ’DI QUALSIASI FORMA DI RACCOLTA DIFFERENZIATA PRATICAMENTE INESISTENTE A NAPOLI.

Anche per questo è stata molto significativa LA PARTECIPAZIONE DI PAUL CONNETT AL TRAVOLGENTE SPETTACOLO DI BEPPE GRILLO SVOLTOSI IN SERATA DI FRONTE A CIRCA 8000 PERSONE. Paul Connett dopo essere stato invitato dallo stesso “vulcanico” GRILLO ha potuto svolgere un breve intervento in cui ha definito la situazione di Napoli “ LA PEGGIOR PROVA DI MANCATA GESTIONE DEI RIFIUTI MAI CONSTATATA A LIVELLO INTERNAZIONALE. QUELLO CHE STA AVVENENDO A NAPOLI, AD ACERRA, A GIUGLIANO, A SERRE E LO UTTARO E’ IMBARAZZANTE PER LA STESSA IMMAGINE INTERNAZIONALE DELL’ITALIA”. Ha poi insistito sulla necessità di AVVIARE IMMEDIATE INIZIATIVE DI RACCOLTA DIFFERENZIATA DELLA FRAZIONE PUTRESCIBILE DEI RIFIUTI CHE CONSENTIREBBE DI RIDURRE I RIFIUTI DA SMALTIRE E DI RECUPERARE BUONA PARTE DELLE ALTRE FRAZIONI MERCEOLOGICHE. E questa urgenza deve proprio partire da Napoli. Immediatamente Paul Connett si è preso l’impegno di scrivere una lettera alla coalizione mondiale GAIA sulla “scandalosa” situazione campana.

Collateralmente alla partecipazione allo spettacolo Connett è stato intervistato dallo staff di Beppe Grillo sulla strategia Rifiuti Zero. Un breve ma completo video sull’argomento è disponibile sul frequentatissimo sito www.beppegrillo.it

SICILIA; PECORARO, NON RINUNCIAMO A NOSTRI CONTROLLI

ANSA) - ROMA, 12 GIU - ''Non si confonda la nostra disponibilità ad un confronto sui tavoli tecnici con la rinuncia ai nostri compiti di controllo e vigilanza''. Lo ha dichiarato il Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Alfonso Pecoraro Scanio dopo la riunione sugli inceneritori siciliani tenuta con il presidente della Regione Sicilia ed il Presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi. ''Dai calcoli del ministero - ha aggiunto Pecoraro - emerge che quattro inceneritori sono troppo. E' positiva, invece la scelta fatta sul patto di legalita'''. ''Se la volonta' e' quella di modulare impianti in sintonia con la raccolta differenziata noi siamo d'accordo, ma il ministero ha funzioni di vigilanza e fara' i controlli che gli spettano'', ha concluso il Ministro Pecoraro Scanio che ha ricordato di essere in attesa del Giudizio del Consiglio di Stato, delle cui decisioni ''il Ministero e' rispettoso''.

(ANSA). RED 12/06/2007 16:41



RIFUTI: SICILIA; MINISTERO AMBIENTE NON CONDIVIDE PIANO

(ANSA) - ROMA, 12 GIU - L'Ufficio stampa del ministero dell' Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - in una nota - ''precisa che il ministero dell'Ambiente non condivide il piano rifiuti della Regione Siciliana e che anche nella riunione di questa mattina il ministro Pecoraro Scanio, pur prendendo atto delle competenze della Regione autonoma Siciliana, ha ribadito la necessità che vengano rispettate le normative nazionali e europee in materia di emissioni e raccolta differenziata''. ''Da una semplice verifica numerica - prosegue la nota del ministero - il piano rifiuti della Regione risulta, infatti, evidentemente sovradimensionato rispetto al volume di rifiuti prodotti e agli obblighi della raccolta differenziata prevista dalla normativa nazionale. Il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio ha assicurato, ovviamente - aggiunge la nota - il rispetto delle decisioni del Tar e del Consiglio di Stato e la leale cooperazione istituzionale di fronte alla richiesta di un protocollo per la legalita' e per ogni altro intervento che migliori davvero la qualita' ambientale della Sicilia''.

(ANSA). COM-GU 12/06/2007 19:13


La matematica è un´opinione
Dopo l´ok del governo ai 4 termovalorizzatori targati Cuffaro e le perplessità di pecoraro Scanio, interviente Legambiente dell´isola: «Si prevede di raggiungere una quota di raccolta differenziata del 35%. Poi però si obbligano gli Ato a conferire il 100% dei rifiuti agli impianti di incenerimento».

LIVORNO. Dopo ricorsi al Tar, sospensioni dei lavori, e polemiche a non finire, l´accordo raggiunto ieri tra governo e regione Sicilia potrebbe mettere la parola fin sulla querelle relativa alla vicenda degli inceneritori siciliani. Il condizionale è d’obbligo in questi casi, dal momento che poco dopo aver partecipato alla riunione di Palazzo Chigi, presieduta dal premier Romano Prodi e alla quale era presente anche il ministro Livia Turco, il ministro Alfonso Pecoraro Scanio ha sostenuto che «Dai calcoli del ministero emerge che quattro inceneritori sono troppi» ed ha aggiunto che «se la volontà è quella di modulare impianti in sintonia con la raccolta differenziata noi siamo d´accordo, ma il ministero ha funzioni di vigilanza e farà i controlli che gli spettano».

L’accordo trovato stamani tra il governo romano e quello siciliano, prevede, al fine di agevolare il percorso di riqualificazione del territorio e del risanamento ambientale, di superare l´attuale fase di contenzioso amministrativo riavviando il processo di costruzione dei quattro inceneritori previsti dal piano della regione Sicilia: a Paternò (Catania) in cui la società capofila è la Waste management, a Bellolampo (Palermo) a Casteltermini (Agrigento) e ad Augusta (Siracusa) in cui la società capofila è la Falck.

Parallelamente saranno anticipate le procedure di valutazione delle emissioni in atmosfera stabilendo che gli impianti abbattano tali emissioni del 50% rispetto a quanto previsto dal capitolato di gara. Si è infine concordato che la regione assuma l´impegno di aumentare il sistema della raccolta differenziata in modo sensibile, e che al fine di impedire ogni infiltrazione della criminalità, venga sottoscritto tra il Ministero dell´ambiente, quello dell´interno e la regione Sicilia un protocollo per la legalità che sarà alla base dell´azione operativa di monitoraggio e controllo sul territorio.

L’accordo ha però provocato più di una critica, a partire dalle associazioni ambientaliste, protagoniste da anni in questa battaglia per la normalizzazione della Sicilia. Ne abbiamo parlato con il presidente della Legambiente siciliana, Mimmo Fontana.

Lei ha dichiarato che questo accordo è una bufala, ci spieghi perché.

«Perché il governo prima ha fatto un decreto firmato dai ministri Bersani, Turco e Pecoraro Scanio che sospendeva l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera, rilasciata dai tre ministri del precedente governo, contro il parere tecnico dei rispettivi organismi e avvalendosi del potere di surroga rispetto alla regione Sicilia, fuori termine massimo di un anno mezzo. Le aziende che fanno parte dell’Ati hanno fatto ricorso contro il decreto ottenendo la sospensiva e adesso lo stesso governo fa un accordo con la regione in cui rinuncia a fare ricorso a sua volta al Consiglio di Stato. Già era abbastanza strano che non riconoscendo le autorizzazioni rilasciate in precedenza si operasse nel decreto con una sospensione in attesa di una valutazione integrata ambientale, anziché con una revoca. Adesso addirittura si fa un accordo con il governatore della Sicilia, che prende impegni per le aziende- e non si capisce con che titolo- per abbattere del 50% le emissioni. Mi dispiace doverlo dire, ma sembra che questo Governo ceda ai condizionamenti delle grandi lobby economiche più di quanto non lo facesse il precedente.

E soprattutto questo accordo è una beffa per i siciliani perché il passaggio a questo sistema di smaltimento finirà per ricadere sui cittadini con l’aggravio dell’attuale costo che è già superiore a gran parte del resto d’Italia. I siciliani adesso pagano una tassa che può arrivare sino a 300 euro a famiglia rispetto a un cittadino ad esempio di Mercato San Severino che paga la metà, perché da noi la raccolta differenziata è sempre stata un miraggio».Nell’accordo si prevede anche che la Regione assuma l´impegno di aumentare il sistema della raccolta differenziata in modo sensibile, del resto Pecoraro Scanio ha anche dichiarato che il sistema di smaltimento va modulato con le raccolte differenziate.
«E’ quello che sosteniamo da sempre. Ma non si capisce perché questo punto non sia stato al centro dell’accordo. Tra l’altro che Cuffaro prenda impegni per aumentare le raccolte differenziate è abbastanza risibile. La Sicilia è stata commissariata dal 1999 al 2006. Da allora anziché il Commissariamento abbiamo una Agenzia per l’emergenza acque e rifiuti, ma dal primo funzionario all’usciere della struttura, le persone sono sempre le stesse. Che sono riuscite in tutti questi anni a far passare le percentuali di raccolta differenziata dal 3 al 6%. Come si fa a credere agli impegni assunti ieri?»

La critica che avete sempre fatto e che è stata alla base dei ricorsi è che il contratto siglato tra la regione e le aziende che dovevano costruire e poi gestire gli impianti di incenerimento è un contratto capestro, ci spieghi perché.
«Perché si prevede di raggiungere una quota di raccolta differenziata del 35%, tra l’altro facendo carta straccia degli impegni che vengono indicati dalle leggi nazionali che danno obiettivi superiori. Poi però si obbligano gli Ato, creati come società per azioni con consigli di amministrazione e via dicendo, a conferire il 100% dei rifiuti agli impianti di incenerimento. Inoltre si dà l´autorità alle aziende che gestiscono questi impianti di rimodulare le tariffe, che prima prevedeva una forbice del solo 5% di variazione dei quantitativi, adesso questa possibilità è concessa alle Ati, solo dopo il raggiungimento del 35% di raccolta differenziata».

Ma questi impianti bruceranno solo gli urbani o anche gli speciali?

«All’inizio erano solo rifiuti urbani, quando poi si è rivista la possibilità di avvalersi dell’aumento tariffario solo dopo il raggiungimento dell’obiettivo del 35% di raccolta differenziata, è stata prevista anche la possibilità di bruciare gli speciali».

Ha idea di quante siano le quantità prodotte in Sicilia?

«No non ci sono le cifre, ma dubito che si riesca a coprire la quantità mancante relativa a quel 35%. E credo quindi che sia del tutto plausibile che si ricorra all’importazione dei rifiuti da fuori regione. Possibilità che il contratto tra l’altro non ha escluso».



RIFIUTI: SICILIA; LOMAGLIO, INCOMPRENSIBILE SCELTA GOVERNO

(ANSA) - PALERMO, 12 GIU - Il parlamentare di Sinistra democratica, Angelo Lomaglio, componente della commissione Ecomafie, definisce ''incomprensibile ed inaccettabile la scelta del governo Prodi di avallare il Piano regionale dei rifiuti voluto dal presidente della Regione, Cuffaro. Secondo Lomaglio ''l'accordo fra i governi nazionale e regionale crea le condizioni affinche' anche la Sicilia, in futuro, si trovi di fronte ad emergenze come quella campana''. ''Nell'isola - sostiene l'esponente di Sinistra democratica - non e' mai partito il sistema della gestione integrata dei rifiuti. In questo contesto la scelta della Regione Sicilia non e' stata quella di agevolare la diffusione di impianti di trattamento e recupero dei rifiuti proposti dagli enti pubblici, ma ha agevolato le grandi discariche gestite da privati che realizzano profitti altissimi con costi sempre piu' elevati sia per i Comuni che per i cittadini. In questo contesto - osserva Lomaglio - il via libera alla realizzazione dei quattro inceneritori, con il contrappeso risibile di presunte riduzioni delle emissioni e di un protocollo di legalità ancora da venire, non puo' che allarmare i siciliani''. Per questo Lomaglio chiede che ''la commissione Ecomafie si occupi di quanto sta accadendo in Sicilia e che riparta la mobilitazione interessata dalla costruzione degli inceneritori''. (ANSA). COM-TR/LU
12/06/2007 19:11



RIFIUTI: CATANIA (PRC), PECORARO E PRODI COME PONZIO PILATO(AGI) - Palermo, 12 giu. - “La decisione di confermare la costruzione di quattro inceneritori in Sicilia e’ una scelta scellerata che trasformera’ la nostra Regione nella pattumiera d’Italia con gravi danni per la salute e per l’ambiente”. Lo afferma Giusto Catania, eurodeputato di Rifondazione comunista, che aggiunge: “Prodi e Pecoraro Scanio si sono comportati come Ponzio Pilato: si sono fidati delle rassicurazioni di Cuffaro il cui unico interesse e’ quello di garantire gli affari delle imprese che si sono aggiudicati l’appalto milionario”. Non e’ accettabile per Catania, “il comportamento del Governo nazionale che deve garantire, cosi’ come previsto dalle direttive europee, che i termovalorizzatori siano solo l’ultimo atto del ciclo di raccolta dei rifiuti e pertanto non possano essere costruiti fino a quando non sono stati raggiunti gli obiettivi della raccolta differenziata, che in Sicilia oggi e’ inesistente. Prodi e Pecoraro Scanio hanno accolto a scatola chiusa le indicazioni di Cuffaro, fidandosi delle promesse del Presidente della Regione Siciliana di innalzare le percentuali della raccolta differenziata. Tutto cio’ rappresenta - conclude - un grave danno per la Sicilia e un tradimento del mandato elettorale del governo Prodi”. (AGI)
Mrg 13.06.07 - 0.1

Lavoro per pareri AIA e resoconto delle opere svolte.

A quanto pare le istituzioni stanno ottenendo, contro un ordine di magistrati, quindi contro la legge, di RIPRENDERE la COSTRUZIONE DEGLI INCENERITORI, che hanno ribattezzato col nome di TERMOVALORIZZATORI.Come se questo nome eviti i danni che provocherà all'ambinete e soprattutto alla nostra salute.Per chi non lo sapesse, gli inceneritori sono dei grossi forni dove si va a bruciare TUTTA L'IMMONDIZIA, dico tutta.Le poveri sottili che produrrà l'incenerimento (che sarà incolore ed inodore) va a depositarsi all'interno dei nostri polmoni.

Già dalla prima inalazione provocherà una reazione a lungo effetto che fra 5, 10, 15 o 20 anni, a seconda il soggetto, ci farà ritrovare con il cancro.Il cancro ai polmoni ha una guaribilità di 4 persone su 100.Immaginate i nostri figli che dovranno curare noi e loro stessi...Immaginate quanto tempo sprecato inutilmente..Immaginate quanta sofferenza e dolore..Iscrivetevi in tanti ad opporci a questo ignobile gesto dei potenti che pur di fare tanti soldi farebbero la QUALSIASI.

"responsabili regionali di importanti associazioni ambientaliste e non, sono al lavoro per azioni molto significative da effettuarsi il prossimo 26 (a questo proposito, ma è da confermare, il prossimo 22 dovrebbe avere luogo a Palermo una riunione preparatoria, spero di potervi dare notizie al più presto)." Eccovela quì sotto.

Immediatamente dopo, l'intervista al Ministro Pecoraro Scanio relativa al famoso accordo Prodi-Cuffaro, una altra campana che la dice lunga sull'informazione...



LEGAMBIENTE SICILIA

Via Agrigento 67 , 90141 Palermo



Organizza



VENERDI' 22 GIUGNO ALLE ORE 16.00

PRESSO L'AULA MAGNA DELLA FACOLTA' DI LETTERE



un incontro-dibattito



SULLA GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI IN SICILIA

A seguito delle ormai note vicende di cronaca riguardanti la gestione integrata dei rifiuti in Sicilia e in particolare dopo gli sviluppi che ribadiscono la decisione di costruire quattro inceneritori nei comuni di Palermo, Augusta, Casteltermini e Paternò, Legambiente Sicilia ritiene opportuno organizzare un incontro-dibattito con gli esponenti del mondo della politica, dell'associazionismo, dei rappresentanti degli enti locali e dei comitati civici cittadini.

In vista dell'autorizzazione integrata ambientale (Aia) - la cui conferenza di servizi verrà avviata il 26 giugno - occorre rilanciare con determinazione tutte le azioni politiche per fermare l'avvio della costruzione degli inceneritori. L'associazione ambientalista, in collaborazione con il Cepes e il Wwf, farà il punto insieme al mondo della politica nazionale e regionale e ai comitati civici cittadini sulle iniziative utili a contrastare questa politica dissennata della gestione dei rifiuti.

