Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”




Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..






“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in superficie “






Pino Ciampolillo


Tuesday, February 13, 2007

I MINISTRI FIRMANO LA REVOCA ALLE AUTORIZZAZIONI EMISSIONI IN SICILIA






Amici: sono le ore 20,15 un'ottima notizia appena data al TG 3 Regione:

La Conferenza dei Ministri dell'Ambiente, della Salute e delle Attività produttive hanno revocato le autorizzazioni delle emissioni in atmosfera per i quattro inceneritori in Sicilia!!!

Al più presto spero di darvi notizie più dettagliate.
RIFIUTI: SICILIA; STOP MINISTERI AUTORIZZAZIONI
INCENERITORI *

http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/rifiuti/20070213184634201113.html
ANSA) - ROMA, 13 FEB -

E' stato firmato dai ministri dell' Ambiente, della Salute e dello Sviluppo Economico il decreto interministeriale che sospende le autorizzazioni per le emissioni in atmosfera di quattro inceneritori previsti dal Piano regionale dei rifiuti nei comuni di Augusta, Paterno', Palermo e Casteltermini. Lo rende noto un comunicato del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. La sospensione, in ottemperanza con quanto stabilito dalla Conferenza dei Servizi, si e' resa necessaria dopo aver accertato irregolarita' nelle procedure autorizzative del precedente Governo. Il decreto stabilisce la sospensione fino alla conclusione del procedimento di rilascio dell' autorizzazione integrata ambientale che dovra' avvenire entro 60 giorni dalla effettiva attivazione della procedura da parte della Commissione Ippc e che dovra' avere inizio entro il 15 febbraio 2007. (ANSA). COM-GU
13/02/2007 18:46





Quando a Paternò iniziammo la battaglia contro l’inceneritore, ci rendemmo subito conto che era una battaglia difficile, che gli schieramenti erano trasversali
etc.
Non ci siamo mai scoraggiati e … i risultati si vedono.. A Cannizzola le ruspe non ci sono. Fummo, come siamo, ancora solidali con gli altri Comitati civici e a quant’altri.
Queste brevissime considerazioni sono necessarie per invitare quanti si vogliono, ancora, occupare della questione, che, per continuare a vincere bisogna essere
rispettosi delle regole, non perdere mai la testa, e rispettare, soprattutto le diversità tattiche del gruppo dirigente.
Il Prof. Luigi Solarino riscuote, in modo incondizionato, la fiducia e la stima del Coordinamento dei Comitati civici di Paternò.
Personalmente sono, da sempre contrario alla gestione movimentista dei processi; non producono molto… e le polemiche elettroniche ne sono la prova. Il Comunicato del Gruppo dei verdi al Parlamento europeo è, a mio avviso, un altro passo avanti che bisogna apprezzare, perché, comunque dell’impegno di tutti!
Che poi qualcuno voglia tutto e subito e processi, arrabbiandosi, chi non la pensa come lui, è un suo problema.
E’ lecito arrabbiarsi con sé stessi, mai con gli altri. A chi accede per la prima volta alla questione bisogna che gli si spieghi, innanzitutto, la complessità del problema, la mastodontica mole dei nostri avversari e lo si aiuti a crescere.
Il Comunicto Ansa fattoci pervenire poco fa significa…stiamo continuando a vincere(a scanso di equivoci che la battaglia non è ancora finita)



GRUPPO SPONTANEO DONNE E MAMME DI AUGUSTA


Cari amici/che,
ho sempre sentito che stiamo vivendo un momento storico importantissimo.
Rimaniamo uniti, camminiamo insieme, teniamo sempre presenti queste 5 parole (sono quelle che sabato abbiamo ribadite al ministro, riprendendole proprio dai discorsi sentiti dal Responsabile dell'ospedale, dall'Assessore alla sanità e dallo stesso Ministro, durante l'assemblea pubblica precedente al nostro incontro "privato"):

Prevenzione, Responsabilità, Squadra, Fiducia, Legalità.

