Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”




Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..






“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in superficie “






Pino Ciampolillo


Tuesday, October 31, 2006

Isola Pulita Il Comitato Scrive una Lettera aperta al Sindaco su BONIFICA e RIQUALIFICAZIONE


Il Comitato Cittadino Isola Pulita :
Lettera aperta al Sindaco Portobello
C’E’ CHI DICE NO!

Signor Sindaco Portobello, Lei nel marzo del c.a. ha diffidato la Italcementi, consci del fatto che il provvedimento da Lei adottato nei confronti della Italcementi era un atto Dovuto, ci preme in ogni caso comunicarLe il nostro grande apprezzamento, per la Sua decisione, a dimostrazione di un’assunzione di RESPONSABILITA’. Probabilmente possiamo affermare, che per la prima volta ad Isola delle Femmine una pubblica istituzione intima e sollecita un’Azienda privata al rispetto delle leggi in materia ambientale, della salute dei cittadini, al rispetto del territorio in cui, un’azienda, agisce e produce.Ci rendiamo conto delle resistenze che ha dovuto superare nell’adottare il provvedimento, perché come tutti possono immaginare, ma non dire, (si vocifera) che tra la politica (con la p minuscola) e la Italcementi si è creato una sorta di “vicendevole e benevolo condizionamento”. Vedasi l’impegno della Italcementi nel soddisfare alcune esigenze della nostra Comunità, nel favorire assunzioni di nostri concittadini e varie opere di beneficenze, un esempio illuminante è stata la concessione autorizzata qualche anno addietro, dal Comune di Isola per la realizzazione del deposito di stoccaggio di petcoke. Sembra esservi dubbi sulla sua legittimità oltretutto in un sito in cui si svolgeva attività estrattiva. A tal proposito c’è da chiedersi ed eventualmente verificare la scadenza della concessione.Per tornare alla Sua diffida, noi pensiamo che diversamente da quanto affermato dalla Italcementi, il petcoke non è una cosa “innocua”.
Esperti chimici hanno dimostrato il petcoke: ricchi di metalli pesanti e zolfo.L’ARPA sembra aver riscontrato delle violazioni per l’uso del combustibile Petcoke, al punto di doverne dare dovuta informativa all’autorità giudiziaria.L’uso di questa “feccia del petrolio”, che va sempre più aumentando, determina un incremento vertiginoso dei profitti. Tutto ciò naturalmente può avvenire se è consentito, senza che chi ne ha la responsabilità si curi di tener conto dell’ubicazione dello stabilimento che è posto in un’area altamente abitata, pensiamo! All’ingresso del Paese. (alto rischio oltre che ambientale anche sanitario).
Oggi finalmente: l’ARPA ammette che le proteste dei cittadini di Isola avevano fondamento.
I Cittadini di Isola delle Femmine dicevano la verità! D’altronde anche l’ Italcementi comincia a dire qualcosa in più, anche se con lo scopo di tirare acqua al suo mulino senza dire fino in fondo come stanno effettivamente le cose! (per esempio quando si vuole scambiare il petcoke con il carbone o polverino di carbone).
L’ARPA afferma che: “…la Italcementi non è in grado di fornire la documentazione tecnica allegata ai decreti autorizzativi sopraelencati, né di indicare quali fossero i combustibili autorizzati, né la data d’inizio d’impiego del petcoke; si evidenzia altresì che la natura del combustibile utilizzato…… le modalità di gestione del petcoke non sono citate nei decreti autorizzativi e non sono descritte nelle relazioni annuali prodotte dalla Ditta sul contenimento delle emissioni diffuse; inoltre la ditta effettua attività di recupero rifiuti costituiti da refrattari nella linea di produzione clinker e di gessi chimici da desolforazione nella produzione di cemento nel molino cotto 3.
