Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”




Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..






“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in superficie “






Pino Ciampolillo


Monday, February 20, 2017

2017 14 FEBBRAIO SAN VALENTINO BOLOGNA SINDACO CORTE DEI CONTI DEI CONTI DELIBERAZIONE 51 2017 PRSP RENDICONTO 2014 BILANCIO DI PREVISIONE 2015 RITARDO APPROVAZIONE DISAVANZO AMMINISTRAZIONE 2014 NON RIPORTATO NEL 2015 EVASIONE TRIBUTARIA DEBITI FUORI BILANCIODEBITO ATO NON RICONOSCIUTO INCAPACITA A GESTIRE LA SPESA CORRENTE CON LE ENTRATE ……E LUI? SE LA PRENDE CON IL FOGGIANO URLANDO E INSULTANDOLO NEL CORRIDOIO DEL COMUNE DEMENZIALE CREDEVA DI ESSERE AL MERCATO





2014,2015, 2016, BOLOGNA, CRISCI CASSAZIONE SENTENZA 15729 2016, DEBITI FUORI BILANCIO, DEBORAH PUCCIO,DISAVANZO AMMINISTRAZIONE, IL FILO ROSSO,CORTE DEI CONTI DELIBERA 51 2017 PRSP,SAPPADA

2005 U BOLOGNA 12 OTTOBRE SI DIMETTE DA VICESINDACO PORTOBELLO NON MI FACEVA FARE IL SINDACO 12 OTTOBRE INTERVISTA A TELEOCCIDENTE 14 OTT 2005





2015, BOLOGNA, Caltanisetta, CRISCI CASSAZIONE SENTENZA 15729 2016, croce, DEBITI FUORI BILANCIO, DEBORAH PUCCIO, DISSESTO, FIORENZA, IL FILO ROSSO, LA BUA, LO JACONO, MARATEA, RIEQUILIBRIO DI BILANCIO, SAPPADA,

Saturday, February 18, 2017

Cuffaro Genchi Pellerito e i 4 Termovalorizzatori - Video Dailymotion


Comm.Parlamentare RIfiuti Cuffaro Genchi Luglio... di isolapulita




Cuffaro Genchi Pellerito e i 4 Termovalorizzatori di isolapulita



Caso Genchi, il chimico che bloccò gli inceneritori
Da Cuffaro a Crocetta: atti nulli, reticenze e processi

SIMONE OLIVELLI 
CRONACA Il caso è finito al centro dell'attenzione mediatica con la trasmissione televisiva Le Iene. Ripercorrendo i documenti che hanno segnato la vicenda negli ultimi dieci anni si scopre una storia kafkiana. Ad andarci di mezzo sarebbe stato anche un altro dipendente, che però nel frattempo ha deciso di trasferirsi in Canada