Se continueremo a ritrovarci su questi semplici concetti e a fondare la nostra azione su questa base comune, potremo insieme gioire dei risultati perchè centreremo l'obiettivo.
Un giorno potremo dire ai nostri figli: "Io ho creduto possibile l'impossibile e c'ero tra coloro che hanno voluto per te una vita migliore, dove la dignità, la libertà e la giustizia non fossero più utopia.
Spero di incontrarvi presto e di camminare ancora insieme a "Tutti" voi.
Ognuno è prezioso e ... il sostegno reciproco, le forze condivise, l'obiettivo comune saranno la nostra risorsa vincente.
Vi abbraccio.
Angela Calì - Gruppo Spontaneo Donne e Mamme di Augusta

La notizia è che i tre ministri hanno firmato oggi la "sospensione" per 60 giorni delle autorizzazioni all'emissione in atmosfera e che è stato demandato alla Commissione IPPC presso il Ministero dell'Ambiente il parere tecnico sulla richiesta delle imprese.
Sapremo tutto più accuratamente domani.



COMUNICATO STAMPA Straburgo, 13 febbraio 2007



Nuova direttiva quadro sui rifiuti

Frassoni: "Gli inceneritori non potranno essere spacciati come recupero"



Il Parlamento europeo ha adottato oggi, in prima lettura, il rapporto della deputata Caroline Jackson (Regno Unito, popolari) sulla proposta di nuova direttiva quadro sui rifiuti. Sono stati adottati una serie di emendamenti presentati dal gruppo dei Verdi che, insieme a quelli presentati dal gruppo socialista e dalla sinistra unitaria europea, rafforzano la prevenzione, il riutilizzo e il riciclo dei rifiuti.

La presidente dei Verdi/ALE, Monica Frassoni, ha così commentato il voto di questa mattina:



"Il bilancio del voto di stamane è complessivamente positivo, in particolare se si tiene conto del fatto che siamo riusciti a non far considerare gli inceneritori (indipendentemente dal loro grado di efficienza energetica) come una forma di recupero. Almeno in prima lettura, siamo così riusciti a sventare il tentativo fortemente voluto dalla Commissione e dalle lobby di far passare l'incenerimento come un processo virtuoso di recupero di energia e poter così accedere, come accade ancora in vari Stati membri tra i quali anche l'Italia, a soldi e incentivi che dovrebbero essere destinati alle vere energie rinnovabili.



Di fondamentale importanza è inoltre l'adozione di una gerarchia di 5 livelli chiaramente distinti l'uno dall'altro e con un ordine di priorità ben preciso, all'interno del quale gli Stati membri devono impegnarsi prima di tutto per la prevenzione e la riduzione dei rifiuti, poi il riutilizzo, poi il riciclaggio e altre forme di recupero e solo infine per lo smaltimento (naturalmente sicuro ed ecologico) dei rifiuti.



Molto importante infine è l'aver stabilito che tutti gli Stati membri dovranno adottare tutte le misure necessarie per stabilizzare la propria produzione globale di rifiuti entro il 2012 rispetto alla propria produzione annuale di rifiuti del 2008. Un primo passo concreto per ridurre la montagna di rifiuti che ogni anno si produce nel nostro continente (534 kg di rifiuti domestici per ogni europeo in un anno!).