Di quest’attività di recupero non è data evidenza nelle relazioni analitiche relative ai punti d’emissione.”. Ai sensi delle direttive Europee gli “Stati membri (cioè l’Italia) devono adottare le misure necessarie per assicurare che i rifiuti siano recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che POTREBBERO recare pregiudizio all’ambiente e in particolare:- senza creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo e per la fauna e la flora;- senza causare inconvenienti da rumori od odori;- senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse”.In percentuale, proviamo a chiederci, quanto incidono sull’inquinamento dell’aria le continue e frequenti emissioni derivanti dall’attività lavorativa della Italcementi?
INQUINARE l’aria, è un reato molto grave, che coinvolge il Sindaco, e dirigenti della pubblica amministrazione.Le considerazioni che in genere sono fatte a fronte di tali affermazioni sono:“siete in grado di provare ciò?”
I ricercatori parlano in termini di anni per avere una casistica certa e meritevole di costituzione in giudizio. Per esempio a distanza di anni, in un’area ove si produce cemento, si è accertato che sul 20% della popolazione erano concentrati il 60% dei tumori polmonari presenti nella zona e ciò ha provocato denunce penali.
Quando si parla di emissioni, per la salute dei lavoratori della Italcementi dei loro figli e dell’intera Cittadinanza è importante sapere quantitativamente le sostanze immesse nell'aria. Un Sistema di rilevazione e controllo autogestito con la partecipazione delle Associazioni dei Cittadini, potrebbe fornirci delle indicazioni precise sulla qualità dell’aria che respiriamo.
Ci chiediamo se il Sindaco i Rappresentanti dei lavoratori e i cittadini siano bene informati su quanto con sempre più frequenza avviene in termini di emissioni.
Chiediamo a Lei Signor Sindaco, che ha avuto l’opportunità di approfondire la questione.
Se ha chiesto spiegazioni, rispetto delle normative ed impegni precisi alla Italcementi?
Noi Abbiamo fondati motivi per ritenere che nulla di tutto questo sia accaduto e dobbiamo prendere atto che chi "giura" sulle garanzie del processo produttivo, chi parla di "controlli efficienti" sui combustibili utilizzati, chi si sbraccia per sostenere di "avere a cuore" e di fare il possibile per tutelare la salute dei suoi concittadini, in pratica cerchi di mascherare una tragica realtà che risulta più comoda nascondere o minimizzare.Sottovalutare o fingere di ignorare, i rischi a cui quotidianamente i cittadini di Isola sono soggetti, e perdere altro tempo, contando sullo sfinimento, l’emarginazione, la derisione,
l’ isolamento di chi è impegnato nella difesa della salute e della qualità della vita,
E’ UN REATO!
Vi è in Noi la convinzione che OGGI: la tecnologia ha in serbo tutti gli strumenti necessari affinchè il ciclo produttivo della Italcementi, possa svolgersi nel rispetto della salute dei lavoratori dei nostri cittadini e di quelli di tutti i comuni limitrofi. Il problema è solamente di natura economica.
Nel ribadire ancora una volta la nostra posizione della salvaguardia degli attuali livelli occupazionali, rivolgiamo un forte appello ai cittadini e ai lavoratori affinché si riprenda una seria riflessione su quanto avvenuto e quanto sta avvenendo in questi impianti. La tutela della salute non può essere delegata e l'unica garanzia passa attraverso l'assunzione di un impegno diretto, responsabilità e azione di noi cittadini direttamente interessati.Signor Sindaco Portobello, a Lei che è delegato a tutelare la salute pubblica, Le chiediamo di essere più presente quando si affrontano di queste problematiche che vedono coinvolta l’intera comunità che Lei pensa di Amministrare. Ora! Ai cittadini di Isola delle Femmine è data una grande opportunità: attraverso una grande opera di BONIFICA dell’area che l’ARPA ha certificato essere contaminata creare le condizioni di un recupero ambientale e paesaggistico ai fini di una fruibilità da parte dei cittadini di un sito che la Comunità Europea ha dichiarato essere area di protezione ambientale e che in Italia è stato recepito dal Decreto Presidenziale 357 dell’8.9.97.