Documenti incompleti, atti annullati che ricompaiono dal nulla e, sullo sfondo, un processo a cinque tra dirigenti ed ex dirigenti regionali. La vicenda di Gioacchino Genchi - l'ex chimico della Regione sollevato dall'incarico di responsabile del servizio Tutela dall’inquinamento atmosferico, dopo aver ricevuto una valutazione negativa senza valide motivazioni - sembra essere stata partorita dalla mente dello scrittore Franz Kafka. Solo che quanto accaduto a Palermo, tra il 2007 e il 2016, è tutto reale. Seppure apparentemente incredibile. 
Della storia si è occupata nei giorni scorsi la trasmissione televisiva Le Iene, che ha raccontato anche di come l'inviato Dino Giarrusso sia stato buttato a terra e placcato dagli uomini della scorta di Rosario Crocetta. Ma l'ex sindaco di Gela è soltanto l'ultimo dei presidenti di Regione coinvolti nel destino professionale di Genchi. 
Tutto, infatti, ha inizio nel 2006, quando a guidare la Sicilia è Totò Cuffaro. In quell'anno Genchi dà parere negativo al progetto per i quattro mega-inceneritori che sarebbero dovuti sorgere a Palermo, Casteltermini, Paternò e Augusta. Una decisione che Cuffaro non accetta. E non ne fa mistero. Nel 2007, durante un'audizione alla commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti dice ai parlamentari: «Abbiamo chiesto al ministro di avocare (la pratica, ndr)». Anche se in realtà ad appellarsi al ministero, senza esito, sono state le ditte che avrebbero dovuto realizzare gli impianti, e non la Regione.
I paradossi, tuttavia, iniziano due anni dopo. Quando, con Raffaele Lombardo governatore, la giunta regionale - l'assessore al Territorio era Pippo Sorbello, attuale deputato di Centristi per la Sicilia -, esaminando la scheda prodotta dallo staff del dipartimento «nella quale si propone una valutazione negativa», sospende Genchi da incarichi dirigenziali per quattro anni a partire dal 2007. I problemi, però, sono due: il primo riguarda la scheda in sé che non è mai stata vistata da Genchi e non presenta neanche un giudizio negativo, ma soltanto un punteggio - 58,01 - che in base alla normativa regionale (che prevede come punteggio minimo 50) non consente alcuna sanzione disciplinare; il secondo concerne il numero di anni della sospensione che, secondo la legge, non potrebbero essere più di tre. 
Davanti a questo provvedimento e alle evidenze a proprio favore, Genchi fa ricorso straordinario al presidente della Regione. Lombardo lo accoglie e annulla il decreto di revoca degli incarichi dirigenziali. Tutto sembrerebbe essersi risolto, ma non è così. La misura non viene mai applicata e Genchi non viene reintegrato. La situazione diventa poi surreale nel 2010, con il terzo governo Lombardo: nonostante un parere favorevole a Genchi da parte di una commissione interna al dipartimento, l'esecutivo regionale resuscita il provvedimento ormai morto. Riconfermando la sospensione già annullata.  
Contattato da MeridioNews, Lombardo dichiara: «Non conosco Genchi, non ci ho mai parlato. Si è trattato di atti proposti dal dirigente generale e dall'assessore». Ovvero da Giovanni Di Mauro, fedelissimo dell'ex governatore e attuale deputato del gruppo Pds-Mpa. Che però alla richiesta di commento sulla decisione di portare in giunta un atto annullato risponde: «Non credo di averlo portato. Ha i documenti? Se li tenga, non ricordo e non mi interessa l'argomento. Quando torno a fare l'assessore ne parliamo».
Lo stallo arriva così fino a Crocetta. E con lui continua. Sono tanti, infatti, i documenti che negli ultimi due anni descrivono il rimpallo di responsabilità tra giunta regionale, assessorato e uffici. A pronunciarsi è anche l'Anac di Raffaele Cantone, ammettendo la poca trasparenza che ha caratterizzato l'intera vicenda e comunicando di aver inviato gli atti in Procura. A maggio 2015, il dirigente generale Maurizio Pirillo, rispondendo all'ufficio di segreteria della giunta regionale, dichiara: «È da ritenersi evidente e indiscutibile l'asserzione che il punteggio di 58 costituisce una valutazione senza demerito, ovvero non negativa, poiché non inferiore a 50 punti». Quattro mesi dopo, però, lo stesso Pirillo suggerisce alla giunta di «astenersi al momento da qualsiasi iniziativa» nei confronti di Genchi.
Dopo la polemica dei giorni scorsi, con Crocetta che prima della puntata de Le Iene aveva attaccato la ricostruzione dei fatti in merito all'aggressione all'inviato, MeridioNews ha provato a contattare il presidente della Regione non ottenendo, al momento, alcuna replica
Giovedì prossimo, intanto, ripartirà il processo in Corte d'Assise. Alla sbarra ci sono gli ex dirigenti Giovanni ArnoneVincenzo SansonePietro Tolomeo Antonino Maniscalco e l'attuale direttore generale del dipartimento ai Beni culturali Sergio Gelardi; tutti accusati di aver dato una valutazione inferiore a quella che il chimico avrebbe meritato nel 2006. Ovvero ben più di quei 58 punti, che tuttavia sarebbero stati sufficienti a evitare tutte le grane a Genchi. Quest'ultimo, a sua volta, ha già inoltrato alla Regione una richiesta di risarcimento danni da mezzo milione di euro
Tutto questo, per quanto riguarda l'ex chimico. Ma a rimanere incastrato nelle maglie della burocrazia sarebbe stato anche un altro ex dipendente regionale. Si tratta di Alessandro Pellerito, pure lui chimico e, all'epoca dei fatti, braccio destro di Genchi. Pellerito, tuttavia, ha deciso di sfuggire a Kafka: nel 2010 ha lasciato il posto alla Regione e si è trasferito in Canada. Dove 67 - questo il punteggio della sua valutazione - è senz'altro maggiore di 50. 