Hanno aderito numerosi parlamentari nazionale e regionali ed esponenti del mondo ella cultura e del sindacato. Fra gli altri

- On. Fabio Ganbrone,

- On. Claudio Fava,

- On. Massimo Fundarò,

- On. Leoluca Orlando,

- On. Angelo Lo Maglio,

- On. Rita Borsellino,

- On. Antonio Rotondo,

- On. Giuseppe Apprendi,

- On Franco Piro.

- Italo Tripi (Cgil),

- Giuseppe Barbera (Professore universitario).

Palermo, 19 giugno 2007





Accordo Prodi-Cuffaro

Intervista al Ministro Pecoraro Scanio

«Gli inceneritori? Un bluf siciliano»


«Il governo non ha dato alcuna autorizzazione alla costruzione dei quattro termovalorizzatori in Sicilia». Il ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio bacchetta Prodi e attacca Cuffaro. Anche sul finto stop alle trivellazioni petrolifere texane in Val di Noto

Cinzia Della Valle

Palermo (Il manifesto -17.06.07)

Il fastidio più grande è di essere stato attaccato da chi avrebbe voluto dalla sua parte in questi mesi di braccio di ferro con la regione siciliana ma non lo è stato, Claudio Fava per esempio, oltre a quello di essere finito nel tritacarne mediatico, suo malgrado. Ma il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio non nega neppure un certo imbarazzo per come è stata gestita Palazzo Chigi la vicenda dei termovalorizzatori che si vogliono costruire in Sicilia. Il riferimento è alla nota con cui il governo ha annunciato, dopo l’incontro, che aveva raggiunto un accordo, ministro per l’ambiente compreso, con Totò Cuffaro, dando il via libera al piano rifiuti e cancellando con un tratto di penna cinque anni di lotte condotte dai comitati costituiti da centinaia di siciliani e amministratori locali.

Ministro, andiamo con ordine. Fava l’accusa di essere un doroteo: prima firma l’accordo con Cuffaro, poi dopo le polemiche fa marcia indietro e lo revoca.
Con Cuffaro il governo Prodi non ha firmato accordi. In quella riunione a Palazzo Chigi abbiamo discusso della gestione dei rifiuti senza firmare intese. Anzi, ho ribadito davanti a Prodi tutte le mie perplessità sul piano rifiuti della Sicilia. Punto e basta.

Ma è stato proprio palazzo Chigi, alla fine della riunione, a comunicare con una nota ufficiale l’accordo con Cuffaro.
E’ stato un errore di comunicazione, e purtroppo non è la prima volta per questo governo.
Qualche collaboratore di Prodi ha sbagliato e Cuffaro ha sfruttato ad arte l’occasione, sostenendo che il governo aveva dato il via libera ai termovalorizzatori. Ripeto, quel via libera non c’è.

Dunque, il ministero dell’Ambiente continua a essere contro i termovalorizzatori.
In quella riunione, e poi gliel’ho scritto il giorno dopo, ho fatto notare a Cuffaro che la sentenza del Tar obbliga la regione a rilasciare l’autorizzazione ambientale integrata, anche se attendo il pronunciamento del Consiglio di stato, rimanendo convinto che sia di competenza del ministero rilasciarla. Davanti a Prodi, a me e ai colleghi Turco e Bersani,
Cuffaro si è soltanto limitato a dire che rispetterà la sentenza. Tra l’altro era stato l’ex ministro Matteoli, col governo Berlusconi, a chiedere a Cuffaro che adeguarsi.

E quindi tutto sarà messo a posto.
No. Questa autorizzazione non si può rilasciare senza fare la caratterizzazione della qualità dell’area nei territori dove si vogliono costruire i termovalorizzatori. E’come concedere una licenza edilizia in assenza del piano regolatore generale.

E le indagini non sono state fatte?
Dopo la sospensione il ministero ha chiesto alle società che hanno in appalto la costruzione degli inceneritori di inviare la documentazione. Una sola ha inviato le carte, le altre no. Dalle verifiche che abbiamo fatto emergerebbe che la caratterizzazione sulla qualità dell’aria non è stata fatta.

Poi c’è il problema della raccolta differenziata, in Sicilia al 5,5%.
Durante la famosa riunione a Palazzo Chigi ho ricordato che la quantità di rifiuti che dovrebbe essere bruciata dai quattro inceneritori è superiore a quella prodotta dai siciliani.
Ciò come minimo fa supporre intanto che tutta la spazzatura sarebbe incenerita, altro che aumento della raccolta differenziata.

Insomma, l’accordo non esiste ed è stato tutto un bluff.
Sono molto arrabbiato e pretenderò le scuse di chi mi ha attaccato pur sapendo che ho cominciato da solo questa difficile battaglia e sicuramente senza l’aiuto di chi avrebbe potuto darmelo, come Fava. Anzi i suoi compagni di partito in Sicilia sono stati i miei peggiori avversari in una battaglia che per me ha anche un valore etico. E poi Cuffaro! Sono esterrefatto dal suo comportamento...»

Ce l’ha col governatore?
Ha bluffato due volte, prima sui termovalorizzatori e poi sulle trivelle in Val di Noto. Come può, lui che rappresenta le istituzioni, dire che la società petrolifera Panther oil rinuncia ai permessi in Val di Noto e poi la stessa società lo corregge spiegando che rinuncia a una piccola parte di area, tra l’altro dove non avrebbe comunque trivellato? Cuffaro in modo plateale utilizza la disinformazione, metodo che apparteneva alla tradizione stalinista.
Anzi, dirò di più...


Dallo scorso ottobre la divisione protezione natura del mio ministero chiede alla regione siciliana chiarimenti sulla valutazione d’incidenza nell’area intorno al sito d’interesse comunitario (Sic) della val di Noto, procedura imposta da Bruxelles, che delega i governi nazionali a vigilare sul rispetto delle regole sui Sic. Bene, non abbiamo mai ricevuto risposte. Mercoledì scorso abbiamo inviato una diffida alla regione con la quale chiediamo di revocare le autorizzazioni alla società petrolifera, perché la valutazione d’incidenza è fondamentale prima di ogni attività».

Sui termovalorizzatori s’è parlato anche di un protocollo sulla legalità contro le infiltrazioni mafiose.
Per il momento ho chiesto al Noe di verificare il rispetto della legalità nelle procedure della regione su tutte le materie ambientali

LEGAMBIENTE SICILIA



organizza



VENERDI’ 22 GIUGNO ALLE ORE 16.00

PRESSO L’AULA MAGNA DELLA FACOLTA’ DI LETTERE



un incontro-dibattito



SULLA GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI IN SICILIA



A seguito delle ormai note vicende di cronaca riguardanti la gestione integrata dei rifiuti in Sicilia e in particolare dopo gli sviluppi che ribadiscono la decisione di costruire quattro inceneritori nei comuni di Palermo, Augusta, Casteltermini e Paternò, Legambiente Sicilia ritiene opportuno organizzare un incontro-dibattito con gli esponenti del mondo della politica, dell’associazionismo, dei rappresentanti degli enti locali e dei comitati civici cittadini.

In vista dell’autorizzazione integrata ambientale (Aia) - la cui conferenza di servizi verrà avviata il 26 giugno – occorre rilanciare con determinazione tutte le azioni politiche per fermare l’avvio della costruzione degli inceneritori. L’associazione ambientalista, in collaborazione con il Cepes e il Wwf, farà il punto insieme al mondo della politica nazionale e regionale e ai comitati civici cittadini sulle iniziative utili a contrastare questa politica dissennata della gestione dei rifiuti.

Hanno aderito numerosi parlamentari nazionale e regionali ed esponenti del mondo ella cultura e del sindacato. Fra gli altri

- On. Fabio Ganbrone,

- On. Claudio Fava,

- On. Massimo Fundarò,

- On. Leoluca Orlando,

- On. Angelo Lo Maglio,

- On. Rita Borsellino,

- On. Antonio Rotondo,

- On. Giuseppe Apprendi,

- On Franco Piro.

- Italo Tripi (Cgil),

- Giuseppe Barbera (Professore universitario).





Palermo, 19 giugno 2007

Il fine ultimo di ogni ricerca scientifica è l’elaborazione di un modello concettuale in cui una serie di osservazioni possa trovare una spiegazione unificante. Più semplice e maggiore è il numero di osservazioni che spiega il modello e maggiore è la sua credibilità. Considerando gli effetti sulla salute dell’inquinamento atmosferico ci troviamo di fronte a dati dispersi e talora apparentemente contraddittori. Occorre quindi rivisitare ogni concetto che utilizziamo in modo tale da poterlo inserire in modo giustificato all’interno di un modello concettuale complessivo. Innanzitutto il particolato. Anticipando alcune delle considerazioni che faremo più avanti, diremo subito che il particolato è uno degli inquinanti che sono legati ad effetti importanti sulla salute. Il particolato atmosferico è in realtà costituito da 2 componenti. La prima, di dimensioni più grosse, deriva dalla erosione del suolo e degli edifici. È costituita da materiale inerte e probabilmente non esercita effetti importanti sulla salute. La seconda, di dimensioni notevolmente inferiori, è invece costituita dalla condensazione nell’atmosfera, specie a basse temperature, di numerose sostanze che derivano nelle aree urbane principalmente dai processi di combustione. Dal punto di vista dei meccanismi potenziali di azione, questa componente del particolato è un buon candidato ad essere un determinante di effetti negativi sulla salute. Infatti è di dimensioni talmente piccole da poter penetrare sino alle parti più profonde dell’albero respiratorio. Non solo, ma la sua composizione è ricca di sostanze biologicamente attive. Contiene infatti sostanze cancerogene (idrocarburi policiclici aromatici), metalli pesanti, solfati e nitrati che possono avere una azione irritante. È errato quindi il termine “polveri sottili” o “micropolveri”, perché questi termini ci evocano l’immagine della polvere inerte che osserviamo sulle superfici non pulite. Appropriato invece è il termine “particolato”; dobbiamo infatti tenere presente che questo particolato è in realtà in gran parte costituito da aerosol, quindi da sostanze liquide che si sono condensate, come in una nebbia. La presenza del particolato è percepibile nei centri urbani quando non riusciamo a vedere nitidi gli oggetti a distanza (edifici, alberi). Il pensarlo come condensato di sostanze dannose è un primo passo per comprendere perché sia così pericoloso e anche perché in inverno, quando le temperature sono più basse, la presenza di questa sostanza aumenti in modo notevole. Nell’articolo vengono descritti i meccanismi alla base della associazione tra livelli di inquinamento dell’aria ed eventi respiratori e cardiovascolari. Sino ad anni recenti in Italia il particolato è stato misurato come particolato totale (PTS: particolato totale sospeso). La diminuzione di questo è anche stata interpretata come un miglioramento della qualità dell’aria. Già dagli anni ’70 negli Stati Uniti però la misura del particolato totale è stata affiancata, e poi sostituita, dalla misura della componente di diametro inferiore a 10 micron, chiamata anche PM10. Si tratta di una misura sensata, tenendo presente che solo le frazioni più fini possono arrivare sino alle parti profonde dell’apparato respiratorio. Esperimenti condotti successivamente hanno mostrato che solo particelle ancora più fini, di diametro inferiore a 2.5 micron, possono in realtà arrivare nella parti più importanti del polmone e si è cominciato anche a misurare questa componente del particolato. È importante ricordare che la misura del PM10 è comunque di interesse per la stima degli effetti sulla salute del particolato. Molti studi epidemiologici sono infatti stati condotti utilizzando questa misura e le direttive della Comunità Europea1 sulla qualità dell’aria si basano proprio sul PM10. È stato inoltre stimato che il PM2.5 costituisce tra il 60 e l’80% del PM10 in ambiente urbano. È il traffico veicolare la principale sorgente del PM10.

In questo lavoro è stato costruito un modello coerente in cui trovano collocazione le informazioni rilevanti che provengono dalla letteratura scientifica. Le indicazioni che possiamo trarre sono:

- gli effetti a breve termine non sono una semplice anticipazione di eventi che sarebbero comunque accaduti, ma rappresentano un danno netto sulla salute;

- gli effetti a lungo termine sono di gran lunga superiori a quelli a breve;

- l’inquinamento agisce peggiorando la salute di tutta la popolazione;

- è la media annuale e non il numero di superamenti il parametro di interesse per la salute.


Carissimi,
grazie alla concretezza di Angelo Palmieri del WWF e alla sua grande capacità di lavoro, posso inviarvi una mail (questa) da conservare apparte e tenere in grande evidenza almeno fino a quando non si sarà definita la questione AIA, per concretamente sostenere i funzionari siciliani coinvolti nella vicenda e le ragioni della nostra causa.
Non meno importante è il documento che segue: Le 4/C.
Importanti segnali operativi sono:
- da Luigi Solarino di Associazione Decontaminazione Sicilia: "mi sento di fare una proposta operativa, in questo interpretando i sentimenti di molti di noi, primi fra tutti "quelli" di Campofranco, il prossimo 26 giugno, in occasione della Conferenza dei servizi per l'AIA all'inceneritore di Bellolampo-Palermo, potremmo essere presenti numerosi presso l'Assessorato T.A. di Palermo. Sarebbe ben che chi condivide la proposta invii una risposta e contribuisca a definire l'ora e le modalità dell'incontro. Sono in attesa di un Vs. riscontro preparandoci, in caso di condivisione della proposta, ad avvisare per tempo TV e giornalisti, per dare la maggior diffusione all'evento.";
- da Palermo: Intanto qui a Palermo sembra che ci stiamo compattando. La Rete dei Beni Comuni al centro Arrupe sta facendo dei progressi. Abbiamo contattato già la maggior parte dei gruppi per il 26, per manifestare davanti all'Assessorato Territorio e Ambiente.in occasione della Conferenza di Servizi per il rilascio dell'AIA
- da mie (non ancora meglio definite) informazioni: "responsabili regionali di importanti associazioni ambientaliste e non, sono al lavoro per azioni molto significative da effettuarsi il prossimo 26 (a questo proposito, ma è da confermare, il prossimo 22 dovrebbe avere luogo a Palermo una riunione preparatoria, spero di potervi dare notizie al più presto).
Mi preoccupa però, un certo sfilacciamento nei contatti e nel coordinamento... rimediamo? Il tempo per fare le prossime cose per bene non è tanto!

A proposito di cose fate per bene, oggi a Noto siamo riusciti a dare un segnale bipartisan importante (vi risparmio la cronaca di una notizia che troverete ovunque tra oggi e domani).

Molto probabilmente (sto cercando conferme), stando alle notizie di stampa esiste un contenzioso davanti al Consiglio di Stato sulla competenza a rilasciare l'AIA fra Regione e Ministero Ambiente. La Commissione Ministeriale IPCC , alla quale WWF e Legambiente hanno chiesto di essere ammesse al procedimento, non ci ha mai risposto. La regione Sicilia, tramite il servizio 2 VIA-VAS dell'Assessorato Territorio e Ambiente, ha invece avviato le procedure di rilascio dell'AIA per la sola piattaforma di Bellolampo, alla quale il WWF è stato invitato perchè ha chiesto l'ammissione fin dallo scorso mese di luglio 2006. La procedura regionale prevede che l'avvio formale avvenga con il primo incontro informativo, entro dieci giorni da tale data l'impresa deve pubblicare sulla stampa l'avvio del procedimento ed entro i successivi trenta giorni chi ha interesse può depositare le osservazioni. Come noto il primo incontro informativo per la piattaforma di Bellolampo si terrà il 26 giugno prossimo.

Ad oggi le richieste di rilascio Autorizzazione Integrata Ambientale pervenute al Servizio 2 sono quelle relative solamente ai tre Sistemi Palermo, Augusta e Casteltermini. Non risulta pervenuta quella relativa a Paternò.Il servizio 2 non ha ancora deciso quando avvierà le procedure per Augusta e Casteltermini: pertanto per depositare le Osservazioni bisognerà aspettare ancora alcuni mesi. Il servizio sembra che voglia prima verificare l'andamento della procedura per Palermo, e comunque sugli altri tre sistemi vi sono diverse problematiche per un veloce iter (in particolare sentenze TAR e opposizione di enti locali).

Vi ricordo inoltre che attendiamo tutti la pronuncia della Corte Costituzionale sulla competenza dei TAR regionali sui contenziosi aperti in materia in regioni commissariate,che la legge invece assegna al TAR Lazio; sentenza che dopo l'avvenuta seduta del 22 maggio alla Corte si aspetta entro la fine dell'estate.

Vi riepilogo le richieste ad oggi depositate:

- Per il sistema Palermo la richiesta di AIA riguarda gli impianti di selezione incenerimento e inertizzazione della piattaforma di Bellolampo.