Comitato Cittadino Isola Pulitahttp://www.isolapulita.it/

Friday, October 06, 2006

Isola Pulita I NOSTRI RIFERIMENTI


http://www.ecquologia.it/forum/viewtopic.php?t=743
http://www.teleoccidente.it/home/players/TOnews.htm
http://isolapulita.blogspot.com/2006/08/isola-delle-femmine-italcementi.html
http://isolapulita.blogspot.com/2006/09/la-prima-volta-del-petcokesi-la-prima.html
http://isolapulita.blogspot.com/2006/10/comunicato-stampa-comitato-cittadino.html
http://isolapulita.blogspot.com/2006/10/larpa-relaziona-sullescursione-raffo.html
http://isolapulita.blogspot.com/2006/09/unescursione-raffo-rosso-area-di.html
http://isolapulita.blogspot.com/2006/09/il-tempo-passa-le-emissioni-restano-il.html
http://www.isolapossibile.it/article.php3?id_article=637http://www.isolapossibile.it/article.php3?id_article=795
http://www.vglobale.it/NewsRoom/index.php?News=2665
http://www.vglobale.it/NewsRoom/?News=2593&ref=http://www.granrifiuto.com/visualizza.asp?cod=202
http://www.granrifiuto.com/visualizza.asp?cod=207
http://www.granrifiuto.com/visualizza.asp?cod=210
http://forum.webtool.it/ShowThread.aspx?idconfig=871&idforum=15112&idthread=100886
http://www.keypivot.com/Isola_Pulita/
http://www.girodivite.it/Isola-Pulita-ma-parliamo-dello.html
http://www.step1magazine.it/v2_forum.php?action=read_topic&id=8651
http://www.step1magazine.it/v2_forum.php?action=read_topic&id=7668
http://www.step1magazine.it/v2_forum.php?action=read_topic&id=7853
http://www.mupa.it/blog/19
http://isolapulita.ilcannocchiale.it/
http://www.partinico.info/?q=node/326#comment-6164
http://www.ammazzatecitutti.org/forum/index.php?act=ST&f=11&t=2325
http://invisibil.blogspot.com/2006_10_01_invisibil_archive.html
http://www.risorsetiche.it/presentazione_sito.php?page=2&id_sito=132
http://www.intopic.it/find.php?lookingfor=italcementihttp://www.intopic.it/find.php?lookingfor=petcoke
http://isoladellefemmine.italynet.it/news.htm
http://calusco.blogspot.com/
http://www.lasciatecirespirare.it/modules.php?name=News&file=article&sid=233
http://www.vglobale.it/VG/Linklania.php?=&p=3http://www.isolapossibile.it/article.php3?id_article=5
www.invisibile.135.it
http://www.ilvaldinoto.net/
http://pinociampolillo.blogspot.com/2006/07/la-rinascita-di-isola-delle-femmine-la.html
http://rinascita-di-isola.blogspot.com/2006/06/rinascita-di-isola-delle-femmine-i.html
http://larinascitadiisoladellefemmine.blogspot.com/
http://la-rinascita-a-isola-delle-femmine.blogspot.com/2006/06/la-rinascita-piano-regolatore-generale.html
http://ciampolillo-pinoisoladellefemmine.blogspot.com/2006/04/ras-sindacato-intervento-al.html
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2006/08/la-rinascita-isola-delle-femmine.html

FAI INFORMAZIONE




ANALISI DELLE PROBLEMATICHE SOTTOSTANTI ALLA RICHIESTA DELLA “ITALCEMENTI S.p.a.” di Isola delle Femmine

ANALISI DELLE PROBLEMATICHE SOTTOSTANTI ALLA RICHIESTA DELLA “ITALCEMENTI S.p.a.” di Isola delle Femmine


Il Comitato Cittadino Isola Pulita  ritiene necessario iniziare la seguente esposizione con una considerazione di rilevanza fondamentale:

anteporre a qualsiasi ragionamento di carattere normativo, tecnico ed economico il principio costituito della tutela della salute dell’individuo che, come è ben noto, non conosce ragioni superiori all’interno dell’ordinamento giuridico.

Con il presente parere, difatti, non si ha la pretesa di scovare soltanto elementi negativi che giustificherebbe un giudizio di diniego assoluto all’ampliamento  della cementerai quanto, piuttosto, di non far dimenticare, a tutti gli organi preposti alla realizzazione, gestione e controllo dell’opera auspicata, che tutte le norme, che disciplinano le attività in gioco, sono subordinate ad una ratio di natura indefettibile, e cioè :  la salvaguardia della salute sia del singolo che dell’ambiente in cui egli svolge la sua esistenza.