Comitato Cittadino Isola Pulita www.isolapulita.it

Wednesday, February 07, 2007


LE ADESIONI ALL'INIZIATIVA PER DELOCALIZZARE LA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE

SALE LA PROTESTA PER DELOCALIZZARE LA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE
Italcementi di Isola delle Femmine , torre di 100 metri
Il Comune di Isola: va spostata
Nuovo impianto e polemiche. “Serve ad abbattere le emissioni
Sindaco e associazioni: “Lontano Dal paese”.
Azienda possibilista
ISOLA DELLE FEMMINE, (ima]
La nuova torre di cento metri d’altezza che Italcementi vuole costruire nello stabilimento di Isola sta provocando allarme.Associazioni e Comune marcano da vicino la società bergamasca, che ha sedi in tutt’Italia, per chiedere la delocalizzazione del nuovo forno e quindi della torre.
Uno spostamento di poche centinaia di metri dal centro abitato, ai piedi della montagna nei cui pressi c’è una cava.
Una proposta che, se accolta dall’azienda, renderebbe la stessa collettività meno ostile all’ammodernamento del ciclo di produzione.
La prima sede ufficiale per presentare questa proposta è stata la prima riunione della conferenza dei servizi convocata dall’assessorato al Territorio per rilasciare l’Autorizzazione integrala ambientale (AÌa).
Un via libera per consentire all’industria di realizzare il nuovo impianto, come già fatto a Calusco d’Adda.
«Noi non siamo contro la torre che come ci assicurano! tecnici dell’Italcementi abbatterebbe di molto le emissioni in aria.
Il nuovo forno consente infatti un consumo più basso di energia termica e quindi l’impiego di una minore quantità di combustibili - dice il sindaco Caspare Portobello -.
Quello che emerge dagli incontri con cittadini e associazioni è che si è tutti contro il luogo scelto nel progetto per realizzare la torre, alta cento metri con una base di 40 per 40.Avete idea di cosa significa una simile struttura a due passi da alberghi e non distante dal mare?”.
Sulla stessa linea rappresentanti di associazioni come Isola Pulita e Mare Pulito.«Non siamo contro il nuovo impianto se ciò significa un abbattimento delle emissioni- afferma Mario Ajello-.Ciò che decidiamo è la delocalizazione della torre.
Dal momento che si parla di un investimento di 100 milioni di euro mi sembra che si possa trovare una soluzione per assicurare una convivenza serena tra noi e Italcementi».Per Giuseppe Ciampolillo di Isola Pulita è necessario saperne di più prima di qualsiasi via libera. Non solo, ma la condizione essenziale è la delocalizzazione dell’ impianto.Per questo Isola Pulita si è fatta promotrice di un’interrogazione presentata dal senatore Tommaso Sodano.
L’azienda si mostra dal canto suo possibilista.
«Siamo agli inizi del nostro iter che abbiamo avviato proprio in questi giorni.Il progetto di ammodernamento dell’impianto ha un’importante valenza ambientale - dicono dall’azienda -. Il confronto con il territorio è continuo e avremo modo di affrontare tutti i suggerimenti che ci saranno sottoposti per una corretta vantazione, ambientale, tecnica ed economica».
IGNAZIO MARCHESE
Giornale di Sicilia 6.2.07
Comitato Cittadino Isola Pulita

Friday, February 02, 2007

COMITATI CITTADINI SICILIANI "ZERO RIFIUTI"





NO ALL’INCENERITORE

SI ALLA CORRETTA GESTIONE DEI RIFIUTI

L’attuale Presidente della Regione – Commissario Straordinario per l’emergenza rifiuti - ha previsto in Sicilia la costruzione di quattro grandi inceneritori-termovalorizzatori per trattare 2.400.000 tonnellate, pari al 100 per cento dei rifiuti prodotti in Sicilia;


Quasi un terzo di questi dovrebbe finire a Bellolampo, dove è previsto la costruzione di uno dei più grandi inceneritori d’Europa.


Nella stessa area dovrebbe anche sorgere una discarica per accogliere i rifiuti pericolosi prodotti dal processo d’incenerimento nell’impianto di Casteltermini.


Se prima avevamo solo una discarica, in futuro avremo l’impianto di incenerimento + una nuova discarica, più pericolosa della prima.

Ma che cos’è un termovalorizzatore?

Un termovalorizzatore è di fatto un inceneritore di rifiuti in grado di sfruttare il contenuto calorico dei rifiuti stessi per generare calore, riscaldare acqua ed infine produrre energia elettrica.Bruciare i rifiuti è superato in molti paesi

Negli U.S.A. dal 1998 non si costruiscono più inceneritori o termovalorizzatori, perché costosi e inquinanti. La Germania ha una raccolta differenziata del 44% e non riesce più ad alimentare gli inceneritori costruiti.

Li sta abbandonando ed importa rifiuti dalla Campania per alimentare correttamente quelli rimasti.

Bruciare i rifiuti comporta seri rischi sanitariIn un solo anno l’inceneritore di Bellolampo riverserebbe sulla città di Palermo e sulle aree limitrofe, con l’attuale dimensionamento e nel rispetto delle norme vigenti:

- circa 31.000 kg/a di polveri disperse contenenti sostanze tossiche;

- circa 546.000 t/a di fumi immessi in atmosfera contenenti fra l’altro diossine, furani, metalli pesanti come cadmio-piombo-mercurio, il famigerato PM10 e sostanze ancora poco conosciute come le nanoparticelle.