- Per il Sistema Augusta le richieste di AIA riguardano gli impianti di Contrada Bufalora (inceneritore e impianto di inertizzazione), l'impianto di Selezione di Augusta, l'impianto di selezione di Enna, l'impianto di selezione di Modica.

- Per il Sistema Agrigento le richieste riguardano l'inceneritore e l'impianto di inertizzazione di Casteltermini-Campofranco e l'impianto di selezione di Casteltermini-Campofranco.

Per quanto riguarda il Comunicato Stampa della Presidenza del Consiglio del 13 giugno credo che quanto contenuto (riduzione 50% emissioni) sia un atto politico e che dovrà essere sempre l'organo tecnico (per la regione Sicilia il servizio 3 emissione in atmosfera) a trasformarlo in prescrizione all'atto del rilascio del suo parere in sede di conferenza di servizi durante la procedura AIA.

Vi ricordo che oggi l'inceneritore di Brescia, ma forse anche Silla 2 a Milano, ottengono risultati nettamente migliori, che vanno da un decimo e ancora meno per diossine-furani-metalli pesanti-PM 10 a un terzo-un quarto per gli ossidi. Poiché credo che alle imprese non convenga economicamente costruire impianti non aggiornati (ricordatevi delle BAT), gli impianti siciliani non saranno da meno rispetto a quelli citati e quindi la concessione del governo nei fatti è puramente formale.

Un caro saluto

Angelo Palmieri

Gli inceneritori, le autorizzazioni alle emissioni e le 4C

1a Coincidenza : Nel settembre 2005, il Dott. Gioacchino Genchi ed il Dott. Alessandro Pellerito, rispettivamente, responsabili del Servizio 3 “Tutela dall’inquinamento atmosferico, e della Unità Operativa S3.I “Autorizzazione alle emissioni in atmosfera”, dell’Assessorato Territorio e Ambiente stanno per concludere l’iter istruttorio sui quattro inceneritori previsti dal Piano di gestione dei rifiuti della Regione Siciliana, con un probabile rigetto dell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera. Il Dirigente Generale del Dipartimento, avv. Lo Bue revoca, senza alcuna motivazione e con il ricorso all’art. 96 della legge regionale 2/2002 (c.d spoil system), tutti gli incarichi dirigenziali, “riorganizza” gli uffici e nomina un geologo al posto del responsabile chimico, Gioacchino Genchi, a dirigere il Servizio 3. Di lì a poco a costui viene chiesto di rilasciare le autorizzazioni entro il 31 ottobre. Il geologo si dimette e, mentre i dirigenti chimici del Servizio 3 sono tenuti senza contratto, le quattro ditte costruttrici chiedono subito al Ministero dell’Ambiente il rilascio delle autorizzazioni in via sostitutiva.

A termini di legge scaduti da circa 540 giorni (!) per un suo intervento, il Ministero, nel febbraio 2006, rilascia le autorizzazioni. I dirigenti chimici del Servizio 3, nel frattempo, dopo 5 mesi, sono fatti ritornano ai loro posti. Non essendo a conoscenza dell’operato del Ministero, il Servizio 3 arriva a rigettare la richiesta di autorizzazione per gli inceneritori di Augusta e di Casteltermini-Campofranco, poi deve fermarsi perché pervengono i provvedimenti ministeriali. Il Servizio 3 segnala al (nuovo) Ministro le irregolarità, il quale avvia il procedimento di revoca.

2a Coincidenza : Il 22 novembre 2006, l’ultima di una serie di conferenze dei servizi convocate dal Ministero dell’Ambiente conclude per una moratoria di 60 giorni delle autorizzazioni concesse. L’8 gennaio 2007, mentre si avviano a scadere i termini teorici della moratoria, il nuovo Dirigente Generale del Dipartimento, arch. Pietro Tolomeo, ancora una volta senza alcuna motivazione e ricorrendo al c.d. spoil system, per di più senza neppure celarsi dietro il paravento della “riorganizzazione” degli uffici usato dal suo predecessore, revoca l’incarico ad alcuni dirigenti, tra cui il responsabile del Servizio 3, contrattualizzato da appena pochi mesi. Ufficiosamente dice che ha dovuto farlo, ma che si tratta, guarda caso, solo per pochi mesi. Al posto del responsabile chimico viene incaricato di nuovo un geologo.

Il 13 febbraio i Ministri dell’Ambiente, della Salute e delle Attività Produttive firmano un decreto di formale sospensione per 60 giorni delle autorizzazioni ministeriali, restando in attesa delle valutazioni della commissione nazionale dell’IPPC.

3a Coincidenza : Il 23 marzo, l’evento imprevisto ed inatteso: con la sentenza n. 104, la Corte Costituzionale cancella la norma siciliana sullo spoil system. L’arch. Tolomeo va in fibrillazione, tergiversa per più di due settimane, poi è “costretto” (parole sue) ad annullare, il 12 aprile, il decreto con cui aveva revocato l’8 gennaio l’incarico al dott. Genchi, che, pertanto ritorna alla direzione del Servizio 3. Tra il 23 marzo ed il 13 aprile le quattro ditte presentano all’Assessorato Territorio e Ambiente la richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale. Il 14 aprile scade la moratoria ministeriale. Che fare? Con cronometrico tempismo, il 12 aprile, l’arch Tolomeo, in dispregio ad ogni più elementare principio di legalità, con la semplice nota, con cui trasmette al dott. Genchi il decreto di reintegro, gli comunica di sospenderne gli effetti in “via cautelare”, di non riammetterlo nel Servizio 3 e di avviare nei suoi confronti un procedimento di revoca dall’incarico, inventandosi di sana pianta 12 inverosimili contestazioni !! Al contempo avvia il procedimento di revoca degli incarichi agli altri chimici del Servizio 3, Pellerito e Cammarata. Sempre in pari data avvia un procedimento occulto, chiedendo alla Giunta di Governo il licenziamento o il trasferimento in altri Assessorati dei dott.ri Genchi e Pellerito. L’arch. Tolomeo, con ulteriore abuso, vieta la riconsegna delle chiavi della stanza al dott. Genchi, ne impedisce l’accesso alla postazione di lavoro e la ripresa dell’attività lavorativa.

Il 27 aprile i dirigenti rispondono alle presunte contestazioni, evidenziando ben 8 profili tra illegittimità e nullità del procedimento intestato a loro carico, primo tra tutti la mancanza della norma di legge di riferimento che ne attribuisce facoltà al Dirigente Generale. In ogni caso, le contestazioni vengono demolite punto per punto. Il procedimento non si chiude neppure entro i termini stabiliti, anzi dopo la scadenza l’Amministrazione si autoassegna una proroga di altri 10 giorni.

4a Coincidenza : L’8 giugno, in vista dell’apertura della conferenza dei servizi per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per l’inceneritore di Palermo-Bellolampo fissata per il 26 giugno, l’arch. Tolomeo, nella duplice veste di inquisitore e giudice, ritenute sussistenti alcune delle contestazioni mosse da lui stesso, revoca i contratti di lavoro ai dott.ri Genchi e Pellerito. Con l’ennesima coincidenza i due dirigenti chimici sono pertanto esclusi dalla conferenza AIA. I provvedimenti di revoca sono di totale nullità per difetto assoluto di attribuzione, in quanto il presupposto di legge richiamato conferisce potestà esclusiva in materia alla Giunta di Governo, per di più su un genere del tutto diverso di inadempienze. Pur di eseguire le consegne dei suoi referenti l’arch. Tolomeo, con un nuovo atto d’abuso, non ha esitato a sostituirsi nei poteri persino alla Giunta di Governo.

COINCIDENZA DOPO COINCIDENZA ORMAI E’ CHIARO L’INTENTO : CANCELLARE I CHIMICI DAL SERVIZIO 3, IMPEDIRNE AD OGNI COSTO LA PARTECIPAZIONE ALL’AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE, AVERE CAMPO SGOMBRO PER “REGOLARIZZARE” IL VIA LIBERA AGLI INCENERITORI.

E’ per questo che il rilancio dell’azione politica e della mobilitazione popolare per la revoca del Piano di gestione dei rifiuti, messo da un lato così duramente sotto accusa dalla relazione della Corte dei Conti, ma da un altro lato rilanciato dal vergognoso ed ignobile patto romano, deve per prima cosa prevedere il ripristino della legalità dell’azione amministrativa all’interno dell’Assessorato Territorio Ambiente, garantendo l’agibilità professionale a quei lavoratori, oggi a rischio del posto di lavoro solo per avere svolto con onestà intellettuale e competenza tecnico-scientifica il proprio dovere nella P.A. regionale in difesa dell’ambiente e della salute delle popolazioni esposte.

Lettera aperta all’On. Presidente del Consiglio Romano Prodi
da parte di Decontaminazione Sicilia


Signor Presidente, abbiamo appreso dalla stampa con vivo rammarico la Sua decisione di favorire l’attuazione del piano rifiuti Sicilia che prevede la costruzione di 4 megainceneritori.
Ci è apparso subito chiaro che Lei è stato oggetto di una grossa operazione di disinformazione perché altrimenti mai avrebbe potuto dare, conoscendo il Suo modo di operare, l’assenso ad un piano così devastante e dissennato.
Piano devastante perché questo è l’effetto, ormai scientificamente dimostrato, che hanno gli inceneritori sulla salute umana anche se si preferisce etichettarli come termovalorizzatori. Si vogliono disconoscere le recenti scoperte scientifiche internazionali, datate 2005/06, inerenti la gravissima problematica del “nanoparticolato”.
Perché abbiamo parlato di Sua disinformazione? Perchè in data 06/11/06 è stata tenuta presso il Ministero dell’Ambiente una riunione allargata anche ai funzionari dei ministeri della Salute, delle Attività Produttive e a quelli dell’Assessorato Ambiente della Regione Sicilia.
In tale occasione sono stati ascoltati e registrati per quattro ore, contro l’ora e mezza prevista, tre esperti da noi inviati sulla tematica “nanoparticolato e inceneritori e relativi danni alla salute”. Trattatavasi del Prof. Tomatis Presidente Europeo ISDE (Medici per l’Ambiente), del Dott. Ermesto Burgio (Vice Presidente italiano ISDE), del Prof. Federico Valerio (CNR Genova) dei quali è inutile fare le presentazioni, tanto trattasi di persone note, serie e preparate.
Pertanto sia il Ministro Pecoraro Scanio, che già conosceva bene la tematica, sia il Ministro Turco, sia il Governatore Cuffaro, che quale medico, nel maggio 2006 aveva ricevuto informazioni sull’argomento tramite la rivista della Federazione dell’Ordine dei Medici, oltre che essere stato informato a più riprese dalle Associazioni Ambientaliste e dai Comitati Cittadini, evidentemente si sono guardati bene dall’informarLa sui reali pericoli degli inceneritori, pericoli attualmente misconosciuti e legati alla emissione di nanoparticolato, in quanto ancora non esistono filtri capaci di bloccarlo nè legge che ne obblighi la rilevazione nei fumi, e pertanto, solo per legge, i termovalorizzatori sono sicuri.
Piano dissennato perché in atto vi è una procedura presso la Corte Europea nei confronti dell’On. Cuffaro per mancata osservanza delle procedure antimafia nel corso delle gare di appalto degli inceneritori. Infatti i vertici di una ditta (Altecoen), che partecipa a due dei quattro consorzi di impresa per la costruzione degli inceneritori siciliani, lo scorso marzo sono stati arrestati per associazione mafiosa.
Dissennato sempre perché ormai l’Europa, il resto del mondo, e la stessa Italia da Roma in su va verso la raccolta differenziata (vedi Novara che in 18 mesi ha raggiunto il 75% di riciclaggio) e letteralmente negli USA è in atto il “Piano Rifiuti Zero” ripetutamente illustrato in Italia dal Prof. Paul Connet dell’Università di New York, snobbato dalla classe politica (ad eccezione di pochi tra cui il Ministro Pecoraro Scanio).
Anche se siamo assolutamente contrari agli inceneritori, ci saremmo aspettati da Lei la tanto reclamizzata concertazione con le popolazioni residenti, visto la dissennata scelta dei siti attuata dalla Regione Sicilia. Con osservanza,
Noto 18 giugno 2007
Prof. Luigi Solarino (Presidente)Dott. Giacinto Franco (Responsabile sanitario)




Associazione “Decontaminazione Sicilia” Coordinamento di Comitati Civici per la difesa dell’Ambiente, 96011 Augusta viale Italia n. 179, registrata presso l’Agenzia delle Entrate di Augusta in data 19.01.2007 al n. 60, serie 3a Atti Privati.



A me sembra, che l'aggregazione di nuovi elementi che sta continuando nelle nostre riunioni sia un ottimo auspicio per il proseguo dell'attività. La prima considerazione è che la diffusione dei volantini resta sempre uno dei sistemi più concreti ed efficaci per conquistare nuove forze. Molti cittadini sono ancora all'oscuro della realtà nei suoi aspetti più specifici e quindi l'informazione e la controinformazione restano uno degli elementi centrali del nostro impegno.

Alla riunione del 20 abbiamo avuto l'importante presenza anche di "vecchi" combattenti, mai domi come Pietro Ancona che anche dal suo sitoblog manda utili informazioni e stimoli a non mollare. Ci sono stati anche amici arrivati per la prima volta che hanno fatto interessanti proposte per allargare ad altri temi, sempre in tema d'ambiente, il nostro intervento. A questo proposito è stato ribadito che la Rete è aperta a tutti i problemi aventi al centro il benessere pubblico, la salute, e il rispetto della legalità, la lotta alla mafia e così via. Ma per non disperdere l'ancora esiguo capitale di forze disponibili è bene continuare a concentrarsi sulle due emergenze che abbiamo individuato: inceneritori e acqua. Ovviamente il problema resta sempre quello di unire il più possibile in un unico fronte le molte manifestazioni di lotta sparpagliate in vari comitati e gruppi. E credo sia un problema nazionale.

Questo è stato anche il nocciolo del mio intervento all'assemblea a Lettere promossa da Legambiente, che qui vorrei articolare in maniera più compiuta di quanto sono riuscito a fare lì, data la esiguità del tempo concesso. (E' sempre così, prima parlano gli autoreferenziati con tutto il tempo che vogliono per farsi anche le loro personali campagne promozionali, poi quando devono intervenire nel dibattito i pochi rappresentanti di comitati e di movimento, concretamente impegnati nell'attività quotidiana, il tempo inesorabilmente diventa tiranno. Ovviamente con l'esclusione di persone come Rita Borsellino che è sempre molto efficace e concreta nel porsi come punto di riferimento, anche oltre il polverone sollevato dagli altri Rappresentanti politici di questo asfittico e schizofrenico panorama di "centrosinistra" che ci governa.)

Ho ascoltato gli interventi dei vari rappresentanti di forze politiche e sindacali che ogni tanto si svegliano e gridano alla mobilitazione, implorando di non spararci fra di noi, di abbandonare le polemiche e guardare avanti, di non cadere nelle tante trappole mediatiche ordite dai furboni come Cuffaro e company, che riescono a spacciare notizie inquietanti ma destituite da ogni fondamento, che però prima di essere smentite creano comunque confusione e disorientamento. Alcuni di questi interventi mi hanno confermato nella convinzione che il quadro politico è dominato da una grande schizofrenia. Enza Albini della CGIL per esempio ha parlato di una nuova calda attenzione per il tema inceneritori all'interno del sindacato. Allora io mi chiedo, se è così perchè la potente CGIL non mette in campo tutta la sua capacità di mobilitazione, già cominciando da martedì 26, davanti all'Assessorato? Così altri che hanno ribadito la gravità del momento e la volontà di bloccare comunque i cantieri nel caso riprendessero i lavori, perchè da subito non si danno da fare con le potenzialità di cui dispongono per mobilitare il più possibile le coscienze? Qualcuno come Mimmo Fontana pare sia d'accordo con la tesi che io sostengo da tempo che se non si riesce a creare un evento eclatante, come l'occupazione di qualcosa, il movimento non crescerà, e i mass media continueranno ad ignorarci. Comunque la maggior parte degli interventi è ruotato intorno alle possibili azioni di carattere parlamentare e giuridico. Con buona pace di chi ha ribadito che ci troviamo in presenza di una situazione in cui ogni aspetto della legalità è infranto e vituperato. (Rita ha parlato di ripetute interrogazioni parlamentari totalmente ignorate e del continuo rinvio della discussione della mozione unitaria dell'Unione che ormai fa la muffa).