Se ne ricava che la violazione delle norme che presiedono e che regolano la possibilità di esercitare questo tipo di produzione industriale, pregiudicherebbe interessi di carattere talmente primari che, qualunque risarcimento futuro, non restituirebbe in alcun modo il mal tolto.

Premesso quanto sopra, ecco i punti che si intende analizzare con lo spirito non dell’esperto in materia quanto del cittadino preoccupato e desideroso che tutto sia conforme al giusto e per conseguenza alle normative giuridiche legali.

  1. Riferimenti normativi posti a tutela della salute
  2. Aspetti relativi all’impatto ambientale e necessità di un progetto definitivo per una completa valutazione
  3. Connessione con le specifiche normative di urbanizzazione del Comune di Isola delle Femmine
  4. Considerazioni conclusive  

PUNTO 1

Chiaramente l’analisi riguarda le disposizioni strettamente riferibili alle attività produttive nel cui ambito rientra la Italcementi S.pa.
In tale direzione occorre partire dal T.U.LL.SS. (Testo unico delle leggi sanitarie) risalente al 1934, tutt’oggi in vigore ed al Regolamento generale sanitario del 1901, dal cui combinato disposto dagli articoli 216 e 101_105, richiamati e confermati dal D.M. della Sanità del 5 settembre 1994, è dato ricavare l’elenco ancora oggi vigente delle “industrie insalubri”.

Recita l’art 216 del T.U.LL.SS.:
“le manifatture o fabbriche che producono vapori, gas o altre esalazioni insalubri o che possono riuscire in latro modo pericolose alla salute degli abitanti sono indicate in un elenco diviso in due classi;
la prima comprende quelle che debbono essere isolate nelle campagne e tenute lontano dalle abitazioni;
la seconda quelle che esigono speciali cautele per la incolumità del vicinato…”

In omaggio alle disposizioni normative sopra citate si evidenzia che rientrano nella prima classe (parte 1°, lettera B n 33) le industrie che producono cementi.

Si faccia bene attenzione: l’elenco di cui si discute, che classifica le industrie insalubri, è tassativo e non è suscettibile di ampliamenti o riduzioni ad opera di alcun soggetto giuridico, ad eccezione, ovviamente, del medesimo organo ministeriale che lo ha stilato, in tal senso si è espressa tutta la giurisprudenza, sia di legittimità (per tutte: 6216/1994) sia amministrativa ( per tutte: TAR 1981/2999, 1987/1476).

E’ stato addirittura affermato IL PRINCIPIO PER CUI TALI ELENCHI, NON SOLTANTO NON POSSONO ESSERE DISATTESI DAI COMUNI MA, anche, che le PRESCRIZIONI contenute in seno ad essi devono trovare applicazione nei confronti delle industrie già esistenti all’atto dell’emanazione del Decreto Ministeriale.

Dall’anzidetto ne discende come logico ed obbligato corollario:

“che la Italcementi, siccome industria che produce cemento, e quindi vapori, gas ed altre esalazioni, deve essere considerata in virtù della normativa sopra richiamata, di tipo insalubre, con la giuridica conseguenza che in nessun caso potrebbe e dovrebbe allocarsi nelle vicinanze di centri abitati, data la notevole potenzialità della medesima a causare eventi dannosi irreparabili per la salute degli abitanti;
disattendendo il suddetto ci si trova, e ciò lo si può affermare con molta schiettezza, contro legge:
specificamente contro l’art 216 del T.U.LL.SS., gli art 101 e seguenti del Regolamento sanitario e i Decreti Ministeriali che nel tempo sono entrati in vigore, i quali ad oggi hanno sostanzialmente ricalcato le definizioni di cui sopra esposto”

Un’ultima annotazione che chiude l’analisi del 1° punto attiene all’impossibilità, nel caso tale obiezione volesse essere avanzata, di potere ridimensionare le caratteristiche di tali industrie definite “di tipo insalubre” con dei semplici o complessi che siano adeguatamente finalizzati ad eliminare i pericoli di tali attività produttive.

In altri termini qualunque cautela venga realizzata potrà solo apparentemente ridurre i rischi, in quanto basterebbe soltanto un danno, un malfunzionamento temporale della produzione, ed ecco che riaffiorerebbe il pregiudizio per gli abitanti.