Non esiste nessun filtro in grado di portare a zero i valori di emissione di queste sostanze, che sono dannose per la salute e provocano in molti casi malformazione nei feti e cancro, come ampiamente dimostrato dalla letteratura medica.


Le diossine e i metalli pesanti non sono biodegradabili e che esse si accumulano negli organismi viventi entrando nella catena alimentare.


La diossina non viene metabolizzata dal fegato e, pertanto, rimane “per sempre” nel nostro corpo.


Solo le donne in stato interessante possono “liberarsene”, trasmettendone gran parte al feto e poi al lattante attraverso l’allattamento.


Il termine diossine indica un gruppo di sostanze chimiche che non si trova quasi mai in natura ma viene prodotto dalla combustione di molti materiali, in determinate condizioni.


La combustione dei rifiuti produce, inoltre, furani e PBC (poli-cloro-bifenili).

Queste sostanze sono tra i più potenti agenti cancerogeni e mutageni (malformazioni) mai sperimentati.E circa 200 su 365 giorni il vento soffia da ovest o sud-ovest, quindi porterebbe i fumi dell’inceneritore da Bellolampo sulla città di Palermo (!!!)

Un grande rischio ambientale: i rifiuti speciali prodotti dall’incenerimento


Bruciando tre tonnellate di rifiuti viene prodotta 1 tonnellata di ceneri tossiche (per Bellolampo se ne prevedono 250 mila tonnellate.

Riceverà anche le scorie e le polveri provenienti dall’inceneritore di Casteltermini (AG): sono circa altre 80.000 tonnellate ogni anno).

Queste scorie contengono centinaia di molecole tossiche tra cui cloro-diossine e metalli pesanti, che si accumulano nel suolo e contaminano le falde acquifere e le acque reflue, penetrando così nella catena alimentare (attraverso prodotti agricoli, carni, latte e derivati, pesce).

L’inceneritore di Bellolampo ha bisogno quindi di una discarica speciale per questo tipo di rifiuto.

Le scorie delle polveri prodotte dall’inceneritore di Brescia sono depositate in miniere di salgemma in Germania, adatte per la loro stabilità geologica e sismica. Bellolampo è invece un sito sismico e il suolo è altamente permeabile.

Le ubicazioni scelte per gli inceneritori daranno luogo a un ingiustificato e pericoloso tour dei rifiuti.

Essi dovranno percorrere tappe, anche di oltre 100 km, dal luogo di produzione alla destinazione finale, intasando e quindi inquinando maggiormente, arterie già regolarmente trafficate, come ad esempio Via Leonardo Da Vinci.

E tu cittadino paghi …

I cittadini, in particolare quelli di Palermo, devono pagare:una tassa sui rifiuti perché possano essere bruciati una sovvenzione statale agli impianti di incenerimento perché solo in Italia il rifiuto è considerato fonte di energia rinnovabile la bolletta della luce e del riscaldamento che sono prodotti in parte dai loro rifiuti

Pagano infine perché tali impianti offrono minor occupazione rispetto ad un impianto di riciclaggio, accollandosi (i cittadini, non certo i politici) gravi conseguenze di salute per gli interessi di pochi.

A Palermo l’Amministrazione Comunale ha appena aumentato del 75% la tassa rifiuti per i cittadini; quasi tutte le amministrazioni comunali italiane sono passate dalla tassa alla tariffa, e grazie al combinato effetto positivo dell’incremento della raccolta differenziata, hanno potuto contenere il costo a carico del cittadino.

Palermo, come altri comuni siciliani, deve invece far pagare ai cittadini la realizzazione di una politica sui rifiuti miope dal punto di vista sociale, ambientale ed economico.

La scelta prevista è la più costosaperché gli inceneritori producono energia bruciando manufatti per la cui realizzazione è già stata spesa altra energia (in poche parole essi distruggono l’energia in essi contenuta per recuperarne una frazione irrisoria);

perché per rendere economica la loro gestione, è previsto un contributo statale per ogni kWh prodotto;


in Italia i rifiuti sono considerati fonte rinnovabile, come il vento (!).