E' chiaro quindi che di fronte a questo quadro non resta che cercare di far crescere la consapevolezza tra la gente, approfittando anche della probabile rabbia montante a causa delle bollette Tarsu aumentate, solo dopo le elezioni ma già era stato deciso a Febbraio, ben del 75%.

C'è in arrivo anche una situazione d'emergenza tipo Campania, orchestrata abilmente con la scusa dei deficit dell'Ars che non è più in grado di pagare Ato e dipendenti, che entreranno in sciopero bloccando, come già sta avvenendo ad Agrigento e in altre località la raccolta dei rifiuti. Però Cuffaro e Miccichè li hanno trovati 2 milioni di euro per i festeggiamenti dell'autonomia!

A questo punto avrei voluto dire solo una cosa : UNIAMOCI TUTTI
FRATERNAMENTE PER LOTTARE CONTRO QUESTO PIANO RIFIUTI, SENZA PORRE NESSUN DISCRIMINE, SE NON LA PAROLA D'ORDINE : NO AGLI INCENERITORI, SENZA SE E SENZA MA- SI ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA E AI SISTEMI DI TRATTAMENTO MECCANICO BIOLOGICO. La dico adesso e penso che dovremmo dirlo a tutti.

Lettera aperta all’On. Presidente del Consiglio Romano Prodi

da parte di Decontaminazione Sicilia



Signor Presidente, abbiamo appreso dalla stampa con vivo rammarico la Sua decisione di favorire l’attuazione del piano rifiuti Sicilia che prevede la costruzione di 4 megainceneritori.

Ci è apparso subito chiaro che Lei è stato oggetto di una grossa operazione di disinformazione perché altrimenti mai avrebbe potuto dare, conoscendo il Suo modo di operare, l’assenso ad un piano così devastante e dissennato.

Piano devastante perché questo è l’effetto, ormai scientificamente dimostrato, che hanno gli inceneritori sulla salute umana anche se si preferisce etichettarli come termovalorizzatori. Si vogliono disconoscere le recenti scoperte scientifiche internazionali, datate 2005/06, inerenti la gravissima problematica del “nanoparticolato”.

Perché abbiamo parlato di Sua disinformazione? Perchè in data 06/11/06 è stata tenuta presso il Ministero dell’Ambiente una riunione allargata anche ai funzionari dei ministeri della Salute, delle Attività Produttive e a quelli dell’Assessorato Ambiente della Regione Sicilia.

In tale occasione sono stati ascoltati e registrati per quattro ore, contro l’ora e mezza prevista, tre esperti da noi inviati sulla tematica “nanoparticolato e inceneritori e relativi danni alla salute”. Trattatavasi del Prof. Tomatis Presidente Europeo ISDE (Medici per l’Ambiente), del Dott. Ermesto Burgio (Vice Presidente italiano ISDE), del Prof. Federico Valerio (CNR Genova) dei quali è inutile fare le presentazioni, tanto trattasi di persone note, serie e preparate.

Pertanto sia il Ministro Pecoraro Scanio, che già conosceva bene la tematica, sia il Ministro Turco, sia il Governatore Cuffaro, che quale medico, nel maggio 2006 aveva ricevuto informazioni sull’argomento tramite la rivista della Federazione dell’Ordine dei Medici, oltre che essere stato informato a più riprese dalle Associazioni Ambientaliste e dai Comitati Cittadini, evidentemente si sono guardati bene dall’informarLa sui reali pericoli degli inceneritori, pericoli attualmente misconosciuti e legati alla emissione di nanoparticolato, in quanto ancora non esistono filtri capaci di bloccarlo nè legge che ne obblighi la rilevazione nei fumi, e pertanto, solo per legge, i termovalorizzatori sono sicuri.

Piano dissennato perché in atto vi è una procedura presso la Corte Europea nei confronti dell’On. Cuffaro per mancata osservanza delle procedure antimafia nel corso delle gare di appalto degli inceneritori. Infatti i vertici di una ditta (Altecoen), che partecipa a due dei quattro consorzi di impresa per la costruzione degli inceneritori siciliani, lo scorso marzo sono stati arrestati per associazione mafiosa.

Dissennato sempre perché ormai l’Europa, il resto del mondo, e la stessa Italia da Roma in su va verso la raccolta differenziata (vedi Novara che in 18 mesi ha raggiunto il 75% di riciclaggio) e letteralmente negli USA è in atto il “Piano Rifiuti Zero” ripetutamente illustrato in Italia dal Prof. Paul Connet dell’Università di New York, snobbato dalla classe politica (ad eccezione di pochi tra cui il Ministro Pecoraro Scanio).

Anche se siamo assolutamente contrari agli inceneritori, ci saremmo aspettati da Lei la tanto reclamizzata concertazione con le popolazioni residenti, visto la dissennata scelta dei siti attuata dalla Regione Sicilia. Con osservanza,

Noto 18 giugno 2007

Prof. Luigi Solarino (Presidente) Dott. Giacinto Franco (Responsabile sanitario)

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Associazione “Decontaminazione Sicilia” Coordinamento di Comitati Civici per la difesa dell’Ambiente, 96011 Augusta viale Italia n. 179, registrata presso l’Agenzia delle Entrate di Augusta in data 19.01.2007 al n. 60, serie 3a Atti Privati.

Arezzo, 18 giugno 2007

Al Presidente del Consiglio
Romano Prodi

Al Ministro della Salute
Livia Turco

Al Ministro dell'Ambiente
Alfonso Pecoraio Scanio

Agli organi di Stampa

In riferimento alle notizie apparse sulla stampa secondo cui con l'incontro svoltosi a Roma il 12 giugno scorso si è concordato il via libera al piano di trattamento dei rifiuti in Sicilia, piano che da un lato prevede la costruzione di 4 mega impianti di incenerimento con una potenzialità di oltre 2.000.000 ton/anno, (potenzialità superiore a quella dell'intera mole di rifiuti prodotta nell'isola) e dall'altro auspica il potenziamento della raccolta differenziata, l'Associazione Medici per l'Ambiente esprime tutto il proprio stupore e la propria ferma condanna per decisioni che privilegiano di fatto l'incenerimento rispetto alle pratiche di riduzione, raccolta differenziata, recupero e riuso.
L'Associazione Medici per l'Ambiente sottolinea inoltre la palese incongruenza fra il dimensionamento degli impianti e l'obiettivo di potenziare la raccolta differenziata, stigmatizzando il fatto che vengono in questo modo totalmente disattese le raccomandazioni della CE, già recepite dal nostro stesso Paese.
L'incenerimento dei rifiuti è la pratica più costosa e più nociva per l'ambiente e per la salute e la posizione ufficiale dell'Associazione è già stata espressa nel gennaio 2006 con il documento in allegato. Nell'iter autorizzativi di questi impianti si inserisce poi la torbida vicenda, già denunciata alla Procura di Palermo, del Dr. Gioacchino Genchi e del Dr. Alessandro Pellerito, dirigente chimico dell'Assessorato Regionale, che per avere negato l'autorizzazione alle emissioni in atmosfera di tali impianti sulla base delle loro specifiche competenze, sono stati in maniera pretestuosa rimossi dal loro incarico e rischiano addirittura di perdere il proprio posto di lavoro.

Al Dr. Gioacchino Genchi e a tutti i suoi collaboratori rinnoviamo l'incondizionata stima e la solidarietà da parte dell'Associazione dei Medici per l'Ambiente, già a suo tempo espressa. Auspichiamo che vengano compiuti tutti i passi possibili perché i Colleghi che sono stati così duramente colpiti per avere svolto con coscienza il proprio lavoro vengano reintegrati nel proprio ruolo e chiediamo che l'iter autorizzativo agli impianti venga sospeso fino a che la Magistratura non avrà fatto completa chiarezza sull'intera vicenda, come già richiesto dall'On. Rita Borsellino con il comunicato in allegato.
Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia (E.B.)
Gruppo di lavoro sui rifiuti
Balestreri Federico (Cremona), Bragheri Romano (Pavia), Cristofolini Antonio (Trento), Diaferia Giorgio (Torino), Fabbri Fabrizio (Roma), Galli Simone (Firenze), Garetti Gianluca (Firenze), Gennaro Valerio (Genova), Gentilini Patrizia (Forlì), Guerra Manrico (Parma ), Laghi Ferdinando (Cosenza), Lauriola Paolo (Modena), Luisa Massimo (Genova), Migaleddu Vincenzo (Sassari), Mocci Mauro (Civitavecchia), Rivezzi Gaetano (Caserta), Romizi Roberto (Arezzo), Tomatis Lorenzo (Trieste), Valerio Federico (Genova), Vantaggi Giovanni (Gubbio)

ACCORDO INCENERITORI SICILIA IL GIORNO DOPO

Rita Borsellino: “Accordo su inceneritori, beffa nei confronti dei siciliani”.
Palermo, 13 giugno 2007.
“L’intesa raggiunta va contro la salute dei siciliani e contro le direttive dell’Ue sul ciclo dei rifiuti ed ha il sapore amaro della beffa”. Lo dice l’esponente dell’Unione Rita Borsellino commentando l’esito dell’incontro di oggi a Roma tra governo nazionale e regionale.
“Nel 2003 Cuffaro avrebbe dovuto raggiungere il 35 per cento di raccolta differenziata previsto dal
decreto Ronchi. Oggi, nel 2007, siamo fermi a circa il 6 per cento. Autorizzare gli impianti sulla base della promessa di incrementare la raccolta differenziata è come accettare una cambiale in bianco sulla pelle dei cittadini da chi ha dimostrato coi fatti di non essere credibile”.
Ma una beffa sono, secondo Borsellino, anche gli altri termini dell’accordo: “Da una parte infatti, si autorizza la realizzazione degli impianti aggirando le direttive Ue che prevedono il raggiungimento di livelli ottimali di raccolta differenziata come presupposto per l’incenerimento;
dall’altro il governo nazionale chiede il ridimensionamento delle emissioni ma non degli impianti, e cioé dell’unico vero presupposto per riuscire a contenere la quantità di particelle nocive”.
Secondo Borsellino, “l’intesa ha più di una contraddizione. Raccolta differenziata e impianti di grossa portata come quelli progettati sull’isola non sono conciliabili. A meno che non si decida di importare altri rifiuti da fuori”.
Ufficio stampa Gioia Sgarlata
Tel. 3346311385 e-mail:
ufficiostampa@ritaborsellino.it






NO AGLI INCENERITORI

Contro il via libera ad un piano rifiuti fuori legge
Contro l'estromissione pretestuosa ed illecita dei dirigenti Assessorato Reg. Territorio e Ambiente
Per la difesa della Salute
Per la legalità delle Istituzioni
Per un futuro sostenibile in Sicilia

Martedì 26. 06. 2007 ore 9

Tutti all’Assessorato, via Ugo La Malfa, 169
In cui si svolgerà la Conferenza dei servizi per il rilascio
dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per Bellolampo
che integra tutte le autorizzazioni
(emissioni in atmosfera, autorizzazione allo scarico idrico, ecc)

FERMIAMOLI

Il rilascio dell’AIA da il via libero definitivo per la costruzione dell’inceneritore!!!
E’ in gioco il futuro nostro e dei nostri figli

Venite, fate cartelloni e soprattutto Diffondete!



Comitato Cittadino di Lotta per la Democrazia a Palermo
www.democraziapalermo.orginfo@democraziapalermo.org
tel. 320.3928846

http://beppegrillo.meetup.com/29/messages/boards/view/viewthread?thread=3203469

Idea: comprare una pagina del giornale di Sicilia per fare conoscere alla gente qual è il vero pericolo degl'inceneritori.
Lettera alla redazione de La Sicilia e p.c. agli altri organi di stampa


Su La Sicilia del 21 giugno scorso, si legge a pag.7 un articolo di Tony Zermo, uno di Paolo Mangiafico ed un’intervista a Felice Crosta di Lillo Miceli sugli inceneritori che ci lasciano esterrefatti per le inesattezze e per le posizioni di parte in essi assunte. Zermo afferma che gli inceneritori in Italia ed Europa esistono da 20 anni, ma sconosce che negli USA, dove sono stati costruiti negli anni ’60 facendo i nostri stessi errori, non se ne costruiscono più da 20 anni, ed hanno adottato la raccolta differenziata (di certo non vivono in mezza alla spazzatura come in Campania) e definendo l’incenerimento da epoca dei dinosauri.

Zermo afferma che “le ultime versioni (degli inceneritori) si sono dimostrate affidabili”, ma in base a quali dati scientifici? I dati scientifici noi li abbiamo prodotti al Ministero dell’Ambiente e della Sanità ed all’Assessorato Regionale all’Ambiente e dimostrano il contrario. Dal Ministero e dall’Assessorato solo generiche dichiarazioni verbali che gli inceneritori sono innocui (si guardano bene dal metterlo per iscritto). Tanto in Italia non paga mai nessuno: esempio i mesoteliomi pleurici da amianto e per ultimo il mercurio dove Syndial, anche se risarcisce lo fa a titolo “di ristoro per le famiglie” escludendo ogni propria responsabilità. Eppure in entrambi i casi esiste una vastissima letteratura scientifica che li inchioderebbe, ma i processi solamente in Italia finiscono nel nulla o neppure iniziano dopo lunghe istruzioni.

Lo sa lo Zermo che anche le versioni “affidabili” sono sprovviste di filtri capaci di bloccare le nanoparticelle, responsabili delle peggiori patologie? I filtri bloccano fino a particelle di 10µ (10 millesimi di millimetro), le nanoparticelle sono 0,1/0,2µ (ciò a causa dei 1200°C del tanto decantato post-combustore), né ci sono attualmente leggi che ne impongano la misurazione.

Lo Zermo afferma che “Se non ci fossero” gli inceneritori “non sapremmo liberarci dai rifiuti”; è una menzogna! Infatti esiste la raccolta differenziata e sono operanti in tutta Europa sistemi di trattamento che non impiegano l’incenerimento come i TMB (Trattamenti Meccanici Biologici), che operano a temperature intorno ai 70°C (non ai 1200°C degli inceneritori) alle quali temperature le diossine ed i benzofurani non si possono formare, che non producono i 300 kg di ceneri pericolose per tonnellata di rifiuti inceneriti, che non producono nanoparticelle e non immettono in atmosfera le pericolosissime ceneri volanti e milioni di tonnellate di CO2 alla faccia del protocollo di Kyoto.

Lo sa lo Zermo che la costruzione di un TMB si realizza in metà del tempo necessario alla costruzione di un inceneritore e che costa 10 volte in meno rispetto ad un inceneritore?

Ancora lo Zermo sostiene che il sovradimensionamento dei 4 inceneritori siciliani potrebbe far “sorgere il sospetto che si vogliano smaltire in Sicilia anche i rifiuti di altre Regioni”, ma questo “porterebbe vantaggi alla comunità locali e alle casse della Regione”. Ma a noi siciliani è chiaro che senza dubbio aumenteranno le patologie respiratorie croniche, i tumori e le malattie cronico-degenerative così come sta succedendo dove ci sono altri inceneritori e zone altamente industrializzate e che aumenterà il deficit di cassa della già tanta disastrata Sanità siciliana.

Infine lo Zermo “dimentica” di riferire che gli inceneritori siciliani sono stati autorizzati a bruciare, oltre ai rifiuti urbani anche rifiuti speciali, come da clausola voluta dal Cuffaro nel marzo 2006, aggiunta al contratto stilato tre anni prima fra ATO e gestori degli inceneritori.

Il Mangiafico invidia i cittadini di Augusta che col loro inceneritore “griffato” dall’architetto giapponese Kenzo Tange, uno degli studi di architettura più importanti del mondo (progetto e griffatura naturalmente a carico di chi conferirà la spazzatura) “sarà meta di turisti” come avviene in Austria dove l’inceneritore “rappresenta l’orgoglio di Vienna”, a Barcellona, a Copenaghen, a Brescia come dire altro che Megera Iblea, Hangar, forti Garcia e Vittoria, qui abbiamo l’inceneritore più griffato d’Europa e ne siamo orgogliosi, ma si dimentica di dire che questi sono stati costruiti prima del 2004, quando ancora non erano conosciuti gli studi internazionali sugli effetti devastanti del nanoparticolato e si parlava solo e genericamente di diossine. A proposito, secondo gli ultimi dati della comunità scientifica, si stima che, al momento, sono conosciuti circa il 10% delle sostanze prodotte ed emesse dagli inceneritori.