Presidente Crocetta: 50 è maggiore o minore di 58? L’esilarante video de Le Iene su Rosario da Gela



Nel video si ricostruisce la storia del funzionario della Regione siciliana, Ino Genchi, perseguitato da ben tre Governi regionali per essersi rifiutato di avallare un’operazione miliardaria sui quattro termovalorizzatori ‘pensati’ ai tempi di Totò Cuffaro. Da allora Genchi ne ha visto di tutti i colori. E ancora oggi la vicenda non è stata chiarita, perché giocando sui numeri – 50 e 58, per l’appunto – a Genchi viene negato anche il risarcimento. Ma chi esce veramente a pezzi da questo video è Crocetta, che…
I Nuovi Vespri si sono già occupati delle vicissitudini di Ino Genchi, il bravo funzionario della Regione siciliana – per la precisione, dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente – perseguitato da ben tre presidenti della Regione per aver difeso la salute dei Siciliani dall’affarismo di una certa politica.
Ce ne siamo occupati, in particolare, in questo articolo firmato da Lino Buscemi:

Non ci crederete: Crocetta & Croce non credono che 58 è un numero maggiore di 50…

Genchi è un chimico. Presso gli uffici dell’assessorato al Territorio e Ambiente si occupava di tutela della salute pubblica. Nei primi anni del 2000, quando presidente della Regione era Totò Cuffaro, si è rifiutato di approvare la realizzazione di quattro inceneritori di rifiuti detti anche termovalorizzatori (si chiamano così quando si utilizza l’energia che viene prodotta dalla combustione dei rifiuti). A suo parere gli impianti erano inquinamenti e pregiudicavano la salute pubblica.
Da allora sono cominciate le persecuzioni nei suoi riguardi. Che sono continuate anche dopo che Cuffaro – era il 2008 – è stato sostituito, alla presidenza della Regione, da Raffaele Lombardo. Quest’ultimo ha sempre affermato di aver combattuto i termovalorizzatori. E ha sempre lasciato intendere che tanti dei suoi guai sono iniziati proprio dal suo no ai quattro impianti per incenerire i rifiuti.
In effetti, con Lombardo al Governo della Sicilia i lavori per la realizzazione dei quattro mega impianti non sono ripresi. Ma la cosa strana, però, è che non sono state interrotte nemmeno le persecuzioni contro Genchi.
(Per la cronaca – visto che la storia esiste per non essere dimenticate e per essere raccontata – nel 2012 il Governo Lombardo e il Governo Monti approvavano un bizzarro Piano stralcio per la gestione dei rifiuti in Sicilia che prevedeva di bruciare i rifiuti nelle cementerie dell’Isola: operazione ancora più grave, sotto il profilo della tutela dell’ambiente, perché l’inquinamento sarebbe stato maggiore. Questa trovata ‘geniale’ – avallata, allora da Legambiente Sicilia – è stata bloccata. Ma è rimasta agli atti, a futura memoria, per dirla con Leonardo Sciascia…).
Il video de Le Iene, che vi proponiamo, ricostruisce bene tutta la storia: parla del Governo Cuffaro, del Governo Lombardo: ma parla, soprattutto, dell’attuale presidente della Regione, Rosario Crocetta, che da questa storia ne esce a pezzi.
La storia, lo ribadiamo, è quella dei quattro termovalorizzatori. Ma c’è la storia nella storia: ed è la storia, quasi una mezza opera buffa, del nostro Rosario da Gela che, con molta probabilità, mette agli atti, sotto gli occhi di milioni di telespettatori, forse la sua più brutta figura da presidente della Regione siciliana.
Succede che a Ino Genghi l’Amministrazione regionale appioppi una valutazione pari a 58. Sotto i 50 punti – sono le regole che si è data la stessa Amministrazione – il punteggio è negativo; sopra 50 è positivo. Genchi ha preso 58, ma la Regione siciliana, kafkianamente, lo considera un punteggio negativo…
Sì, avete letto bene: come scrivono i giudici – che fino ad oggi, per ben tre volte, hanno dato ragione a Genchi! – la matematica non è un’opinione. Ma nelle mani della mala politica siciliana – e di un’Amministrazione governata dalla malapolitica – anche la matematica diventa un’opinione.
Insomma, anche per il Governo Crocetta 58 rimane un numero inferiore a 50!
Nel video si vedono i cronisti de Le Iene che telefonano a Crocetta, parlano con lui: ma Rosario da Gela prima bletera qualche parola di circostanza e poi gli chiude il telefono in faccia.
Surreale anche il dialogo con un collaboratore del presidente della Regione, che dice che Crocetta chiarirà tutto e bla bla bla. 
Si vede il cronista che si reca a Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione siciliana, e becca Crocetta all’uscita. Con quest’ultimo che, quando avvista il cronista de Le Iene, al ritmo di una commedia di Ridolini fa marcia indietro, fa chiudere il portone e scappa da un’altra parte.
Scena finale a Napoli, a un convegno. Il cronista de Le Iene, microfono tra le mani, incrocia Crocetta che entra nel luogo dove ha sede l’incontro. Il presidente della Regione siciliana è protetto dagli uomini della sua scorta.
Il cronista gli chiede:
“Presidente Crocetta, 50 è maggiore o minore di 58′”.
Rosario da Gela in versione napoletana tira dritto. Il cronista insiste, ma viene placcato, come a rugby, da uomini della scorta o da altri soggetti. Il cronista insiste: ma viene gettato a terra e malmenato. A un certo punto gli strappano anche il microfono.
Chiusura con un comunicato del presidente Crocetta che nega l’evidenza e si dice pronto a chiarire tutto, con la redazione che gli rinfaccia i sui atti che smentiscono quello che scrive: semplicemente incredibile!
Sono scene tragicomiche, ma anche amare. Ragazzi: questo è il presidente della Regione siciliana, esponente del partito che governa l’Italia e che, tra qualche mese, si presenterà, ci possiamo giurare!, al G7 di Taormina…
Che dire? Intanto godetevi questo video: ne vale veramente la pena.
P.S.
Alla fine Ficarra e Picone ci faranno un film, “Il 50 e il 58”?
Ovviamente, sarà la Giustizia a riconoscere i diritti negati a Genchi dall’Amministrazione regionale. Perché se la regione siciliana non mette per iscritto che 58 è maggiore di 50 Ino Genchi non ha nemmeno diritto al risarcimento...
http://www.inuovivespri.it/2017/02/16/presidente-crocetta-50-e-maggiore-o-minore-di-58-lesilarante-video-de-le-iene-su-rosario-da-gela/#_