Alla luce delle considerazioni che precedono ci si chiede come mai una industria di tal specie si trova a stretto contatto con scuole, alberghi, abitazioni civili, locali pubblici, impianti sportivi e dulcis in fundo, guardia medica! ?

Senza dimenticare che l’ente comunale di Isola ha continuato nel tempo (quasi sino ad esaurimento di terreno disponibile), come se nulla fosse, a rilasciare concessioni edilizie e piani di lottizzazione per strutture da edificare a meno di 50 metri dalla citata industria.

Perché, infine, se un singolo individuo decide di costruire deve sottostare a tutta una serie di vincoli, dato che tutta la zona ove si trova la Cementeria è vincolata dal 1964 dalla Soprintendenza dei Beni Ambientali e Paesaggistici della regione Siciliana, mentre la predetta industria potrebbe, in disprezzo dei suddetti vincoli, addirittura realizzare la ipotetica torre “eiffel isolana

PUNTO 2

Pur considerando la superiore motivazione di carattere primario non ci si può sottrarre dall’analizzare gli effetti che un’eventuale ampliamento di siffatta misura avrebbe nei confronti dell’ambiente circostante.

E’ noto che la valutazione dell’impatto ambientale di un’opera altro non ha che il preciso fine di verificare il complessivo impatto di un progetto sul sistema ambientale;
chiaramente non si pretende, anche se esso costituisce il nostro auspicio, di avere in riferimento al progetto (che peraltro non esiste in nessun atto) un impatto ambientale “zero” ma, quanto meno, delle percentuali minime che in comparazione con le esigenze soddisfino, senza deturparlo, l’ambiente.

Per questa ragione la normativa prevede che lo studio di impatto, prospettato a cura del proponente e, quindi, della Italcementi (nel nostro caso specifico) prenda in esame TUTTI gli elementi utili al suo inquadramento all’interno del territorio che la circonda ( sia in termini di previsioni programmatiche che in termini di relazioni con le diverse componenti ambientali).

Per ottenere ciò occorre che lo studio sull’impatto ambientale sia, ai sensi dell’art 2 del DPCM 27/12/1988, corredato dai seguenti quadri di riferimento:
1)       quadro di riferimento programmatico che, ex art 3 del suddetto D.P.C.M., deve obbligatoriamente comprendere:
a)      la descrizione del progetto in relazione agli stati di attuazione degli strumenti pianificatori, di settore e territoriali, nell’ambito quali viene inquadrato il progetto stesso;
b)      la descrizione dei rapporti di coerenza del progetto con glim obiettivi perseguiti dagli strumenti pianificatori, evidenziando, con riguardo all’area interessata:
  • le eventuali modificazioni intervenute in corrispondenza alle ipotesi di sviluppo assunte a base delle pianificazioni;
  • l’indicazione degli interventi connessi, complementari o a servizio rispetto a quello proposto, con le eventuali previsioni di realizzazione;
c)       l’indicazione dei tempi di attuazione dell’intervento e delle eventuali infrastrutture a servizio e      complementari;
d)      la descrizione dell’attualità del progetto e la motivazione dell’eventuali modifiche apportate dopo la sua originaria concezione;
e)      le eventuali disarmonie di previsioni contenute in distinti strumenti programmatori quadro di riferimento progettuale che, ex art 4, della citata disposizione, dovrebbe constare di due distinte  parti trattanti i seguenti aspetti:

nella prima parte:

         si precisano le caratteristiche dell’opera progettata, con particolare riferimento a:
-          la natura dei beni e/o servizi offerti;
-          il grado di copertura della domanda ed i suoi livelli di soddisfacimento  in funzione delle diverse ipotesi progettuali esaminate, ciò anche con riferimento all’ipotesi di assenza  dell’intervento;
-          la prevedibile evoluzione qualitativa e quantitativa del rapporto domanda-offerta riferita alla presumibile vita tecnica ed economica dell’intervento;
-          l’articolazione delle attività necessarie alla realizzazione dell’opera in fase di cantiere e di quelle che ne caratterizzano l’esercizio;
-          i criteri che hanno guidato le scelte del progettista in relazione alle previsioni delle trasformazioni territoriali di breve e di lungo periodo conseguenti alla localizzazione dell’intervento, delle infrastrutture di servizio e dell’eventuale indotto;

nella prima seconda parte si descrivono:

-          le caratteristiche tecniche e fisiche del progetto e le aree occupate durante le fasi di costruzione e di esercizio;
-          l’insieme dei condizionamenti e vincoli di cui si è dovuto tenere conto nella redazione del progetto e in particolare:
-          le norme tecniche che regolano la realizzazione dell’opera;
-          le norme e le prescrizioni di strumenti urbanistici, i piani paesistici e territoriali e piani di settore;
-          i vincoli paesaggistici, naturalistici, architettonici, archeologici, storico-culturali, demaniali ed idrogeologici, servitù ed  altre limitazioni alla proprietà;
-          i condizionamenti indotti dalla natura e vocazione dei luoghi e da particolari esigenze di tutela ambientale,
-          le motivazioni tecniche della scelta progettuale e delle principali alternative prese in esame, opportunamente descritte, con particolare riferimento a:
a)      le scelte di processo per gli impianti industriali, per la produzione di energia elettrica e per lo smaltimento di rifiuti;
b)      le condizioni di utilizzazione delle risorse naturali e di materie prime direttamente ed indirettamente utilizzate o interessate nelle diverse fasi di realizzazione del progetto e di esercizio dell’opera;
c)       le quantità e le caratteristiche degli scarichi idrici, dei rifiuti, delle emissioni in atmosfera, con riferimento alle diverse fasi di attuazione del progetto e di esercizio dell’opera;
d)      le necessità progettuali di livello esecutivo e le esigenze gestionali imposte o da ritenersi necessarie a seguito dell’analisi ambientale;
e)      le eventuali misure non strettamente riferibili al progetto o provvedi menti di carattere gestionale che si ritiene opportuno adottare per contenere gli impatti sia nel corso della fase di costruzione che di esercizio;
f)        gli interventi di ottimizzazione dell’inserimento nel territorio e nell’ambiente;
g)      gli interventi tesi a riequilibrare eventuali scompensi indotti sull’ambiente, quadro di riferimento ambientale da suddividere in due sezioni distinte:
             2)  quadro ambientale: finalizzato alla descrizione delle componenti ambientali del sito interessato      dagli impianti (corrispondente a quanto indicato nel comma 2 dell’art 5 del DPCM);
a)   stima degli impatti: finalizzato alla individuazione e caratterizzazione degli impatti generati dagli impianti (corrispondente a quanto indicato nel comma 3 dell’art 5 del DPCM);

il quadro di riferimento ambientale deve quindi:
b)       definire l’ambito territoriale – inteso come sito ed area vasta – e i sistemi ambientali interessati dal progetto, sia direttamente che indirettamente, entro cui è da presumere che possono manifestarsi  effetti significativi sulla qualità degli stessi;
c)       individuare le aree, le componenti ed  i fattori ambientali e le relazioni tra essi esistenti, che manifestano un carattere di eventuali criticità, al fin di evidenziare gli approfondimenti di indagine necessari al caso specifico;
d)       documentare gli usi plurimi previsti dalle risorse, la pluralità negli usi delle medesime e gli ulteriori usi potenziali coinvolti dalla realizzazione del progetto;
e)       documentare i livelli di qualità preesistenti all’intervento per ciascuna componente ambientale interessata e gli eventuali fenomeni di degrado delle risorse in atto.

L’analisi di cui sopra deve essere effettuata con riferimento alle componenti ed ai fattori ambientali di cui agli allegati I e II del DPCM.