Infine dall’intervista di Lillo Miceli al “superdirigente Felice Crosta”, per intenderci quello che percepisce dalla regione Sicilia per il suo lavoro 1.500 euro al giorno, braccio destro di Totò Cuffaro, abbiamo appreso che la raccolta differenziata in Sicilia sarà il 20% entro il 2007 per arrivare al 30% nel 2008, al 50% nel 2009 e al 60% nel 2010. Ma c’è qualche cittadino disposto a credere che lo stesso Crosta, che dopo 7 anni di superdirigenza (sempre con 1.500 €/giorno) non è riuscito a portare la raccolta differenziata in Sicilia oltre il valore medio del 5,5% ora ci riuscirà? O davvero credono che ai Siciliani si possono raccontare le frottole che vogliono?

Augusta, 22 giugno 2007

Prof. Luigi Solarino Presidente di Decontaminazione Sicilia

Dott. Giacinto Franco componente equipe sanitaria di Decontaminazione Sicilia



venerdì 22 giugno 2007 14.21

Ho una proposta per risollevare la questione termovalorizzatori nelle menti dei siciliani dormienti.
Non so se è tecnicamente possibile ma credo proprio di si.
Facciamo una colletta tutti quanti, tra parenti amici conoscenti e non, per comprare una pagina del giornale di Sicilia per fare conoscere alla gente qual è il vero pericolo dei termovalorizzatori. Conosco tante gente disposta a contribuire per questo fine. Magari oltre a presentare il caso di Pellerito e Genchi all'opinione pubblica possiamo chiedere direttamente al Dott. Stefano Montanari se ci firma un editoriale che spieghi da un punto di vista prettamente scientifico il disastro dei termovalorizzatori.
Se siete con me sono pronto ad elemosinare per questo scopo.
Attendo risposte.
Grazie
Lorenzo.
Sono d'accordo...accetto la proposta ma credi che il gds pubblicherebbe un
articolo di questo tipo?Anzi...quale giornale lo farebbe?
giorgjia
Ciao lorenzo, ottima idea
io posso contribuire alla colletta che hai intenzione di fare per comprare una pagina del GDS alla scopo di rendere ancora piu pubblico la vicenda dei termovalorizzotori...
il mio e solo un piccolo aiuto perche sono disoccupato,
ma come si dice dalle nostre parti....ogni ficatieddu i musca e sustanza.
fammi sapere...
ciao
Francesco
anche io sn d accordo...ma giorgia ha ragione:chi pubblicherebbe qualcosa
del genere?
althea
Sono anch'io daccordo,
a nome anche dell'associazione Riportiamo alla Luce
Claudio
Essendo una pubblicità possono pubblicarla e a limite dissociarsi, ma
... Quanto costa? Giusto per capire quanta gente dovremmo mobilitare.

CinOp!

nicoola - cinidisicilia.it
anche io ci sono...fatemi sapere la quota, insieme a me si mobilitano altre decine di persone
Fabioperni
Io sono d'accordo! Avete già un'idea di quanto costerebbe?
Simo79
sono il giornalista che oggi è finito sulle pagine dei quotidiani
locali per aver subìto un'aggressione. Sono con voi. Io vi garantisco
la voce, fatemi sapere solo quello che volete io faccia. Dimitri
Strazzeri
Ciao Dimitri e a tutti gli altri,
Per quel poco che può servire io ho un blog che si occupa principalmente
dei problemi di Palermo e dintorni, oltre ad essere favorevole alla
proposta sarei lieto di mettere a disposizione il blog per chiunque
voglia scrivere 2 righe su questo tipo di problemi ed iniziative.


Ciao
Nicky
ragazzi l'idea è buona ed io ovviamente farò la mia parte ma.... che tipo
d'inserzione vogliamo/possiamo fare?
mi viene subito in mente quella di Grillo "a casa il tronchetto
dell'infelicità" a pagina intera ... ma quanto costerà???
possibile che nessuno di noi ha un
parenteamiconoscente(cuginozionipoteco gnato) alla PK???
Marco
Salve a tutti,
innanzi tutto vi ringrazio per l'immediatezza con la quale avete accettato la proposta.
Spero che sempre più gente in questi giorni confermi di aderire all'iniziativa.
Per quanto riguarda la pubblicità mi sono sbattuto tutto il giorno per cercare un recapito della società che gestisce la pubblicità e quando trovo l'indirizzo e-mail alla fine scopro che tale indirizzo è stato cancellato.
Certo se qualcuno di voi avesse una conoscenza all'interno della pubblikcompass sarebbe il massimo.
Io da domani sarò impegnatissimo quindi non posso trovare molto tempo per occuparmi della questione.
Spero che qualcuno di voi mi faccia sapere come evolve la situazione.
Grazie a tutti.
Lorenzo.
Nella depressione relativa allo stato della mia città mi ha fatto piacere
trovare 10 persone che dimostrano attivamente la loro voglia di non volerci
stare...
Ieri sono stato alla riunione per l'iniziativa isolepedonali.org e ho
parlato anche della volontà di acquistare una pagina di un quotidiano...è
apprezzata anche da altri blog e da altre persone.
Inoltre è emersa la volontà comune di non potere restare a guardare ma di
battersi insieme agli altri siciliani (ricordo che gli inceneritori saranno
4).
La valutazione integrata ambientale martedì 26 passerà e lo sappiamo...ciò
nonostante è giusto cominciare a manifestare il nostro dissenso anche per nn
fare passare INOSSERVATA per l'ennesima volta la notizia...dunque

APPUNTAMENTO 26 GIUGNO ORE 9,00 IN VIA UGO LA MALFA DI FRONTE L'ASSESSORATO
REGIONALE TERRITORIO E AMBIENTE...

dobbiamo essere numerosi...nn possiamo nascondere sempre la testa
sottoterra...capisco gli impegni, il lavoro, lo studio, il sonno, il mare
quello che volete...ma ci vuole guardarsi un pò nella coscienza...perchè
ormai è sicuro, ci sarà l'OK agli inceneritori...lasciando stare pm 5, pm
0,1 (che sono mortali) la quantità di diossina che produrranno sarà letale e
mortale...chi avrà un lutto (e lasciatemelo dire...guardando gli studi
esistenti saranno tanti) per questo motivo e non muoverà un dito ADESSO per
evitare questo scempio abbia la dignità di non lamentarsi...

Adriano (paperinik nel meet-up e in bispensiero)
A quel punto, se dobbiamo spendere cifre esose, permettetemi di suggerire una cosa che non può mancare nel testo del nostro articolo, quasi a titolo di esso:

Vista la vergognosa latitanza dei giornalisti e delle loro coscienze, visto il silenzio dello sesso Giornale di Sicilia, noi cittadini abbiamo pagato TOT per comunicarvi la gravità ed il pericolo degli INCENERITORI che stanno per costruire in Sicilia?



Il testo è solo indicativo? ma dobbiamo farlo, perché è una vergogna che i cittadini debbano pagare per avere un servizio dai giornali che sono già ampiamente foraggiati dai soldi pubblici.
massimo merighi
Ragazzi, scusate, ma non è inopportuno continuare ad abusare della mailing list (come sto facendo io in questo momento!) per scambiarsi post che possono essere benissimo scritti sul meetup, evitando di usare le mail a mo' di chat?
so che non è facilissimo da utilizzare, ma il meetup è stato progettato proprio per questo e sicuramente usandolo correttamente si guadagna tantissimo soprattutto in chiarezza. uno non iscritto al meetup o un neofito non saprà mai quello che si fa o se può darci una mano, etc etc.
e CONTRO gli INCENERITORI, xkè solo questo sono, bisogna essere in tanti, il + possibile.

Scusate se ho predicato da un pessimo pulpito, un saluto a tutti.
Enzodon
NO AGLI INCENERITORI

COMITATO DI CAMPOFRANCO



23 GIUGNO 2006

QUESTA SERA ALLE ORE 21,30

PRESSO LA BIBLIOTECA COMUNALE

ASSEMBLEA CITTADINA



ARGOMENTI:

Ø Informativa, particolarmente sull’esito dell’incontro dibattito, organizzato da Legambiente e WWF, che ha auto luogo ieri, venerdì 22, presso l’aula magna della facoltà di lettere di Palermo, sulla gestione integrata dei rifiuti;

Ø Manifestazione regionale di martedì 26, alle ore 10,00, presso l’Assessorato Reg. Territorio e Ambiente in via Ugo La Malfa, 169 a Palermo, dove si svolgerà la Conferenza dei servizi per il rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).



CITTADINI DI CAMPOFRANCO!

SICILIANI TUTTI!


Ø Contro il via libera ad un piano rifiuti fuori legge;

Ø Contro l'estromissione pretestuosa ed illecita dei dirigenti Assessorato. Reg. Territorio e Ambiente;

Ø Per la difesa della Salute di tutti i siciliani;

Ø Per la legalità delle Istituzioni;

Ø Per un futuro sostenibile in Sicilia.

MASSIMA PRESENZA!

PER MASSIMO IMPEGNO!


ASSOCIAZIONE ITALIANA DI SOCIOLOGIA UNIVERSITA’ DI PALERMO
SEZIONE SOCIOLOGIA TERRITORIO DIP. ETHOS



Sesto Convegno Nazionale dei
Sociologi dell’Ambiente
Palermo 28 e 29 settembre 2007
Palazzo Branciforti via Bara all’Olivella 2

DI FRONTE A UN BIVIO
BENI COMUNI E CAMBIAMENTI CLIMATICI











Comitato promotore locale
Comitato promotore nazionale

Aurelio Angelini Fulvio Beato
Maria Airò Farulla Silvano D’Alto
Clara Cardella Alfredo Mela
Claudia Cardella Giorgio Osti
Piergiorgio Pizzuto Pellizzoni Luigi
Pieroni Osvaldo
Enrico Tacchi









Per informazioni
MARIA AIRÒ FARULLA - CLARA CARDELLA
e-mail claracardella@unipa.it
Tel&fax 091 420963
Indirizzo Facoltà di Scienze della Formazione
Viale delle Scienze edificio15 - 90128 Palermo


Carissime e Carissimi,

il 31 ottobre 2006 è stato pubblicato il Rapporto Stern commissionato dal governo britannico per valutare le ripercussioni economiche dei cambiamenti climatici. Sir Nicholas Stern non è un ambientalista tanto meno un attivista ambientale o un uomo dai facili allarmismi, ma un economista che ha ricoperto un ruolo importante nella Banca Mondiale, eppure le conclusioni del suo rapporto sono drammatiche: il mondo rischia seriamente di andare incontro a un collasso economico molto peggiore di quello del 1929.

È un panorama preoccupante, anche perché le previsioni IEA ipotizzano al 2030 un incremento dei consumi energetici mondiali di quasi il 50%. La calotta polare artica sta fondendo a un ritmo doppio di quello di dieci anni fa e le Svalbard sono diventate circumnavigabili, i deserti avanzano, lo zero termico delle Alpi si sta spostando a quota 4000 m. e interi ghiacciai dei grandi sistemi montuosi del Quaternario stanno sparendo. E non è solo una questione ambientale, basti pensare agli sconvolgimenti economici e sociali conseguenti a quelli climatici come la tragedia di New Orleans.

Diventa attualissima l’immagine, che solo pochi anni fa Ralph Dahrendorf tracciava nel suo breve saggio Democrazia e Ecologia, dello spavento con cui ci ritraiamo di fronte alla pura considerazione di tali ipotesi.

La progressiva erosione dei beni comuni, la debolezza dei meccanismi di controllo democratico ad una economia che dissipa le risorse naturali ad un ritmo superiore delle capacità produttive degli ecosistemi, rappresenta una straordinaria minaccia alla sostenibilità ecologia e sociale e all’equilibrio termodinamico del Pianeta.

L’acqua è un bene primario dell’umanità, è un bene irrinunciabile che appartiene a tutti. Nel pianeta ben oltre un miliardo di persone non hanno accesso all’acqua potabile e tale numero nei prossimi anni è destinato a crescere drammaticamente a causa dei cambiamenti climatici e dei modelli produttivi distruttivi degli ecosistemi. Inoltre, nel mondo ci sono ben 260 bacini fluviali condivisi da due o più Paesi. Grandi tensioni per l’accesso all’acqua si registrano per esempio lungo il fiume Giordano, spartito tra Israele e i vicini arabi; nel bacino del Nilo che interessa una decina di Paesi africani e nel bacino del Tigri-Eufrate conteso tra Turchia, Siria e Iraq. La crisi idrica genera numerose tensioni tra i settori utilizzatori delle risorse idriche (privati, agricoltura, industria, energia, trasporti, turismo, ecc.) di uno stesso Paese ma anche tra Paesi confinanti.

I ghiacciai sono una “banca dell’acqua” strategica per il nord Italia: ghiaccio e neve d’alta quota sono essenziali nei momenti di siccità. Ma per quanto tempo ancora questa banca dell’acqua – che nelle Alpi contiene ancora molte decine di miliardi di metri cubi di ghiaccio – potrà rifornire le pianure delle regioni alpine che, a causa del cambiamento climatico, stanno trasformandosi in aree a clima mediterraneo? Non molto, perché all’attuale ritmo di fusione il “capitale” investito in forma di ghiaccio negli ultimi 5000 anni potrebbe esaurirsi nell’arco di pochi decenni.

Nell’aria vengono continuamente immesse numerose sostanze che sono il risultato delle attività umane. L’immissione di queste sostanze nell’atmosfera è cresciuta progressivamente a partire dalla prima rivoluzione industriale, per assumere una tale velocità e incidenza da diventare ormai incompatibile con la capacità dell’atmosfera di assorbire tali sostanze estranee senza compromettere la salubrità dell’aria e senza effetti nocivi per il clima. L’inquinamento, inoltre, ha un impatto sulla salute. Il Rapporto Apat/OMS 2006, il rapporto ha monitorato l’inquinamento in 13 città italiane. I risultati indicano che l’impatto sanitario è considerevole e si stima una media di 8.220 morti l’anno.

Il suolo svolge funzioni essenziali per garantire l’equilibrio degli ecosistemi. In particolare, esercita: una funzione produttiva; una funzione protettiva; una funzione regolatrice; una funzione naturalistica. Ma il suolo ha anche alcune indispensabili funzioni per gli esseri umani poiché è il luogo che ospita gli insediamenti umani e fornisce le materie prime, solide (minerali, argilla, ghiaie, ecc.), liquide e gassose (acqua, petrolio, metano, ecc.) per il soddisfacimento dei bisogni dell’uomo. Il suolo conserva le testimonianze storiche e culturali dell’uomo negli immensi patrimoni monumentali e artistici dell’umanità . Infine, il paesaggio rappresenta una ricchezza dei territori, oggi sempre più compromessa dalla deturpazione degli ambienti antropizzati.

Il conflitto sulle grandi e piccole opere, il confronto sui beni comuni e il dibattito sui cambiamenti climatici, fanno da corollario del sesto convegno nazionale dei Sociologi dell’Ambiente che si propone di affrontare in modo interdisciplinare gli aspetti strutturali della crisi ambientale (risorse, beni comuni, popolazioni, organizzazioni, classi, etc.) attraverso un approccio cognitivo e processuale (movimenti, conflitti, politiche, gestione e partecipazione), senza trascurare le problematiche dell’organizzazione e della gestione dei servizi ambientali, in considerazione che le città oggi rappresentano il luogo in cui è concentrato il maggiore consumo e trasformazione delle risorse del pianeta. Il Convegno è aperto a rappresentanti e decisori di pubbliche amministrazioni, imprese e associazioni e intende privilegiare la partecipazione dei giovani studiosi attraverso condizioni particolari di vantaggio che verranno successivamente resi noti.

Carissime e Carissimi,

come è già stato comunicato il 6° incontro nazionale dei Sociologi dell’Ambiente si terrà a Palermo nei giorni di venerdì 28 e sabato 29 settembre 2007. La struttura del convegno rimarca le precedenti edizioni e rappresenta anche l’occasione per fare il punto sullo stato della Sociologia dell’Ambiente.

Il convegno
“DI FRONTE A UN BIVIO. BENI COMUNI E CAMBIAMENTI CLIMATICI”,
si articola in quattro sessioni

1. Sessione: Beni comuni: politiche e conflitti
2. Sezione: Beni comuni: gestione e partecipazione
3. Sessione: Infrastrutture, servizi e ambiente urbano sostenibile
4. sessione: Conseguenze economiche e sociali dei cambiamenti climatici

Venerdì 28 settembre ore 9,00
saluti
SESSIONE GENERALE
Relazioni
Fulvio Beato Coordinatore sezione Sociologia del Territorio
Gianni Mattioli
Massimo Scalia
Gianni Silvestrini
Aurelio Angelini

Coffee break ore 11 –11.30

Venerdì 28 settembre, ore 15: sessioni di lavoro
1. Sessione: Beni comuni: politiche e conflitti
2. Sezione: Beni comuni: Gestione e partecipazione
3. Sessione: Infrastrutture, servizi e ambiente urbano sostenibile
4. Sessione: Conseguenze economiche e sociali dei cambiamenti climatici
- Coffee break ore 17 – 17.30
- Cena sociale ore 21

Sabato 29 settembre ore 9,30
SESSIONE CONCLUSIVA
Sintesi dei Responsabili dei Gruppi
Discussione generale
Conclusioni

29 settembre ore 15 Visita guidata Palermo e Monreale

Attendiamo i vostri contributi con un abstract entro il 15 di luglio, oppure con la relazione integrale. Il testo definitivo (battute da 30.000 a 50.000 c.a.) per la pubblicazione degli atti è stabilito per il 29 settembre 2007.