Massimo Finocchiaro ha condiviso il post di Le Iene.
11 ore fa ·
Il servizio delle Iene è un grande autogol d'autore. Anche un bambino capirebbe che nessun giornalista assale alle spalle un Presidente della Regione, sotto scorta da anni, per chiedere spigazioni su una delibera di 11 anni fa a firma dell'ex Presidente Lombardo. Come loro stessi sostengono c'è in corso un procedimento disciplinare ma se ne pretenderebbe l'annullamento da Rosario Crocetta perché "loro" hanno decretato che "INGIUSTIZIA CI FU".
Il video è troppo chiaro e la strumentalizzazione, purtroppo, è fin troppo evidente.





Le Iene

12 ore fa
L’ex dirigente della Regione Sicilia Gioacchino Genchi si era opposto alla costruzione di un inceneritore sopra Palermo, perché secondo lui la realizzazione dell’impianto era un potenziale pericolo per la salute dei cittadini. Dopo il suo "no" gli è stato revocato l’incarico ed è stato colpito da una sanzione disciplinare. Iena Dino Giarrusso ha cercato di parlare con il Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta per spiegare la situazione dell’ex dirigente ma è stato placcato dalla sicurezza e gettato a terra. Le dichiarazioni rilasciate dal Presidente Crocetta sull’episodio non coincidono con quello che è stato ripreso dalle nostre telecamere.
ANZA', AREE AD ALTO RISCHIO AMBIENTALE, ARNONE, Bertolino, CAGGESE, croce,CROCETTA, CUFFARO, eni, GELA, GENCHI, INCENERITORI, ITALCEMENTI,LOMBARDO,PELLERITO, PETROLCHIMICO, TOLOMEO, TUTELA DALL'INQUINAMENTO,




Thursday, February 16, 2017

da FACEBOOK GIOACCHINO GENCHI GLI INCENERITORI LOMBARDO CUFFARO CROCETTA LE JENE 58 MENO DI 50

Massimo Finocchiaro ha condiviso il post di Le Iene.
11 ore fa ·
Il servizio delle Iene è un grande autogol d'autore. Anche un bambino capirebbe che nessun giornalista assale alle spalle un Presidente della Regione, sotto scorta da anni, per chiedere spigazioni su una delibera di 11 anni fa a firma dell'ex Presidente Lombardo. Come loro stessi sostengono c'è in corso un procedimento disciplinare ma se ne pretenderebbe l'annullamento da Rosario Crocetta perché "loro" hanno decretato che "INGIUSTIZIA CI FU".
Il video è troppo chiaro e la strumentalizzazione, purtroppo, è fin troppo evidente.