Secondo quanto previsto dal DPCM 27 dicembre 1988 (art 5 comma 3), per la stima degli impatti, in relazione alle peculiarità dell’ambiente interessato così come definite a seguito delle analisi di cui al comma 2 dell’art 5 del DPCM, si deve:
-          stimare qualitativamente e quantitativamente gli impatti indotti dall’opera sul sistema ambientale, nonché le interazioni degli impatti con le diverse componenti ed i fattori ambientali, anche in relazione ai rapporti esistenti tra essi;
-          descrivere le modificazioni delle condizioni d’uso e della fruizione potenziale del territorio, in rapporto alla situazione preesistente;
-          descrivere la prevedibile evoluzione, a seguito dell’intervento, delle componenti e dei fattori ambientali, delle relative interazioni e del sistema ambientale complessivo;
-          descrivere e stimare la modifica, sia nel breve che nel lungo periodo, dei livelli di qualità preesistenti, in relazione agli approfondimenti di cui al presente articolo;
-          definire gli strumenti di gestione e di controllo e, ove necessario, le reti di monitoraggio ambientale, documentando la localizzazione dei punti di misura e i parametri ritenuti opportuni;
-          illustrare i sistemi di intervento nell’ipotesi di manifestarsi di emergenze particolari.       
         La successiva valutazione condotta dalle Autorità competenti (in questo caso la Regione              Sicilia), è espressa tenendo conto della:
a)      necessità dell’impianto;
b)      motivazione delle scelte localizzative;
c)       motivazioni, criteri, condizionamenti e vincoli che hanno guidato la scelta progettuale.    

Lo studio d’impatto ambientale, per come ampliamente evidenziato, è un fondamentale supporto finalizzato alla scelta, tra tutte le possibili alternative, dell’ipotesi migliore ma, per poter esprimere un parere sugli interventi proposti, è assolutamente indispensabile disporre di un progetto definitivo e conoscere i criteri che hanno condotto il proponente a scegliere l’alternativa progettuale sottoposta a procedura di V.I.A.

Nel nostro caso specifico non  risulta che  la Italcementi abbia formalizzato, depositandolo nelle opportune sedi, un progetto definitivo dell’opera di ampliamento.

E poiché disporre dell’adeguata documentazione progettuale è requisito indefettibile per poter valutare in concreto tutti gli aspetti che non possono non essere oggetto di considerazioni nell’iter dell’istruttoria del procedimento volto a raggiungere un provvedimento definitivo ( di accoglimento o di diniego), se ne può concludere che, sin quando non saremo in possesso di tale documentazione, né noi del comitato né alcun organo con mansioni di decisione potrà esprimere una reale valutazione sull’argomento in questione.

Tutto ciò perché uno studio sull’impatto ambientale di qualsiasi opera, ancor più se trattasi di una industria di siffatte abnormi caratteristiche, deve fondarsi sull’analisi dettagliata di progetti definitivi (e non mere proposte), che permettano di considerare le fasi di costruzione, l’esercizio e la dismissione dell’impianto, deve altresì contenere informazioni esaustive sul tipo e sulla provenienza delle materie prime e dei combustibili impiegati nel processo, sulle emissioni, scarichi e rifiuti nelle diverse fasi di realizzazione e di esercizio dell’opera ed infine sulle eventuali misure di mitigazione.

Come è agevole desumere dal complesso delle considerazioni di fatto e di diritto che precedono si potrà concludere questo secondo punto in esame affermando che fin quando la Italcementi non dimostrerà, attraverso la presentazione di un concreto progetto, che contenga e spieghi tutti i requisiti testè descritti, né noi come comitato Isola Pulita né tanto meno  gli organi amministrativi competenti saranno in grado di valutare la effettiva incidenza di tale ampliamento rispetto all’ambiente circostante.


Punto 3 :

Occorre permettere, come criterio generale, che il livello di accettabilità di un progetto dipende sempre dalla sua rispondenza agli obiettivi di tutela e di riequilibrio perseguiti dagli strumenti di governo del territorio;
parziale difformità rispetto a tali previsioni, per essere accettabili, devono essere motivate da esigenze tecniche ed imprescindibili ed adeguatamente compensate da interventi moderativi studiati ad hoc;
tali interventi devono essere realizzati contestualmente all’avvio dell’attività di cantiere.

Ci si chiede se l’ipotesi di ampliamento dell’impianto prevista nell’area immediatamente accanto a dove si trova quello attuale sia oppure non in conformità od in contrasto con le norme del P.R.G. doi Isola delle Femmine e con gli indirizzi della pianificazione del territorio.

A cura del Comitato Cittadino Isola Pulita di Isola delle Femmine


 http://isoladellefemminepulita.blogspot.com/2011/09/video-intervista-ai-carabinieri-del-noe.html