Per 10 giovani ricercatori non strutturati nelle università o negli enti di ricerca e privi di fondi autonomi di ricerca che presenteranno un abstract, è prevista una borsa per la partecipazione sotto forma di copertura delle spese di vitto e alloggio.
________________________________________________________________________________


ALBERGHI

Si consiglia vivamente, in considerazione che nella stessa data del nostro convegno si terrà a Palermo una conferenza internazionale e già la gran parte degli alberghi sono stati prenotati, di provvedere quanto prima alle prenotazioni. Non è richiesto un versamento al momento della prenotazione.


HOTEL 3 STELLE DA PRENOTARE ENTRO IL 30 GIUGNO 2007
(CRISTAL - Via Roma 477 – Palermo)
CAMERA SINGOLA € 95,00 CAMERA DOPPIA € 135,00
TARIFFE A NOTTE INCLUSA PRIMA COLAZIONE

HOTEL 3 STELLE DA PRENOTARE ENTRO IL 30 GIUGNO 2007
(ZAGARELLA Nazionale n. 77, Santa Flavia - Palermo)
CAMERA SINGOLA € 100,00 CAMERA DOPPIA € 80,00
TARIFFE A NOTTE INCLUSA MEZZA PENSIONE

RIVOLGERSI PER LA PRENOTAZIONE A:
sig. Giovanni Storace tel. 091307826
Agenzia di viaggi CIMATER
Via Ariosto, 34/E-F
prenotazione mail: giovanni_storace@hotmail.com

HOTEL 3 STELLE DA PRENOTARE ENTRO IL 20 LUGLIO 2007
( ELITE – Via Mariano Stabile 136 – Palermo)
CAMERA SINGOLA € 65,00 - CAMERA DUS € 75,00 - CAMERA DOPPIA € 100,00
TARIFFE A NOTTE INCLUSA PRIMA COLAZIONE.

RIVOLGERSI PER LA PRENOTAZIONE A:
sig. Giacomo Vena tel. 393 3309866
Tourist & Business Services - Booking Office
prenotazione mail: direzione@hotelelite.info
Hotel Elite Palermo - via Mariano Stabile 136 – 091/336934

HOTEL 3 STELLE E B&B DA PRENOTARE ENTRO IL 10 LUGLIO 2007
(AMBASCIATORI - Via Roma 111 – Palermo)
CAMERA DUS € 85,00 - CAMERA DOPPIA € 100,00
TARIFFE A NOTTE INCLUSA PRIMA COLAZIONE

RIVOLGERSI PER LA PRENOTAZIONE A:
Hotel Ambasciatori; sig. ra Aida tel. 0916166881

A.I.S. – Associazione Italiana di Sociologia - Sezione Sociologia del Territorio

SCHEDA DI ISCRIZIONE
Università di Palermo - Dipartimento ETHOS
SESTO CONVEGNO DI SOCIOLOGIA DELL’AMBIENTE
Palermo, 28 e 29 settembre 2007



Cognome _____________________________________ Nome ___________________________________


Nato/a a _______________________________________ il ______________________________________


Residente in __________________________________ Prov.______________________ CAP ___________


Via ___________________________________________________________________ N°_____________


Tel. _____________________
e-mail ________________________________________________________


Ente/Azienda __________________________________________Funzione/Ruolo __________________


 Studente Altro ________________________________

Trattamento dati e privacy (legge 196/2003):

Il sottoscritto autorizza il Dipartimento ETHOS dell’Università di Palermo e il Comitato Organizzatore del Convegno all’utilizzo dei propri dati personale, come pure quelli che potranno essere richiesti in futuro ad integrazione dei suddetti, per documentare la partecipazione al congresso.

Data______________________Firma_________________________________________________



Compilare la scheda ed inviarla assieme ai documenti richiesti per fax, per mail o per posta
Indirizzo Facoltà di Scienze della Formazione
Viale delle Scienze edificio15 - 90128 Palermo
e-mail claracardella@unipa.it - angelini@unipa.it
Tel&fax 091 420963









Un piano rifiuti unico in Italia e nel mondo, che sovverte tutti i principi comunitari e nazionali sullo smaltimento dei rifiuti, fondato sulla preponderanza assoluta dell'incenerimento che comporta, di fatto, la disincentivazione della raccolta differenziata.


INCENERITORI? NO, GRAZIE!

1. Bruciare i rifiuti è un metodo superato in molti paesi.
Negli U.S.A. dal 1998 non si costruiscono più inceneritori, perché costosi e inquinanti. A San Francisco, città che nel 2003 ha aderito al programma Zero Rifiuti, solo dopo tre anni ha già superato il 70% di raccolta differenziata, con l'obiettivo facilmente raggiungibile di arrivare entro 10 anni all'eliminazione totale dei rifiuti.
La Germania, che ha una raccolta differenziata del 44%, non riesce più ad alimentare i suoi inceneritori ed è costretta ad importare rifiuti dalla Campania. Infatti, gli inceneritori per poter funzionare hanno bisogno di molti rifiuti in particolare carta, cartone, plastica che hanno maggior valore calorico.
Quindi l'incenerimento dei rifiuti è nemico della raccolta differenziata. Questa scelta è la più costosa ed antieconomica (che in base alle stesse normative nazionali ed europee dovrebbe essere riservata, al limite, ad una quota minima e residuale di rifiuti), perché l'energia che si ottiene, bruciando manufatti per la cui realizzazione è già stata spesa altra energia, è in quantità irrisoria.

2. E’ antieconomico
Perché troppo oneroso l’investimento iniziale e costosa la gestione: infatti produce energia elettrica a prezzo tre volte superiore a quello di mercato compensato dai sussidi pubblici, cioè dalle nostre bollette. Per rendere economica la loro gestione, è previsto un contributo statale (il famoso CIP6) per ogni kWh prodotto; in Italia i rifiuti sono considerati fonte rinnovabile come il vento! A titolo d'esempio, per un consumo medio di un anno di 936 € l'utente paga 34 € (3,6% del totale) per finanziare le fonti rinnovabili, di cui in realtà ben 27 € sono per l’energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti cosiddette “assimilate", come gli inceneritori. A questo proposito è bene precisare che l'emendamento della legge finanziaria 2007, che avrebbe dovuto annullare totalmente questo contributo, previsto per le fonti rinnovabili di energia, ed esteso vergognosamente anche agli inceneritori, lo ha fatto solo per i futuri impianti, mantenendolo in vigore per quelli esistenti e quelli autorizzati, ancora da realizzare.
Enormi interessi d'ordine politico e speculativo premono per un sistema di smaltimento ecologicamente dannoso, impedendo la realizzazione della corretta filiera, incentrata sulla raccolta differenziata e sul recupero di materiali cartacei, lignei, plastici ecc., che permetterebbe di avviare l'industria del riciclo, di creare nuovi posti di lavoro, di ridurre anziché moltiplicare i costi del servizio e le tasse a carico dei cittadini.
3. “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”
La cosiddetta legge di Lavoisier, o della conservazione della massa, recita che “in una reazione chimica la massa delle sostanze reagenti è uguale alla massa dei prodotti di reazione”. Il che significa che noi riusciamo solo a trasformare le sostanze, ma non ad annullarne la massa.
Ciò che avviene quando s’inceneriscono i rifiuti, dunque, altro non è se non la loro trasformazione in qualcosa d’altro, e questa trasformazione è ottenuta tramite l’applicazione di energia sotto forma di calore. E’ notissimo, sia tra gli scienziati sia tra gli studenti delle scuole medie, che se noi bruciamo i rifiuti, altro non facciamo se non trasformarli in particelle tanto piccole da farle scomparire alla vista e, con i cosiddetti “termovalorizzatori si riversano in atmosfera tonnellate di fumi e sostanze tossiche.

4. Il sistema cosiddetto di termodistruzione comporta gravissimi problemi d'ordine ambientale e sanitario, dovuti all’immissione nell’ambiente di alcune tra le molecole e le sostanze più tossiche che l’uomo conosca (diossine, metalli pesanti, polveri ultrafini ricche di sostanze nocive) ed all’inquinamento atmosferico, del terreno, delle falde idriche e dell’intera catena alimentare.
Inoltre vengono prodotte scorie, oltre a polveri e fanghi, in ragione del 25% del totale incenerito che devono essere stoccate in discariche speciali. Le scorie prodotte dall’inceneritore di Brescia devono essere trasferite in Germania, dove sono depositate in miniere di salgemma, adatte per la loro stabilità geologica e sismica.
Le direttive dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e della Comunità Europea in materia indicano come la riduzione dei rifiuti, il riutilizzo ed il riciclo debbano essere considerati prioritari rispetto a qualunque altro approccio. Numerosi studi sono stati condotti dagli anni ‘80 ad oggi per valutare l’impatto sulla salute umana degli impianti d' incenerimento.

5. L’incenerimento è, tra i metodi in uso, quello che a parità di materiali trattati oltre ad avere il maggior costo, ha il maggiore impatto ambientale, in quanto lo stesso processo di combustione trasforma rifiuti relativamente innocui in rifiuti altamente tossici e pericolosi, sotto forma di emissioni gassose, ceneri volatili, ceneri pesanti, (le ceneri volatili, pari al 5% dei rifiuti inceneriti, e le ceneri pesanti, che contengono metalli che vengono resi biodisponibili dal trattamento termico), che a loro volta richiedono costosi sistemi di inertizzazione e di stoccaggio.
Gli impianti d'incenerimento, bruciando materiali estremamente vari, emettono un gran numero di sostanze chimiche (ne sono state individuate più di 250), di diverso grado di pericolosità.
Tra le sostanze emesse vengono segnalati metalli pesanti, composti organici volatili, idrocarburi policiclici aromatici, policlorobifenili, diossine, furani. Si riscontra anche il benzene, correlato all’insorgenza di leucemie, e il tricloroetilene correlato con linfomi non Hodgkin ed epatocarcinoma.
Tra quelle più pericolose troviamo: arsenico, berillio, cadmio, cromo, nickel, mercurio che sono classificati dalla IARC (International Agency Research of Cancer) a livello I come rischio oncogeno documentato in quanto correlati ad aumentato rischio di neoplasie a livello di: polmone, cute, fegato, vescica, rene, colon, prostata.
Gli inceneritori rappresentano poi una delle fonti più importanti d'inquinamento da diossine, un insieme di sostanze classificate dall’IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) come potenti cancerogeni per l’uomo.
Le diossine sono sostanze persistenti che vengono assunte per il 95% tramite la catena alimentare in quanto si accumulano in cibi quali carne, pesce, latte, latticini - compreso il latte materno - che sembra essere uno dei loro veicoli più importanti. Queste sostanze sono tossiche a dosi infinitesimali - picogrammi, ossia miliardesimi di milligrammi - e proprio l’esposizione prolungata cronica di tipo non professionale a dosi molto basse sembra essere la più pericolosa.
Nell'esposizione di lunga durata si registrano effetti a carico del sistema immunitario, del sistema nervoso in via di sviluppo, del sistema endocrino e riproduttivo ed effetti cancerogeni e mutageni. In particolare si segnala: ipotiroidismo, diabete, endometriosi, ritardo nello sviluppo puberale, disturbi nel comportamento, prevalenza di nati femmine, parti gemellari e, soprattutto, per esposizione trans placentare, alterazioni al sistema nervoso centrale.
Le caratteristiche di persistenza ed accumulo delle diossine – come pure degli Idrocarburi Policiclici Aromatici e dei Poli-Cloro-Bifenili – fanno sì che il rispetto dei limiti di legge delle concentrazioni di queste sostanze nei fumi non garantisca di per sé la salute della popolazione, in particolare di quella infantile.
L’OMS, che aveva stabilito nel 1991 la dose massima tollerabile giornaliera a 10 pg/kg peso, ha ridotto questi valori nel 1998 a 1-4 pg/kg peso, e nel 2001 una strategia comunitaria sulle diossine stabilisce la dose tollerabile giornaliera in 2 pg/kg peso.
I principali effetti indagati sono quelli legati ad un aumentato rischio di neoplasie solide ed ematologiche; in 2/3 degli studi si è riscontrata una associazione significativa per neoplasie a carico di: esofago, stomaco, intestino, fegato, sarcomi dei tessuti molli, linfomi Non Hodgkin, neoplasie infantili e soprattutto neoplasie polmonari.
Ulteriori effetti sulla salute umana sono stati oggetto di indagine con riscontro di riduzione della funzionalità respiratoria, riduzione degli ormoni tiroidei nei bambini, problemi di accrescimento e sviluppo sessuale in adolescenti, aumento di malformazioni, parti gemellari, proporzione più alta di nati femmine, eventi sfavorevoli della sfera riproduttiva (aborto spontaneo, basso peso alla nascita, malformazioni, mortalità perinatale), patologie ischemiche e cardiovascolari, dislipidemia, alterazioni del sistema immunitario, allergie.
Autorevoli esponenti della comunità scientifica internazionali hanno pubblicato studi dimostrando, che impianti del genere emettono nell’atmosfera centinaia d’inquinanti e, soprattutto, rilevanti quantità di polveri sottili (Pm10, Pm2,5 Pm0,1), definite anche “polveri killer” perché hanno un diametro così sottile da passare direttamente dai polmoni nel sangue e, quindi, alle cellule che compongono gli organi vitali, scatenando malattie come tumori, malformazioni gravi dei feti, ischemie, trombosi e danni rilevanti al sistema circolatorio.
Uno dei fattori che influenzano maggiormente la patogenicità del nanoparticolato è relativo alle dimensioni. In linea di principio, più piccola è la dimensione della particella, più questa è deleteria per la salute. E, sempre in linea di massima, maggiore è la temperatura nel forno in cui il particolato si genera, minore è la dimensione delle particelle.

6. Da ciò consegue che i termodistruttori di nuova generazione, che lavorano ad altissima temperatura, sono più pericolosi rispetto a quelli della passata generazione.
Infatti non c’è modo di filtrare particolato inferiore ai 2,5 micron (PM 2,5), ma, dal punto di vista dei calcoli che si fanno in base alle leggi vigenti, questo ha ben poca importanza: il “termovalorizzatore” produce pochissimo PM10 e la quantità enorme di altro particolato non rientra nelle valutazioni. Ragion per cui, a norma di legge l’aria è pulita.
Se si esamina l’impatto sulla salute, oggi nell’UE si registra una perdita nell’aspettativa di vita statistica di oltre 8 mesi dovuta alla presenza di PM2.5 nell’aria, pari a una perdita annuale di 3,6 milioni di anni di vita.
I dati disponibili dimostrano che le polveri sottili (PM2,5) sono più pericolose di quelle di dimensioni maggiori, anche se queste ultime particelle (che vanno dai 2,5 ai 10 µm di diametro) non possono essere ignorate. Per questo, oltre ai controlli già in atto sul PM10, è necessario limitare rischi inutilmente elevati derivanti dall’esposizione al PM2,5 e ridurre i pericoli per i cittadini ovunque essi si trovino.

7. L’inquinamento atmosferico continua a minare la salute e la qualità della vita dei cittadini dell’UE e l’ambiente naturale. L’entità dei suoi effetti è troppo vasta per poterla ignorare e limitarsi semplicemente ad attuare la legislazione finora in vigore non è un’alternativa ragionevole.
L'emissione di migliaia di tonnellate di CO2 ogni ora, è il principale imputato delle variazioni climatiche prodotte dall'effetto serra e va contro gli obiettivi nazionali di riduzione di questo gas che l'Italia si è impegnata a raggiungere con il "Protocollo di Kyoto". Con le ultime disposizioni dell'UE all'Italia in fatto di riduzione dei gas serra, dovrebbe essere automatico l'abrogazione di ogni progetto di costruzione di nuovi impianti di incenerimento!
Sessantadue Paesi del mondo: 21 dell’Europa, 18 dell’Asia e Pacifico, 12 dell’Africa, 8 dell’America Latina e tre del Nord America hanno aderito all’Alleanza Globale Contro gli Inceneritori (GAIA).