Su una bolletta di un anno su un totale, per esem

pio, di 936 Euro si pagano 34 Euro (3,6% del totale) per finanziare le fonti rinnovabili italiane.
In realtà solo il 20% circa (meno di 7 Euro) va alle fonti rinnovabili.


I 27 Euro rimanenti pagano l’energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti cosiddette “assimilate”.


E’ antieconomico perché oneroso per l’investimento iniziale e costoso per la gestione: infatti produce energia elettrica a prezzo tre volte superiore a quello di mercato: compensato dai sussidi pubblici, cioè dalle nostre bollette.

Anche se esistesse a impatto ambientale zero, un’opera con queste caratteristiche sarebbe bocciata già a livello di studio economico di fattibilità.

Nel resto del mondo si chiudono gli inceneritori per adottare sistemi ecologici che creano anche nuova occupazione: in Sicilia industriali italiani e politici siciliani costruiscono altri inceneritori.

Nessuna scelta di natura economica (come si può configurare il ricavo derivante dallo smaltimento dei rifiuti provenienti anche da altre parti d’Italia) può trovare giustificazione di sorta quando si mettono in gioco valori fondamentali della nostra civiltà come la tutela della salute, che è patrimonio di tutti noi.


Un altro piano rifiuti è possibile


Vi sono Comuni in tutta Italia che hanno superato il 50% di raccolta differenziata ed in alcuni casi raggiunto e superato il 70%, in meno anni di quanti se ne impiegano per portare a regime un inceneritore.In Sicilia negli ultimi quattro anni siamo passati dal 2 al 5,7%.


Colpa dei cittadini?


Chiediamo che sia incentivata la raccolta differenziata fatta seriamente a cura dei Comuni e che la Regione (non solo con qualche manifesto sporadico e propagandistico) li aiuti a incrementarne l’efficienza.

I rifiuti sono una risorsa potenziale che deve essere riportata nel sistema economico.

Riciclare e compostare i rifiuti è un approccio più sostenibile rispetto a quello dello smaltimento, può ridurre i costi di gestione e creare posti di lavoro.

Inoltre, fino a quando l'incenerimento sarà considerato come una soluzione alla crisi dei rifiuti, l'industria non sarà spinta verso la progettazione e la produzione di beni di consumo che non contengano sostanze chimiche tossiche.

I rifiuti potrebbero essere riutilizzati, riciclati e compostati in condizioni di sicurezza garantendo in tal modo una soluzione sostenibile ad un problema globale, in linea con una visione progressiva di una società che produca Zero Rifiuti.

Un’altra politica è possibileAd esempio San Francisco, nel 2003 ha aderito al programma Zero Rifiuti e nel 2006 arriverà al 75% di raccolta differenziata (e già è ampiamente sulla buona strada), entro i prossimi 10 anni raggiungerà l’obiettivo “rifiuti zero”.


Ma quanto sopra, già avviene in Europa e in buona parte del nord Italia.

La “strategia “rifiuti zero” è basata sulla raccolta differenziata spinta e sulla riduzione degli imballaggi.

Come detto è già presente nel nord Italia: es. provincia di Treviso dove si raggiunge il 70,01 % nei 22 comuni gestiti dal consorzio PRIULA; es. Asti con il 74% di raccolta differenziata; es. Torino e provincia con tutta una serie di valori superiori al 70% con punte dell’80%, valori raggiunti nell’arco di 2-3 anni.


Tali esperienze hanno dimostrato che per arrivare a questi risultati non è un problema di colore politico (a Treviso domina la Lega, mentre Asti ha un sindaco di Rifondazione Comunista) ma di scelte intelligenti e di volontà politica.


La “ Rete per la difesa dei Beni Comuni ” si propone l'obbiettivo primario di coinvolgere il maggior numero di cittadini interessati al tema della difesa dei Beni Comuni e della tutela dell’ambiente e della salute e ad un corretta soluzione dei problemi riguardanti il territorio e lo sviluppo della città.


Vieni alle nostre riunioni al Centro Arrupe, via Franz Lehar, 6 di lunedì alle ore 18.30 (05.02.07 tema rifiuti/inceneritore, 12.02.07 sul tema Acqua in Comune e così a seguire)


Visita il nostro sito http://www.benicomuni.net/.


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