Le Iene

12 ore fa
L’ex dirigente della Regione Sicilia Gioacchino Genchi si era opposto alla costruzione di un inceneritore sopra Palermo, perché secondo lui la realizzazione dell’impianto era un potenziale pericolo per la salute dei cittadini. Dopo il suo "no" gli è stato revocato l’incarico ed è stato colpito da una sanzione disciplinare. Iena Dino Giarrusso ha cercato di parlare con il Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta per spiegare la situazione dell’ex dirigente ma è stato placcato dalla sicurezza e gettato a terra. Le dichiarazioni rilasciate dal Presidente Crocetta sull’episodio non coincidono con quello che è stato ripreso dalle nostre telecamere.


ANZA', AREE AD ALTO RISCHIO AMBIENTALE, ARNONE, Bertolino, CAGGESE, croce,CROCETTA, CUFFARO, eni, GELA, GENCHI, INCENERITORI, ITALCEMENTI,LOMBARDO,PELLERITO, PETROLCHIMICO, TOLOMEO, TUTELA DALL'INQUINAMENTO,


Tuesday, February 14, 2017

2005 u Bologna 12 Ottobre Si Dimette Da Vicesindaco Portobello Non Mi Faceva Fare Il Sindaco 12 Ottobre intervista a Teleoccidente 14 Ott 2005

2005 u Bologna 12 Ottobre Si Dimette Da Vicesindaco Portobello Non Mi Faceva Fare Il Sindaco 12 Ottobre intervista a Teleoccidente 14 Ott 2005 

2005 u Bologna 12 Ottobre Si Dimette Da Vicesindaco Portobello Non Mi Faceva Fare Il Sindaco 12 Ottobre int... by Pino Ciampolillo on Scribd



2015,BOLOGNA, IL FILO ROSSO,CRISCI CASSAZIONE SENTENZA 15729 2016, croce, DEBITI FUORI BILANCIO, DEBORAH PUCCIO, DISSESTO, FIORENZA, IL FILO ROSSO, LA BUA, LO JACONO, MARATEA, RIEQUILIBRIO DI BILANCIO, SAPPADA,

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2015,BOLOGNA, IL FILO ROSSO,CRISCI CASSAZIONE SENTENZA 15729 2016, croce, DEBITI FUORI BILANCIO, DEBORAH PUCCIO, DISSESTO, FIORENZA, IL FILO ROSSO, LA BUA, LO JACONO, MARATEA, RIEQUILIBRIO DI BILANCIO, SAPPADA,

Saturday, February 11, 2017

Giù una delle due ciminiere della Italcementi di Isola Delle Femmine

Giù una delle due ciminiere della Italcementi di Isola Delle Femmine









09 feb 2017

Giù una delle due ciminiere della Italcementi di Isola Delle Femmine


Sono in corso già da qualche settimana i lavori ad uno dei due camini della ItalCementi di Isola Delle Femmine.
Dopo averlo interamente imbragato, gli operai stanno provvedendo, con l’ausilio di una gru, a demolirlo pezzo a pezzo, lavori che dovrebbero concludersi entro Marzo.
Un eco mostro che abbandona progressivamente le nostre menti, alla fine dei lavori rimarrà solo uno dei due camini che con l’occasione subirà dei lavori di manutenzione


Ecco la nota stampa ricevuta dalla Italcementi:
La Cementeria di Isola Delle Femmine sta predisponendo i previsti interventi di adeguamento alle BAT (Best Available Techonology) dell’Unione Europea, che permetteranno di ottimizzare ulteriormente le prestazioni ambientali della cementeria, in un’ottica di continua evoluzione dell’efficienza produttiva e ambientale. Nell’ambito di questa serie di lavori di miglioramento dell’impianto, è prevista entro marzo anche la conclusione delle operazioni di demolizione di uno dei due camini, contestualmente a interventi di manutenzione sull’altro.
L’impianto di Isola è presente sul territorio da circa 60 anni e rappresenta una risorsa di primo piano per il sistema industriale dell’isola, che nel corso degli anni ha offertolavoro a centinaia di famiglie, tra impiego diretto e indotto. Dal 1998 la cementeria ha la certificazione di qualità ISO 9002 e dal 2003 la certificazione ambientale ISO 14001. Dal 1999 è inoltre operativo il sistema di monitoraggio in continuo 24 ore su 24 delle emissioni del forno di cottura, successivamente esteso agli impianti del crudo, cotto e macinazione combustibili, a garanzia che tutte le emissioni sono in linea con quanto previsto dall’Autorizzazione Integrata Ambientale.
  • fadel  166