SI PUÒ QUINDI AFFERMARE IN SINTESI CHE:
1) non si possa aggravare il carico di emissioni inquinanti - specie in una realtà territoriale già estremamente delicata - con sostanze pericolose destinate ad accumularsi con effetti biologici a lungo termine ancora non totalmente conosciuti (la vicenda amianto dovrebbe pure avere insegnato qualcosa!).
2) sia ancor più doveroso ridurre l’emissione di sostanze a documentato rischio oncogeno, dimostrando coerenza con quanto finalmente si è fatto nei confronti del tabacco.
3) i dati scientifici debbano, a nostro avviso, essere sempre interpretati nel modo più “restrittivo”, facendo valere il sano “PRINCIPIO DI PRECAUZIONE E DI BUON SENSO”, che ci aspettiamo guidi chi è chiamato a scelte certamente difficili, ma che vorremmo più coraggiose, nella tutela della salute di tutti. Il Principio Precauzionale secondo cui si devono prevenire le emissioni di sostanze contaminanti anche in assenza di prove definitive sulla probabilità del danno. Tutte le cittadine e i cittadini hanno il diritto di vivere e abitare in un ambiente che non metta a rischio la loro salute.


LE ALTERNATIVE ESISTONO

Se siamo interessati alla salute dei cittadini, prima che agli interessi economici legati all’incenerimento, le possiamo trovare, soprattutto se si agisce sul ciclo dei rifiuti, prima che essi vadano allo smaltimento, riducendo e recuperando.
Lo smaltimento dei rifiuti in Italia è disciplinato dal decreto “Ronchi” (decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22), con varie successive modificazioni. Tale decreto stabilisce chiaramente che il problema dei rifiuti solidi deve essere risolto, anche con adeguati finanziamenti, con i seguenti principali interventi (art. 4):
- “reimpiego e riciclaggio” delle merci usate e dei rifiuti"
- “altre forme di recupero di materia prima dai rifiuti”
- “misure economiche e condizioni di appalto che prevedono l’impiego dei materiali recuperati dai rifiuti"
- solo per ultimo il decreto prevede la “utilizzazione dei rifiuti come combustibile per produrre energia”.
Al comma 2 dello stesso art. 4 il decreto dice: ”Il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero di materia prima devono essere considerati preferibili rispetto alle altre forme di recupero”.
Altre realtà italiane e dell'Unione Europea, attraverso politiche di gestione dei rifiuti che puntano sulla raccolta differenziata porta a porta, il riutilizzo, la riduzione alla fonte, hanno deciso di non costruire nuovi inceneritori e di procedere alla chiusura di quelli esistenti entro un ragionevole lasso di tempo.

UN ALTRO PIANO RIFIUTI È POSSIBILE

basato sulla riduzione dei beni postconsumo alla fonte, selezione e riciclaggio dei materiali, recupero energetico, e sistemi alternativi di riduzione della parte secca rimanente, come la bioessicazione.

Queste politiche hanno portato, tra l'altro, a risparmi sia nella gestione che nelle tariffe e rappresentano una grande opportunità per l’economia locale. Tra questi citiamo il caso del Consorzio Intercomunale Priula (unico soggetto gestore dell’intero ciclo dei rifiuti urbani per 23 Comuni associati della provincia di Treviso che nell’anno 2004 ha realizzato il 71.8% di raccolta differenziata dei rifiuti).
Vi sono Comuni in tutta Italia che hanno superato il 50% di raccolta differenziata ed in alcuni casi raggiunto e superato il 70% in meno anni di quanti se ne impiegano per portare a regime un inceneritore. Anche in Sicilia spiccano alcune perle come Castelbuono in provincia di Palermo e qualche altro in provincia di Catania, ma sono eccezioni, casi sporadici in piccole realtà, rese però possibili dalla volontà politica delle amministrazioni, ma che dimostrano che basta volerlo e si può fare.
La “strategia “rifiuti zero” è basata sulla raccolta differenziata spinta. Come detto già presente nel nord Italia: es. provincia di Treviso dove si raggiunge il 70,01 % nei 22 comuni gestiti dal consorzio PRIULA; es. Asti con il 74% di raccolta differenziata; es. Torino e provincia con tutta una serie di valori superiori al 70% con punte dell’80%, valori raggiunti nell’arco di 2-3 anni. Tali esperienze hanno dimostrato che per arrivare a questi risultati non è un problema di colore politico (a Treviso domina la Lega, mentre Asti ha un sindaco di Rifondazione Comunista) ma di scelte intelligenti e di volontà politica.
Ai suddetti risultati si è arrivati applicando una serie di provvedimenti protocollati dal progetto “rifiuti zero”quali:
1) Passaggio dal sistema di raccolta stradale a quello di raccolta domiciliare (porta a porta). Viene distribuito in comodato gratuito un kit di piccoli contenitori carrellabili di vari colori, in genere tre: uno per i rifiuti umidi e putrescibili (che sono quelli che creano fonti di rischio per la salute e l’igiene pubblica), uno per i materiali riciclabili, uno per i materiali non riciclabili. A questi contenitori viene anche aggiunta una “borsa” per i materiali cartacei. La frequenza di svuotamento dell’umido è di 2-3 volte la settimana e il ritiro avviene secondo giorni prestabiliti di fronte alle residenze. Gli altri due contenitori vanno ritirati su richiesta direttamente legata alla produzione dei rifiuti. Vengono pertanto eliminati i cassonetti stradali.
2) Applicazione del passaggio da tassa a tariffa basata sulla quantità di rifiuto non riciclabile prodotto dalle singole utenze: il contenitore del non riciclabile è dotato di un trasponder che identifica e registra gli svuotamenti effettuati.
In pratica paghi per quanto butti.
3) Riduzione degli imballaggi. Innanzitutto bisogna attivare un tavolo con le categorie commerciali allo scopo di definire un accordo di programma per esempio indirizzato a pratiche di riuso dei contenitori (vuoto a rendere), utilizzo di bottiglie in policarbonato per il latte (un tipo di plastica riutilizzabile all’infinito), bottiglie multistrato per l’acqua e le altre bevande, progettazione e modalità di imballaggio più semplici ed utilizzando materiale riciclabile.
4) Impianti di comunità. In tali impianti vengono portati tutti i tipi di elettrodomestici che si possono smontare e, se possibile, riassemblare per il riuso (mercatini dell’usato e centri di riparazione e riuso: creano personale specializzato e molti più posti di lavoro di un inceneritore). Questi centri sono dotati di attrezzature dove è possibile un ulteriore screening del non riciclabile in genere a mezzo di nastri trasportatori che intercettano e separano per via elettro-meccanica e balistica ancora cartoni non contaminati, ulteriori metalli, vetri, plastiche, barattoli di vernice, pile, medicinali.
5) A questo punto il resto non riciclabile viene inviato in una linea di biostabilizzazione dove i residui a base organica (residui alimentari o vegetali, materiali cartacei contaminati) vengono trasformati in una frazione organica stabilizzata (F.O.S.) e quindi non pericolosa. Questa frazione F.O.S. può essere costipata in discarica per materiali secchi (rappresenta non più del 15-20% dei rifiuti urbani) in attesa che migliori prestazioni delle industrie permettano di raggiungere l’obiettivo di azzerare i rifiuti non riciclabili.
6) Le merci che non possono essere riutilizzate, riciclate e/o compostate sarebbe utile impedire alle industrie di produrle. In estrema sintesi si assume che non si devono produrre merci che non possano essere riutilizzate e riciclate. Recenti studi della Federambiente dimostrano come, anche se i costi della raccolta porta a porta sono maggiori, alla fine la riduzione del 70% degli smaltimenti permette di ottenere un saldo fortemente positivo.

In conclusione con tale sistema l’umido viene trasformato in compost di qualità; la plastica, il vetro, la carta, le latte, il ferro, la gomma (copertoni), vengono riciclati; i rifiuti vegetali per es. quelli della potatura trasformati in pannelli di truciolare, (di certo non si costruisce un inceneritore per biomasse.




IL CASO SICILIA

L’attuale Piano Regionale Rifiuti, tenacemente perseguito dal Presidente Cuffaro, prevede la realizzazione di quattro grandi inceneritori (chiamati in maniera eufemistica termovalorizzatori per far credere che possano produrre energia in quantità rilevante, bruciando ogni tipo d'immondizie), da collocare in siti di particolare interesse ambientale quali la Valle del Simeto (Paternò), la zona agricola di Casteltermini nei pressi del fiume Platani, la zona già martoriata di Augusta e l’area di Bellolampo, che domina la città di Palermo. Qui è previsto il più grande inceneritore d'Europa per trattare un terzo di tutti i rifiuti prodotti nella regione.

1. Il grande business degli inceneritori è evidenziato da queste cifre: 3mila miliardi in 20 anni per bruciare tutti i rifiuti siciliani, tanti quanti ne prevede il bando di gara per la gestione degli impianti da parte delle ditte vincitrici degli appalti, è infatti di 75 euro per ogni tonnellata di rifiuti consegnata agli impianti, il budget che le ditte riceveranno se i quattro "mostri" dovessero diventare realtà, oltre agli introiti che ne deriverebbero dalla vendita all'Enel dell'energia elettrica prodotta dagli stessi inceneritori.
L'attuazione del piano di gestione dei rifiuti siciliano è stata considerata illegittima dalla Commissione Europea, che per tale ragione ha chiesto la condanna dell'Italia innanzi alla Corte di Giustizia UE.
Pesantissimo è stato anche il giudizio della Corte dei Conti, secondo cui la violazione delle direttive europee in materia di appalti pubblici, ha comportato l'affidamento della realizzazione dei quattro mega-inceneritori a prescindere dall'acquisizione dell'informativa antimafia. Tale comportamento, definito "particolarmente imprudente" dalla suddetta Corte, ha comportato che una delle società riunite in associazione temporanea d'imprese, aggiudicataria di due dei quattro inceneritori, risultasse infiltrata dalla criminalità mafiosa.

2. Un ricorso così massiccio all'incenerimento determinerebbe, nei quattro siti previsti, un preoccupante aumento delle emissioni inquinanti in atmosfera.
I livelli delle emissioni di sostanze tossiche e persistenti (diossine, furani ecc.), pur rientrando nei "limiti di legge", risulterebbero infatti non compatibili ambientalmente col territorio e con le popolazioni esposte, sulla base dei parametri indicati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Un esempio pratico. Anche valutando i dati ufficiali del progetto del "termovalorizzatore" di Bellolampo, secondo i quali i fumi che escono depurati dall’inceneritore non potranno contenere più di 100 picogrammi di diossina per ogni mt cubo, ci sarà un'emissione massima di 1.008.000.000 pg di diossina/giorno, che sarebbe comunque pericoloso.
L’OMS fissa oggi il limite massimo – vista la pericolosità delle diossine - in 2 pg/kg di peso corporeo come dose massima tollerabile. Quindi raggiungeremmo supponendo un peso medio/persona di 65 kg il limite massimo per una popolazione di 7.753.846 persone!
Considerando i valori massimi indicati nel progetto l’inceneritore di Bellolampo immetterà 17,89 volte più diossine dell’intero parco macchine della provincia di Palermo.
Anche calcolando le emissioni minime dell’inceneritore di Brescia con l’emissione di “solo” 8 pg avremo con il temovalorizzatore di Bellolampo un aumento del 143% di diossine giornaliere nell’aria sempre considerando il traffico veicolare e l’intera provincia di Palermo !!
In considerazione dell’andamento predominante dei venti (dalle montagne verso Palermo), vi sarà una deposizione prevalente sulla città.

3. Ma, incredibilmente, gli uffici regionali competenti, che, avendo ravvisato tali gravi rischi per le popolazioni, avevano negato le autorizzazioni alle emissioni per due impianti e si accingevano a fare altrettanto per gli altri due, sono stati prima esautorati e poi decapitati con la rimozione dei dirigenti preposti, nei confronti dei quali sono state addirittura attivate illegittime procedure di licenziamento.
Nel frattempo, del resto, le autorizzazioni alle emissioni in atmosfera, negate dagli uffici regionali, erano state rilasciate a livello ministeriale, attraverso procedure riconosciute illegittime dallo stesso Ministero dell'Ambiente, mentre i tribunali amministrativi regionali, che si erano pronunciati in maniera severa contro l'intero sistema, erano stati esautorati attraverso norme costituzionalmente illegittime e lesive dell'autonomia della Regione siciliana.

4. Le ubicazioni scelte per gli impianti, inoltre, daranno luogo ad un ingiustificato e pericoloso tour dei rifiuti. Essi dovranno percorrere tappe, anche di oltre 100 km, dal luogo di produzione alla destinazione finale, intasando e quindi inquinando maggiormente arterie già regolarmente trafficate, come ad esempio Via Leonardo Da Vinci.

5. Inoltre le scorie prodotte dall’inceneritore di Bellolampo verrebbero stoccate in un sito sismico con un suolo è altamente permeabile, con gravi rischi di contaminazione ambientale e ingresso di sostanze altamente inquinanti nella catena alimentare.

6. La Sicilia non è soltanto la regione tra le più inquinate d'Italia. E' anche la regione che per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti è tra le ultime nella classifica della raccolta differenziata: intorno al 3%. Percentuale che per legge dovrebbe essere portata al 40% entro il 2008 e al 60% entro il 2001.
Se venisse rispettata la normativa sulla raccolta differenziata la quantità di rifiuti destinata all'incenerimento dimezzerebbe in cinque anni. Ecco perchè gli inceneritori sono fortemente contestati dagli ambientalisti e dalle comunità locali.
In Sicilia negli ultimi quattro anni siamo passati dal 2 al 5,7%. Colpa dei cittadini? Basterebbe che la raccolta differenziata fosse fatta seriamente a cura dei Comuni, con il sistema del porta a porta e con la riduzione della tariffa in base ai rifiuti conferiti. Ciò che si fa abitualmente in altre regioni non può essere fatto anche dai siciliani?
Pertanto in Sicilia, come in altre parti d’Italia, un Altro Piano Rifiuti senza termovalorizzatore, se si vuole, è possibile e doveroso, al fine di salvaguardare la salute delle generazioni presenti e future.




INDICAZIONI PROPOSTE DAL FORUM NAZIONALE PER L'AMBIENTE

A conclusione, riteniamo indispensabile che i governi nazionali e locali si facciano promotori di politiche di riduzione dei consumi energetici, incentivando il risparmio, le fonti energetiche realmente rinnovabili anziché regalare milioni di euro con Cip 6, Certificati Verdi e bolletta elettrica ad inceneritoristi e petrolieri, anziché moltiplicare la costruzione di nuove centrali per la produzione di energia, privatizzando e liberalizzando i servizi pubblici locali ormai diventati Società per Azioni con al centro più l'interesse e il profitto che il bene della collettività.

E’ quindi improcrastinabile, per difendere la salute e l' interesse collettivo:
- Chiudere con le fallimentari gestioni dei commissari straordinari, costosissime e antidemocratiche.
- Chiudere da subito e totalmente – senza deroghe di sorta - con la truffa dei sussidi all'incenerimento (Cip 6 e Certificati Verdi)
- Avviare piani straordinari di bonifica delle aree gravemente inquinate.
- Promuovere concretamente programmi di riduzione alla fonte della produzione dei rifiuti e degli imballaggi, il riuso e il riciclaggio, le raccolte differenziate porta a porta, con trattamento meccanico biologico (“ a freddo”) della frazione residua.
- Far decollare davvero produzioni pulite, progetti estesi di riciclaggio e di compostaggio in grado, tra l’altro, di creare molti più posti di lavoro.
- Promuovere sistemi di progettazione e di produzione dei beni di consumo che riducano al minimo i materiali di scarto, puntando all’obbiettivo RIFIUTI ZERO.
- Restituire - dovunque sia stato calpestato - il potere di programmazione e di gestione alle comunità e agli enti locali, attraverso un percorso di reale partecipazione democratica.

La Biossidazione e la Biostabilizzazione

Il professor Fabrizio Adani del Dipartimento di Produzione Agraria dell’Università di Milano ha ampiamente illustrato queste biotecnologie che, sfruttando i normali microrganismi che vivono nel terreno, “ossidano” a bassa temperatura in apposite bio-celle, chiuse e termicamente isolate, con aria forzata ed in condizioni di umidità e temperatura controllate, la frazione putrescibile degli scarti urbani. Il processo di biossidazione richiede circa 20 giorni, il calore sviluppato dai batteri durante la biossidazione degli scarti, riscalda la massa in fase di compostaggio a temperature fino a 60-70 gradi, a queste temperature non sopravvivono eventuali batteri patogeni, larve di mosche, semi di piante infestanti e quindi si realizza una vera e propria sanificazione del compost prodotto che rende sicuro il suo successivo impiego in agricoltura. Per quanto riguarda i materiali post-consumo che non si è riusciti a raccogliere in modo differenziato, l’obbiettivo di certo non può essere quello di produrre un compost di qualità per uso agricolo a causa dell’inevitabile contaminazione di vetro, plastica, metalli, ma solamente quello di eliminare la frazione putrescibile e sfruttando al massimo il calore prodotto con la biossidazione di questa frazione ridurre drasticamente l’umidità dei materiali post-consumo (MPC). Da questo materiale biostabilizzato con sistemi magnetici si recuperano facilmente i metalli e con sistemi meccanici si separano gli scarti inerti pesanti (pietre, vetro e ceramiche). Dopo i suddetti trattamenti, si ha una perdita di massa complessiva che si aggira sul 40-50% rispetto alla massa originaria. Il materiale MPC così biostabilizzato e bioessiccato e ridotto di volume, è ulteriormente trattato per produrre il cosiddetto combustibile da rifiuto (CDR) che ha un ottimo potere calorifico (16.000-18.000 KJ/kg) confrontabile con quello di un buon combustibile fossile. Pertanto esso può essere utilizzato in parziale sostituzione di altri combustibili in impianti termici già esistenti (esempio: centrali elettriche, cementerie, ecc.) non già di certo come scusa per costruire inceneritori. In ogni caso in assenza dei suddetti impianti, gli scarti biostabilizzati possono essere compressi e messi a discarica, nel pieno rispetto delle rigorose direttive dell’Unione Europea, sicuri che non creeranno alcun tipo di problema ambientale e sanitario. Questa tecnica è utilizzata nel Friuli per trattare il 37% degli RSU e in Umbria il 51%. L’esempio viene da Reggio Emilia dove un impianto costruito annesso ad una discarica per rifiuti di potatura produce in atto 31.000 pannelli di truciolare al giorno.). Altre interessanti caratteristiche della biossidazione che la rendono fortemente competitiva nei confronti della termovalorizzazione, sono i tempi di realizzazione degli impianti (14-18 mesi), i costi di realizzazione (24.000.000 di euro, per un impianto da 120.000 t/anno), i costi del trattamento (da 50 a 109 euro/tonn.). Insomma, mentre un termovalorizzatore, inesorabilmente è un costoso impianto che inquina l’aria, crea ceneri che necessitano di discariche speciali, il biossidatore depura l’aria che lo attraversa grazie alla benefica azione di microrganismi che si sono specializzati nella degradazione biologica delle diossine. Come sostiene il professor Emilio Benfenati dell’Istituto Mario Negri di Milano, un termovalorizzatore al meglio delle sue prestazioni emette 2 picogrammi di diossina per m3 di fumi prodotti. In ogni m3 di aria che esce da un biossidatore il ricercatore del Mario Negri ha trovato solo 0,03 picogrammi di diossine, ancora meno di quelle che si trovano nell’aria della pianura Padana (0,2 picogrammi).








LETTERA APERTA AD ANDREA CAMILLERI

Caro Andrea Camilleri,
ho molto apprezzato il Suo intervento su "La Repubblica" in difesa del barocco del Val di Noto. Mi sorprende però il fatto che Lei non abbia speso una sola parola a favore della Valle dei Templi di Agrigento, minacciata dal costruendo rigassificatore da 8 miliardi di metri cubi, sotto la casa natale di Luigi Pirandello e a due passi dalla Valle dei Templi di Agrigento, proprio a Porto Empedocle (la sua Vigata letteraria), dove pure Lei è nato e cresciuto.
E dire che in quell'intervento Lei non ha parlato solo del Val di Noto ma anche di altri siti storici di valenza culturale universale come il Duomo di Milano, Santa Croce a Firenze, eccetera.
La costruzione del rigassificatore non è un pericolo remoto, ma una minaccia concreta e attuale. L'iter autorizzativo è quasi completato, in quanto la sovrintendenza di Agrigento e la regione siciliana hanno rilasciato i rispettivi pareri con una rapidità tale che il nostro Totò Cuffaro è stato elogiato, sulla stampa nazionale, come il più solerte dei governatori italiani, superando per sollecitudine perfino quello di Trieste di cultura ed efficienza asburgiche.
Il dirigente della sovrintendenza agrigentina, Enzo Caruso, ha affermato candidamente in un'intervista a Rai 3: "Sono stato io a istruire il nulla osta sul rigassificatore di Porto Empedocle, senza condizioni. Ho però dato delle indicazioni cromatiche". Sbalorditivo: "Diamo a questo rigassificatore una mano di ocra così si inserisce bene nel contesto della Valle dei Templi" sembra abbia voluto dire il solerte funzionario.
Per fortuna, nella stessa trasmissione, il prof. Salvatore Settis, presidente del consiglio nazionale dei beni culturali, ha affermato: "Tutto ciò è potuto accadere in quanto in Sicilia i sovrintendenti non dipendono dal ministero dei beni culturali- come succede per il resto d'Italia- ma dalla regione siciliana. Perciò sono fortemente condizionati dal potere politico locale. Ma la Sicilia, mi pare di ricordare, fa ancora parte dell'Italia, per cui si spera di bloccare a livello centrale questo progetto indecoroso".
Altri intellettuali e persone impegnate, oltre a Salvatore Settis, hanno fatto sentire la propria voce in difesa della Valle, come Dacia Maraini, Rita Borsellino e Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente nazionale Fai.
Ora, caro Camilleri, io posso anche capire il silenzio dei politici agrigentini di lungo corso che fanno del carrierismo politico il loro valore fondamentale. Al riguardo, scandalosa mi è sembrata l'affermazione dell'agrigentino Angelo Capodicasa, vice ministro alle infrastrutture, che ha affermato sulle pagine de "La Repubblica", quasi a prendere le distanze da Totò Cuffaro (agrigentino anche lui) che fortemente vuole il rigassificatore, di essere favorevole all'impianto purché vengano garantite sicurezza, compatibilità ambientale e paesaggistica. Non ha citato, nelle sue dichiarazioni, una sola volta la Valle dei Templi, come se fosse un parlamentare di Bergamo. Patetico è stato anche il suo accenno di adeguarsi, sul rigassificatore, alla linea dettata dal partito (lo stalinismo non era stato archiviato?).
Ma il suo silenzio, caro Camilleri, non lo capisco. Totò Cuffaro ha platealmente dichiarato che la Panther Oil, dopo il Suo appello, si è ritirata dal Val diNoto, subito smentito dalla società texana che ha dichiarato di non avere affatto rinunciato alla concessione di trivellare in Val di Noto, precisando solo che non avrebbero di certo trivellato sul sagrato della cattedrale appena restaurata.
Allora siamo di fronte a un'altra gag televisiva del nostro governatore-comico, dopo quella famosa che ha fatto il giro del mondo di Cuffaro con la coppola di mafioso che dichiara guerra agli Stati Uniti? Ma se così fosse, caro Camilleri, Lei si sarebbe prestato inconsapevolmente a fare da spalla a Cuffaro.
Perciò La invito calorosamente ad unire la Sua voce a quella di tante persone serie famose e di semplici cittadini che hanno a cuore la sorte e il futuro della Valle dei Templi.
Gaetano Gaziano,
Comitato "Salviamo la valle dei Templi di Agrigento"





From: LEANDRO JANNI





Subject: Rumore e trivelle in Val di Noto (Sicilia)

Rumore e trivelle in Val di Noto (Sicilia)

Caltanissetta, 23 Giugno 2007



Ci sono due modi per occultare, confondere la verità delle cose: 1) non parlarne, 2) parlarne troppo. In Val di Noto (Sicilia) hanno scelto la seconda modalità.

Leandro Janni

Presidente di Italia Nostra Sicilia

Italia Nostra - Onlus Consiglio Regionale Siciliano





CGIL
CONFEDERAZIONE
GENERALE ITALIANA
DEL LAVORO
SICILIA

DOCUMENTO DELLA CGIL SICILIA
Accordo del 12 giugno 2007 Governo – Regione Sicilia sui Termovalorizzatori


E’ da tempo che la CGIL siciliana pone al centro del dibattito sindacale e politico i temi dell’ambiente, della salute, della sicurezza nel lavoro, dello sviluppo e del consumo sostenibile.
Sono stati elaborati fin dal 2004 due Documenti unitari CGIL-CISL-UIL per la riscrittura del Piano dei Rifiuti Regionale, contenenti proposte in merito; è del 7 maggio u.s. una nota di osservazioni e proposte sugli ATO Rifiuti, consegnata all’Agenzia Regionale per i Rifiuti e per le Acque nel corso di una convocazione sul ridimensionamento degli ATO previsto in Finanziaria Regionale; risale al 26 marzo u.s. l’audizione della CGIL Sicilia presso la Prefettura di Catania in cui si è potuto consegnare alla 13a Commissione Parlamentare Territorio Ambiente Beni Ambientali, la posizione sindacale in merito alle emergenze ambientali in Sicilia con particolare riferimento alle problematiche connesse alla realizzazione di termovalorizzatori e allo smaltimento dei rifiuti.
Nell’ultimo convegno, infine, promosso il 5 Giugno scorso, dal titolo “Una rivoluzione energetica per un nuovo modello di sviluppo”, si è sostenuto che la Sicilia deve diventare il centro propulsore dell’intera area euro - mediterranea per la ricerca, lo sviluppo di tecnologie nella produzione di fonti rinnovabili ed idrogeno.
Abbiamo chiesto con forza una nuova politica industriale per un nuovo modello di sviluppo: non più cattedrali nel deserto ma industrie innovative e “verdi”, poli energetici più sinergici, più “leggeri” e compatibili ecologicamente.
La risposta del governo nazionale e regionale alle nostre richieste, alle proposte e piattaforme presentate, è stata invece l’ intesa del 12 giugno scorso che potrebbe trasformare la Sicilia in una grande piattaforma al centro del Mediterraneo per l’incenerimento dei rifiuti e l’emissione di gas altamente inquinanti, aggravando una situazione già fortemente penalizzante per la salute dei cittadini: la nostra regione sopporta, infatti, il 15% di tutte le emissioni di gas serra del paese con appena il 3% di presenza di industrie in ambito nazionale.
Le decisioni del governo nazionale e regionale danno un colpo di spugna alle lotte delle popolazioni interessate, dei cittadini, delle forze sociali, sindacali ed ambientaliste che hanno contestato aspramente il piano rifiuti del governo Cuffaro.
Non bastano i distinguo a posteriori del Ministro dell’Ambiente, presente al vertice del 12 giugno tra Governo Regionale e Nazionale, distinguo incomprensibili a fronte dell’enfasi con cui lo stesso Pecorario Scanio annunciava solo il 5 giugno scorso la definizione di linee guida per le migliori tecnologie di gestione e smaltimento dei rifiuti, dichiarando -non più soltanto inceneritori-.
Un colpo di spugna alla audizione della Commissione parlamentare che il 26 marzo scorso aveva ascoltato il Sindacato e le Associazioni di cittadini ed ambientalisti.
Un colpo di spugna alle contestazioni mosse dalla Commissione Europea alla gestione dell’emergenza ed alla procedura di attuazione del piano di gestione dei rifiuti considerata illegittima, e alla successiva condanna dell’Italia da parte della Corte di Giustizia UE, per non avere assicurato lo smaltimento dei rifiuti senza pericoli per la salute dell’uomo e dell’ambiente.
Pesantissimo è stato anche il giudizio della Corte dei Conti, secondo cui la violazione delle direttive europee in materia di appalti pubblici, ha comportato l’affidamento della realizzazione dei quattro grandi inceneritori a prescindere dall’acquisizione dell’informativa antimafia. Tale comportamento, definito “particolarmente imprudente” dalla Corte, ha comportato che una delle società riunite in associazione temporanea di imprese, aggiudicataria di due dei quattro inceneritori, risultasse infiltrata dalla criminalità mafiosa.
E’ per tutto questo che va ben chiarito e attenzionato il “protocollo per la legalità” a cui si riferisce l’accordo del 12 giugno.
I dati riferiti all’analisi della Corte dei Conti nei sette anni di gestioni commissariali, dal 1999 al 2005, evidenziano come la percentuale in Italia dei rifiuti smaltiti in discarica è passata dal 76,7% al 54,3%, in Sicilia il dato è sconcertante: dal 97,2% al 90,7%, meno di sette punti.
La raccolta differenziata nella nostra regione è cresciuta dall’1% del 1998 al 5,5% del 2005, mentre la media nazionale era pari al 23,3%.
Secondo la Corte, al giugno del 2006, risultavano ben 18 ricorsi amministrativi, 10 dei quali da parte dei Comuni, che ritardavano le attività ed evidenziavano un costante misconoscimento del parere dei cittadini, delle amministrazioni locali delle associazioni sindacali ed ambientaliste.
Nessuno dei 26 impianti di selezione della frazione secca è operante, uno solo è stato realizzato.
Dei 35 impianti di compostaggio uno solo è stato realizzato, nessuno è nella fase di realizzazione.
Il governo regionale ha, nel febbraio scorso, promulgato una legge che riduce, con un ritardo di oltre 5 anni rispetto agli obblighi europei e nazionali ( il 35% entro il 2003 ), gli obiettivi di incremento della raccolta differenziata portandoli nel l’anno 2007 al 20%; nel 2008 al 30%; nel 2009 al 50%; nel 2010 al 60% .
L’accordo del 12 giugno, a soli quattro mesi dalla promulgazione della suddetta legge promette un’ improvvisa e miracolosa accelerazione! che rappresenta una delle condizioni per riprendere la costruzione dei termovalorizzatori
In Sicilia si sono raggiunti due soli primati sullo smaltimento dei rifiuti: tra le più basse percentuali di raccolta differenziata d’Italia ed il più alto numero di ATO, che malgrado le disposizioni contenute in Finanziaria Regionale non si riescono ancora a ridurre.
Il Piano regionale sui rifiuti si è dimostrato, quindi, un completo fallimento, poiché sovverte tutti i principi comunitari e nazionali sullo smaltimento dei rifiuti, essendo fondato sulla preponderanza assoluta dell’incenerimento dei rifiuti che comporta, di fatto, la totale disincentivazione della raccolta differenziata, malgrado le promesse, difficili da mantenere, del 12 giugno u.s..
Un ricorso così massiccio all’incenerimento determinerebbe, nei quattro siti previsti, un preoccupante aumento delle emissioni inquinanti in atmosfera, che seppur ridotte del 50%, nel caso in cui l’accordo dovesse essere applicato, sarebbero ugualmente pericolose e potrebbero non essere controllabili, vista la mancanza strutturale ed atavica nella nostra Regione di un sistema di monitoraggio efficiente ed efficace, in grado di verificare e controllare le emissioni.
I livelli delle emissioni per le sostanze tossiche e persistenti (diossine, furani, etc…), pur rientrando nei “limiti di legge”, risultano non compatibili ambientalmente col territorio e con le popolazioni esposte, in base ai parametri indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Inquietante risulta, inoltre, quanto si sta verificando presso l’Assessorato Territorio e Ambiente del Servizio 3 “Tutela dell’inquinamento atmosferico e della Unità Operativa S3.I “Autorizzazione alle emissioni in atmosfera” da cui dovrebbe essere rilasciata il 26 giugno p.v. l’Autorizzazione Integrata Ambientale per uno dei 4 inceneritori, quello di Bellolampo. Il contenzioso dal 2005 in atto presso tale Servizio rischia, infatti, di creare preoccupanti coincidenze all’interno di un iter che impone, invece, massima trasparenza e chiarezza.
Il preanunciato licenziamento di due funzionari che avevano denunciato irregolarità e probabile rigetto delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera dei termovalorizzatori di Bellolampo va subito chiarito dalla Magistratura e dagli organi competenti per restituire credibilità a tutto l’iter istruttorio.
Per tutte le ragioni esposte, la gestione del Piano dei rifiuti in Sicilia risulta fallimentare né è stata migliorata dalla istituzione dell’Agenzia regionale per i Rifiuti e le Acque dopo la fase del commissariamento conclusasi il 31 maggio 2006.
La nuova Agenzia, nata sostanzialmente perché i fondi europei non potevano essere utilizzati con gestione commissariale, di fatto continua a svolgere, come in passato, gli stessi compiti con gli stessi uomini e purtroppo con gli stessi risultati.
La CGIL continuerà, pertanto, la sua lotta contro l’attuale piano regionale dei rifiuti, promuovendo inizi




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