     09 feb 2017 alle 15:05
    nel mondo evoluto vicino al mare fanno strutture turistiche ecosostenibili qui invece cementerie, petrolchimici e mostruosità varie. termini imerese, con l’area archeologica a ridosso della spiaggia, sarebbe potuto essere un sito turistico di livello altissimo e invece fabbriche su fabbriche e mare non balneabile. che rabbia
  • Athon  793

     10 feb 2017 alle 2:02
    Impianti di questo tipo, costruiti decenni fa in zone, spesso di pregio, che hanno finito con l’esserne deturpate (Termini Imerese, Augusta, Gela etc…etc…), dovrebbero quantomeno essere obbligati a ricompensare il territorio sul piano ambientale, e in modo significativo. Servirebbero proposte legislative che andassero in questa direzione. Nel caso in cui vi fossero leggi di questo tipo, alla Italcementi di Isola delle Femmine, per esempio, si potrebbe chiedere di farsi carico del rimboschimento di alcuni dei monti, attualmente spogli, che circondano il territorio. Troppi errori sono stati commessi in passato…
  • punteruolorosso  1426

     10 feb 2017 alle 6:33
    italcementi continua a scavare nella montagna sopra isola delle femmine. il paesaggio è lunare. si dovrebbe innanzitutto fermare la distruzione. capisco il danno per l’economia, ma non sopporto che le montagne, ovvero il profilo della nostra terra, vengano deturpate. i rimboschimenti vanno fatti e subito, con specie arboree locali e arbusti che contengano le frane. e che dire della cava di billiemi sopra borgo nuovo? si sta mangiando un’intera montagna.

    questi mostri danno lavoro, ma distruggono il territorio. è lo stesso discorso dell’ilva o di bagnoli.

    si proceda alla rinaturalizzazione.
  • vicchio65  67

     10 feb 2017 alle 10:53
    Scusate, ma vorrei fare un commento controcorrente: a me dispiace che non ci siano più le ciminiere, come mi è dispiaciuto vedere cadere le ciminiere della centrale quattro venti!

    Credo che certi edifici, pur non nascendo come opere d’arte, assumono col tempo delle caratteristiche culturali proprie rappresentando una memoria storica della società. Le ciminiere non saranno state belle, ma sono ormai inscindibilmente legate ai ricordi del panorama di Isola.
  • peppe2994  2670

     10 feb 2017 alle 11:39
    Le ciminiere sono a 600 metri dal mare. Nessun abuso, nessun fastidio.
    Come si può volere la chiusura di una delle poche fabbriche che abbiamo? Ma scherzate?

    Anche se dovessero demolire tra mille anni tutta la montagna,qual’è il problema? Anzi è un fatto positivo, così si potrà realizzare una variante dell’A29.
    • punteruolorosso  1426

       10 feb 2017 alle 22:52
      scusami peppe, capisco la tua ironia ma rischia di essere presa sul serio, e quindi ti difendo in anticipo. tu non pensi che quella montagna debba sparire.

      non ho pregiudizi su chi fa impresa, ma queste grandi aziende tipo ilva, italcementi, eni ecc. campano sul ricatto lavoro-salute. e intanto distruggono l’ambiente che è di tutti. loro fanno profitti, e noi ci ritroviamo un territorio inquinato e devastato. è anche il caso di isola.
      • peppe2994  2670

         10 feb 2017 alle 23:03
        Ragionamento corretto, però in questo momento storico non possiamo permetterci certi lussi.
        Se dobbiamo parlare di distruzione, allora guardiamo un attimo all’inquinamento. La fogna in zona Carini con tutti gli scarichi a mare e gli ecomostri in fila mi turbano molto più della Italcementi.
  • peppe2994  2670

     10 feb 2017 alle 12:07
    La ciminiera in fase di demolizione è crollata da sola. Assurdo.
    Fortunatamente nessun ferito e nessun danno all’altra ciminiera.
  • Binario  46

     10 feb 2017 alle 23:35
    I lavori di demolizione dovevano terminare a Marzo; questo rappresenta uno dei rari casi dove, i lavori in Sicilia vengono espletati con congruo anticipo!!!